Smog: nessun reato, tutti assolti. Rassegna stampa

Fonte: La Repubblica, 27/11/2014
Di: Franca Serlvatici

Smog, per gli amministratori non c’è reato
La corte di appello di Firenze conferma le assoluzioni 

La corte d’appello di Firenze ha confermato le assoluzioni dell’ex presidente della Regione Toscana Claudio Martini, e dell’ex sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, accusati insieme ad altri amministratori pubblici del fiorentino di non aver contrastato a sufficienza l’inquinamento da polveri sottili (PM10) e da biossido d’azoto negli anni successivi al 2005.
Il processo di primo grado si era chiuso nel maggio 2010 con l’assoluzione degli imputati ‘perche’ il fatto non sussiste
Con Martini e Domenici erano stati indagati anche gli allora sindaci di Sesto Fiorentino, Scandicci, Campi Bisenzio, Signa e Calenzano e i rispettivi assessori all’ambiente, così come gli assessori all’ambiente regionale e fiorentino. La procura li accusava di aver disatteso la normativa europea che pone un limite ai giorni di superamento dei valori tollerati per la presenza di sostanze inquinanti nell’aria e di non aver adottato misure per la tutela dei cittadini.
“I consulenti sono costati 372 mila euro – ha commentato uno dei difensori, l’avvocato Marco Passagnoli – per un flop che a ben vedere poteva essere individuato fin dall’inizio”.
Nella sentenza di primo grado, pronunciata il 17 maggio 2010, si affermava che le concentrazioni di inquinamento da polveri sottili e da biossido di azoto non avevano superato i valori limite indicati dall’Europa e che non vi era alcuna emergenza sanitaria. Tutto il contrario di quanto sostenuto dalla Commissione europea, che già il 30 giugno 2008 aveva avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per il superamento dei valori limite in molte regioni fra cui la Toscana e che, per bocca dell’ex commissario all’ambiente Janez Potocnik, sosteneva che l’inquinamento atmosferico “continua a causare ogni anno in Europa più di 350 mila morti premature”. Il 19 dicembre 2012 la Corte europea di  giustizia ha stabilito che la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi di ridurre al di sotto dei valori limite le concentrazioni di Pm10 nell’aria di 55 zone e agglomerati italiani, fra cui la Toscana, negli anni 2006 e 2007. Nel settembre scorso la Commissione europea ha aperto una nuova procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per il superamento dei limiti delle polveri sottili in 19 “zone e agglomerati” di dieci regioni, fra cui la Toscana.

Fonte: La Repubblica, 27/11/2014

Pm10, anche in appello nessun reato per Martini, Domenici e gli altri sindaci

La Corte d’Appello ha confermato ieri le assoluzioni dell’ex Governatore Claudio Martini, dell’ex sindaco di Firenze Leonardo Domenici e degli ex sindaci di Sesto, Scandicci, Campi, Signa e Calenzano e rispettivi assessori, dall’accusa di omissione di atti d’ufficio per non aver ridotto l’inquinamento da polveri sottili (Pm10) dal 2005 al 2009. Intanto l’Italia è stata condannata in sede europea e di recente la Commissione Ue ha avviato una nuova procedura di infrazione.

Fonte: La Nazione, 27/11/2014
Di: Gigi Paoli

Smog, nessun colpevole. Assolto l’inquinamento
Innocenza confermata per 14 amministratori locali
Corte d’Appello – ribadito integralmente il verdetto di primo grado: “ll fatto non sussiste»

Le contestazioni a Regione e Comuni: per l’accusa i vari enti non avrebbero preso provvedimenti adeguati sulla qualità dell’aria per garantire la salute dei cittadini.
L’avvocato Passagnoti sorride e attacca
Uno dei difensori dell’ex assessore Claudio Del Lungo si è detto «perplesso se penso alle ingentissime spese sostenute per le consulenze in questa vicenda. Bastava un’attenta analisi giuridica per scoprire tutti i limiti di quest’indagine, un flop»

«Sono ovviamente soddisfatto per la sentenza, ma allo stesso tempo sono perplesso se penso alle ingentissime spese sostenute per le consulenze in questa vicenda, circa 372mila euro. Bastava un’attenta analisi giuridica affinché venissero subito rappresentati tutti i limiti di quest’indagine». L’avvocato Marco Passagnoli, difensore dell’ex assessore Claudio Del Lungo, esce dall’aula della corte d’appello con la toga sulle spalle, un ampio sorriso sul volto e diversi sassolini da togliersi dalle scarpe. Lo può fare, se lo può permettere, dato che ha appena incassato la seconda sentenza di assoluzione per i 14 amministratori locali finiti sotto processoper non aver recepito e messo in atto le norme per combattere l’inquinamento atmosferico da Pm10 (le cosidette «polveri sottili») e biossido di azoto.
Il Sostituto procuratore Giulio Monferini, già pubblica accusa in primo grado e ieri a fianco del sostituto procuratore generale Wilfredo Marziani, ci ha provato in tutti i modi fino alla fine: ha addirittura depositato documentazione per la formidabile quantità di 22 gigabyte. Una valanga di carta (elettronica) per provare a ribaltare il verdetto di primo grado del maggio 2010 che però la corte d’appello ha confermato integralmente. E pertanto nuova assoluzione con formula piena per l’ex presidente della Regione Claudio Martini, per l’ex sindaco di Firenze Leonardo Domenici – per i quali erano stati chiesti a suo tempo otto mesi di reclusione – e per altri dodici imputati, ex politici o in carica, per i quali i mesi di carcere chiesti dal pm erano stati cinque: gli assessori all’ambiente della Regione e del Comune di Firenze, Marino Artusa e Claudio Del Lungo, e i sindaci e gli assessori dell’ambiente Simone Gheri e Fabrizio Signorini di Scandicci, Florestano Bitossi e Antonio Morelli di Signa, Gianni Gianassi e Marta Billo di Sesto Fiorentino, Giuseppe Carovani e Alessio Biagioli di Calenzano, e Fiorella Alunni e Mania Monni di Campi Bisenzio. Per tutti gli imputati, le accuse erano getto pericoloso di cose e rifiuto di atti di ufficio sotto il profilo omissivo.
Come aveva già sottolineato l’avvocato Passagnoli «questo era un processo, non un convegno scientifico o, ancora peggio, una storia di Archimede Pitagorico. Se in quest’area hanno fatto autostrade invece di ferrovie, se è stato detto di no al nucleare, che colpa ne hanno gli amministratori locali? Ne chiedano conto al governo, no?». Regione e Comuni hanno dunque compiuto ogni atto adeguato a combattere l’inquinamento atmosferico, dando l’interpretazione più corretta della normativa comunitaria. La procura contestava agli imputati di non aver adottato provvedimenti per la tutela della salute dei cittadini, nonostante il flusso dei dati di rilevamento della qualità dell’aria imponesse, saper l’accusa, provvedimenti urgenti.

Fonte: La Nazione, 27/11/2014

Rete No Smog Firenze
Città Ciclabile
Italia Nostra
Medici per l’Ambiente
Medicina Democratica
sTraffichiamo Firenze
Terra!

Inquinamento «Serve un vero piano antismog»

Il Ratto delle Sabine, il Battistero, la facciata della Biblioteca Nazionale, venuti alla ribalta in questi giorni per i danni causati da agenti atmosferici uniti allo smog, sono solo la punta dell’iceberg di una situazione che si aggrava sempre più, basta guardare i nostri monumenti con un occhio un po’ più attento. La Rete NoSmog Firenze, costituita da Città Ciclabile, Italia Nostra, Medici per l’Ambiente, Medicina Democratica, sTraffichiamo Firenze e Terra! ricorda che gli inquinanti atmosferici – soprattutto anidride carbonica, anidride solforosa e polveri che si originano dalle combustioni, collegate soprattutto al traffico e agli impianti di riscaldamento e condizionamento – rappresentano un attentato continuo non solo alla nostra salute ma anche a marmi e pietre di cui sono fatti nostri monumenti, scatenando inarrestabili reazioni chimiche che li disgregano sempre più velocemente.
Un piano antismog, che il Comune dovrebbe adottare, servirebbe anche ad evitare i costi astronomici per rimediare ai danni, prima che diventino irreparabili.

Fonte: Il Corriere Fiorentino, 27/11/2014
Di: Antonella Mollica

Smog, un’altra assoluzione per tutti
La Corte d’Appello conferma la sentenza per Domenici, Mar e altri 12 amministratori

Non ci sono responsabili per lo smog che per tre anni ha reso irrespirabile l’aria di Firenze. Quattro anni dopo l’assoluzione in primo grado è arrivata la conferiva della Corte d’Appello per tutti i quattordici imputati: l’ex presidente della Regione Claudio Martini, l’ex sindaco Leonardo Domenici, con i rispettivi assessori regionale e comunale, e tutti i sindaci dell’hinterland, Sesto Fiorentino, Scandicci, Campi Bisenzio, Signa e Calenzano, con i rispettivi assessori all’ambiente.
Il processo in primo grado, iniziato nell’ottobre 2008 e arrivato a conclusione nel maggio 2010, era stato il primo in materia in Italia. Ma dopo due anni di udienze, con i periti di una parte e dall’altra a battagliare su numeri, regolamenti e norme erano stati tutti assolti dall’accusa di omissione e rifiuto di atti d’ufficio e getto pericoloso di cose.
Per il pm Giulio Monferini e l’allora procuratore aggiunto Giuseppe Soresina gli amministratori avrebbero fatto poco o nulla per liberare le città dallo smog e tutelare la salute dei cittadini. L’accusa era quella di aver disatteso la normativa europea che pone un limite di 35 giorni all’anno per il superamento del pm io e del biossido di azoto. Per questo la procura aveva chiesto condanne a otto mesi di reclusione per Martini e Domenici e a cinque mesi per tutti gli altri amministratori.
Ma il giudice Francesco Maradei in primo grado decise diversamente e assolse con formula piena tutti gli imputati. Nelle motivazioni della sentenza aveva poi spiegato che nell’area fiorentina non ci sono stati superamenti delle concentrazioni di polveri sottili oltre i limiti e che non c’è mai stata una vera emergenza sanitaria a causa dello smog.
Nelle stazioni all’interno del centro abitato non risultano superamenti delle concentrazioni di pm lo sopra i 35 giorni all’anno – scrisse il giudice – mentre risultano nei comuni limitrofi come Signa, ma si tratta «di stazioni influenzate dal traffico di autostrade e superstrade non governabile dagli enti locali». Quanto all’accusa di getto pericoloso di cose, rileva il giudice, non è ipotizzabile alcuna responsabilità degli amministratori dal momento che il codice penale punisce chi getta, versa, o emette cose o fumi atti a offendere o molestare le persone. In questo caso quindi sono le emissioni di fumo dallo scappamento dei veicoli a motore a provocare l’inquinamento. Ma le emissioni non sono vietate dalla legge. «L’evento da impedire – scrive il giudice – deve essere necessariamente un evento criminoso se commesso materialmente da altri, proprio per evitare che si verifichi la paradossale situazione che l’autore non risponderebbe perché il fatto non costituisce reato mentre chi lo ha materialmente commesso ne risponderebbe penalmente solo per il fatto di della Regione non averlo impedito, malgrado Claudio il fatto non costituisca reato».
«I consulenti sono costati 372 mila euro – è stato il commento di uno dei difensori, l’avvocato Marco Passagnoli – per un flop che poteva essere individuato fin dall’inizio».

Fonte: Toscana media news, 27/11/2014

Smog, nessun reato per Regione e Comuni
La corte d’appello ha confermato le assoluzioni di Martini, Domenici ed altri amministratori accusati di non aver contrastato l’inquinamento da PM10

Il processo di primo grado si era chiuso nel maggio 2010 con l’assoluzione degli imputati ‘perché il fatto non sussiste’. Oggi la Corte d’Appello di Firenze ha confermato quella sentenza. L’ex presidente della Regione Toscana Claudio Martini, l’ex sindaco di Firenze Leonardo Domenici e altri amministratori pubblici del fiorentino accusati di non aver contrastato a sufficienza l’inquinamento da polveri sottili (PM10) e da biossido d’azoto negli anni successivi al 2005, non hanno alcuna colpa. Con Martini e Domenici erano stati indagati anche gli allora sindaci di Sesto Fiorentino, Scandicci, Campi Bisenzio, Signa e Calenzano coi rispettivi assessori all’ambiente, così come gli l’assessori all’ambiente regionale e fiorentino.Secondo le accuse mosse dalla procura, gli amministratori avrebbero disatteso la normativa europea che pone un limite ai giorni di superamento dei valori tollerati per la presenza di sostanze inquinanti nell’aria e non avrebbero adottato misure per la tutela dei cittadini.

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