Blitz sulle ”Linee di Nazca”: la rabbia del Perù e le scuse di Greenpeace

Greenpeace ha deturpato il sito archeologico patrimonio dell’umanità di Nazca in Perù con una enorme scritta gialla che pubblicizza le rinnovabili. Succede quando l’ambientalismo si mischia con la speculazione.
L’oltraggio ha fatto imbufalire l’intero Perù.
“Il governo peruviano ha spiegato che l’accesso all’area dove si trova il disegno di un colibrì, quella raggiunta dagli attivisti di Greenpeace, è “rigidamente proibito”: a nessuno, nemmeno al presidente e ai ministri del governo peruviano, è permesso di entrare senza autorizzazione. Anche coloro che riescono a ottenere l’autorizzazione devono seguire alcune regole, come indossare delle calzature apposite che permettano di non rovinare il sito.
Castillo ha detto che le impronte lasciate dagli attivisti di Greenpeace potrebbero rimanere lì anche per centinaia o migliaia di anni. Il governo peruviano ha detto che cercherà di evitare che gli attivisti di Greenpeace escano dal paese. Le accuse a loro carico riguardano il reato di danneggiamento di monumenti archeologici, che prevede fino a sei anni di carcere.”

Fonte: La Repubblica

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