Toscana: Piano Paesaggistico, la Commissione Ambiente piange

Fonte: Corriere Etrusco

Aggiornamento: Val di Cornia (LI) – Riportiamo una serie di interventi sulle varianti al PIANO PAESAGGISTICO della regione Tosca

Paesaggio, Segoni (AL): martedì occasione per salvare l’anima della nostra regione
Samuele Segoni aderische all’appello lanciato da intellettuali

“La ‪Toscana‬ si vanta spesso di essere all’avanguardia in campo ambientale. La sua immagine, la sua identità e la sua ricchezza economica devono molto alla bellezza del suo paesaggio. Ma tutto questo é reale e meritato oppure è solo abile marketing? Martedì 17 marzo in Regione Toscana si vota il Piano Paesaggistico – un piano partito bene (a luglio) ma stravolto da emendamenti che lo hanno snaturato – e domani è l’ultima occasione per una svolta! Salvaguarderanno l’anima della nostra Regione o si accontenteranno di farla sopravvivere nelle immagini di cartolina?”.
Lo scrive Samuele Segoni, deputato toscano di Alternativa Libera su facebook, dichiarando di aderire all’appello “Non lasciamo uccidere il paesaggio toscano” lanciato da alcune decine di intellettuali affinché non vengano indeboliti dal Consiglio regionale della Toscana alcuni strumenti di tutela.

Comitato Per Campiglia: la Commissione Ambiente non vuole buttare i mesi di lavoro
Riceviamo e pubblichamo integralmente.

«Si apprende dalla stampa che il Presidente Venturi della Commissione Ambiente della Regione non accetta di buttare a mare “mesi” di lavoro della Commissione dedicati alla demolizione del Piano Paesaggistico promosso dal Governatore Rossi e le cui linee programmatiche sono state approvate dalla Giunta ed erano ben note quindi da molto tempo anche ai membri della commissione stessa.
Il gruppo di lavoro formato da decine di urbanisti, architetti, archeologi, storici dell’arte, specialisti in materie naturalistiche e geologiche, giuristi, docenti, ricercatori, studenti ecc., ha impiegato quattro anni per mettere a punto un piano portato ad esempio in tutta Italia per validità scientifica e capacità operativa e caratterizzato da una informazione ai cittadini continua e capillare dei vari livelli di approfondimento che si succedevano nel tempo.
La maggioranza dei nove membri della Commissione Ambiente ha lavorato alcuni mesi per scoprire che il piano avrebbe potuto ridurre la totale libertà di manovra che troppi sindaci, in tanti anni, hanno dato alle lobbies delle cave, del vino e degli immobiliaristi.
Di conseguenza in nome dello sviluppo e della tutela del lavoro hanno proposto a gran voce emendamenti che di fatto vanificano il Piano. Cosa che per altro non deve meravigliare visto che alcune riunioni di “politici” sono sempre più valide di anni di lavoro di poveri intellettuali e tecnici .
Poiché la scelta politica era già stata fatta dalla Giunta e non solo, verrebbe il dubbio che chi in commissione ha portato emendamenti sostanziali al Piano sia di indirizzo politico diverso da quello della Giunta Regionale.
Poiché non è così ci chiediamo cosa sta succedendo: fenomeni di sdoppiamento della personalità? lotte di potere tra fazioni politiche? corse affannose per strappare consensi in vista delle elezioni? ingerenze di poteri esterni? Mistero!!!
Visto che la difesa del lavoro certamente era già nelle priorità della Giunta, portare ora il problema alla ribalta come giustificazione degli emendamenti sembra molto strano. Nella realtà poi si sa da anni a tutti i livelli che la tutela e creazione del lavoro non la si fà nel modo ventilato dalla Commissione, ma mettendo a punto strategie gestionali meno rozze della irreversibile speculazione pura e semplice che continuano a proporre.
Di fronte a tante domande vorremmo avere qualche risposta seria del perché solo ora e così massicciamente il PD spara contro un piano proposto dal PD.
Avendo seri dubbi che tutto ciò abbia a che fare con l’ambiente, il paesaggio e il territorio, aspettiamo democraticamente fiduciosi chiarimenti e risposte, pregando di evitare il solito politichese pieno di luoghi comuni, vento e specchietti per le allodole».
Alberto Primi, Comitato per Campiglia

Mosci: sul PIT stravolta la filosofia del progetto
Piombino (LI) – Riceviamo e pubblichiamo integralmente dal consigliere comunela Marco Mosci.

«Cinque anni fa in regione il centro-sinistra fece un patto con il proprio territorio: rispettarlo per poterlo restituire ai propri figli. Quel patto aveva portato a nominare assessore all’urbanistica un grandissimo esperto di levello nazionale, l’architetetto Anna Marson.
Già dai primi giorni di legislatura era chiaro l’obiettivo del gruppo: Interrompere il consumo di suolo e utilizzare al massimo l’esistente. Mi sentivo fiero di essere un rappresentante locale di un’idea così bella e forse innovativa. Poi vennero gli autunni nefasti, le alluvioni a Grosseto, all’elba, a Genova e anche nella nostra Piombino e, anche se un po’ in ritardo sulla dea terra, eravamo all’avanguardia nel rispetto del territorio. Adottammo insieme un PIT dove in pratica si impediva nuove cementificazioni o comunque dove si richiedeva la supervisione della regione che doveva certificarne l’utilità e la necessità.
Non è passato molto tempo, lo scorso mese un vento straordinario ma ormai ordinario ha sconvolto la versilia e cosa fa la regione? Forse ormai prossima alla primavera e alla bella stagione si dimentica di tutto ciò e torna a valutare di permettere un ulteriore l’utilizzo delle cave, ulteriori ampliamenti degli stabilimenti balneari mentre le spiaggie pubbliche sono ormai al collasso, ulteriori costruzioni mentre le città sono piene di cartelli “vendesi”. Soprattutto si dimentica che anche il prossimo autunno sarà, ahimè, un autunno straordinariamente nefasto per il meteo».

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Una Risposta

  1. questi politici irresponsabili e distruttivi, che permettono a dei privati di trarre profitto dai beni comun inon sono popolari, Eppure hanno la maggioranza e possono decidere,
    L0ignoranza di una vasta fetta di elettorato dà a costoro il potere di decidere contro di noi

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