Estirpati 6mila ulivi per far posto a parchi fotovoltaici nel Brindisino

Fonte: Il Corriere del Mezzogiorno, 11/03/2015
Di: Francesca Cuomo

Scoperta della Forestale nelle campagne tra Brindisi e Cellino San Marco
Sanzionate alcune società del settore per complessivi 400.000 euro

Oltre 6.500 ulivi sono stati estirpati, senza alcuna autorizzazione, nelle campagne tra Brindisi e Cellino San Marco per far spazio a pannelli fotovoltaici. Sui terreni in cui si trovavano alberi secolari, tra il 2010 e il 2011 sono stati realizzati campi fotovoltaici con la semplice richiesta di Dichiarazione di inizio attività (Dia). La Forestale di Brindisi ha multato per 400mila euro gli intestatari dei terreni su cui si trovavano gli alberi poi spariti. Si tratta di circa 30 ettari di uliveti rasi al suolo per realizzare gli impianti suddivisi in piccole particelle e con una produzione di energia inferiore ad un megawatt per evitare di dover chiedere la Valutazione d’impatto ambientale.
Le verifiche
Attraverso una verifica incrociata dei dati i militari hanno anche scoperto che i nomi dei proprietari delle diverse società a cui erano intestati gli impianti erano ricorrenti. C’era, insomma, un sistema ben collaudato per aggirare le leggi sia relativamente alla parcellizzazione degli impianti sia per rendere i terreni adatti all’istallazione dei pannelli. Per estirpare gli ulivi, però, non era stata chiesta alcuna autorizzazione come richiede la legge. L’attività di indagine è partita da una segnalazione dei tecnici della Regione Puglia che hanno allertato la Forestale dopo aver verificato che non era stata chiesta alcuna autorizzazione ad estirpare gli alberi che, dopo un’attenta verifica, risultava scomparsi. Un sopralluogo ha tolto ogni dubbio: su quei terreni gli ulivi erano stati sostituiti dai pannelli fotovoltaici. La normativa impone che, prima di procedere all’abbattimento o all’espianto di alberi di olivo di qualsiasi dimensione, è necessario acquisire dagli uffici regionali le relative autorizzazioni. Il mancato rispetto di questa procedura costituisce un illecito da sanzionare amministrativamente. Le indagini hanno consentito di verificare che gli espianti abusivi, avvenuti nel corso della realizzazione di impianti fotovoltaici tra il 2010 e il 2011, erano stati effettuati da diverse società tutte però riconducibili ai medesimi soggetti. «Per quanto nessuno degli olivi estirpati nel Brindisino avesse le caratteristiche tali da essere individuato come pianta monumentale – ha spiegato la Forestale in una nota -, l’eliminazione di oliveti su vasta scala, oltre a dover soggiacere a normative rigorose, comporta su svariati piani (sul piano paesaggistico, su quello della produzione di ossigeno, su quello dell’habitat offerto a diverse specie di uccelli e di mammiferi) delle conseguenze facilmente immaginabili da chiunque. A questi motivi si aggiunge che l’estirpazione di ogni singola pianta di olivo non è lasciata alla decisione del proprietario, ma deve essere accompagnata da una autorizzazione ai sensi di una legge che ha carattere nazionale e che tutela gli oliveti sin dal 1951».
Le aree agricole
I militari hanno anche spiegato che tutelare le aree agricole non è affatto facile: l’assenza di 6.500 alberi però non poteva passare inosservata. L’estensione dei terreni da cui sono stati estirpati è ben maggiore rispetto alla dimensione dei campi fotovoltaici. In realtà, queste società avevano completamente «ripulito» 30 ettari su cui, oltre agli spazi dedicati ai pannelli di silicio, c’erano anche quelli per le centrali di controllo e tutte le aree di servizio necessarie anche per garantire il passaggio della vigilanza. Di fatto, intorno ai campi fotovoltaici erano state realizzate strade di servizio. Gran parte dei terreni sono stati utilizzati con questo scopo senza pensare alle conseguenze e senza neppure avere il minimo timore. Probabilmente i titolari di queste società ritenevano che nessuno si sarebbe accorto dell’assenza di 6.500 alberi.

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