Archivi Mensili: giugno 2015

Inceneritore di rifiuti a Sesto Fiorentino: dieci associazioni dicono no al nuovo impianto – comunicato e rassegna stampa

Con una lettera ai Comuni interessati, dieci associazioni chiedono l’IMMEDIATA SOSPENSIONE e il RINVIO della CONFERENZA DEI SERVIZI per la realizzazione e gestione di un impianto di incenerimento rifiuti nel Comune di Sesto Fiorentino (Fi), loc. Case Passerini, convocata da Città Metropolitana di Firenze per giovedì 18 Giugno 2015

Italia Nostra insieme al gruppo Mamme No Inceneritore, Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze, Associazione Medicina Democratica, Comitato civico No Inceneritore di Campi Bisenzio, Assemblea della Piana contro le nocività, Associazione Un’altra sesto è possibile, Coordinamento dei Comitati per la salute della Piana Prato, Associazione Rifiuti Zero Firenze e Associazione Zero Waste Italy chiede di rivedere in toto la costruzione dell’impianto di incenerimento rifiuti nel Comune di Sesto Fiorentino (Fi), loc. Case Passerini.Le associazioni ritengono indispensabile una risposta dalle istituzioni, ribadiscono la necessità di un rinvio della conferenza dei servizi prevista giovedì 18 giugno al fine di avviare un confronto vero tra le istituzioni e la popolazione e le associazioni per individuare la migliore soluzione da un punto di vista sanitario, ambientale ed economico per la gestione dei RSU (rifiuti solidi urbani) dell’ATO Toscana Centro.
In questi mesi si sono svolti numerosi incontri pubblici con esperti del settore, medici, specialisti, gestori del ciclo dei rifiuti e amministratori a cui hanno partecipato oltre dieci mila persone estremamente interessate alla valutazione di una gestione alternativa come il percorso Rifiuti Zero. Le associazioni, inoltre, sottolineano come le considerazioni alla base della decisione di costruire l’inceneritore fanno riferimento a valutazioni vecchie e desuete che non tengono conto dei volumi ormai raggiunti con la raccolta differenziata e dell’istituzione di altre buone pratiche che potrebbero ulteriormente abbattere il volume di rifiuti da incenerire rendendo totalmente inutile un impianto di tale portata.
Nel documento inviato alle Autorità competenti le associazioni sottolineano, inoltre, altri punti che stanno alla base della richiesta di rinvio e di cancellazione del progetto dell’impianto:

  1. Non competenza della Città Metropolitana per il procedimento in esame.
  2. Contrasto delle norme interne con le direttive dell’Unione Europea. Nell’ambito della procedura di Autorizzazione Unica la conferenza dovrà determinare se l’impianto di incenerimento di Case Passerini debba essere qualificato come impianto di smaltimento o come impianto di energia rinnovabile.
  3. Mancata previsione del destino finale dell’ingente quantitativo delle scorie e delle ceneri (oltre 50.000t/anno) prodotte dall’impianto classificate come RIFIUTO PERICOLOSO (destinazione tra l’altro non indicata nella documentazione del proponente).
  4. Imprescindibile necessità di valutare gli effetti cumulativi dell’impianto di incenerimento con il progetto della nuova pista aeroportuale di Firenze. Non sono più utilizzabili i modelli diffusionali di ricaduta degli inquinanti dell’inceneritore, a causa della vicinanza dei camini alla zona aeroportuale e considerate le notevoli turbolenze atmosferiche che sarebbero prodotte dall’intenso traffico aereo. Elemento questo di assoluta novità emerso in sede di Valutazione di Impatto Ambientale sul progetto definitivo dell’aeroporto. Da qui la necessità di una nuova Valutazione di Impatto Sanitario (VIS).
  5. Il progetto presentato non considera la possibilità di utilizzare una BAT (Best Available Technology),ossia migliore tecnologia disponibile, in quanto ad abbattimento inquinanti. L’attuale progetto prevede limiti obsoleti che dovranno essere ben presto aggiornati a valori molto più bassi. Tale aggiornamento a limiti più bassi comporterà una modifica sostanziale progettuale.
  6. L’impianto comporta rischi per la salute umana, come evidenziato dall’Azienda sanitaria locale (ASL). Nella procedura di VIA è stato reso esplicito che il progetto mette a rischio la salute delle popolazione e i loro diritti fondamentali alla sicurezza e all’integrità fisica. Ciò si si evince da quanto richiesto dalla stessa ASL, ovvero:
    a) sorveglianza degli effetti su esiti riproduttivi e incidenza dei tumori.
    b) controllo della contaminazione sulla catena alimentare da IPA, diossine e PCB, metalli pesanti, attraverso indagini miratec) studio epidemiologico sui lavoratori dell’impianto. L’esistenza di una situazione di rischio comunque confermata dalla procedura dell’Asl pone tale progetto in una condizione di assoluta non applicabilità.

Rassegna stampa

Fonte: Nove da Firenze

“Mamme No Inceneritore multate a Sesto Fiorentino”
Dieci associazioni chiedono di bloccare l’impianto a Case Passerini

Questa mattina le Mamme No Inceneritore sono state multate dale autorità locali di Sesto Fiorentino mentre svolgevano attività informativa: “speakeraggio” autorizzato dal Comune di Sesto Fiorentino per le vie del Comune, invitando democraticamente la popolazione a partecipare all’imminente Consiglio Comunale che si sta per tenere in queste ore. Ciò alla vigilia della Conferenza dei Servizi decisoria che si terrà il 18 giugno a Firenze. In relazione alla multa le MammeNoInceneritore fanno sapere che presenteranno ricorso. Il movimento Mamme No Inceneritore ha portato negli ultimi mesi all’attenzione pubblica l’imminente costruzione dell’Inceneritore di Firenze e mobilitato l’opinione pubblica sull’importante tema di una corretta gestione dei rifiuti grazie all’organizzazione di numerosi eventi, incontri informativi e un partecipato concerto dove artisti ed associazioni ambientaliste si sono esibiti di fronte a un pubblico di circa 10.000 persone, esprimendo un forte NO alla costruzione degli inceneritori.
Italia Nostra insieme al gruppo Mamme No Inceneritore, Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze, Associazione Medicina Democratica, Comitato civico No Inceneritore di Campi Bisenzio, Assemblea della Piana contro le nocività, Associazione Un’altra sesto è possibile, Coordinamento dei Comitati per la salute della Piana Prato, Associazione Rifiuti Zero Firenze e Associazione Zero Waste Italy chiede di rivedere in toto la costruzione dell’impianto di incenerimento rifiuti nel Comune di Sesto Fiorentino (Fi), loc. Case Passerini.Le associazioni ritengono indispensabile una risposta dalle istituzioni, ribadiscono la necessità di un rinvio della conferenza dei servizi prevista giovedì 18 giugno al fine di avviare un confronto vero tra le istituzioni e la popolazione e le associazioni per individuare la migliore soluzione da un punto di vista sanitario, ambientale ed economico per la gestione dei RSU (rifiuti solidi urbani) dell’ATO Toscana Centro.
In questi mesi si sono svolti numerosi incontri pubblici con esperti del settore, medici, specialisti, gestori del ciclo dei rifiuti e amministratori a cui hanno partecipato oltre dieci mila persone estremamente interessate alla valutazione di una gestione alternativa come il percorso Rifiuti Zero. Le associazioni, inoltre, sottolineano come le considerazioni alla base della decisione di costruire l’inceneritore fanno riferimento a valutazioni vecchie e desuete che non tengono conto dei volumi ormai raggiunti con la raccolta differenziata e dell’istituzione di altre buone pratiche che potrebbero ulteriormente abbattere il volume di rifiuti da incenerire rendendo totalmente inutile un impianto di tale portata.

Fonte: StampToscana

Inceneritore della Piana, si compatta il fronte del no

Sono dieci, le associazioni che chiedono con forza alla Regione Toscana di “ripensare” all’apertura dell’inceneritore o termovalorizzatore che dir si voglia a Case Passerini. Una questione aperta da tempo, ma che domani mattina, con la conferenza dei servizi convocata sulla questione, potrebbe vedere partire il fatidico sì definitivo.
Si ricompatta dunque l’opposizione trasversale al progetto, e fioccano i dati sulla pericolosità dell’impianto, sulle mancanze, sul suo costo e anche sulla questione degli smaltimenti dei residui di “lavorazione” a cui, a dire il vero, ancora non è stata data risposta. Ma soprattutto si apre anche all’interno del Pd il fronte del no, che vede in prima fila un’esponente del èpartito che si era messa in gioco anche nelle ultime elezioni reginali, vale a dire Donata Bianchi, che ha una lunga storia di mobilitazioni per i diritti civili e per l’ambiente alle spalle.
Nella lunga lista delle associazioni (gruppo Mamme No Inceneritore, Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze, Associazione Medicina Democratica, Comitato civico No Inceneritore di Campi Bisenzio, Assemblea della Piana contro le nocività, Associazione Un’altra sesto è possibile, Coordinamento dei Comitati per la salute della Piana Prato, Associazione Rifiuti Zero Firenze e Associazione Zero Waste Italy) anche Italia Nostra, che per bocca dell’esponente nazionale Mariarita Signorini precisa lo scopo della mobilitazione: “Le associazioni ribadiscono la necessità di un rinvio della conferenza dei servizi prevista per domani giovedì 18 giugno, in modo da riuscire ad avviare quel confronto vero tra le istituzioni e la popolazione e le associazioni che finora non è stato possibile, per individuare la migliore soluzione da un punto di vista sanitario, ambientale ed economico per la gestione dei RSU (rifiuti solidi urbani) dell’ATO Toscana Centro”.

Fonte: Gonews

Inceneritore di Case Passerini, il Movimento 5 Stelle presenta la diffida alla Conferenza dei Servizi

Il Movimento 5 Stelle – per tramite dei 5 consiglieri regionali eletti, dei consiglieri comunali di Firenze e Sesto Fiorentino – ha informato la stampa di aver inoltrato alla Conferenza dei Servizi diffida formale di procedere alla seconda decisoria relativa all’inceneritore di Case Passerini prevista per giovedì 18 giugno, con richiesta di rinvio a data successiva all’insediamento del nuovo Consiglio Regionale.
I consiglieri del M5S hanno spiegato come: “l’incenerimento come pratica di gestione dei rifiuti è scoraggiata dalle direttive europee e l’Italia in tal senso è già oggi sotto istruttoria preliminare a procedura d’infrazione per l’anomalo recepimento della Direttiva 98/2008. Questo scenario di illegittimità prosegue con l’articolo dello “Sblocca Italia” che dichiara gli inceneritori “infrastruttura strategica nazionale” dimenticandosi il decreto attuativo relativo. In questo quadro di evidente contraddizione e nebulosità il Movimento 5 Stelle chiede di sospendere qualsiasi procedura tesa a sostenere l’inceneritore di Case Passerini e promuove l’adozione di un Piano del Riciclo centrato sulla strategia rifiuti zero, capace di generare 10 volte i posti di lavoro del sistema attuale e garantire la tutela della salute pubblica”.
A riguardo del tema sanitario il consigliere regionale Andrea Quartini, medico, ha aggiunto: “Dove ci sono inceneritori l’incidenza di tumori e patologie respiratorie aumenta. Come i Comitati della Piana e le Mamme No Inceneritore diciamo: noi non vogliamo la riduzione del danno, vogliamo ridurre il rischio, quindi richiamiamo per l’incenerimento dei rifiuti quello stesso principio di precauzione invocato da Regione Toscana per rifiutare gli OGM”.
A chiusura il consigliere regionale Giacomo Giannarelli ha segnalato: “Dalla stampa leggiamo che Rossi ha riaperto le porte all’inceneritore di Scarlino, nonostante la sentenza del Consiglio di Stato. La diffida di oggi è solo il nostro primo passo per bloccare l’inceneritore di Case Passerini e avviare la progressiva chiusura di tutti questi impianti in Toscana, una Regione 13esima in Italia per raccolta differenziata dove però, già oggi, 14 Comuni differenziano i rifiuti oltre il 90%. Al nuovo Consiglio Regionale e a tutta la Giunta Rossi diciamo: faremo tutto quanto la legge ci consente per far virare la Toscana verso un modello virtuoso della gestione dei rifiuti, incluso il ricorso alla magistratura”.
Si annota a margine che:

  • La diffida è stata protocollata dalle consigliere comunali di Firenze Arianna Xekalos e Silvia Noferi e dal consigliere di Sesto Fiorentino Giovanni Policastro, e inviata via pec a tutti i soggetti coinvolti in questa Conferenza dei Servizi e ai parlamentari italiani ed europei.
  • I consiglieri comunali di Firenze hanno proposto una mozione perché il Comune adotti la strategia rifiuti zero, già bocciata dal Comune di Sesto Fiorentino che ospiterebbe l’impianto di incenerimento
  • il Movimento 5 Stelle sostiene la manifestazione di giovedì contro l’inceneritore.

Fonte: La Repubblica

M5S all’attacco “Faremo chiudere gli inceneritori”

Primo avviso ai governanti del Pd da parte del Movimento 5 Stelle: guerra totale agli inceneritori. «Vogliamo farli chiudere in tutta la Toscana», dice il consigliere regionale Giacomo Giannarelli affiancato dal gruppo di Palazzo Vecchio. «Ricorreremo anche alla battaglia legale, faremo esposti se sarà necessario. Sono tecnologie del passato, superate da sistemi più moderni e non inquinanti, perché insistere su quella strada?». Su Case Passerini, su cui i Cinque Stelle hanno già presentato una mozione in consiglio comunale, chiede «il rinvio della conferenza di servizi nel procedimento di attivazione. Ci batteremo con tutte le forze contro l’apertura dell’impianto». Lo stesso chiedono 21 gruppi di cittadini che a vario titolo si oppongono all’inceneritore.
Tra questi le “Mamme No Inceneritore”, il Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze, Medicina Democratica, Italia Nostra e molte altre associazioni. Decise ad ottenere «l’immediata sospensione e il rinvio della seconda seduta della Conferenza dei Servizi per la realizzazione e gestione di Case Passerini. «In questi mesi», sostengono, «si sono succeduti decine di incontri informativi pubblici con esperti del settore a cui ha partecipato un numero sempre crescente di cittadini, spesso non informati della realizzazione dell’opera in questione ed estremamente interessati alla valutazione delle alternative esistenti». Alcune militanti del gruppo “Mamme no inceneritore” sarebbero state «multate dai vigili» ieri a Sesto mentre a bordo di un camioncino facevamo informazione. Ma la polizia municipale smentisce: «Le avevamo già avvertite che serviva un’autorizzazione». Da qui la multa di 300 euro, contro cui le mamme faranno ricorso.

Fonte: QuiFirenze

Lotta dura contro l’inceneritore

Dieci associazioni hanno lanciato un appello per bloccare la conferenza dei servizi prevista per giovedì prossimo. Presidio fuori dal Comune a Sesto FIRENZE — Italia Nostra insieme al gruppo Mamme No Inceneritore, Coordinamento dei Comitati della Piana Firenze, Associazione Medicina Democratica, Comitato civico No Inceneritore di Campi Bisenzio, Assemblea della Piana contro le nocività, Associazione Un’altra sesto è possibile, Coordinamento dei Comitati per la salute della Piana Prato, Associazione Rifiuti Zero Firenze e Associazione Zero Waste Italy sono pronti alle barricate contro la costruzione dell’impianto di Case Passerini. Nel giorno in cui il Movimento 5 stelle ha presentato formale diffida e ha chiesto di rinviare la conferenza dei servizi sulla realizzazione del termovalorizzatore prevista per il 18 giugno prossimo, alcuni attivisti dell’associazione Mamme No Inceneritore si sono presentati fuori dal Comune di Sesto Fiorentino proprio mentre era in corso il consiglio comunale. Un consiglio in cui si dovrebbero discutere due ordini del giorno proprio sull’impianto di Case Passerini. Le associazioni hanno colto l’occasione per ribadire la loro contrarietà al progetto. “In questi mesi ­ hanno scritto in una nota le associazioni ­ si sono svolti numerosi incontri pubblici con esperti del settore, medici, specialisti, gestori del ciclo dei rifiuti e amministratori a cui hanno partecipato oltre dieci mila persone estremamente interessate alla valutazione di una gestione alternativa come il percorso Rifiuti Zero”. Le associazioni sottolineano anche come le considerazioni alla base della decisione di costruire l’inceneritore facciano riferimento a valutazioni vecchie e desuete che non tengano conto dei volumi ormai raggiunti con la raccolta differenziata e dell’istituzione di altre buone pratiche. Una protesta che si tradurrà in un tentativo di bloccare la conferenza dei servizi del 18 giugno, con le Mamme No Inceneritore che si sono date appuntamento in piazza Puccini armate di pentole, coperchi, mattarelli, posate.

In abbandono la cascina dei Medici. Dove giraffe e zibetti erano di casa

Fonte: Il Corriere della Sera, 14/06/2015
Di: Gian Antonio Stella

Marco Masseti racconta un’oasi rinascimentale in «La fattoria di Lorenzo il Magnifico» (Pentalinea)

“C’è qualcosa d’immorale nel non voler soffrire per la perdita della bellezza, per la patria rotolante verso clii sa quale sordido inferno di dissoluzione, non più capace di essere lume nel mondo”. Lo scriveva oltre trent’anni fa, nel 1983, nel suo libro Un viaggio in Italia, Guido Ceronetti. Il quale davanti a certe immagini di abbandono si sentiva «ruggire dl dolore».
E c’è davvero da ruggire di dolore come il poeta e drammaturgo torinese nel vedere le condizioni disperate, coi tetti scoperchiati e le erbacce, in cui versano le Cascine di Tavola. Poco più d’una ventina di anni fa, nel 1992, negli «Itinerari laurenziani», ripresi dal sito web del Comune di Prato, era scritto che «nel tratto di pianura compreso fra Poggio a Calano e Prato», lungo il fiume Ombrone che la separa dai terreni della villa medicea, la fattoria “creata per volontà di Lorenzo il Magnifico» era «rimasta pressoché intatta nelle sue linee originarie…”.
A vederla oggi, quella fattoria modello ridotta a un rudere infestato da grovigli di sterpi, torna in mente quanto scrisse quasi due secoli e mezzo fa Donatien-Alphonse-Franois de Sade. Sconvolto dalla mancanza di cure dedicate dai toscani al parirnonio ereditato dagli avi: «Che cosa direbbero Dante, Petrarca, Machiavelli, Mlichelangelo e tanti altri, se tornassero in quest’antica patria delle arti e vedessero lo stato di abiezione e di annichilimento in cui sono ora ridotte?»
Ancora più furente sarebbe, il conte libertino (…), se potesse confrontare quelle rovine con i ricordi di ciò che fu quella tenuta agricola medicea. Una meravigila. Così come emerge da  La fattoria di Lorenzo il Magnifico di Marco Masseti, docente di Biologia all’Università di Firenze. Il quale ricostruisce passo dopo passo la cura, la curiosità e l’amore con cui il signore di Firenze volle che la sua creatura agricola venisse arricchita con una gran varietà di animali fatti arrivare «dalle più diverse parti dell’ecumene del tempo»: che «lombarde», maiali calabresi, conigli iberici, uccelli siciliani, bachi da seta orientali….
Non mancava lo zibetto africano, al quale Lorenzo de’ Medici dedicò dei versi: «Donne, quest’è un animal perfetto!/a molte cose, e chiamasi ‘1 zibetto./ E’ vien da lungi, d’un paese strano;/ sta dov’è gemizion over pantano./ in luoghi bassi, e chi ‘l tocca con mano,/rade volte ne suole uscir poi netto…». Per non dire della giraffa mandata in dono a Lorenzo «dal Soldano di Babilonia» che in realtà era il sultano mamelucco d’Egitto El-Ashraf Kait-Bey, nel 1487.
I fiorentini rimasero a bocca aperta, raccontano i cronisti, perché quella giraffa «era sette braccia alta, e ‘l pié come ‘l bue» e così quieta che poteva prendere una mela dalla mano di un bambino. E tanta curiosità sollevò che dovettero portarla in giro per conventi perché la vedessero anche le suore di clausura. Un impazzimento tale che il “camelopardo”, com’era chiamata la giraffa, finì addirittura nel corteo di una «Adorazione dei Magi» del Ghirlandaio e nel «Tributo a Cesare» lasciato incompiuto da Andrea del Sarto…
Fondata probabilmente nel 1477 con la bonifica di un territorio di 350 ettari bagnato dall’Ombrone, la tenuta fu molto più che una grande fattoria.I radicali interventi urbano-paesaggistici voluti da Lorenzo, scrivono (…) Guido Ferrara e Giuliana Campioni, «costituirono, e costituiscono tutt’ora, il territorio privilegiato dell’utopia, dove si perpetua l’ideale umanistico di un armonico dominio sulla natura». Prati, boschi, allevamenti, una risaia sperimentale…
Insomma, qualcosa di prezioso. Molto prezioso. Ideale per offrire ai turisti colti di tutto il pianeta, da sempre innamorati di Firenze e dei Medici, la ricostruzione fedele d’una fattoria come veniva immaginata nelle fantasie rinascimentali. Non ce ne sono altre, in giro. Le Cascine medicee sono uniche e irripetibili.
Perciò lascia esterrefatti la cecità «criminale» (aggettivo usato al processo dal pubblico mininistero) con cui la soprintendenza di allora consentì la trasformazione del complesso monumentale, finito di mano in mano alla società immobiliare  «Agrifina», in una specie di «Firenze due»: 160 bilocali (alcuni col giardinetto privato) più un hotel a quattro stelle, un ristorante e parcheggi e negozi, centri benessere e campi da tennise palestre, fitness, saune…
Solo l’intervento degli ambientalisti, degli amanti delle belle arti, di Legambiente e soprattutto Italia Nostra, che si batte da anni per il recupero della preziosa struttura, fermò la speculazione edilizia. Quando intervennero i magistrati, nel 2008, era tardi: i tetti e i solai erano già stati rimossi. E gli edifici scoperchiati rimasero esposti , rovinosamente, alle intemperie.
Dice tutto un episodio del 16 febbraio 2011 descritto dal giornale «Il Tirreno»: «Quel giorno davanti al sostituto procuratore Laura Canovai si presenta la soprintendente Alessandra Marino, convocata dal magistrato, e le viene chiesto se e quando fosse stato intimato ai privati di provvedere alla tutela della Fattoria». Cioè almeno alla copertura di tutti gli edifici scoperchiati. La risposta della funzionaria preposta alla tutela di quel gioiello abbandonato al degrado gela il sangue: «Ieri».
Il processo agli speculatori, concluso in primo grado nel febbraio del 2015, è stato un’altra sofferenza. Leggi alla mano (e si sa quanto poco il legislatore si sia negli anni interessato alla tutela del patrimonio culturale) il giudice monocratico Monica Jacqueline Magi ha potuto solo disporre la confisca delle cascine e la condanna dell’unico imputato, l’ex rappresentante legale della società «La Fattoria Medicea srl», fallita nel 2012, a sette mesi con la condizionale. Sette mesi. Due in meno, per un danno di milioni e milioni di euro, rispetto ai nove dati a un immigrato senegalese di 39 anni, rimasto disoccupato, mai arrestato e mai fermato prima, per avere tentato di rubare in un supermarket di Monza un paio di confezioni di latte in polvere per il figlioletto appena nato. E l’ex sovrintendente che diede il consenso alla lottizzazione? Prescritta. Da arrossire…
Torneranno finalmente alla vita, ora, dopo essere state umiliate, le cascine medicee? Solo se il Governo, la Regione, il Comune o qualche mecenate saranno in grado di capire che il recupero di quelle caschie, magari per restituirle al ruolo di fattoria modello aperta all’agricoltura d’avanguardia, alle università e al turismo colto, non è soltanto un dovere verso la nostra storia e ciò che ci hanno lasciato i nostri padri. Ma anche una straordinaria opportunità economica.

Radio Cora: Ciclo ‘Grandi Opere’ di Linea Diretta Ambiente – Beni Culturali, Venezia: una storia “Contorta”

Fonte: RadioCora

Continua il ciclo ‘Grandi Opere‘ nel settimo appuntamento con Linea Diretta Ambiente – Beni Culturali, la trasmissione di Radio Cora a cura di Mariarita Signorini, consigliera nazionale di Italia Nostra e vicepresidente della sezione fiorentina
In questa puntata si parla della fragile Venezia, del Mose ma soprattutto del progetto di escavazione del Canale ‘Contorta Sant’Angelo’ per rendere agevole il passaggio alle grandi navi da crociera.
Clicca qui per ascoltare la puntata.

Nuovo aeroporto di Firenze? No Grazie!

L’aeroporto di Firenze oggi:

  • L’ attuale aeroporto Vespucci di Firenze e la cupola del Brunelleschi, simbolo di Firenze nel mondo, distano 5, 8 km;
  • L’ attuale pista è lunga 1.650 metri, larga 30 metri;
  • Il volume dei passeggeri nello scalo fiorentino è di circa 2.200.000 /annui.

Problematiche:

  • La collocazione attuale risale al 1928. Da allora ad oggi, nella piana che collega Firenze a Prato, la situazione degli abitati e delle infrastrutture si è andata complicando;
  • Le attuali normative internazionali sulle aree di sicurezza attiva e passiva (zona di tutela intorno alle piste) – obbligatorie per tutte le nuove strutture aeroportuali – saranno disattese in partenza in quanto nella piana intorno all’aeroporto attuale sono stati costruiti negli anni: l’autostrada A11, un polo universitario (300 metri dalla futura pista) e altre strutture densamente popolate come la Scuola Nazionale per i Marescialli Carabinieri di Sesto (a 900 metri dalla futura pista) e l’IKEA di Osmannoro (meno di 1 km dalla futura pista);
  • Studi dell’aeronautica militare dimostrano che la zona aeroportuale è soggetta al fenomeno del cross wind e del wind shear (variazione improvvisa del vento per direzione e intensità) particolarmente pericolosa per atterraggi aerei.

Intervento previsto:

  • La nuova pista sarebbe lunga 2.400 metri e larga 45 metri, sorgerebbe perpendicolarmente all’attuale, e farebbe dello scalo fiorentino un vero e proprio aeroporto intercontinentale (CAT D/E);
  • L’ area occupata dalla nuova pista ha una situazione idrogeologica complessa in quanto la zona è storicamente paludosa e dovrebbero esser deviati/interrati 4 corsi d’acqua con necessità di deroga ministeriale per aumento rischio idrogeologico già ammesso anche dagli stessi proponenti l’opera (ENAC/ADF);
  • L’ iniziale costo previsto da ENAC nel 2012 era di 75 milioni di Euro, oggi siamo a 365 milioni di Euro (aumento del 500% in 3 anni) senza però calcolare i costi di esproprio terreno ed altre opere mitigatorie/compensative. Di questi importi, 150 milioni di Euro sono previsti come aiuti pubblici… ma l’UE ha già dichiarato inammissibile tale finanziamento che farebbe scattare immediata procedura di infrazione.

Così va in Italia: delibere senza confronto:

  • L’ ampliamento dell’aeroporto è stato inserito/votato nel Piano di Intervento Territoriale della regione Toscana il 16 luglio 2014 senza alcun confronto con i cittadini dell’aerea interessata;
  • La valutazione impatto ambientale sul progetto è iniziata il 24 marzo 2015. Il termine per la presentazione delle obiezioni/osservazioni da parte dei cittadini è scaduto il 23 maggio 2015 e le osservazioni sono state puntualmente presentate;
  • I lavori dovrebbero partire il 31 di Agosto per ottenere i fondi dallo Sblocca Italia, ma il programma di finanziamenti è stato bloccato nel DEF di Aprile 2015 perché la UE conferma che non sono possibili finanziamenti pubblici a questo tipo di interventi.

Pianasana: Nuovo aeroporto di Firenze? No grazie!
Regione Toscana: Integrazione al Pit per la definizione del Parco agricolo della Piana e la qualificazione dell’Aeroporto di Firenze
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare: Aeroporto di Firenze – Master Plan aeroportuale 2014-2029

La Basilicata non è il Texas

Italia Nostra a Matera il 6 giugno per reclamare
“Tutela e valorizzazione del paesaggio lucano”

La Basilicata è alla ribalta nazionale e internazionale per due motivi esattamente contrapposti: Matera Capitale della Cultura 2019 e contestualmente l’acuirsi delle aggressioni agli splendidi territori con ogni sorta di installazioni industriali, dalle estrazioni petrolifere all’eolico, dal fotovoltaico alla minaccia dell’impianto solare termodinamico di Banzi, fino al pericoloso sito unico di stoccaggio delle scorie nucleari… In questo particolare e delicato momento per la regione lucana, Italia Nostra, con il Presidente Marco Parini, con tutta la Giunta e il Consiglio Direttivo nazionale, ha fortemente voluto far sentire la propria presenza e solidarietà alla popolazione, organizzando a Matera il Convegno Nazionale proprio nell’anno in cui l’associazione celebra i suoi 60 anni.
“La Basilicata non è il Texas – afferma il Presidente di Italia Nostra, Marco Parini -. E’ una regione con un paesaggio straordinario, con testimonianze storiche che dalla Magna Grecia ai temi più moderni connotano un territorio ove tutto è storia e tradizione. Non possiamo immaginare che trivellazioni, impianti eolici e fotovoltaici, siti per stoccaggi di scorie nucleari possano rovinare tutto ciò. Italia Nostra è preoccupata per la conservazione della Basilicata e della sua identità e proprio da qui riafferma i valori di tutela, di valorizzazione e di salvaguardia che da sempre connotano la nostra associazione”.
Sabato 6 giugno nella Chiesa del Cristo Flagellato – ex Ospedale di S. Rocco – dalle 9 alle 16 insieme ai rappresentanti di Italia Nostra, ci saranno tutte le organizzazioni culturali e ambientaliste meridionali con lo scopo di avviare un percorso di collaborazione tra le stesse, pur nella diversità di competenze specifiche, ma con un unico obiettivo comune: la salvaguardia del territorio e della salute umana, a partire dalla tutela e valorizzazione del Paesaggio lucano. Il Convegno è aperto a tutti e presenta un ricco programma con interventi istituzionali e di esperti.

Programma:

  • ore 9.00 Registrazione dei partecipanti
  • ore 9.30 Proiezione video intervista “Basilicata autentica” di Francis Ford Coppola
  • ore 9.35 Marco Parini, Presidente Nazionale di Italia Nostra Presentazione del convegno
  • ore 9.50 Saluti del Sindaco
  • ore 10.00 Saluti istituzionali
  • ore 10.10 Aurelia Sole, Rettrice dell’Università degli Studi di Basilicata: Quello che il mondo della cultura e dell’informazione può fare per tutelare e valorizzare il Paesaggio e i Beni culturali lucani
  • ore 10.25 Francesco Canestrini, Soprintendente delle Belle Arti e Paesaggio della Basilicata : Il ruolo della Soprintendenza nella tutela del Paesaggio e dei Beni culturali lucani
  • ore 10.45 Vitantonio Iacoviello, Presidente sezione Vulture Alto Brandano di Italia Nostra: La “piccola” Basilicata dei grandi impianti per la produzione di energia: impatto sul paesaggio
  • ore 11.05 Mariarita D’Orsogna, attivista ambientale, fisico, docente presso la California State University at Northridge – Los Angeles: Vent’anni di petrolio in Basilicata, agricoltura, “umi, sorgenti, aria e democrazia sotto l’ombra delle trivelle lucane
  • ore 11.25 Proiezione “Le quattro stagioni in immagini e musica” realizzato dalla sezione Vulture Alto Bradano Italia Nostra
  • ore 11.40 Enzo di Salvatore, professore associato di Diritto Costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Teramo: “Sblocca Italia”, gli idrocarburi e la Costituzione
  • ore 12.00 Enzo Cripezzi, responsabile LIPU Puglia e Basilicata: A chi conviene l’eolico? Eolico e paesaggio
  • ore 12.20 Pietro Petraroia, Vice Presidente Nazionale di Italia Nostra: Preservare Matera per preservare la Basilicata
  • ore 12.40 Oreste Rutigliano, Consigliere Nazionale di Italia Nostra: Conservare e tutelare il paesaggio storico
  • ore 13.00 Raffaella Bonaudo, Soprintendenza Archeologica della Basilicata: Impatto degli impianti sulla preziosa archeologia lucana
  • ore 13.20 Marta Ragozzino, Dirigente Regionale Beni Culturali: Come “sfruttare” al meglio la risorsa culturale in Basilicata?
  • ore 13.40 Pausa colazione
  • ore 14.20 Il Presidente Marco Parini riapre i lavori
  • ore 14.30 Teresa Liguori, Vice Presidente Nazionale di Italia Nostra: Archeologia in Basilicata e presenza di Italia Nostra sul territorio
  • ore 14.50 Paolo Donadio, Presidente sezione Potenza Italia Nostra: Parchi e aree protette
  • ore 15.00 Interventi programmati (della durata massima di 5 minuti ciascuno) da parte di rappresentanti di Italia Nostra e di esponenti di associazioni e movimenti locali
  • ore 15.40 Approvazione della Carta di Matera
  • ore 16.00 Il Presidente Marco Parini conclude i lavori

Per info e per prenotazioni:
Vitantonio Iacoviello, tel. 0972.84259 – vulturealtobradano@italianostra.org
ITALIA NOSTRA – ufficio stampa Maria Grazia Vernuccio tel. 335.1282864 – mariagrazia.vernuccio@gmail.com

Photogallery della giornata: siamo a Montegrosso contro l’escavazione di un pozzo petrolifero a soli 7 km dal centro storico di Potenza. Manifestazione organizzata da No triv Brindisi di montagna e no triv Potenza

La Basilicata non è il Texas!

Proteggiamo le eccellenze della Basilicata

La partenza della manifestazione No Triv nel bosco a Montegrosso (Potenza) con Vitantonio Iacoviello

Italia Nostra e Ordine degli Architetti insieme per salvare la Basilicata

Il corteo

Il corteo

Il corteo

Il corteo

Il corteo

Invito a NaturalNeto per scoprire il parco

Vi invitiamo a partecipare il 6 giugno 2015 alla manifestazione NaturalNeto. Tra laboratori, mercatini bio e tanto altro sarà un modo per avvicinarsi a questo splendido parco!
Per tutte le info visitate il blog NaturalNeto

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