Lettera dei Comitati sui costi esplosi per il tunnel Tav: rassegna stampa

Italia Nostra- Legambiente-la Rete dei Comitati di Asor Rosa e il Comitato No tunnel Tav ricandidano Anna Marson ad Assessore regionale e scrivono ai Ministri un appello per sospendere il progetto di sottoattraversamento Tav di Firenze, che ha visto i costi salire di 100 milioni negli ultimi 6 mesi. Le associazioni riunite precisano che pagare le penali per la mancata esecuzione del progetto avrebbe un costo ‘solo’di 50 milioni di euro, pari a 1/10 delle opere non eseguite.

Fonte: Il Corriere Fiorentino, 10/05/2015

E Asor Rosa spinge il bis di Anna Marson in Regione

«Noi ricandidiamo Anna Marson all’assessorato all’urbanistica delle Regione». Le parole di Alberto Asor Rosa vengono accolte da un applauso all’assemblea di ieri della Rete dei comitati per la difesa del territorio. E lei, Marson, prima si mette sulla difensiva, poi ammette: «Se Rossi dovesse chiedermi di lavorare di nuovo al suo fianco, gli chiederei qualche garanzia: un programma condiviso e più risorse, non solo finanziarie». Ma a Palazzo Budini Gattai il tema del giorno è la legge urbanistica: approvata a novembre dal Consiglio regionale, è già a rischio. Spiega Marson: «Con la riforma del titolo V della Costituzione si va verso la scomparsa delle competenze regionali sul governo del territorio, che tornerebbe ad essere di esclusiva competenza statale». A mettere a rischio la legge regionale c’è anche un disegno di legge in discussione alla Camera, con il rischio di «nuove quote per il consumo del suolo». La Rete, assieme al comitato No Tunnel Tav, Legambiente e Italia Nostra ha poi annunciato di aver scritto ai ministri Padoan, Galletti, Eranceschini e Delrio per denunciare i costi fuori controllo dei lavori per il sottoattraversamento: «In soli sei mesi scrivono le riserve risultano cresciute di oltre 100 milioni».

Fonte: Il Manifesto, 10/05/2015
Di: Riccardo Chiari

Toscana, «piano paesaggistico a rischio cemento»
Urbanistica. All’assemblea della Rete dei comitati per la difesa dell’ambiente, Vezio De Lucia denuncia: “Il governo lavora a una legge che bypassi le normative regionali”. A rischio gli innovativi provvedimenti della Regione Toscana. Asor Rosa: “Si restringono gli spazi di democrazia, a tutti i livelli”.

Quello che è uscito dalla porta può rien­trare dalla fine­stra. E deve pre­oc­cu­pare la pro­spet­tiva che la legge urba­ni­stica e il piano del pae­sag­gio della Toscana, salu­tate da gene­rali apprez­za­menti e segna­late anche da New York TimesNew­sweek, rischino di diven­tare let­tera morta. L’allarme arriva da Vezio De Lucia, che all’assemblea della Rete dei comi­tati per la difesa del ter­ri­to­rio e dell’ambiente avverte del peri­colo: “In com­mis­sione alla Camera c’è una nuova legge sul governo del ter­ri­to­rio che, su input del governo, dovrà essere giu­ri­di­ca­mente sovraor­di­nata alle normative regionali”.
La rive­la­zione dell’esperto urba­ni­sta strappa il velo dell’ipocrisia di un Pd che, fino all’ultimo, aveva cer­cato di ste­ri­liz­zare le pre­scri­zioni adot­tate da Anna Mar­son per tute­lare “dina­mi­ca­mente” la carta d’identità pre­sen­tata dalla Toscana nel mondo. “Noi abbiamo apprez­zato le novità legi­sla­tive appor­tate dalla giunta di Enrico Rossi gra­zie al lavoro dell’assessore Mar­son – tira le somme alberto Asor Rosa – ma la legge urba­ni­stica in discus­sione a Mon­te­ci­to­rio nega i risul­tati otte­nuti, anche gra­zie al lavoro fatto dai comi­tati, dai prov­ve­di­menti regionali”.
Que­sto basta e avanza, osserva Asor Rosa, per denun­ciare il pro­gres­sivo restrin­gi­mento degli spazi di demo­cra­zia, a tutti i livelli. E per riven­di­care l’importanza del neo ambien­ta­li­smo non di élite intel­let­tuali ma che parte e si svi­luppa “dal basso”. Nelle forze vive di una cit­ta­di­nanza attiva che si mobi­lità, appro­fon­di­sce, segnala le cri­ti­cità, e pro­pone solu­zioni alter­na­tive per una vivi­bi­lità sem­pre da ricon­qui­stare, di fronte alla filo­so­fia delle “grandi opere inu­tili” ter­ri­bil­mente impat­tanti per l’ambiente e per la salute dei cittadini.
A riprova, la Rete con­ti­nua a denun­ciare alcune “cri­ti­cità epo­cali”. Dal nuovo aero­porto inca­strato tra Firenze e altre città come Prato, Sesto Fio­ren­tino e Campi Bisen­zio, impo­sto per com­pia­cere inte­ressi pri­vati e sotto la regia del brac­cio destro di Mat­teo Renzi, Marco Car­rai. Poi un sot­toat­tra­ver­sa­mento fio­ren­tino dell’alta velo­cità “assur­da­mente inu­tile”, dai costi che volano nel silen­zio delle isti­tu­zioni; con rischi ambien­tali altis­simi, e con con­ti­nue tra­ver­sie giu­di­zia­rie che ne evi­den­ziano i limiti. E ancora un’autostrada tir­re­nica che impat­terà pesan­te­mente sul ter­ri­to­rio maremmano, ancora in equi­li­brio fra ambiente e ope­ro­sità dell’uomo. Infine il maxi ince­ne­ri­tore di Case Pas­se­rini alle porte del capo­luogo, con­te­stato da anni ma sem­pre difeso prima da Ds e Mar­gh­rita, poi dal Pd.
Gra­zie ai con­tri­buti di Clau­dio Greppi e Alberto Magna­ghi, di Ila­ria Ago­stini e della stessa Anna Mar­son, di Paolo Bal­de­schi, Gian Luca Garetti e Tiziano Car­dosi, l’assemblea della Rete ha offerto una nitida pano­ra­mica dello stato delle cose. Il tutto alla vigi­lia di ele­zioni regio­nali che, osserva Asor Rosa, stanno evi­den­ziando anche fatti sin­go­lari: “Come l’ultimo arti­colo sul mani­fe­sto di Enrico Rossi, che chiama al voto disgiunto”.

Fonte: La Nazione, 10/05/2015
Di: Claudio Capanni

Cantieri Tav, spesa record. La denuncia dei Comitati: “Costi su di 100 milioni”
Lettera-esposto al Governo e alla Corte dei Conti

PASSANTE Av: sos a Corte dei Conti e Governo sui costi fuori controllo. La lettera-esposto porta la firma di una pattuglia di quattro veterani dell’intellighenzia ambientalista nazionale e made in Florence. Da Alberto Asor Rosa, presidente onorario e anima della Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio al numero uno di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza passando per Marco Parini, presidente di Italia Nostra e Tiziano Cardosi portavoce dei No Tunnel Tav Firenze. I destinatari sono i ministri delle Infrastrutture Graziano Delrio, quello dell’Economia Pier Carlo Padoan, Dario Franceschini, ministro dell’Ambiente ma anche a Corte dei Conti e Autorità Nazionale Antimafia. L’obiettivo: «denunciare – si legge – l’aumento vertiginoso dei costi che si sta trasformando in un furto di enormi risorse pubbliche». Nel mirino della lettera presentata ieri a palazzo Budini Gattai durante l’assemblea della Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio, c’è l’aumento dei costi per la costruzione del passante Av (tunnel ex Macelli e stazione Foster) affidato all’Ati e general contractor Nodavia da Rfi. A farli lievitare, le richieste di «riserve» milionarie: i maggiori compensi chiesti (e motivati) dal costruttore Nodavia al committente Rii. Nel bilancio 2013 di Nodavia redatto a metà dell’anno seguente le spese contabilizzate oltre il valore dell’opera sarebbero pari a più di 421mila euro (al 31 ottobre 2013) e, 6 mesi dopo, aumenterebbero di 100 milioni per un totale di oltre 528mila euro.
«Le riserve se accettate – spiega Cardosi – porterebbero ad una quadruplicazione dei costi del passante finora pari a «solo» 120 milioni di euro». Dietro al «tesoretto» chiesto da Nodavia c’è l’aumento dei costi per il sottoutilizzo del cantiere, l’impossibilità di smaltire le terre di scavo come previsto e lo stop dei lavori non richiesto da Rfi dopo il sequestro della fresa Monnalisa. Nella lettera si richiede un intervento dei ministeri per bloccare l’opera, una verifica a tappeto sulle spese e controlli sull’assenza di autorizzazione paesaggistica per il passante e della Via per la Foster. «Le penali da pagare per la rinuncia ai lavori – si legge – sono modeste e ammonterebbero al 10% del lavoro non eseguito cioè a circa 50 milioni di euro». Per la Rete è stato anche tempo di bilanci. «Oggi assistiamo – ha spiegato Asor Rosa – al restringimento progressivo degli spazi di democrazia ed un panorama oscuro a livello regionale e nazionale. La Rete dei Comitati deve sforzarsi per diventare un soggetto politico non in senso elettorale: la lotta politica non è più separabile dalla difesa del territorio».

Fonte: La Repubblica, 10/05/2015
Di: Massimo Vanni

“I costi Tav liti di altri 100milioni “

TAV,la Rete dei comitati di Asor Rosa lancia l’allarme costi. Dai bilanci di Nodavia salta fuori che si rischia di moltiplicare per 5 il totale. E che in soli sei mesi gli aumenti richiesti dalle ditte superano i 100 milioni di euro: «I costi stanno lievitando nel silenzio e nel disinteresse della politica», si legge nella lettera che è stata inviata al governo, alla procura della Repubblica e all’Autorità antimafia di Cantone. E a nome della Rete, Asor Rosa ricandida Anna Mar-son all’assessorato all’urbanistica per i prossimi cinque anni.

Tav, la Rete dei comitati di Alberto Asor Rosa lancia l’allarme costi. Dai bilanci di Nodavia, la società incaricata dell’opera, salta fuori che si rischia di moltiplicare per 5 il totale. E che in soli 6 mesi gli aumenti richiesti dalle ditte superano i 100 milioni di euro: «I costi stanno lievitando nel silenzio e nel disinteresse della politica », si legge nella lettera inviata a mezzo governo, ai ministri Delrio (trasporti), Padoan (economia), Galletti (ambiente) e Franceschini (cultura), alla Corte dei Conti, alla procura della Repubblica e all’Autorità antimafia di Cantone.
«Non possiamo che chiedere l’abbandono del progetto, le penali sarebbero davvero modeste in confronto al disastro economico che si profila», si legge ancora nella lettera che porta la firma, oltre a quella di Asor Rosa, dei presidenti nazionali di Legambiente, di Italia Nostra e di Tiziano Cardosi No Tav fiorentini. Eppure, a fronte dell’aumento vertiginoso dei costi, «le Ferrovie non hanno imposto l’arresto dei lavori». E alla fine del 2014 «si è avuta addirittura una accelerazione nei lavori».
Un allarme tanto più acuto quanto più accompagnato dagli elogi per un pezzo di governo toscano. Quello di Anna Marson: grazie all’innovativa legge urbanistica e al Piano del paesaggio, ancorché faticosamente approvato, la Toscana è oggi all’avanguardia in materia di difesa del suolo, dice Asor Rosa. Tanto che il critico letterario sorprende con una richiesta a nome della Rete: «Candidiamo Marson al prossimo assessorato all’urbanistica», annuncia a Palazzo Budini Gattai. Dove un tempo c’era proprio la sede della giunta toscana. È un guanto di sfida al Pd, contro cui Marson si è battuta fino all’ultimo a difesa del ‘suo’ Piano del paesaggio. Contro il Pd renziano e non solo.
«L’attacco al piano è stato bipartisan », ricorda Marson. Dopo aver denunciato, assieme all’urbanista Vezio De Lucia, il rischio di veder cancellata buona parte del lavoro svolto per effetto del testo in discussione alla Camera: «Una legge che riaccentra le competenze sul territorio e che prevede nuovo consumo di suolo. Non male per un premier che, da sindaco, aveva teorizzato i volumi zero», ironizza Marson. D’altra parte, rileva l’assessore uscente, c’è «su questi temi c’è scarsa attenzione da parte dei partiti e dei loro programmi elettorali. Pd incluso ». Ma cosa farebbe Marson se fosse ri-chiamata, accetterebbe? «Chiederei qualche garanzia », sorride l’assessore. Serissima invece quando si parla di aeroporto e di nuova pista. Perché in questo caso l’agibilità politica è ormai azzerata.
«La Regione deve esprimersi sulla valutazione ambientale e mi auguro che si difenda gli atti relativi al parco e all’aeroporto », dice una Marson non ancora convinta. Mentre Paolo Baldeschi denuncia una grave inadempienza: «Nel Pit c’è scritto che la Regione si impegna ad un dibattito pubblico ma ancora non si è visto».

Fonte: Il Tirreno, 10/05/2015

I comitati a Rossi: rivogliamo Marson come assessore

«Vogliamo che Anna Marson (nella foto) sia riconfermata assessore all’urbanistica della Toscana. Lei è uno dei paletti su cui costruire il futuro di questa regione». Le associazioni ambientaliste riunite a Firenze – Italia Nostra, Legambiente, la rete dei comitati in difesa del territorio e il comitato No Tunnel Tav – si esprimono in vista delle elezioni del 31 maggio: vogliono la Marson di nuovo in Regione, anche se è stata scaricata da buona parte dello stesso Pd. La candidatura arriva direttamente da uno dei paladini di tante battaglie in difesa del territorio, il professor Alberto Asor Rosa. E il destinatario è chiaro: il presidente ricandidato Enrico Rossi, che tutti danno come vincitore. Di fronte alla chiamata a rimanere Anna Marson si schernisce, gioca di sponda, eppure è l’unica rappresentante della Regione all’assemblea dei comitati. Poi però cambia registro: «Oggi lo scenario politico è molto cambiato – dice – ma se Rossi mi chiedesse di rimanere come assessora, vorrei delle garanzie su un programma condiviso per le cose da fare e risorse sufficienti». Insomma, non si tirerebbe indietro purché vengano sottoscritte condizioni chiare. Intanto da Roma arrivano segnali negativi per il piano paesaggistico tanto difeso dalla stessa Marson. “Lo Stato -dice – sta riprendendo in mano le redini del governo del territorio». Dunque la Regione verrebbe scavalcata e gli effetti del piano azzerati.

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