Tramvia, Linea 2: economia in crisi, i cantieri sono un’isola

Fonte: Nove da Firenze, 18/03/2015
Di: Antonio Lenoci

​La creazione di una Tramvia migliora la Mobilità urbana, ma al tempo stesso, nel periodo di realizzazione dell’opera, rischia di bloccare quella stessa città.
Tra i soggetti interessati allo svolgimento regolare dei cantieri c’è Riccardo Fragassi, rappresentante di Confesercenti Firenze, che non ha mai perso un appuntamento con Palazzo Vecchio: “Seguo il tavolo di concertazione che si tiene tutti i giovedì pomeriggio. Confesercenti è sempre stata presente se non altro per fare il modo che i commercianti possano seguire la cantierizzazione: ritardi, anticipazioni, modifiche.. Se non fossimo al tavolo non potremmo avvisare nessuno di quanto accade. Altre associazioni ad un certo punto hanno ritenuto non dico inutile ma superfluo partecipare, adesso invece si stanno riavvicinando e probabilmente si sono rese conto che non esserci equivale a non poter dare rispostevanificando così il nostro ruolo”.
Chi contattate se avete necessità di informazioni immediate? “Nessuno. A giugno 2014 abbiamo chiesto di poter avere un rappresentante per ogni area di cantiere, ma non ci è stato riconosciuto, quindi c’è solo il tavolo del giovedì. Questo è grave perché basta che un giorno non si vedano operai nei cantieri e partono sensazioni negative, girano le voci più disparate e i clienti vengono tratti in inganno, è un danno che si ripercuote sull’economia della zona. Non ci è stata riconosciuta questa figura, una persona di riferimento”.
Pare una proposta ragionevole. “Ne abbiamo fatte tante di proposte ragionevoli, mica solo questa. Chissà perché non l’hanno accolta. Non lo so”.
Comunque a fine mese avrete l’Info Point al Parterre. “Doveva esserci già a gennaio, attivo ed operativo – sottolinea con sguardo severo – ma secondo voi da via Gordigiani chiudo il negozio per andare al Parterre a capire da dove passano gli operai per allestire il cantiere? Era più utile e ragionevole poter chiamare un referente diretto che dialogasse con l’Amministrazione”. Ci sarebbero anche i Quartieri, per questo.
Una buona notizia: arrivano le insegne ad hoc. “Che bello. Ce lo state dicendo voi di Nove Da Firenze. Fino ad ora rendiamoci conto che se un commerciante avesse voluto raddoppiare l’insegna, con la prima invisibile a causa del cantiere, avrebbe dovuto pagarle entrambe . Abbiamo portato avanti il discorso della pubblicità proprio perché la segnaletica non prevede la presenza delle attività: si indica di svoltare a sinistra o a destra, ma non si spiega cosa si troverà. Vedo un muro e non ho idea di cosa posso raggiungere, di cosa possa esserci oltre. I cantieri diventano un’isola. Ci si gira attorno per evitarla. Pensiamo piuttosto a chi ci è rimasto chiuso dentro. No?“.
Dentro si muore? “Il problema grosso è che se qualcuno inizia a chiudere si perde il passaggio commerciale e quello andrà recuperato e ci vorrà del tempo; anche una sola attività che chiude comporta comunque un danno per l’intera strada”.
Ma i proprietari dei locali commerciali, non aiutano i loro affittuari? “Eh… con gli interessi di mezzo difficilmente si trova solidarietà. Molto spesso i fondi sono proprietà di Società o di proprietari che hanno più locali su Firenze. Abbiamo cercato di trovare accordi anche tra proprietari ed affittuari, ma si preferisce lasciare il locale sfitto. Lanciamo un messaggio: se accade questo ne perde anche il locale stesso in valore economico. Nel 2010-2012 qualcosa è stato fatto in provincia di Firenze perché i centri si stavano svuotando. Noi abbiamo fatto uno studio per tempo sulla base del programma dei lavori su quali potevano essere le attività a maggior rischio e mettere così insieme Amministrazione e proprietari dei locali, ma anche lì per carenza di soldi non si è fatto niente”.
Soluzioni alternative? “Abbiamo proposto i Temporary Shop in locali che sono sfitti: a Novoli e San Donato ce ne sono, ma poi c’è il problema di traslocare negozi, arredi, materiale e subentrano costi insostenibili. Con i 500mila euro che ha dichiarato di voler mettere a disposizione il sindaco Dario Nardella per ridurre la Tari si fa poco, sono insufficienti. Poi viene chiesta la Dichiarazione dei Redditi… andiamo, basterebbe fare un filmino per capire cosa accade. Siamo ad un numero di clienti infimo”.
Niente Dichiarazione.. allora avete qualcosa da nascondere? “Dai, su. Basta guardare. Se trovo un muro davanti non perdo tempo ad aggirarlo, a cercare di capire dove potermi fermare, vado altrove. L’area di Gordigiani, Novoli, la strettoia soprattutto, non sono centinaia di attività alle quali ridurre tasse o che altro, parliamo di poche attività che potrebbero essere aiutate in modo più incisivo. Si potevano trovare soluzioni ad hoc al di là di ridurre la Tari o chiedere la Dichiarazione dei Redditti.. vien da ridere“.
La dichiarazione “Lasciate l’auto a casa” è stata un bell’incentivo. “Si infatti.. si è visto cosa è successo. Riunioni su riunioni, richieste di incontro e commercianti in mezzo ad una strada. Bastava fare un po’ di comunicazione. La macchina, chi la deve prendere, la deve poter prendere con una adeguata segnalazione che indichi come poter arrivare nei luoghi dove il cittadino si deve recare”.
A Firenze per fare acquisti serve proprio l’auto? “L’acquisto veloce è fatto dall’auto, ci si ferma presso il negozio di riferimento, si caricano le buste in macchina e si riparte. Molto spesso si sfila davanti al negozio, si valuta l’opportunità dell’acquisto e si cerca un posto per parcheggiare. E’ una tipologia di acquisto, specie nei quartieri periferici, molto importante, specialmente in alcune ore della giornata”.
L’assessore Giorgetti ha detto che alla fine sarete contenti. “Non metto in dubbio che alla fine se ne potrà giovare, il problema è resistere sino all’arrivo della Tramvia. Se si fermano per operazioni di bonifica come accaduto in piazza Dalmazia o se si fermano per altri motivi i tempi si allungano. Molti suggerimenti li abbiamo dati sull’apertura di cantieri in sequenza in modo da mantenere il transito in alcune aree che altrimenti sarebbero state interdette. Temiamo il forte disagio dei prossimi giorni dovuti alla chiusura di arterie importanti come Statuto e Novoli assieme, il rischio è quello di paralizzare l’intero Quartiere 5“.
Cosa serve adesso, subito. “Avviare aiuti mirati con accesso al credito agevolato. Basta la volontà. Adesso partono i cantieri pesanti, serve fare qualcosa. I tempi siano rispettati, con le penali, evitando le lungaggini della Linea 1 per la quale è servito più del doppio del tempo previsto. Per la segnaletica commerciale i negozianti hanno inviato i loro loghi, a chi non li aveva li abbiamo creati, abbiamo inviato i rendering all’Amministrazione: stiamo a vedere”.
Il commercio di vicinato durerà? “Le attività aperte esercitano una funzione sociale di controllo del territorio. I commercianti vigilano e possono avvisare le forze dell’ordine. In Francia, dopo anni di sviluppo della Grande distribuzione si sta tornando alla valorizzazione dei quartieri con i Centri commerciali naturali come luogo in cui si effettuano anche servizi e non solo commercio. Nei prossimi anni le opportunità di sviluppo ci sono: i Centri commerciali naturali hanno organizzato eventi a costo zero contribuendo a rendere vive zone semi-periferiche o periferiche, per questo è necessario tutelarli. La Tramvia, quando sarà realizzata porterà persone ad effettuare la passeggiata con la famiglia: ma le attività devono arrivarci vive“.
Riccardo Fragassi è un ex parlamentare, ritiratosi dalla vita politica nel 1996. Negli anni ’90 è in Commissione Difesa alla Camera dei Deputati, componente della delegazione parlamentare italiana presso la NATO e nella commissione bicamerale Stragi e Terrorismo, dove si impegna in particolare nelle inchieste riguardanti i rapporti tra mafia e terrorismo. Nella XII Legislatura in Commissione Difesa, è relatore alla Camera, sia per il I Governo Berlusconi che per il successivo Governo Dini, del disegno di legge in materia di “Ristrutturazione delle forze armate e riforma del servizio di leva”.

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