Un appello da chi vive il Nidiaci

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera che l’associazione Amici del Nidiaci in Oltrarno Onlus ha inviato a tutto il Consiglio Comunale.

Ai consiglieri del Comune di Firenze
In questi giorni, sarete chiamati a votare sull’area detta “il Nidiaci”.
Prima di farlo, vi chiediamo di leggere queste nostre parole.
Noi siamo l’Associazione Amici del Nidiaci in Oltrarno Onlus, che riunisce circa 200 famiglie di San Frediano e Santo Spirito, che frequentano o hanno frequentato l’area Nidiaci – un numero molto più alto di individui se pensiamo come l’accompagnamento dei bambini venga spesso diviso tra genitori, nonni, zii.
La nostra non è quindi un’opinione tra le altre: rappresentiamo la totalità delle persone che usufruiscono dell’area e abbiamo stabilito profondi rapporti con tutte le altre realtà del quartiere, dalla parrocchia alle associazioni di volontariato alla “Parte Bianca”. E abbiamo dimostrato, crediamo, costanza, impegno e lunga memoria.
Il 24 novembre scorso, siamo stati convocati a Palazzo Vecchio, dove ci hanno annunciato una proposta di accordo con la proprietà, che implica in sostanza che il privato pagherà se stesso per costruire un edificio in un angolo del giardino, che poi restituirà alla comunità; in cambio il Comune modificherà il regolamento sui parcheggi interrati e toglierà i vincoli su tutta la proprietà, che uscirà così, dopo cento anni, dall’uso pubblico. La ludoteca di Via Maffia verrebbe poi chiusa e trasferita in questo nuovo edificio.
Noi non abbiamo mai sentito l’urgenza di avere una ludoteca a tutti i costi in quell’area: ne abbiamo già due ottime e vicine, in Via Maffia e al Gasometro (sappiamo riconoscere perfettamente anche quando il Comune fa qualcosa di buono).
Crediamo poi che sarebbe profondamente diseducativo per i nostri figli assistere alla costruzione di un’ennesima palazzina dentro un giardino storico.
Per tutti noi, l’area è soprattutto il bosco riparato dei bambini, in un quartiere poverissimo di verde. E il punto più bello e storico di questo verde è esattamente lo spicchio che la proprietà intende restituire alla comunità e dove si vorrebbe costruire l’edificio.
E’ lì che si trovano i basamenti delle statue di Emilio Santarelli e soprattutto un platano e un meraviglioso tasso, la cosiddetta “guglia d’Ardiglione”, con la sua chioma a tettoia che copre un diametro di circa 14 metri.
I nostri agronomi stimano l’età di entrambi a circa 150 anni, e tutte le generazioni del quartiere sono cresciute all’ombra di quegli alberi.
Sono alberi insostituibili e completamente diversi da tutti gli altri del quartiere.
Sulla sorte di questi alberi, è stata presentata un’interrogazione in Consiglio Comunale, ma l’assessore competente si è allontanata dall’aula prima di rispondere, per cui non sappiamo quale destino preveda l’amministrazione per loro.
Sull’opportunità di accettare la proposta dell’Amore e Psiche Holding, rinunciando a uno secolare bene pubblico, si possono avere idee diverse da quelle che ha un quartiere sceso in piazza in massa il 10 gennaio scorso per difendere quel bene pubblico.
Ma chiediamo a tutti, di maggioranza o di minoranza, di porre nero su bianco la necessità di salvaguardare quell’angolo del giardino e i suoi alberi, anche visto che nell’area ci sono immobili di proprietà del Comune dentro il giardino che necessitano di ristrutturazione e potrebbero essere destinati a un uso più congruo di quello attuale.
Associazione Amici del Nidiaci in Oltrarno Onlus

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