Amianto a Scuola, una incredibile Vergogna fiorentina

Fonte: Nove da Firenze, 20/02/2015
Di: Antonio Lenoci

L’appello a Roma, i fondi dell’Inail per ricostruire il Biennio: e gli ex studenti?

Si torna a parlare dell’Istituto fiorentino Leonardo Da Vinci, il tema di attualità è ancora l’Amiantoracchiuso nella struttura prefabbricata denominata “Biennio” poiché ospita i due anni di formazione propedeutici alla specializzazione.
“Vietato correre e sbattere le porte” per limitare il rischio di vibrazioni e rotture, con successiva dispersione di materiale. E’ oggi “La Scuola dove non si può correre”. Ora fa Notizia. L’informazione è affascinante quanto perversa e diabolica: pare quasi che l’Amianto sia comparso nelle ultime settimane.
Si parla oggi dei fondi che mancano per abbattare la struttura e ricostruirla. Abbatterla e ricostruirla? Una Scuola che merita l’abbattimento ha ospitato e continua ad ospitare studenti?
Quantomeno curioso come il video che presenta l’offerta strutturale dell’Istituto mostri le Officine, la Biblioteca, le scale che salgono e scendono, l’importantissimo campo da calcio, il Palazzetto ed ometta proprio le immagini del Biennio.
Una soluzione per trovare i fondi utili in tempi rapidi la propone l’opposizione di sinistra in Palazzo Vecchio: “La situazione in cui versa l’ITI Leonardo da Vinci, nella sede del biennio, è ad alto rischio come dimostrano le sorprendenti condizioni che studenti e docenti sono costretti a rispettare ogni giorno” affermano i Consiglieri comunali Tommaso Grassi e Giacomo Trombi, insieme alla Consigliera Donella Verdidel gruppo ‘Firenze riparte a sinistra con SEL, Fas e Prc: “Proponiamo a Città metropolitana e Comune che ognuno faccia la sua parte e che si provveda ad intervenire prima che si debba affrontare una qualche emergenza più grave: si definiscano gli accordi per il passaggio di proprietà alla Città metropolitana, non dovrebbe essere così difficile essendo Nardella Sindaco e Presidente delle due istituzioni, garantendo eventualmente che il Comune prosegua nei controlli sull’amianto e nelle attività di manutenzione ordinaria. Contemporaneamente sarà possibile alla Città metropolitana, che diventerebbe proprietaria, candidare l’edificio dell’ITI, pieno di strutture in amianto, ai bandi regionali e nazionali per il recupero e la riqualificazione delle scuole. I fondi del Governo Renzi sono stati annunciati e certo non mancherà di avere un occhio di riguardo per la sua Città, e alla Regione si potrebbe chiedere che invece di stanziare 9 milioni di euro per le scuole paritarie si occupasse di una realtà che accoglie studenti dall’intero bacino toscano e che versa in pessime condizioni strutturali, come appunto l’ITI di Via del Terzolle”.
“I fondi necessari potrebbero arrivare dall’Inail che ha in programma 350 milioni per il recupero di edifici fatiscenti” fanno sapere da Roma. Questa la risposta all’ennesimo appello. Ed i ragazzi? I ragazzi che negli anni hanno subito l’enorme ingiustizia del silenzio, chi si preoccupa di loro?
Non esiste situazione umanamente peggiore di quella che vede una Scuola che non informa, non educa i propri alunni al rischio cui sono soggetti.
Negli stessi ambienti in cui si studiano gli elementi di fisica e di chimica, dove si apprendono i fondamentali dell’edilizia per coloro che saranno i chimici, i fisici, gli ingegneri del futuro nessuno ha mai informato gli alunni sul fatto che l’edificio che li ha ospitati per intere giornate della loro vita era costruito in materiale pericoloso, bandito dall’Italia nei primi anni ’90 e perseguito in sede penale e civile da parte dei maggiori sindacati del Lavoro per cause che hanno visto ex operai e famiglie distrutte dal lutto e dal dolore.
Meglio tacere, tanto “Non c’è pericolo”. Però l’edificio “è da abbattere”. Strano. Non trovate?
A Scuola è mancata l’informazione? Sarebbe una vergogna.
Per anni migliaia di ragazzi si sono mossi tra le sottili pareti che rivestono la struttura di cemento-amianto:nessuno chiedeva di non correre e di non sbattere le porte.
“Nelle pareti c’erano delle fessure che potevi infilarci le mani” ricordano gli ex studenti “Qualche toppa con il nastro per i pacchi era stata messa dai bidelli”.
Ogni tanto nel corso degli anni c’è chi ha provato a far emergere il problema: una protesta silenziosa, sopita e strozzata.
Nel 2000 l’Istituto ospita per una lezione in Aula Magna l’allora speaker di Radio Blu Toscana Gianni Greco, in arte “G”, che con gli studenti affronta proprio il tema dell’amianto all’interno dei locali scolastici, leggendo una lettera giunta in radio, e che solleva il problema, chiede conferma ai presenti e scoppia il caos con il preside che se la prende con chi ha orgnizzato l’evento e fiumi di inchiostro sui quotidiani locali che sottolineano “il caso”. Finisce lì, tra accuse e smentite.
Nel 2001 Gabriele Toccafondi, Azione per Firenze ed oggi NCD e Sottosegretario all’Istruzione puntava il dito sul censimento Amianto nelle strutture comunali.
Nel 2005 Giovanni Donzelli, oggi candidato alla presidenza della Regione Toscana chiedeva l’abbattimento”La dirigenza scolastica ha detto di aver più volte richiesto una bonifica all’amministrazione comunale. La mia mozione impegna il sindaco «ad abbattere l’edificio ed a ricostruirlo moderno e con le dovute caratteristiche igieniche sanitarie e di agibilità»” il sindaco era Leonardo Domenici. Questo avviene dopo che nel 2004 l’Associazione Idra metteva in evidenza la perdita degli alberi di via del Terzolle per ospitare l’Alta Velocità ed i lavori che hanno visto la realizzazione di un sottopassaggio a ridosso proprio del Biennio. Sparivano alberi ed ingresso, ma il prefabbricato restava intatto al suo posto.
Idra che nel giugno 2014, in merito alle Grandi opere fiorentine, dai tunnel TAV ai tunnel Tramvia, è tornata sulla vicenda rivolgendo un appello al neo sindaco Dario Nardella: “Una proposta-simbolo per Firenze e le sue nuove generazioni: il premier ha promesso qualche mese fa un importante sforzo pubblico nell’edilizia scolastica, una delle condizioni più scandalose in cui si trovano costretti a ‘crescere’ i nostri figli. Ebbene, Palazzo Vecchio potrebbe indicare un’importante lista di interventi da proporre proprio in questo settore. A partire dalla demolizione e ricostruzione del Biennio, in amianto, della scuola media superiore più grande della Toscana, il “Leonardo da Vinci”, già fiore all’occhiello del Comune di Firenze. Ecco il tipo di opere da sbloccare!”.
“La notizia è di interesse nazionale” scrivono oggi i quotidiani. Per le istituzioni, oggi, si tratta di”Una priorità”. Peccato che tutti gli interlocutori citati, da Matteo Renzi, ex presidente della Provincia e Sindaco di Firenze, fino a Filippo Bonaccorsi ex assessore di Firenze ed oggi alla gestione del Piano per l’Edilizia Scolastica, la senatrice Rosa Maria Di Giorgi ex assessore all’Istruzione, fino al Sottosegretario Gabriele Toccafondi, siano rappresentanti oggi dello Stato ma fino a ieri esponenti della politica locale.
Dove erano ieri? I ragazzi avrebbero meritato più attenzione, ed oggi, forse, davanti al Vademecum dei divieti, meritano anche le scuse.

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