Archivi Mensili: novembre 2014

Carrione, la colpa è della Provincia. Procedimento contro l’ex dirigente

Fonte: Il Corriere Fiorentino

Il presidente della Regione Enrico Rossi illustra i risultati della commissione d’inchiesta amministrativa regionale
sull’argine rotto a Carrara: «Si è costruito il nuovo muro appoggiandolo su quello esistente, e che invece doveva essere
demolito e ricostruito per intero»

Dal lavoro della commissione di inchiesta amministrativa della Regione sui lavori eseguiti sul torrente Carrione risulta «che è stata realizzata un’opera diversa dal progetto iniziale, senza che nessuno abbia approvato le modifiche. Questa diversità, a parere dei tecnici della Regione, può essere all’origine del disastro, o può essere la causa o almeno una concausa. Si è costruito il nuovo muro appoggiandolo su quello esistente, e che invece doveva essere demolito e ricostruito per intero». Lo ha reso noto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Inoltre, ha aggiunto, «il progetto non è stato depositato al Genio civile di Massa per i controlli della sismica che invece sono regolarmente previsti dalla legge» e «non è stato fatto infine nessun collaudo statico dell’opera, ma solo un certificato di regolare esecuzione redatto dallo stesso progettista che è stato anche direttore dei lavori». La legge nazionale e quella regionale, ha ricordato, «prevedono invece l’obbligo del collaudo statico fatto da terzi per tutte le opere che sono in cemento armato». Il governatore ha annunciato che invierà la relazione della commissione alla Procura della Repubblica, alla Magistratura di Massa Carrara e alla Corte dei conti
Il provvedimento contro l’ex dirigente
Sarà avviato un procedimento disciplinare contro l’ex dirigente del genio civile locale. Lo ha riferito il governatore della Toscana Enrico Rossi parlando dei lavori sul torrente Carrione. Secondo Rossi «con il mancato collaudo dell’opera si è disattesa una precisa norma. Questo venire meno è responsabilità della Provincia che era responsabile per l’esecuzione dei lavori. Questo è ancor più grave – ha proseguito – alla luce delle segnalazioni che sono pervenute da parte di cittadini e ditte alla Provincia, che avrebbero dovuto spingere ad attivare i controlli». «Nulla si muove neanche dopo la segnalazione dei vigili del fuoco al Genio civile locale. Tale comportamento – ha rievocato Rossi – ci è sembrato inadeguato nella sostanza, anche se forse formalmente corretto. Il Genio civile avrebbe dovuto almeno verificare l’anomalia e chiedere spiegazioni». Il dirigente del genio civile locale di allora, ha detto ancora il governatore, «era già stato spostato dall’incarico, e posto nella segreteria dell’Autorità di bacino del Magra. Oggi stesso, per decisione della Giunta toscana e del dg del dipartimento regionale ambiente verrà rimosso anche dalla segreteria dell’Autorità di bacino». Nel frattempo «verrà avviato un procedimento disciplinare verso quel dirigente».
«La responsabilità della Provincia»
Nella vicenda dei lavori eseguiti sul torrente Carrione «è chiarissima la responsabilità della Provincia di Massa, e non può essere messa in discussione. Riteniamo che anche il Genio civile locale non abbia avuto comportamenti adeguati. Siamo riusciti ad accertare un caso di superficialità e, per alcuni tratti, di incompetenza». Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi alla luce della relazione della commissione d’inchiesta amministrativa regionale che ha evidenziato come i lavori eseguiti non fossero conformi al progetto iniziale e come per questi lavori per i non ci sia stato il collaudo. «Auspichiamo che in modo analogo al nostro – ha aggiunto – queste verifiche vengano fatte anche da parte della Provincia e dal Comune, mentre alla fine arriverà il giudizio della magistratura».
Collaudo della Regione sulle nuove opere
Sulle nuove opere sbloccate dalla Regione Toscana e dichiarate d’urgenza, che prevedono 215 interventi contro il dissesto idraulico per 130 milioni di euro, «oltre al collaudo previsto per norma nazionale abbiamo deciso di introdurre una ulteriore verifica regionale, un post collaudo, come ulteriore approfondimento affinché vengano realizzate correttamente». Lo ha annunciato il governatore Enrico Rossi. Inoltre, ha aggiunto, «a seguito dell’abolizione delle Province procederemo, rapidamente, al riordino e rafforzamento del Genio civile, riconducendo ad esso anche le funzioni di polizia idraulica, rafforzandolo». Rossi ha spiegato che un’apposita proposta legge sarà messa a punto entro la fine dell’anno.

Casole D’Elsa, Consultazione Popolare sulla Geotermia. Campagna per il NO.

COMITATO DIFENSORI DELLA TOSCANA

PUOI VOTARE SUBITO! CLICCA SULL’IMMAGINE ed inserisci i dati richiesti, riceverai una email contenente link e password da utilizzare per il voto.
Ricordiamo che possono votare:
I residenti nel comune di Casole d’Elsa, comunitari ed extracomunitari, che abbiano compiuto i 16 anni di età entro il 31 dicembre 2014;
Tutti coloro, italiani e stranieri, che siano titolari di attività nel Comune di Casole d’Elsa;
Tutti coloro, italiani e stranieri, che abbiano proprietà immobiliari (immobili e terreni) nel Comune di Casole.
Come votare
E’ possibile (per tutti gli aventi diritto) esprimere la propria preferenza in modalità telematica dal giorno 17 novembre e fino alla mezzanotte del giorno 27 novembre.
Per votare online è necessario avere:
. codice fiscale
. carta d’identità per i residenti, qualsiasi documento per i non residenti,
. un indirizzo di posta email per ricevere il codice (se necessario lo stesso indirizzo email può essere utilizzato da…

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Nuovo aeroporto di Peretola: i Comitati…non hanno letto bene il PIT?!?

Pubblichiamo la lettera dei Comitati in risposta al Governatore Rossi sulla valutazione alla Variante PIT

Coordinamento Comitati/Associazioni contro il Nuovo Aeroporto di Peretola

Egregio  Governatore Rossi,
rispondiamo direttamente alle sue asserzioni circa la nostra carenza di valutazione della Variante al  PIT, che invece abbiamo letto molto bene, a differenza di Lei che un anno fa ha preteso l’adozione con minaccia di dimissioni, per arrivare in fretta e furia alla definitiva approvazione nell’anno corrente.
Infatti, da più parti e non solo da noi Comitati, nel licenziare definitivamente la Variante. sono state rilevate superficialità macroscopiche, vizi procedurali ecc…, ma Lei, con subalternità, ha fatto sì che tutto fosse approvato, rinviando  sine die  le criticità che anche gli uffici regionali  avevano evidenziato, che anche noi Comitati/Associazioni denunciavamo nella nostra email indirizzata a Lei e a tutti i Consiglieri del 2 Luglio u.s., ma che, escluso pochi,…..avete preferito eludere.
Basta verificare i verbali delle commissioni del 8 e 9 Luglio per constatare che le questioni erano più di circostanza, che di competenza e sostanza. Poi a nostro avviso la “fuga tattica” di ENAC per evitare di rispondere a qualche domanda imbarazzante, col rischio quasi sicuro di dover rinviarne l’approvazione, facendo così slittare certe tempistiche poi non compatibili con i tempi del decreto SbloccaItalia.
Però egregio Governatore, “i nodi iniziano a venire al pettine”,  perché come recentemente dimostrato:

  • non è vero che la pista sarà monodirezionale come avete sempre sostenuto;
  • non è vero che Firenze verrà sorvolata solo in caso di emergenza;
  • non è vero che gli eventuali dirottamenti saranno solo il 2%;
  • non è vero che sarà in City Airport 3C ma un aeroporto Intercontinentale 4D.

Inoltre se Lei e/o i suoi collaboratori aveste letto bene le carte, quelle che vi abbiamo inviato, avreste visto che i “fantomatici boschi della piana” sono incompatibili con il Nuovo Aeroporto e le relative valutazioni di rischio volo, come lo sono le discariche, gli inceneritori, i tratti autostradali, i depositi di benzina, i luoghi ad alta affluenza, senza parlare del Fosse Reale regimatore principe di tutto il reticolo delle acque, che con tutte le “vostre belle parole” circa il rischio idrogeologico vorreste spostare. Non si può sempre “riparare al male fatto ex postem” vedi Carrara oppure a quanto riportato da organi di stampa il Nuovo Ospedale Apuane a rischio esondazione del torrente Scilia, perché qualcuno in fase di programmazione non si è/era accorto del potenziale Rischio Idrogeologico!!
Di tutto ciò ne è prova la documentazione allegata, dove pure il Ministero inizia timidamente e in politichese a confermare tali impedimenti, parlando di Stadio, ma non di Scuola Marescialli che con un investimento di circa 270M di soldi pubblici dovrebbe essere abbattuta, per far posto al Nuovo Aeroporto!!
Inoltre egregio Governatore le alleghiamo anche una lista di aereporti Europei, con gli anni di costruzione e la distanza dai centri abitati, noterà come la maggioranza sia almeno a 10/12 km,  e quelli più vicini siano comunque  di “vecchia progettazione” e che Peretola sia in “Primis” il più vicino di tutti, ma il” buon senso” non ci appare una Sua prerogativa.
Stante l’attuale situazione in cui “mezza” Toscana finisce puntualmente sott’acqua, volere insistere, attraverso la realizzazione del Nuovo Aeroporto di Firenze, nella continua cementificazione del suolo,  nella distruzione dell’equilibrio idrogeologico raggiunto con tanti sacrifici nella Piana, continuare a non ascoltare la stessa Arpat che definisce (osservazioni PIT) il Parco della Piana “incompatibile” con quella infrastruttura, oppure il magnificarsi delle “colture biologiche proposte nel Piano” senza specificare che tale coltivazione avverrà sotto le rotte e quindi dei residui incombusti degli aerei; secondo il nostro parere, significa praticare una politica che  sostiene il vantaggio di pochi, a scapito di tutta la collettività, sia per la parte ambientale che patrimoniale.

Convegno sul ruolo degli alberi nelle nostre città

Invitiamo a partecipare, domani 21 novembre 2014, al convegno “Il ruolo degli alberi nelle nostre città”. Mariarita Signorini interverrà per Italia Nostra, mentre a Firenze.
Segnaliamo che a Firenze hanno ricominciato a capitozzare gli alberi, nei pressi di Viale Petrarca-Piazza Tasso. Stavolta tocca ai tigli di via Villani. Potete vedere le immagini cliccando qui.
Purtroppo si continua pervicacemente a danneggiare il nostro patrimonio arboreo, senza che la sensibilità mutata e in aumento dei cittadini in questi ultimi anni, riesca a intaccare minimamente gli amministratori della nostra città.
Vi aspettiamo domani per difendere il nostro patrimonio arboreo prima che sia troppo tardi!

Clicca qui per scaricare il programma della giornata

Fonte: Nove da Firenze

Venerdì 21 a Firenze la Giornata Nazionale dell’albero
Dalle ore 10,00 presso il giardino di via dei Bassi il Sindaco Dario Nardella e il Presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni

Firenze che litiga per gli alberi. Alberi “assassini” che causano tragedie, alberi “malati” che cadono se tira vento, alberi “abbattuti” per far posto alla Tramvia.
Firenze ha visto persino un sindaco, Leonardo Domenici, dover rispondere in sede giudiziaria dell’abbattimento di alberi alla Fortezza da Basso.
Una polemica quasi quotidiana che ha visto il dibattito passare dalla manutenzione del verde con le famigerate “capitozzature” alla eliminazione del verde che “intralcia” i progetti: come avvenuto in viale Morgagni, come avvenuto sul Mugnone per la realizzazione del Ponte Bailey e come accadrà allo Statuto per fare posto alla nuova sede tramviaria. Italia Nostra in prima fila ha messo Firenze nella lista nera.
Firenze ha deciso, però, che può privarsi degli alberi.
Poi capitano ricorrenze ed eventi che fanno riflettere e sui quali a volte è difficile dare spiegazioni, anche ai bambini che solitamente capiscono fin troppo. Firenze che abbatte gli alberi poi li festeggia?
In occasione della Giornata Nazionale dell’albero, 21 novembre, il Quartiere 4 organizza una piantumazione di tigli presso il giardino di via dei Bassi alle ore 10,00.
Si tratta di un’area verde presso il centro commerciale Esselunga di via Canova.
Ai bambini verrà spiegata l’importanza de “l’assunzione di responsabilità per il benessere futuro di quella pianta”.
Venerdì 21 novembre gli alunni delle classi partecipanti (2 classi della primaria Calvino 3a e 3b insieme ad altre 4 classi della primaria De Filippo 1a, 1b, 3a e 3b) quindi più di 180 bambini, aiutati dai giardinieri del quartiere 4 pianteranno un albero apponendovi una targhetta identificativa “segno tangibile che simboleggia l’assunzione di responsabilità per il benessere futuro di quella pianta”.
“Un appuntamento – spiega il Presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni – per sviluppare nei ragazzi dei germogli di cittadinanza consapevole, specialmente sotto il profilo dell’educazione ambientale”. All’iniziativa sarà presente anche il Sindaco di Firenze Dario Nardella.

Il paese degli alibi

Fonte: La Repubblica, 16/11/2014
Di: Salvatore Settis

Il disastro annunciato che colpisce l’Italia a ogni botta di maltempo innesca ogni volta gli stessi effetti: i primi giorni pianti e lacrime, imprecazioni, ipotesi di mega- piani risolutori. Subito dopo, le chiacchiere si dissolvono nel nulla e si torna alla consueta strategia dell’oblio. Eppure quel che è in ballo è la vita dei cittadini, la salute del territorio, la salvaguardia delle generazioni future. Viceversa, ci industriamo a sbandierare alibi: cambiamenti climatici, bombe d’acqua, il fato, la sfortuna. Ma non ci sono scuse: non è vero né che questi disastri siano imprevedibili, né che siano recente novità, dato che già negli anni 1985-2011 si sono verificati in Italia 15.000 eventi di dissesto, di cui 120 gravi, con 970 morti (rapporto Ance-Cresme).
È vero invece che i governi d’ogni segno chiudono gli occhi per non vedere che l’Italia è il Paese più fragile d’Europa, col 10% del territorio a elevato rischio idrogeologico, il 44% a elevato rischio sismico, mezzo milione di frane in movimento. Un solo rimedio è possibile: mettere in sicurezza il territorio, programmare e avviare grandi opere di manutenzione e salvaguardia. Fare, per quel corpo di tutti che è l’Italia, quello che ognuno fa per il proprio corpo: non aspettiamo una malattia grave per andare dal medico, corriamo ai ripari da prima, sappiamo che prevenire è meglio che curare. Non si eviteranno tutti i danni, ma se ne ridurrà enormemente il numero, la frequenza e la portata.
Quali sono i costi di questa mancata manutenzione? Se- condo il rapporto Ance-Cresme, non meno di 3,5 miliardi di euro l’anno, senza contare morti e feriti. E quanto ci vorrebbe per mettere in sicurezza l’intero territorio italiano? Qualcosa come 1,2 miliardi l’anno, per vent’anni. Dunque l’opera di prevenzione, nei tempi lunghi, non è solo un investimento, è un risparmio. Ma proprio questo è il problema: i nostri governi rifuggono dai tempi lunghi, sono anzi afflitti da cronica miopia. Non sanno guardare lontano, non praticano la nobile lungimiranza predicata da Piero Calamandrei («la Costituzione dev’essere presbite »). Sono afflitti da strabismo, anche: davanti ai peggiori disastri, ne distolgono lo sguardo e sognano “grandi opere” (cioè grandi appalti), proclamando che da lì, e da lì solo, verrà l’agognato benessere.
E la storia si ripete: nel 2009, dopo la frana di Giampilieri (Messina) che seppellì 39 cittadini, il sottosegretario Bertolaso sostenne che era impossibile finanziare la messa in sicurezza dell’area, e due giorni dopo il ministro Prestigiacomo proclamò che bisognava affrettarsi a fare (su quelle frane) il Ponte sullo Stretto. Con identica sequenza, a far da contrappunto ai lutti in Liguria è venuta la dichiarazione del ministro Lupi alla Camera (10 novembre): «Io sono sempre favorevole alla realizzazione del Ponte e credo sia un tema che qualunque governo dovrebbe porsi».
Anziché leggere i segni premonitori dei prossimi disastri nel paesaggio deturpato, nell’assenza di piani paesaggistici regionali (invano prescritti dal Codice dei Beni culturali e del paesaggio), nella mancanza di una carta geologica aggiornata (per il 60% del territorio dobbiamo accontentarci di quella del 1862!), ci stracciamo le vesti a ogni disastro, come se i colpevoli non fossimo proprio noi. Questa incuria, che coinvolge anche un’opinione pubblica incline a distrarsi, è ormai “strutturale”, un dato fisso dell’orizzonte politico italiano. A chi giova? A chi pratica una selvaggia deregulation, che nega ogni pianificazione di lungo periodo e in nome della libertà delle imprese e di uno “sviluppo” identificato con la speculazione edilizia calpesta i diritti dei cittadini e la tutela del territorio.
Nessun governo ha finora avuto il coraggio di fare una spregiudicata analisi degli errori, prerequisito indispensabile di ogni capacità progettuale. Anzi, nel recente Sblocca- Italia si prevede per la manutenzione del territorio un contentino di 110 milioni, a fronte di quasi 4 miliardi di spese in nuove “grandi opere” che accresceranno la fragilità del territorio. Dopo la Bre-Be-Mi, autostrada fallimentare e semivuota, avremo dunque la Orte-Mestre, con un beneficio fiscale di quasi due miliardi per le imprese costruttrici. Verrà perfino ripresa la costruzione della Valdastico, già nota come Pi-Ru-Bi (Piccoli- Rumor-Bisaglia), e lasciata poi cadere perché superflua. Ma l’unica, la vera “grande opera” di cui il Paese ha urgentissimo bisogno (e che genererebbe moltissimi posti di lavoro) è la messa in sicurezza del territorio. Per imboccare questa strada manca a quel che pare l’ingrediente essenziale: un’idea di Italia, un’idea declinata al futuro.

Capitozzatori all’opera!

Continuano imperterriti a capitozzare le alberature, iniziate lo scorso anno in Viale Petrarca, per le quali era scattata pure una denuncia.
Ora è la volta del viale dei tigli di via Villani, sempre nei pressi di piazza Tasso. L’ufficio Ambiente dice che la responsabilità è del quartiere 1 e si seguita a massacrare il nostro patrimonio arboreo!

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