Itinerari slow. Sulle tracce dell’antica ferrovia

Fonte: La Repubblica, 25/02/2015
Di: Anna Maria De Luca

Due iniziative per valorizzare le linee storiche e l’idea di treno come mezzo di scoperta del paesaggio.
Si potrà andare da Rimini a Lecce nel maggior tempo possibile, o pedalare dove c’erano i binari

Tra borghi e villaggi rurali, ponti, viadotti e gallerie si snoda in Italia un patrimonio prezioso, in larga parte abbandonato: sono le vecchie linee ferroviarie dismesse, costruite tra Ottocento e Novecento. Migliaia di chilometri di ferrovie nate per far uscire dall’isolamento le piccole realtà italiane ma che da mezzo secolo dormono in attesa di una rinnovata  sensibilità: alcune sono state abbandonate negli anni ’40-50, con lo sviluppo dell’industria automobilistica, altre più tardi, in seguito alle realizzazione di varianti del tracciato. Si trovano in zone del nostro Paese che restano fuori dall’asse ferroviario principale che va da nord a sud.
Per scoprirle e rivivere, nella natura, un pezzo della nostra storia, si stanno sviluppando iniziative interessanti che mirano a trasformare le vecchie ferrovie in percorsi verdi per viaggiare in modo slow, nelle campagne fuori dai grandi centri abitati. Un viaggio lento e meditativo dalle Api al Po e poi giù fino agli Appennini ed al mare, lungo le ferrovie costruire nell’Ottocento e nel Novecento per togliere dall’isolamento pezzi del nostro Paese.
Preziosi intervalli di silenzio e di natura, tra eccellenze locali artigianali, agricole, culturali, industriali una volta collegate ed oggi di nuovo isolate. Come l’Ostiglia-Treviso, una incredibile unica diagonale rettilinea di 120 chilometri dismessa da molti anni, che collegherebbe il Po Lombardo-Emiliano col Nord-Est veneto e friulano fino al Tarvisio, e il cui recupero a ciclabile è sì avviato ma ancora tarda ad essere completato.
Chi sta compiendo questa operazione è una costellazione di associazioni ambientaliste che convergono nella Confederazione Mobilità Dolce (Co.Mo.Do.) e che stanno organizzando due grandi appuntamenti per i turisti amanti dei ritmi lenti e naturali. Il primo sarà, dal 2 al 4 marzo, la Maratona di Turismo Ferroviario che partirà dalla stazione di Rimini alla volta della stazione di Lecce. Un viaggio dove si impiegherà il maggior tempo possibile, fermando in tutte le stazioni, esplorando il paesaggio, sostando nelle sale d’aspetto e nei buffet: un viaggio per documentare lo stato e le potenzialità di alcune di queste piccole ferrovie su un itinerario lungo la costa Adriatica con tappe intermedie ad Ancona, Pescara, Foggia (con visita alla Foggia-Lucera), intrattenendo il personale viaggiante e i viaggiatori.
Il secondo grande appuntamento sarà l’8 marzo: la Giornata delle Ferrovie Dimenticate. Con il patrocinio morale del Patrimonio Unesco, del Ministero dell’Ambiente e della Fondazione Ferrovie dello Stato, La Giornata punta a sensibilizzare istituzioni nazionali, regionali e locali, affinché salvino gli oltre 6400 km di ferrovie dismesse. Da Italia Nostra alla Federazione italiana Amici della Bicicletta, da  Legambiente alla Federazione Italiana Ferrovie Turistiche Museali, da  Greenways Italia al Museo Ferroviario Spoleto-Norcia, tutti stanno scendendo in campo per disegnare la giornata dell’8 marzo come giornata del rilancio del viaggio lento intermodale, a piedi, in bici, a cavallo, in treno più bici, come fattore di sano sviluppo economico sostenibile delle aree interne.

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