Archivi Mensili: febbraio 2015

Inceneritore Case Passerini: mamme no inceneritore 4 marzo ore 21 al Teatro 334

Appuntamenti in preparazione alla  grande manifestazione dell’11 aprile 2015 contro l’inceneritore di Case Passerini.
Cliccate sulle immagini per scaricare i volantini.

      

 

Piano Paesaggistico: comunicato stampa di Italia Nostra e rassegna stampa sull’incontro della associazioni ambientaliste

Fonte: Italia Nostra, 26/02/2015

Renzi difenda il Piano Paesaggistico della Toscana!
Il Presidente di Italia Nostra, Marco Parini ha chiesto al presidente del Consiglio, quale segretario del PD, di intervenire sul suo partito in Toscana.

Marco Parini, Presidente Nazionale di Italia Nostra, durante la conferenza stampa svoltasi ieri a Firenze, ha chiesto a Matteo Renzi di intervenire a tutela del Piano Paesaggistico della Toscana. “Nella veste di Segretario del PD – ha dichiarato Marco Parini, presidente nazionale di Italia Nostra – Renzi intervenga sul suo partito in Toscana affinché il piano sia approvato così come licenziato dalla Giunta Rossi nel 2014 in ragione della co-pianificazione avvenuta proprio fra Regione e MiBACT. Diversamente chiederemo al Ministero di opporsi. Non immaginiamo che Renzi possa accettare un piano dannoso per il paesaggio, per l’agricoltura e per i beni culturali della sua Toscana e, quindi, per la sua immagine. Molte regioni guardano a questo piano pilota come a un modello. Chiediamo anche all’assessore Marson che non si dimetta e che combatta fino in fondo. Chi la mandasse via se ne dovrà assumere tutta la responsabilità. Il maxi-emendamento è stato ritirato, ma altri emendamenti permangono, e mi chiedo come si possa immaginare un rinvio alla prossima legislatura”.
Gli emendamenti contro il Piano Paesaggistico della Toscana rappresentano un attacco gravissimo a danno di uno strumento di pianificazione urbanistica regionale che non ha precedenti negli ultimi 20 anni. Le associazioni di tutela ambientaleCAI, FAI, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Mountain Wilderness,ProNatura, Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio, Slow Food Toscana, WWF– riunite a Firenze, tutte concordi difendono il testo originario del Piano dai continui emendamenti che, per come concepiti, appaiono chiaramente suggeriti da alcune lobby e che mirano a distruggerlo. Le associazioni vigileranno con molto scrupolo l’iter in corso per evitare che ciò accada. Il Piano che, per la prima volta, prende in esame il territorio nel suo insieme di natura, storia, società civile, è frutto di una straordinaria concertazione e co-pianificazione con il MiBACT. E ora la politica, con un atto di arroganza, intende calpestarlo annientando quattro anni di lavoro di quanti, a questo strumento, hanno sapientemente lavorato con capacità, professionalità e rigore.
Gli emendamenti presentati in Consiglio regionale dalla stessa maggioranza che lo scorso anno approvò il Piano, puntano a stravolgere e demolire quella rete di protezione disegnata con intelligenza e responsabilità. Il contenimento al consumo di suolo, di coste, di spiagge, le limitazioni all’estrazione del marmo, alla distruzione dei monti, la regolamentazione dell’agricoltura, così come posti nel testo originario, esprimono una gestione intelligente del territorio il cui sviluppo è possibile e sostenibile solo andando oltre lo sfruttamento di risorse ambientali. Un disegno che può diventare motore di sviluppo e dare ulteriore valore alla Toscana, con una visione strategica che non risponde più solo ad interessi e aspettative di breve respiro.
Questi i punti salienti emersi durante gli interventi:
“Chiediamo all’assessore Marson che non si dimetta e che combatta fino in fondo – sostiene Marco Parini, presidente di Italia Nostra -. Renzi difenda il piano della sua Regione e intervenga sul suo partito in Toscana perché lo conservi così come licenziato dalla giunta Rossi, in ragione della co-pianificazione avvenuta proprio fra Regione e MiBACT. Non immaginiamo che possa accettare un piano dannoso per il paesaggio, per l’agricoltura e per i beni culturali della Toscana e, quindi, per la sua immagine”.
“Se il piano dovesse passare snaturato rispetto alla sua origine, chiederemo al MiBACT di non approvarlo” dichiarano le associazioni.
“Con la nostra azione compatta abbiamo già ottenuto un primo importante risultato: il ritiro del maxi-emendamento del PD” afferma Fausto Ferruzza, Presidente Legambiente Toscana.
Il FAI ha sottolineato l’importanza della difesa delle coste.
“Vigileremo sull’iter di approvazione affinché non venga stravolto” ha detto Daniela Burrini, Lipu Toscana.
CAI, ProNatura e Mountain Wilderness ribadiscono “l’assoluta necessità di difendere la tutela delle montagne e delle acque”.
Mauro Chessa, presidente della Rete dei Comitati per la difesa del territorio ha ricordato come, “a fronte di tanta distruzione, la realtà è che il 50% delle cave è detenuto dalla famiglia di Bin Laden che controlla anche il 70% della produzione totale del marmo”.
“A quanti ci accusano di mettere a rischio tanti posti di lavoro – afferma Antonio Dalle Mura, presidente Italia Nostra Toscana – si deve dire che i moderni metodi di lavoro, con l’uso di lame diamantate e alta tecnologia dei macchinari, permettono di velocizzare i processi di lavoro aumentando le quantità estratte ed escludendo di fatto molta manodopera. A questo si aggiunga che la maggior parte del marmo non viene lavorato in loco, ma trasportato all’estero con un danno economico sia per la comunità locale che per il fisco”.
Dichiara Marcello Demi, delegato WWF Toscana: “Il WWF ribadisce che ulteriori modifiche al piano, peraltro già fin troppo smussato nella fase delle osservazioni, ne inficerebbero i contenuti innovativi. Ricordiamo che oltre al paesaggio toccano il piano della tutela di ambienti unici come le Apuane e la biodiversità regionale nel suo complesso, capitale naturale sul quale si dovrebbe fondare l’economia di una Toscana sostenibile. E’ compito delle associazioni ambientaliste dare voce a chi voce non ne ha, ed è compito della politica ascoltarla e considerarla alla pari delle altre. Non verremo mai meno al nostro dovere, che la politica faccia altrettanto”.
“Sosteniamo questo piano – dichiara Stefano Beltramini di Slow Food Toscana– a maggior ragione dopo aver manifestato già a Natale quando il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge regionale toscana 65/14 dichiarando che alcune norme di indirizzo sui centri commerciali medio grandi contravverrebbero ai principi della libera concorrenza, in pratica sostenendo che la media e grande distribuzione sarebbe stata minacciata dalla tutela paesaggistica e ambientale della stessa legge”.
Il Piano paesaggistico della Toscana coinvolge città storiche e periferie, pianure e rilievi con un assetto del territorio in cui la storia si connette al lavoro, alla cultura e alla natura. Le ragioni della tutela si affiancano alle istanze del lavoro e della sicurezza, l’agricoltura incide sull’economia e quindi sulla società e la cultura è volano del turismo. E sì che le scelte di Piano avevano trovato il loro fondamento e la loro legittimazione in un quadro conoscitivo ben impostato, dettagliato e approfondito, articolato in 20 “ambiti di paesaggio”.

Fonte: Tgr Regione Toscana, 26/02/2015

Cliccate qui per vedere il servizio del Tgr Toscana del 26.02.2015, al min. 2.40 circa

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2-4 marzo: Maratona di turismo ferroviario per anticipare l’VIII Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate

Fonte: Italia Nostra

Un viaggio in treno dalla stazione di Rimini alla stazione di Lecce, andata e ritorno

Il petit-tour di Co.Mo.Do. in treno alla volta della sempre più bella Italia, come evento anticipatorio dell’8a Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate di domenica 8 marzo 2015.
In Italia, nonostante dismissioni e chiusure, sopravvivono ancora decine di linee ferroviarie minori che collegano città e paesi. Hanno ancora grandi cose da dire: favoriscono il turismo in aree marginali, sono di supporto alla mobilità dolce e agli spostamenti locali, hanno una vera funzione ecologica e sostenibile. Se mantenute, magari un giorno, potrebbero tornare ancora più utili, come quando furono costruite un secolo fa con grande gioia delle popolazioni. Da lunedì 2 marzo 2015, viene realizzato un viaggio-reportage, ideato dalla Confederazione della mobilità dolce per documentare lo stato e le potenzialità di alcune di queste piccole ferrovie su un itinerario da Rimini a Lecce.
Insomma il trionfo della lentezza, come provocazione o come stile di vita e soprattutto lancio del turismo ferroviario per il tempo libero, in linea con gli altri paesi europei.
Scarica il depliant con l’itinerario e tutte le informazioni
Scarica il pdf con la locandina
Programma
Lunedì 2 marzo
Partenza da Rimini (9.10) – Arrivo ad Ancona (10.18) con IC.
603. Ad Ancona alle ore 10.30 presso la SEF Stamura (g.c), Mole Vanvitelliana vi sarà un Incontro/dibattito dal titolo “Le Marche che noi vogliamo“: Potenziare il trasporto pubblico su ferro Civitanova-Macerata-Fabriano-Pergola come già fatto per la Ascoli-Porto d’Ascoli, verificare la sostenibilità econo- mica di altri progetti sostenuti dai territori come ad esempio laFano-Urbino, la Porto S. Giorgio-Fermo-Amandola e la “ferrovia dei due mari” di Ascoli Piceno. Parteciperanno i rap- presentanti delle Istituzioni Pubbliche, delle Amministrazioni Locali, delle Associazioni Ambientaliste e Culturali, delle Associazioni e Comitati pro ferrovie, dell’AIPAI, del FAI Delegazione di Ancona. Per Co.Mo.Do. sarà presente il Presidente Arch. Bottini, il Presidente Onorario Donati e i Consiglieri Ferrari e Cinquini.
Ripartenza per Pescara dalla stazione di Ancona alle 13.40 con arrivo alle 15.50 con Regionale 12051.
Pescara incontro con la delegazione Legambiente Abruzzo presso la “Sala Green Station”, la prima in Abruzzo per rilanciare la sostenibilità e lo sviluppo del terri- torio per valorizzare, all’interno della città di Pescara, la Stazione centrale che viene percepita come spazio fisico per offrire ai cittadini servizi e opportunità di incontro, per proporre nuovi modelli di sviluppo del proprio territorio per renderlo più sostenibile, sano e attraente e per contrastare i fenomeni di emarginazione sociale dei soggetti più deboli e di favorire i processi di inclusione sociale e di accoglienza. Sono questi i principi alla base dell’intesa sottoscritta da Legambiente, Ferrovie dello Stato Italiane e Rete Ferroviaria Italiana per il recupero delle stazioni impresenziate in diversi territori in Italia e che propongono progetti che abbiano finalità sociali d’interesse collettivo per la salvaguardia ambientale, per realizzare attività di protezione civile, per promuovere turismo educativo, naturalistico, storico e culturale, per la riscoperta culturale e per far crescere l’importanza di alcuni valori che i nostri territori conservano.
Alle ore 19.00 presso il giardino dell’Aurum di Pescara aperitivo- incontro con la delegazione di Italia Nostra Abruzzo, con i rappresentanti dell’Archivio di Stato della Provincia di Pescara, e i rappresentanti della Fondazione Università Gabriele d’Annunzio, del Forum provinciale Salviamo il Paesaggio, dell’Aipai Abruzzo.
Martedì 3 marzo
Partenza da Pescara (8.12) alla volta della stazione di Lanciano (8.49) con Treno della Sangritana.
Arrivo a Lanciano alle ore 8,49. Si farà visita al Centro Storico della Città (Cattedrale, vista del porto, vista e/o visita dei “trabucchi”, visita del Castello Svevo). A seguire partenza per Larino passando per l’agro di Campomarino per visionare un tratto della linea ferroviaria Termoli-Campobasso-Benevento (Terza ferroviaria d’Italia, tutt’ora interessata da lavori di ristrutturazione nel tratto Termoli-Larino). Ripartenza per raggiungere la Stazione Ferroviaria di Termoli, dalla quale la Delegazione della 3° Maratona Ferroviaria salirà sul treno Freccia Bianca delle ore 15,33 per raggiungere la Puglia con destinazione Lecce. Nel transito del Freccia Bianca 9807 a Foggia alle ore 16.17 saliranno nuovi testimonial pugliesi della Maratona. Arrivo in stazione a Lecce alle ore 18.47 e accoglienza dei partecipanti alla Maratona di Turismo Ferroviario.
Alle h 19.00 presso il Museo Ferroviario della Puglia, Tavola Rotonda dal titolo “Il Ruolo dei Treni Storici nella Mobilità Dolce“. Il resto della comitiva che dormirà a Lecce si trasferirà a Gallipoli la mattina successiva con treno ordinario Ferrovie Sud est in partenza da Lecce alle 07.58.
Mercoledì 4 marzo
h 9.15 – Ritrovo dei partecipanti alla Maratona presso la stazione centrale di Gallipoli con autorità locali e organi di stampa.
h 9.45 – Partenza del Treno Storico Salento Express dalla stazione centrale di Gallipoli verso la fermata di Gallipoli Porto
h 10.00 – Banchina della fermata ferroviaria di Gallipoli Porto. Conferenza Stampa di chiusura della Terza Maratona di Turismo Ferroviario riguardante un’ipotesi di rilancio in chiave turistica del tronco ferroviario di Gallipoli Porto, attualmente sospeso al traffico ordinario e a rischio di dismissione a causa di un progetto comunale volto ad aumentare il traffico veicolare sul Lungomare Marconi.
h 11.00 – Trasferimento da Gallipoli a Tuglie con autovetture.
h 11.15 – Arrivo a Tuglie presso il Museo della Civiltà Contadina, sede dell’unica fermata in Italia ad uso esclusivo di un polo museale.
h 12.35 – Partenza dalla fermata del Museo della Civiltà Contadina con il treno ordinario delle Ferrovie Sud est diretto a Lecce.
h 13.35 – Arrivo a Lecce.
h 14.13 – Ripartenza da Lecce con il Frecciabianca 9830.
Vai al programma su www.ferroviedimenticate.it

Ampliamento Aeroporto Vespucci e i rischi per la salute: la denuncia di ISDE

Fonte: ISDE Firenze, 11/02/2015

ISDE Firenze (sezione provinciale di ISDE Italia Associazione Medici per l’Ambiente) esprime grande preoccupazione in merito al progetto di ampliamento dell’Aeroporto Vespucci di Firenze, per i riflessi negativi sulla salute di coloro che vivono nelle zone circostanti, considerando la sua peculiare ubicazione cittadina. Questo non solo per il rischio di possibili incidenti aerei al momento del decollo e dell’atterraggio, ma anche, e soprattutto, per i potenziali danni alla salute legati all’inquinamento: infatti, in estrema sintesi, un aeroporto è fonte di inquinamenti multipli

  1. inquinamento atmosferico provocato dalle emissioni prodotte dai motori degli aerei
  2. inquinamento acustico generato dalle fasi di avvicinamento, atterraggio e decollo degli aerei e del connesso traffico veicolare
  3. inquinamento elettromagnetico, prodotto dai sistemi radar delle torri di controllo e degli aerei, insieme alle antenne di radiotrasmissione ed ai sistemi elettromagnetici utilizzati per i controlli di sicurezza.

Un gran numero di studi internazionali e nazionali hanno messo in evidenza effetti negativi causati da inquinamento da trasporto aereo: malattie cardiovascolari, respiratorie, tumori, disturbi neurocomportamentali, disturbi del sonno, disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione nei bambini e un conseguente peggioramento della qualità della vita per compromissione della qualità del sonno a causa delle operazioni aeroportuali svolte nelle ore notturne.
Inoltre l’attuazione di questo progetto aeroportuale provocherebbe anche un rischio idrogeologico, per la deviazione del Fosso Reale (un corso d’acqua di 6 km, che attraversa i comuni di Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio e raccoglie le acque di numerosi canali della Piana), danneggiando inoltre l’oasi WWF di Focognano e vanificando il Parco della Piana Fiorentina.
In conclusione l’ampliamento dell’Aeroporto Vespucci di Firenze non è coerente con il nuovo Piano Nazionale e Regionale della Prevenzione 2014-2018, che si prefigge l’obbiettivo di “ridurre il carico di malattia e le esposizioni ambientali potenzialmente dannose per la salute”.
Presidente ISDE Firenze, Dr. Massimo Generoso

Pianificazione urbanistica, le associazioni ambientaliste possono impugnare gli atti

Fonte: Casaeclima, 23/02/2015

Le associazioni ambientaliste di livello nazionale sono legittimate ad impugnare non solo gli atti amministrativi in materia ambientale, ma anche gli atti che incidono più in generale sulla qualità della vita in un dato territorio.
Il chiarimento arriva dalla sentenza n. 839/2015 (depositata il 19 febbraio) emessa dalla quarta sezione del Consiglio di Stato.
Alle associazioni ambientaliste non compete solo la tutela paesistica. Palazzo Spada è del parere che la tesi per cui le attribuzioni delle associazioni ambientaliste sarebbero limitate unicamente alla tutela paesistica, «non può essere sostenuta ed è sconfessata da una lettura della giurisprudenza in tema, che traccia una evidente parabola interpretativa, tesa al riconoscimento di una nozione di protezione ambientale ampiamente articolata. In questo senso, gli spunti appaiono numerosi (ricordando, senza pretesa di completezza, Cons. Giust. Amm. Reg. Sic., 27 settembre 2012 n. 811; Consiglio di Stato, sez. IV, sent. 14 aprile 2011, n.2329; id, sez. VI 15 giugno 2010 n. 3744; id., sez. IV, 12 maggio 2009 n. 2908; id., sez. IV 31 maggio 2007 n.2849) e concordanti nel senso di attribuire alle associazioni ambientaliste la legittimazione ad agire in giudizio non solo, per la tutela degli interessi ambientali in senso stretto, ma anche per quelli ambientali in senso lato, ossia quelli comprensivi dei temi della conservazione e valorizzazione dell’ambiente latamente inteso, del paesaggio urbano, rurale, naturale nonché dei monumenti e dei centri storici, tutti beni e valori idonei a caratterizzare in modo originale, peculiare ed irripetibile un certo ambito geografico territoriale rispetto ad altri».
Palazzo Spada ricorda che «In tempi ancora più recenti, correlandosi alla materia qui in esame, questo Consiglio (sez. IV, 9 gennaio 2014 n. 36) ha affermato ancora più incisivamente che il potere di pianificazione urbanistica non è funzionale solo all’interesse pubblico all’ordinato sviluppo edilizio del territorio in considerazione delle diverse tipologie di edificazione distinte per finalità (civile abitazione, uffici pubblici, opifici industriali e artigianali, etc.), ma esso è funzionalmente rivolto alla realizzazione contemperata di una pluralità di interessi pubblici, che trovano il proprio fondamento in valori costituzionalmente garantiti. L’ambiente, dunque, costituisce inevitabilmente l’oggetto (anche) dell’esercizio di poteri di pianificazione urbanistica e di autorizzazione edilizia; così come, specularmente, l’esercizio dei predetti poteri di pianificazione non può non tenere conto del “valore ambiente”, al fine di preservarlo e renderne compatibile la conservazione con le modalità di esistenza e di attività dei singoli individui, delle comunità, delle attività anche economiche dei medesimi».
Di conseguenza, «gli atti che costituiscono esercizio di pianificazione urbanistica, la localizzazione di opere pubbliche, gli atti autorizzatori di interventi edilizi, nella misura in cui possano comportare danno per l’ambiente ben possono essere oggetto di impugnazione da parte delle associazioni ambientaliste, in quanto atti latamente rientranti nella materia “ambiente”, in relazione alla quale si definisce (e perimetra) la legittimazione delle predette associazioni».

 

Aiutaci a far rifiorire il Giardino dei Semplici

Cliccate su Planbee.bz per aderire e sostenmere la rinascita del Giardino dei Semplici!!

Realizzato nel 1545 per volontà di Cosimo I dei Medici, il Giardino dei Semplici è tra i più antichi orti botanici al mondo.
Occupa una superficie di 2,5 ettari nel pieno centro di Firenze con un patrimonio arboreo e di collezioni in vaso di assoluto rilievo internazionale.

Cosa è successo?
Il pomeriggio di venerdì 19 settembre si è abbattuto su Firenze il peggiore temporale della sua storia recente.
Una grandinata e una terribile tromba d’aria hanno colpito in pieno il Giardino dei Semplici danneggiando circa il 30% del secolare patrimonio arboreo con alberi sradicati e spezzati di netto.

Anche le strutture hanno riportato enormi danni con serre pesantemente danneggiate e tetti dei laboratori didattici sfondati. Conseguenza inevitabile è stata una lunga chiusura al pubblico.
Cosa vogliamo fare?
La data per la riapertura al pubblico è stata fissata al 1 aprile 2015.
Il costo maggiore per gli interventi di ripristino, necessari per riaprire il Giardino dei Semplici, sono sostenuti dal Museo di Storia Naturale. Abbiamo però bisogno del tuo aiuto per rendere il Giardino più bello e godibile e per questo abbiamo pensato ad alcuni progetti.
Il primo è “Colora il Giardino di Semplici” che consiste nel collocare piante molto particolari e colorate per offrire un ambiente naturale, insolito e pieno di sorprese.
Il progetto prevede la riqualificazione di 4 zone dell’orto, visibili dall’esterno:
(Zona 1) Ingresso Micheli: il viale centrale sarà delimitato dalla collezione delle antiche ortensie giapponesi e si chiuderà alla vasca con due Fagus sylvatica “tricolor” (rosa, vermiglio e avana). Dall’altro lato farà da contrappunto una Parrotia persica,pianta di origine persiana con grandi fiori rossi.
(Zona 2) Cancello via Capponi: le due aiuole di arbusti di vari colori (bianco, giallo, rosso) saranno implementate da unViburnum opulus (Pallon di Maggio) “fertile” bianco con frutti rossi.
(Zona 3) Dal cancello monumentale di Via La Pira il viale principale inizia con due grandi Aesculus hippocastanum “rosea” e sarà delimitato dalla collezione di azalee (bianco, rosso, screziato) rinnovata con alcuni esemplari molto pregiati che condurrà la vista fino alla vasca centrale.
(Zona 4) Dal cancello storico del 1570 si potranno vedere le tre aiuole arricchite da arbusti estremamente colorati, piantati secondo un gradiente di insolazione a “onda” (qui i colori varieranno dal giallo al blu, al rosso, al bianco e al rosa, al verde intenso).
Perchè una campagna di crowfunding per il Giardino dei Semplici?
Crediamo che tutto ciò possa essere realizzato con una campagna di crowdfunding. È una metodologia di raccolta fondi semplice ed innovativa che sfrutta le infinite possibilità offerte da internet basandosi sul principio per cui; un piccolo contributo da parte di tante persone diverse può portare a raccogliere cifre che sarebbe impossibile raggiungere con un unico contributore.
Inoltre il Giardino dei Semplici è un patrimonio non di una singola persona o di una città ma; di tutta l’Italia e di tutto il mondo. Nella sua plurisecolare storia ha ospitato decine di migliaia di visitatori da tutti i continenti che hanno potuto ammirare lo splendore delle alberature e la varietà delle piante.
Oggi, partecipando in maniera concreta alla sua rinascita, contribuirai a rendere l’orto ancora più bello e prezioso per i visitatori di oggi e di domani.
Cosa possiamo fare concretamente?
Potrai contribuire con Paypal, carta di credito o prepagata direttamente sul sito in maniera semplice e trasparente. Cliccando sul tasto “SOSTIENI” e seguendo le istruzioni potrai decidere liberamente l’ammontare della donazione.
Il Giardino dei Semplici “ti ringrazierà” e ti offrirà una serie di vantaggi. Sostenere la raccolta fondi potrà essere per te e per la tua famiglia anche una fantastica occasione per visitare il Giardino durante la stagione più bella…
Sono previsti diversi benefits in base all’ammontare della donazione:

  • 10€ ringraziamenti sul sito
  • 25€ ringraziamenti sul sito, biglietti 2 adulti
  • 50€ ringraziamenti sul sito, biglietti 2 adulti + 4 bambini + certificato
  • 100€ ringraziamenti sul sito, biglietti 4 adulti + 4 bambini + certificato
  • 200€ ringraziamenti sul sito, biglietti 4 adulti + 4 bambini + certificato + visita guidata

Oltre ai benefits elencati, l’Università di Firenze ha messo a disposizione per i primi 70 sostenitori altrettanti volumi sulla storia e sulle collezioni vivaistiche dell’Orto Botanico. La propria copia potrà essere ritirata direttamente presso il Giardino.
Quali saranno i prossimi passi?
Al raggiungimento del primo obiettivo si sbloccherà il secondo step della campagna che sarà finalizzato alla raccolta fondi per il restauro della serra delle Orchidee e di quella delle Bromeliacee. Dopo il restauro le serre potranno essere aperte al pubblico in modo che tutti possano visitarle ed ammirarne il contenuto.

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