L’eolico sull’Appennino ligure frenato dalle rotte migratorie di un rapace dall’Africa all’Europa

Fonte: La Stampa, 12/04/2005
Di: Giampiero Carbone

La società Seva di Milano punta a installare 7 torri eoliche, alte 130 metri, sul crinale dell’Appennino sul monte Poggio, a Fraconalto, in alta Val Lemme, ma ora si trova a fare i conti con le associazioni ambientaliste, Wwf in testa, e con i dubbi del Parco

Le rotte migratorie dei volatili provenienti dall’Africa ostacolano la costruzione dell’impianto eolico sul monte Poggio, a Fraconalto, in alta Val Lemme, al confine con la Liguria e soprattutto con il Parco Capanne di Marcarolo. Tutti i precedenti progetti in provincia di Alessandria, tra Val Curone, Val Borbera e Val Lemme, sono stati finora bocciati per l’impatto ambientale e per caratteristiche geologiche.
Sette torri. La società Seva di Milano punta a installare 7 torri eoliche, alte 130 metri, sul crinale dell’Appennino ma ora si trova a fare i conti con le associazioni ambientaliste, Wwf in testa, e con i dubbi del Parco. L’ente, nonostante l’area sia al di fuori dei suoi confini, deve redigere uno studio sulle conseguenze ambientali del progetto sul sito di importanza comunitaria (Sic) «Capanne di Marcarolo». Il Wwf, pur ritenendo l’eolico «una risorsa essenziale», ricorda che il Sic è stato istituito «per la presenza di un importante corridoio di migrazione dell’avifauna: tra gli altri, i rapaci (come il biancone), e che c’è «un’elevata possibilità di interferenze con l’impianto».
Valutazione di rischio. Il Wwf ha chiesto «un’adeguata valutazione del rischio» del Parco Capanne, gestore del Sic. Nell’ultima conferenza dei servizi, l’ente ha reso note le linee in base alle quali verrà redatta la valutazione, evidenziando anche la presenza nell’area dei pipistrelli, specie protetta dall’Unione europea.
La soluzione della società. La Seva replica: «Le osservazioni del Wwf si basano su dati bibliografici, noi abbiamo effettuato un monitoraggio di tre anni, quando la Regione ne chiede solo uno e i dati dicono che sul monte Poggio passano pochi volatili. Siamo comunque disponibili a spegnere le pale per 40 giorni in primavera o, sempre nel periodo di transito dei volatili, far sostare un biologo per avvistare rapaci e quant’altro in modo da fermare le torri sul momento, operazione che avviene in 15 secondi senza compromettere la sostenibilità energetica dell’impianto».

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