Rifiuti radioattivi bruciati a Fenice. Fermato l’impianto

Fonte: OLA Ambientalista

La Ola aveva già chiesto chiarimenti sullo stop del forno rotante (industriale) ed oggi sono entrambi i forni ad essere stati fermati. La Regione e l’Arpab dovranno fornire molte spegazioni, che avevamo già chiesto nei giorni scorsi chiedendo al Ministero dell’Ambiente una verifica dei monitoraggi sotto l’aspetto tecnico-amministrativo al quale la Ola si era rivolta. Il ministero dovrà intervenire e chiudere l’impianto. La Regione sospenda l’AIA e chiuda senza indugio l’impianto. Questa volta auspichiamo definitivamente. E’ il sindaco di Melfi a fornire alcune spiegazioni su Facebook, dopo che alcuni nostri attivisti ci avevano segnalato un carico di rifiuti urbani bloccato dalla polizia e “tute gialle” dei vigili del fuoco del nucleo “contaminazione nucleare” presenti nell’area.
Su quanto accaduto è necessario ora che si faccia chiarezza e se la radioattività rilevata abbia già potuto recare rischio alla salute e all’ambiente.
Ecco quanto scritto dal sindaco di Melfi, Livio Valvano: “Alle 14.00 circa Fenice ha segnalato la presenza di radioattività superiore alla norma nei rifiuti urbani nella fase di accettazione.
“E’ stato l’impianto di controllo presente dentro lo stabilimento Fenice a rilevare la grave anomalia – scrive Valvano – e sono intervenuti tecnici ARPAB e il nucleo speciale dei vigili del fuoco di Matera, coordinati dalla Prefettura di Potenza. Domattina leggeremo il rapporto dei vigili del fuoco. La situazione è sotto controllo”
“L’area all’interno di Fenice è stata perimetrata dai vigili del fuoco. Da quanto ho potuto sapere telefonicamente si tratterebbe di rifiuti ospedalieri provenienti da una delle discariche presenti sul territorio. Iodio 131; decade in 10 giorni. I colloqui telefonici inducono a ritenere che non ci sono rischi. Certo il caso fa emergere una evidente lacuna nella gestione e nel trasferimento dei rifiuti urbani verso le discariche e dentro la discarica, sempre che si confermi che tale materiale sia transitato all’interno di una discarica”.
“Bisogna attendere ulteriori accertamenti sul percorso e sulla provenienza di questo materiale (rifiuti di origine ospedaliera) – conclude il sindaco Valvano –  ma è chiaro che c’è un deficit nel percorso che non consente di rilevare la pericolosità del rifiuto, oltre alla responsabilità grave di chi lo ha conferito insieme ai rifiuti urbani”.
La Ola informerà sull’evoluzione della questione e continua a chiedere chiarimenti dalle isituzioni pubbliche che non si sono degnate di formnare alcuna risposta alle domande rivolte dalla Ola e sull’origine deollo Iodio che oggi scoprimiamo essere associato anche ai rifiuti urbani, oltre che a quelli industriali. E chiediamo inoltre: da quando l’inceneritore Fenice è un centro di smaltimento nucleare?

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