No tram, missione verde. L’appello del Coordinamento 20 gennaio

Fonte: No Tranvia Coordinamento 20 gennaio
Di: Claudio Capanni

Dalle cento fiaccolate contro la linea 3 alla lettera all’assessore 

Firenze, 28 novembre 2014 – Missione verde, i no tram si giocano la carta diplomatica. Due mesi fa avevano annunciato il blitz internazionale: un’informativa sul piano di abbattimento alberi lungo il percorso della futura linea 3 della tramvia Careggi-Smn da spedire direttamente alla sede parigina del quartier generale Unesco.
Poi il faccia a faccia con le motoseghe in piazza della Vittoria dove il Comune pochi giorni fa ha abbattuto dodici pini a rischio cedimento davanti al liceo Dante.
Ieri l’ultimo atto con le cento fiaccole sfilate da viale Morgagni sulla riva del Mugnone per ribadire il no dei residenti al massiccio piano di abbattimento del verde previsto dalla carte della Tram, la società concessionaria dei lavori. Ma il bilancio della guerrilla dei residenti radunati sotto il Coordinamento XX Gennaio, resta in perdita.
Palazzo Vecchio ha tirato dritto come un panzer e finora il conto degli abbattimenti previsti nel crono-programma per far spazio alla linea 3 è in piena regola coi tempi: dei 56 previsti da progetto nell’area dei cantieri Milton-Strozzi-Statuto quasi la metà è stata eseguita. Il Coordinamento così ha deciso di tentare la via diplomatica con una lettera aperta all’assessore all’Ambiente Alessi Bettini. Obiettivo: mettere un freno alla rivoluzione green di Palazzo Vecchio. O almeno salvare parte dello skyline arboreo del quartiere dello Statuto disegnato da Giuseppe Poggi a fine Ottocento per mitigare lo smog delle prime automobili a vapore.
L’equazione no tram: le chiome degli alberi giovani e di specie arbustive non avranno lo stesso potere di filtrare i particolati inquinanti dispersi nell’aria e raffreddare la temperatura. Un’operazione svolta oggi dagli alberi storici presenti nel quartiere. I 173 reimpianti che saranno realizzati lungo il percorso della linea 3 (a fronte di 125 abbattimenti con un saldo positivo di 48 alberi in più rispetto ad oggi) previsti nel progetto per i residenti non basterebbero a tutelare il quartiere da smog e surriscaldamento.

Ecco il testo integrale della lettera appello del Coordinamento 20 Gennaio all’assessore all’Ambiente Alessia Bettini

“Come lei sa gli alberi sono stati oggetto di attenzione mediatica in questo mese di novembre. Legambiente ha coinvolto gli studenti di tutta Italia adottando lo slogan “abbraccia un albero” . La scorsa settimana nel Salone dei Cinquecento agronomi, architetti, climatologhi sono intervenuti al convegno “Il ruolo degli alberi nelle nostre città”. Durante il convegno, sono stati toccati più o meno tutti gli aspetti per cui l’umanità trae da sempre enorme beneficio dalla loro presenza: riduzione dell’inquinamento, abbassamento della temperatura attraverso la traspirazione delle foglie, ossigeno, ombra, bellezza e ristoro dell’anima.
E’ risultato abbastanza chiaro che l’azione benefica degli alberi è strettamente connessa o addirittura direttamente proporzionale ad alcuni determinanti parametri: età della pianta, grandezza della chioma e permanenza delle foglie. Su questi punti gli intervenuti erano tutti d’accordo. In concreto tuttavia la realtà fiorentina è stata completamente ignorata se non per mostrare scorci bellissimi di alcuni giardini e panoramiche delle sue famose colline. Invece di Firenze si dovrebbe parlare. Da qualche tempo le alberature della città vivono una situazione molto critica: o sono lasciate all’incuria, da cui deriva una situazione di pericolo permanente per i cittadini o sono sottoposte a drastiche e inesperte potature. Ma l’aspetto più drammatico riguarda tutte quelle piante, centinaia, che pur non essendo né malate né pericolose e che costituiscono quanto di più utile e bello ci possa essere nel regno vegetale come un grande e frondoso albero adulto, sono stati tagliati e lo saranno entro brevissimo tempo per motivi di mobilità, parcheggi e altro.
Sulla base di tali esigenze verrà radicalmente modificato buona parte dell’assetto del verde della città. Molte zone resteranno prive di piante per mancanza di spazio fisico per la ripiantumazione. Altre zone verranno trasformate dalla presenza di nuove alberature. Non più lecci, cipressi, bagolari e platani, piante introdotte nelle strade del primo ‘900 per resistere e mitigare il nascente traffico delle città italiane, ma Acer campestre, Carpinus Betolus, Celtis Australis, Frazinus Ornus, Koelreuteria Paniculata, etc. La metà di queste specie sono arbustive, adatte per siepi, di origine cinese, giapponese, nordamericana…
Mi permetterò alcune considerazioni sugli effetti di tali piante. Un albero adulto, con circa 60 metri cubi di chioma può contrastare validamente gli effetti negativi del vivere urbano, non lo può fare invece un albero giovane, con struttura filiforme, scarsa chioma a foglie caduche e spesso di tipologia nana, come sono le alberature menzionate nella Relazione Illustrativa del comune, di cui si vede un esempio nei miseri tigli di Viale Morgagni. Il nuovo arredo urbano, trasformando esteticamente strade e piazze avrà una importante incidenza sul valore dell’abitato e sui beni dei cittadini e snaturerà l’aspetto della città.
La scarsa densità di foglie e quindi di ombra priverà gli abitanti di centri di sosta attrezzati e di aggregazione. Venendo meno la possibilità di nidificare e di sostare sui rami spariranno gli uccelli predatori di insetti e le zanzare, che già adesso il comune non riesce efficacemente a fronteggiare, aumenteranno. Le nuove tipologie di piante non potranno mitigare l’innalzamento della temperatura in atto, che sarà particolarmente percepibile e avrà effetti drammatici nelle strade urbane anche per fenomeni di rifrazione della luce. Mi lasci infine fare la seguente considerazione. La trasformazione che il comune sta perseguendo non è frutto di un procedimento democratico.
La sua portata è talmente grande che i cittadini avrebbero dovuto essere chiamati a partecipare alle scelte o quantomeno a esprimere delle preferenze. Nei riguardi di decisioni imposte non possiamo che sentirci impotenti e anche preoccupati. Ma la prego, di fronte a una più che fondata e ragionevole preoccupazione più volte e in più occasioni espressa, non ci risponda che le operazioni in atto sono volte a aumentare e migliorare l’attuale verde urbano, in quanto per 100 alberi abbattuti ne saranno ripiantati 200. Non può ritenere che gli alberi siano tutti uguali, che siano meri numeri per cui 200 è maggiore di 100”.
Deanna Sardi per l’associazione “Piazza della Vittoria”

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