Requiem per gli alberi di Via dello Statuto

     

      

      

       

 

Fonte: La Nazione, 29/03/2015
Di: Claudio Capanni

Via dello Statuto, “funerale” degli alberi: dopo il taglio ora il paesaggio è spettrale
Processione listata a lutto in strada. L’iniziativa del coordinamento “Venti Gennaio” 

Il “funerale” è andato in scena ieri alle 18. La processione, listata a lutto, ha percorso via dello Statuto e ha lasciato una piccola corona di fiori ai bordi del cantiere dove la mattina è stato tagliato l’ultimo dei lecci storici della strada. L’iniziativa simbolica è stata organizzata dal coordinamento no tram «Venti gennaio» che negli ultimi due giorni ha dato via a un presidio-staffetta lungo via dello Statuto dove ieri è terminato l’abbattimento degli alberi necessario per far spazio alla linea 3 Careggi-Smn. Per i 12 lecci piantati negli anni ‘30 al centro della carreggiata è stato un addio.
Per il verde della strada sarà un arrivederci. A lavori ultimati gli alberi abbattuti saranno sostituiti da 16 carpini betulla ognuno con 10 anni di età. Le chiome e le radici non interferiranno con la linea elettrica. Ma per il coordinamento, reduce negli ultimi sei mesi dalla battaglia del verde contro Palazzo Vecchio per impedire la morte degli alberi, quel taglio rappresenta una ferita più grande. Dietro la sigla della rete no tram, nata con l’avvio dei cantieri allo Statuto a maggio del 2014, oggi si nasconde un piccolo esercito composto da un migliaio di residenti e professionisti (soprattutto architetti e ingegneri). Una massa critica che ora non si rassegna.
«La trasformazione di questa via – spiega una di loro, Giovanna Del Buono – corrisponde ad una perdita di identità forte per la nostra città. Il decreto presidenziale del 25 maggio 1955 ha introdotto la tutela paesaggistica sulla fascia destra e sinistra dei viali, incluso viale Strozzi». Dentro la «fascia di tutela» estesa per circa 500 metri rientrano anche via dello Statuto e le rampe del Romito. «Nelle intenzioni del legislatore c’era l’idea di tutelare l’opera urbanistica pensata dal Poggi che poi si è tradotta in un quartiere di impianto novecentesco e di forte importanza storica, incluso l’aspetto paesaggistico di cui gli alberi che oggi non ci sono più fanno parte».
A lutto anche Fiammetta Giovacchini di Dolci e Caffè, storica bottega di via dello Statuto. Oggi la foto del suo profilo Facebook è il leccio che per 22 anni ha fatto ombra al suo negozio. «Durante il taglio mi sono sentita come violentata: lo spettacolo che si vede oggi lungo questa via è desolante». Per il coordinamento è iniziato il lungo iter dell’accesso agli atti. L’obiettivo: realizzare un «libro bianco» sulle due linee del ferro e vigilare su costi e lavori in corso. La scorsa settimana alcuni di loro fra i quali Roberto Budini Gattai, lo storico Franco Cardini e l’archeologa Lucia Lepore hanno inviato un sos al quartier generale dell’Unesco di Parigi.

Fonte: La Nazione, 26/03/2015

Taglio degli alberi allo Statuto, protestano i residenti

Cliccate qui per vedere il video
Taglio degli alberi
in via dello Statuto: questa mattina le motoseghe sono entrate in funzione per una potatura “preliminare” all’abbattimento vero e proprio, che si renderà necessario per fare posto ai binari della linea 3 della tramvia.
La questione aveva già fatto discutere nei mesi scorsi, quando alcuni residenti e commercianti (che si sono battuti per il salvataggio degli alberi insieme all’associazione Piazza della Vittoria) adottarono ogni singolo leccio. In tutto sono dodici i lecci che si trovano nell’aiuola centrale di via dello Statuto che sono destinati ad essere abbattuti.
Ma il Comune ha già annunciato che non ci sarà una riduzione del verde pubblico: al loro posto, infatti, saranno piantati dei carpini (carpinus betulus), ritenuti più adatti soprattutto per una ragione di minor invasività delle radici.

Fonte: La Nazione, 26/03/2015
Di: Roberto Davide Papini

“Gli uccelli stanno nidificando, rinviate il taglio degli alberi allo Statuto”

Il taglio degli alberi di via dello Statuto (le motoseghe sono entrate in funzione per una potatura “preliminare” all’abbattimento vero e proprio) per fare posto ai binari della linea 3 della tramvia continua a suscitare polemiche. Oltre alle proteste dei residenti c’è anche quella dell’associazione “Gabbie vuote” che, attraverso la sua presidente Mariangela Corrieri, chiede quanto meno il rinvio dell’operazione, ricordando che in questo periodo “alcune specie di uccelli stanno nidificando, altri hanno deposto le uova, altri ancora allevano i pulcini già nati come alcuni rapaci, animali particolarmente protetti”.
Per questo Corrieri ha scritto al Comune di Firenze e alla Procura della Repubblica citando “la legge 189/2004 contro il maltrattamento di animali visto che il sindaco, secondo i Dpr 31 marzo 1979 e Dpr. 8 febbraio 1954 numero 320, è obbligato alla tutela e al controllo del benessere di tutti gli animali sul suo territorio”. Corrieri decide di intitolare la sua lettera “L’uomo che abbatteva gli alberi”, ironica rivisitazione del titolo del libro di Jean Giono “L’uomo che piantava gli alberi”, un testo poetico sulla storia di un pastore francese, Elzéard Bouffier, che ha come missione di vita quella di piantare migliaia di alberi e ci riesce con metodica costanza.
​Corrieri insiste, comunque, sul rinvio: “Considerando che Fabrizio Bartaloni, presidente Tram di Firenze Spa, ha dichiarato un ritardo di oltre 4 mesi nelle opere, perché espropriare gli uccelli della loro casa quando si può aspettare che il ritardo si compia e gli animali riescano a diventare indipendenti quindi a trovarsi altri alloggi?  I cittadini che amano di Firenze anche quella poca natura misconosciuta dalle istituzioni, fazzoletti di prato trascurati, alberi capitozzati, piante abbattute e non sostituite, fiori invisibili, si sono lamentati e protestano per la loro impotenza a farsi ascoltare, a chiedere che non solo il cemento abbia spazio in questa città disorientata e impoverita ma anche quelle creature vive che sono le piante e gli animali di cui tutti noi ci alimentiamo per la bellezza e la pace che ispirano. Considerato quanto sopra,chiediamo quindi che si rimandi l’esecuzione degli alberi al momento in cui i pulcini siano in grado di spostarsi liberamente e si cerchi di salvare il maggior numero possibile di queste piante che rappresentano il giardino di ognuno. Chiediamo anche, a chi ne ha il dovere, il controllo che nessuna legge venga infranta”.

Fonte: Nove da Firenze, 28/03/2015

Tramvia allo Statuto: alberi abbattuti, ma non è stato il vento
“Il ciclone, quando arriva, non è che t’avverte. Passa, piglia e porta via..” (Leonardo Pieraccioni)

“Stamani quando ho aperto la finestra, una vera desolazione.. non c’erano più gli alberi!” lo scrive Valeria su Facebook nel profilo “Noi non vogliamo la Linea 3 della Tramvia”.
Mariarita Signorini, rappresentante di Italia Nostra ha seguito da vicino le fasi di avvicinamento all’abbattimento ed ha postato alcune immagini in diretta sui Social.
Foto che hanno suscitato l’indignazione dei cittadini, c’è chi ha commentato: “Una follia..” e chi semplicemente “Vergogna”. Alcuni residenti dell’area interessata sono su tutte le furie perché pensano che hanno perso quel poco verde che serviva ad ossigenare l’area trafficatissima e consentiva di affacciarsi con piacere sulla strada. A quanto pare, nonostante le manifestazioni, le assemblee, i comunicati e gli Info Point, sono stati comunque colti di sorpresa.
Il Comune di Firenze assicura che le alberature verranno recuperate nel progetto definitivo da piazza della Costituzione viale dei Cadorna.
I cittadini si domandano però come possa un Comune che presenta il conto per i danni del maltempo che ha abbattuto centinaia di alberi sani in tutta la città, essere lo stesso Comune che per realizzare un’opera “strategica” abbatte allo stesso modo alberi sani e in zona, tra i residenti, c’è chi adesso vorrebbe chiedere i danni per la “Calamità naturale” che ha colpito il quartiere.
Si potrebbe parlare anche in questo caso di “Evento eccezionale”, ma non certo imprevedibile.

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