Archivi Mensili: febbraio 2015

Piano Paesaggistico: lettera ad Enrico Rossi dal sindaco di Gallicano

Presidente Enrico Rossi,
le scrivo in qualità di Sindaco del Comune di Gallicano, il mio è un comune del Parco delle Alpi Apuane, che come tutti i comuni montani, ha uno sviluppo economico modesto, non ha cave ma subisce tutti i giorni i forti disagi della montagna, non ultimo, come ricorderà, il disastro delle alluvioni.
Ogni giorno ci troviamo a dover affrontare le criticità di questo territorio che, come in tutti i comuni delle Apuane, è bellissimo e ricco di risorse, ma vede nella montagna regnare incontrastato l’abbandono e nel fondovalle le poche fabbriche stentano a causa della crisi. Noi come Amministrazione stiamo lavorando duramente per poter rilanciare il nostro territorio cercando e tentando nuove strade per poter creare occupazione e dare sviluppo alla nostra gente. L’unica soluzione possibile che vediamo è l’utilizzazione, valorizzazione e potenziamento delle numerose risorse endemiche, ambientali, paesaggistiche, storiche, antropologiche che possono costituire la base per uno sviluppo non solo dell’industria ma soprattutto dell’agricoltura, della silvicoltura, del turismo nelle sue diverse forme; uno sviluppo sostenibile a livello ambientale ed economico, ma soprattutto duraturo.
Gallicano è la porta della Garfagnana e del Parco delle Alpi Apuane, oggi Geoparco della rete mondiale dell’UNESCO e già in questo si legge la forza e la ricchezza di questa terra. Ma è indubbio che questo patrimonio non venga utilizzato, valorizzato, sviluppato al meglio, anche per le scelte che privilegiano interessi economici ritenuti erroneamente più importanti, come anche la cronaca di questi giorni evidenzia.
Come capirà, è di vitale importanza per noi, il Piano Paesaggistico che rappresenta, non un insieme di vincoli, ma un punto concreto su cui rifondare, in sintonia con gli altri Comuni e con la Regione Toscana, nuove economie durevoli e compatibili con uno sviluppo sostenibile.
Presidente Rossi, la Garfagnana e le Apuane sono terre più complesse di quelle che con una discutibile decisione si sono caratterizzate solo con il marmo, come appare con la scelta fatta per EXPO 2015.
Queste terre, i loro giovani, le comunità attendono un altro tipo di sviluppo come quello che la Legge Regionale sulla Banca della Terra, da lei voluta, ne ha colto il potenziale: uno sviluppo che dia aiuto alle nuove aziende giovanili e femminili, dia un supporto più semplice all’agricoltura, dia incentivi al piccolo commercio, allo sviluppo delle reti telematiche e all’insediamento produttivo sostenibile. Il tutto con la possibilità di semplificare, ad esempio, anche grazie al Piano paesaggistico pianificato con il Ministero, i vincoli per la ristrutturazione produttiva compatibile nei borghi, oggi ingessati da regole assurde.
Noi abbiamo bisogno della tutela ambientale perché è la nostra risorsa, abbiamo bisogno di un Parco Regionale che funzioni, che ci aiuti concretamente a rilanciare la nostra terra, dove sta rinascendo fra i giovani e nella popolazione, il senso di appartenenza, la consapevolezza del territorio.
Il Piano paesaggistico dà dignità anche alle nostre terre, le inserisce nella rete delle terre toscane facendone luoghi ove si può godere di quel Buon Vivere Toscano che è, questo sì, il giusto simbolo da portare, come sta facendo la Regione da lei governata, ad Expo 2015.
Il Piano paesaggistico era già arrivato a un compromesso fra gli interessi legittimi in campo, fra la tutela ambientale e il lavoro e quindi non capiamo le motivazioni di questo maxiemendamento che cancella il lavoro fatto e riaccende i contrasti fra le parti. La Valle delle Alpi Apuane è complessa e piena di sfaccettature, si deve raccogliere la voce appassionata e preoccupata di tutti i Sindaci, sia quelli che hanno le cave che quelli che non le hanno.
Ci auguriamo che voglia mantenere il Piano paesaggistico nella sua forma attuale e aprire una stagione di discussione e collaborazione più ampia e più aperta fra i Sindaci delle Apuane.
Il sindaco di Gallicano, David Saisi

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Taglio del bosco abusivo e danni ambientali incalcolabili in un’area protetta: denunciata ditta

Fonte: Il Giunco.net, 24/02/2015

Castel del Piano – Uno scempio. È quello che si sono trovati di fronte gli agenti della polizia provinciale nella Zona a regolamento specifico per la pesca della trota in località Rogaggio nel comune di Castel del Piano. Dopo numerose segnalazioni pervenute dalle associazioni dei pescatori e dai turisti che frequentano il territorio gli operatori sono intervenuti sul posto e hanno trovato taglio abusivo di piante, distruzione e danneggiamento di bellezze naturali con conseguente violazione della legge sulle aree protette.
La ditta responsabile delle operazioni di taglio, che ha operato in un’area di proprietà interamente pubblica (proprietà demaniale), è per questo stata deferita all’autorità giudiziaria.
Il controllo, tra il torrente Ente e il torrente Zancona per oltre un chilometro ha evidenziato un massiccio taglio della vegetazione ripariale d’alto fusto costituita in prevalenza da Pioppo nero, Ontano e Salice, taglio non autorizzato e che non ha certamente salvaguardato le caratteristiche originarie del paesaggio e dell’ecosistema.
L’area interessata dai lavori, oltre a godere di regolamenti e convenzioni specifici per l’attività di pesca, è interamente interessata dai vincoli paesaggistico-ambientale e idrogeologico ed è conosciuta (o meglio, lo era fino ad oggi) dagli appassionati di tutta Italia per la naturalità del corso d’acqua e delle sue delle sponde, per la bellezza dei pesci che qui si riproducono e si potevano catturare (e successivamente liberare, dato che si tratta di una zona no-kill).
Oltre al taglio di piante abusivo, peraltro finalizzato alla sola produzione di biomasse da utilizzare a livello industriale, il passaggio dei mezzi d’opera utilizzati nell’area di golena e lungo le sponde dell’argine naturale del torrente Ente, ha pesantemente compromesso la stabilità delle sponde stesse, rendendo impossibile l’utilizzo della viabilità preesistente con veicoli che non siano gli stessi mezzi d’opera, perché si sono create delle vere e proprie piste con solchi della profondità in alcuni casi superiore a 50 cm.
La Polizia Provinciale ha sequestrato diversi mezzi e circa 1800 metri cubi di tronchi tagliati e già accatastati nei pressi delle sponde del fiume.

Piano paesaggistico Toscana, associazioni ambientaliste contro il maxiemendamento PD

Fonte: Agipress, 23/02/2015

FAI, Legambiente, WWF Italia e Italia Nostra dichiarano il proprio sconcerto di fronte alle proposte avanzate

Le associazioni ambientaliste FAI, Fondo Ambiente Italiano, Legambiente, WWF Italia e Italia Nostra dichiarano il proprio sconcerto di fronte alle proposte di emendamento al Piano Paesaggistico della Toscana presentate dal Partito Democratico regionale. “Gravissime  – si legge in una nota – quelle che mirano a declassare le più vincolanti ‘direttive’ del Piano in semplici ‘indirizzi’, nullificandone il senso e l’utilità. Altrettanto gravi le nuove disposizioni sulle cave, che consentono di fatto l’estrazione del marmo in qualsiasi sito della Regione, riservando la tutela solo alle vette e crinali ‘vergini’ sopra i 1200 metri e stralciando le linee guida di valutazione paesaggistica proposte dal Piano per avviare un uso consapevole e sostenibile di un territorio di alto valore come quello delle Apuane. Stupisce inoltre che il Governatore della Regione Rossi, che dovrà votare il Piano nella prossima seduta del Consiglio il 10 marzo, non si sia ancora pronunciato in merito, di fatto sostenendo i gravi emendamenti proposti dal PD” – continua la nota. “Le associazioni – chiude – si rivolgono pertanto ai vertici nazionali del PD e al Governatore Rossi perché si pronuncino in maniera inequivocabile, invitando gli amministratori locali del loro stesso partito a ritirare questi pericolosi emendamenti e favorendo una rapida e definitiva approvazione del Piano Paesaggistico della Toscana, fondamentale strumento per il buon governo del territorio, a partire da quello toscano”.

Lettera aperta del sindaco al Presidente della Regione Enrico Rossi: “Si utilizzi cosapervolmente il territorio”

Fonte: Gonews, 22/02/2015

Di seguito una lettera aperta al Presidente della Regione Enrico Rossi di Camilla Bianchi, sindaco di Fosdinovo.
“Caro Presidente Ti scrivo da Fosdinovo, il mio Comune, dove sono Sindaca. Fosdinovo, Bandiera Arancione del Touring, è uno dei 10 “Borghi del buon vivere” individuato dalla Regione Toscana per Expo, il borgo più visitato in Lunigiana, e sta cercando faticosamente di creare una realtà economica basata sul turismo, l’ambiente, l’agricoltura. Il nostro lavoro è caparbio, tenace e minuzioso, tenta di combattere la crisi e la fragilità del territorio, vuole valorizzare le risorse paesaggistiche che la natura ci ha donato e quelle architettoniche frutto di una storia secolare.
Abbiamo paesaggi che scorrono visivamente dalle vette innevate delle Apuane fino allo scorgere isole lontane, Capraia, Gorgona e Corsica. Fosdinovo è, da alcuni anni, in pericolo.
Fosdinovo si trova, ahimè, tra il bacino marmifero del monte Sagro, nel Parco delle Apuane e il porto della Spezia (…Liguria!) da dove si intendono far partire le polveri delle vette sbriciolate delle Apuane. Questo, senza nessuna ricaduta economica rilevante in Regione Toscana, e nessuna nel mio Comune, che, al contrario, ne avrebbe solo danni enormi. Il passaggio di mezzi pesanti può solo danneggiare ulteriormente una rete stradale fragile e in parte già provata da eventi naturali. Metterebbe a rischio la sicurezza dei cittadini residenti nei borghi storici che tali mezzi dovranno attraversare. A tutto ciò si aggiungerebbe l’inquinamento causato dalla dispersione nell’ambiente delle polveri sottili che i detti mezzi trasportano.
La Regione Toscana ha investito e investe in Lunigiana: la via Francigena a piedi, in bicicletta o a cavallo, il progetto “terre incolte” per restituire all’agricoltura terreni, combattendo il dissesto idrogeologico, ad esempio.
Il Piano Paesaggistico della Toscana era l’illuminato tentativo di dare ordine a politiche schizofreniche del passato, per dare riconoscimento alle differenza delle vocazioni territoriali senza violentarle, definendo finalmente i confini di realtà industriali e di altre e diverse, in cui economie altrimenti destinate alla povertà possano trovare opportuno rilancio.
Per questo mi unisco, assieme ai cittadini, al PD Fosdinovo, alle Associazioni ambientaliste locali, al FAI – Fondo Ambiente Italiano, Legambiente, WWF Italia e Italia Nostra, all’appello lanciato contro gli ultimi avvenimenti accaduti nel percorso di approvazione del Piano Paesaggistico Regionale.
Mi auguro che si possa finalmente avviare l’uso consapevole e sostenibile di un territorio di alto valore come quello delle Apuane restituendo alle comunità ciò che Natura ci ha dato”.
La Sindaca di Fosdinovo – Camilla Bianchi

Autostrade si prende tutta la Tirrenica. Rossi: speriamo sia la volta buona‏

Fonte: La Repubblica, 27/2/2015
Di: Ernesto Ferrara

Autostrade si prende tutta la Tirrenica
La società rileva le quote della Sat e diventa l’interlocutore unico. 
Rossi: speriamo sia la volta buona

Tirrenica, le Autostrade si prendono tutto. Con un’operazione da 84 milioni di euro rilevano ieri la quasi totalità delle azioni di Sat, la società titolare della concessione per costruire l’opera, passando in un colpo solo dal 25 al 99% e oltre delle quote. Fuori dalla governance i soci privati da tempo non più interessati all’investimento da oltre 1 miliardo per collegare Rosignano e Tarquinia, dal gruppo Caltagirone al Monte dei Paschi. E per i 200 chilometri di autostrada più discussi della storia toscana si apre ora un inedito spiraglio di speranza.
Dietro il cambio di governance c’è infatti il passaggio che sia il ministero delle Infrastrutture sia la Regione Toscana ritenevano la conditio sine qua non per muovere altri passi dopo l’altalena dei mesi scorsi, tra morti annunciate e svolte mai realizzate. D’ora in poi il regista dell’operazione Tirrenica sarà uno e uno solo: Autostrade per l’Italia. Un unico interlocutore per gli enti pubblici, uno stop alla frammentazione dell’assetto societario di Sat che a lungo aveva costituito un freno all’operazione.
Cosa cambia? E’ la svolta finale per l’eterna incompiuta? Non è ancora il caso di stappare lo champagne, ritiene il governatore Enrico Rossi: «Non saprei fare il conto di quante volte è cambiata la proprietà della Tirrenica e ogni volta confermato l’obiettivo del suo completamento, ma sempre disatteso. Mi auguro che questa volta sia quella buona», confida piuttosto il presidente. Forse già alla prossima riunione sul progetto fissata per l’ 11 marzo a Roma sarà chiaro se “l’Opa” lanciata con successo ieri da Autostrade sarà in grado di sciogliere i nodi economici e tecnici, dal tragitto al pedaggio fino all’architettura finanziaria dell’opera: «Speriamo che questo coincida ora con una proposta progettuale definitiva per partire coi lavori come sia noi che il ministero ci aspettiamo», confida l’assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli. Anche nel governo – dove da sempre sulla vicenda lavorano i toscani Luca Lotti, sottosegretario, e Riccardo Nencini, viceministro le reazioni sono favorevoli. Ma è evidente che per una svolta vera servono garanzie sugli investimenti e sui tempi. «A me non interessa chi la realizza, interessa che venga realizzata un’opera senza la quale la costa toscana è condannata alla marginalità -insiste Rossi -Nelle mani di Autostrade ci sono opere per diversi miliardi: la Tirrenica, il completamento della variante di valico, le terze corsie sull’A1 e A11. Se tutti questi cantieri partissero per la Toscana sarebbe un contributo all’occupazione e alla modernizzazione della regione. Puntualmente ogni anno scattano gli aumenti del pedaggio e i cittadini pagano: sarebbe importante che anche le opere venissero puntualmente realizzate. I permessi ci sono». Per comprare il 74,95% delle quote il gruppo Autostrade, guidato da Giovanni Castellucci interamente controllato da Atlantia, ha chiuso accordi con Banca Monte Paschi di Siena, Società Autostrada Ligure Toscana, Holcoa e Vianco (100%di Vianini Lavori, Gruppo Caltagirone). Coi 6 milioni di Autostrade intanto a Firenze il sindaco Nardella inaugura ieri i lavori del by pass di Mantignano-Ugnano.

Incontro sul Piano Paesaggistico della Toscana

Giovedì 26 febbraio alle ore 11.30 al Caffè Giubbe Rosse, piazza della Repubblica 13/14r – Firenze, le associazioni di tutela ambientale, alla luce delle ultime vicende, in particolare, il maxi-emendamento proposto dal PD, incontreranno la stampa per fare il punto sul Piano Paesaggistico della Toscana.

Interverrano:

  • Cai: Riccarda Bezzi,Presidente CRTAM Toscana (Commissione Regionale Tutela Ambiente Montano)
  • Italia Nostra: Marco Parini, Presidente nazionale
    Antonio Dalle Mura, Presidente Italia Nostra Toscana
    Nicola Caracciolo, Presidente onorario CR toscano Italia Nostra
  • Legambiente: Fausto Ferruzza, Presidente Legambiente Toscana
  • Lipu: Daniela Burrini, Lipu Toscana
  • Mountain Wilderness
  • Pronatura: Mauro Furlani, Presidente Nazionale
  • Rete dei Comitati per la difesa del territorio: Mauro Chessa, Presidente
  • Slow Food: Stefano Beltramini‎, Segretario Regionale Toscana
  • Wwf: Marcello Demi, WWF Toscana
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