Archivi Mensili: agosto 2015

Firenze si divide sul nuovo aeroporto a sei chilometri dal Duomo: «Una grande opportunità», «Pesante impatto ambientale»

Fonte: Corriere TV, 05/08/2015
Di: Jacopo Storni

Per imprenditori ed operatori turistici è una grande opportunità perché raddoppierà il flusso dei passeggeri. Ma c’è anche chi critica l’opera per il forte impatto ambientale, acustico e persino per la sicurezza del patrimonio architettonico della città.

Cliccate qui per vedere il video.

Annunci

Ddl Madia, addio territorio italiano

Fonte: Altreconomia, 05/08/2015

Da oggi, “Se il governo vuol fare un’autostrada in un bosco secolare o in un centro storico, lo chiede a qualcuno che è diretto dai prefetti: cioè sostanzialmente a se stesso”, così Tomaso Montanari -storico dell’Arte che insegna all’Università di Napoli-, a poche ore dall’approvazione del Senato del provvedimento delega fortemente voluto dal presidente del Consiglio che smantella le Soprintendenze

Il ddl Madia sulla presunta riforma della pubblica amministrazione è legge. Dopo che il Senato della Repubblica ha definitivamente approvato la norma di delega (S.1577-B) -il 4 agosto-, il presidente del Consiglio ha inviato un “abbraccio ai gufi” via Twitter. Sarcasmo che stride con l’accorato appello rivolto a fine luglio da un gruppo di intellettuali -tra cui Salvatore Settis, Tomaso Montanari, Corrado Stajano, Dario Fo– al presidente della Repubblica e al ministro dei Beni culturali per “fermare il ddl Madia”, e sottoscritto da da più di 23mila persone. “Il più grave attacco al sistema della tutela del paesaggio e del patrimonio culturale mai perpetrato da un Governo della Repubblica -recitava il manifesto a proposito del provvedimento-. Anzi, l’attacco finale e definitivo”.
Ad approvazione avvenuta, abbiamo sentito Tomaso Montanari, storico dell’Arte che insegna all’Università di Napoli. Che si dice “molto pessimista”.
Professor Montanari, perché il Ddl Madia rappresenta il “più grave attacco al sistema della tutela del paesaggio e del patrimonio culturale mai perpetrato da un Governo della Repubblica italiana. Anzi, l’attacco finale e definitivo”?
Perché un potere tecnico (quello delle soprintendenze, una sorta di magistratura del territorio e del patrimonio) che rispondeva solo alla legge, alla scienza e alla coscienza da oggi confluisce nel potere esecutivo. Se il governo vuol fare un’autostrada in un bosco secolare o in un centro storico, lo chiede a qualcuno che è diretto dai prefetti: cioè sostanzialmente a se stesso. Addio territorio italiano.
È mancato un adeguato dibattito parlamentare e ieri le opposizioni avrebbero garantito il numero legale alla votazione. Come valuta il ruolo del Parlamento in questo caso specifico?
I parlamentari non saranno passacarte delle procure, come ha detto Renzi, ma certo sono passacarte del governo. Tanto vale chiudere le camere: basta e avanza Palazzo Chigi.
Nell’appello cui anche noi di Ae abbiamo aderito si parla di un “disegno politico”. Esistono altre “parti” di questo progetto, oltre allo smantellamento delle soprintendenze?
Lo smantellamento della scuola pubblica, poi quello dell’università (solo rimandato), e già si annuncia lo sventramento della sanità. Il disegno è quello neoliberista fuori tempo massimo: morte allo Stato. Sul muro dell’ultima Leopolda c’era scritto “Lo Stato non è la soluzione, è il problema”. Era una citazione da Reagan, ma la fonte non c’era.
Già un anno fa aveva evidenziato il nesso tra gli attacchi di matrice berlusconiana alla “metastasi” rappresentata dai pubblici ministeri e quelli renziani contro i soprintendenti. Diceva: “Non vorrei che ora Renzi ci impedisse di dire e denunciare quali sono i gravissimi limiti delle soprintendenze, perché l’urgenza è difenderle dallo smontaggio e dall’assalto alla diligenza. Sarebbe un pessimo servizio”. Quel pessimo servizio è stato compiuto. Ma quali sono i gravissimi limiti e come restituire respiro a questi organi?
Proprio come i professori universitari, i soprintendenti hanno tradito la loro missione: inginocchiandosi allo strapotere del mercato e della sua ancella, la Politica. Non è bastato, e ora vengono sgozzati sullo stesso altare a cui offrivano incensi. Una sentenza recentissima del Consiglio di Stato (la 3652 del 2015, sesta sezione) ha riformato gli atti con cui una soprintendenza aveva consentito che un elettrodotto sfigurasse una valle, perché: “il Ministero invero, anziché occuparsi, come debito suo compito, di curare l’interesse paesaggistico (e di valutare, quindi, in termini non relativi ad altri interessi l’impatto paesaggistico dell’intervento), ha illegittimamente compiuto una non consentita attività di comparazione e di bilanciamento dell’interesse affidato alla sue cura (la tutela del paesaggio) con interessi pubblici di altra natura e spettanza (essenzialmente quelli sottesi alla realizzazione dell’elettrodotto e, dunque, al trasporto dell’energia elettrica)”. E succede sempre più spesso.
Il ministro Franceschini non si è opposto “con ogni mezzo” al Ddl, come l’appello si augurava. Dal suo punto di vista perché?
Posso essere sincero? Perché sono, dolorosamente, arrivato alla conclusione che non gliene frega niente della tutela. Ha fatto il poliziotto buono, opponendosi a Renzi poliziotto cattivo: in realtà credo fosse una recita. L’unica priorità è la carriera politica, l’unico modo per salvarla è obbedire.
Ora l’iniziativa si sposta sui decreti attuativi. Qual è la strategia più efficace?
È una legge delega: se Franceschini avesse un peso, potrebbe convincere Renzi a non avvalersi della delega, o ad avvalersene solo in parte. Ma non credo che abbia alcun interesse ad esporsi per il “paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione” (art.9 Cost.): molto meglio baloccarsi con l’arena del Colosseo. Sono molto, ma molto, pessimista.

L’Appennino Tosco Emiliano proclamato riserva biosfera Unesco!

Rete della Resistenza sui Crinali

L’Appennino Tosco Emiliano proclamato riserva biosfera Unesco!Implicito riconoscimento internazionale all’azione pluriennale, dispendiosissima e misconosciuta condotta dai comitati della Rete della Resistenza sui Crinali. Questi combattivi cittadini hanno evitato gli inutili sfregi ambientali e paesaggistici che sarebbero stati provocati dagli innumerevoli impianti eolico-industriali che erano stati proposti proprio su quelle stesse montagne. A quando il doveroso riconoscimento anche da parte dei pubblici amministratori ai meriti di questi volontari?

Appennino Tosco Emiliano

Un risultato straordinario, che ci permette di entrare in circuiti di promozione turistica internazionali e di coniugare la tutela del territorio, della cultura e delle tradizioni con lo sviluppo economico. Si tratta di luoghi che grazie alle loro eccellenze possono soddisfare un turismo sempre più alla ricerca del mix tra cultura, enogastronomia, ambiente e wellness”.

Un risultato straordinario… Così si è espresso, senza mezzi termini, nella conferenza stampa di lunedì scorso a Bologna il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

Bonaccini…

View original post 855 altre parole

Capitozzature degli alberi vietate dal Comune di Lanciano

Fonte: Report-age.com,10/06/2015

E’ davvero dannosa per le piante e, nonostante le continue denunce delle associazioni ambientaliste, la capitozzatura degli alberi è sin troppo diffusa. Almeno il Comune di Lanciano ha deciso di darsi una regolata per questa pratica che può essere esercitata ora solo in caso di necessità e previa autorizzazione. L’amministrazione si è così dotata del Regolamento del verde pubblico e privato, con l’approvazione della delibera di consiglio comunale n. 4 del 20/02/2015 e con la pubblicazione on line del 21 maggio scorso. Lanciano è una delle poche amministrazioni abruzzesi a dotarsi di un Regolamento del verde, le altre cosa aspettano? L’iniziativa teatina dovrebbe essere da esempio per  tutti i comuni dell regione e il Wwf abruzzese punta a questo obiettivo.

L’Ailanto di Molina Aterno

Capitozzatura corretta Report-age.com 2015“Molte delle nostre istanze sono state accolte durante l’iter di approvazione del testo finale del Regolamento del verde pubblico e privato del comune di Lanciano, buon punto di partenza che riconosce il ruolo del verde urbano nel benessere e nella qualità della vita dei cittadini – dichiara Fabrizia Arduini, presidente del Wwf zona Frentana e Costa teatina onlus – Questo disciplinare, se correttamente applicato, rappresenterà il primo degli strumenti di pianificazione comunale che dovrà necessariamente andare ad integrarsi con gli altri ancora da realizzare come il Piano del verde ed il Censimento delle aree verdi”.
Nel testo approvato, tra gli aspetti regolati soprattutto la potatura degli alberi pubblici e privati che non potranno più essere sottoposti alla capitozzatura ossia all’indiscriminato taglio di branche o di grossi rami dell’albero. “La capitozzatura non solo rende gli alberi brutti, perché ne sopravvive solo il moncone o i monconi principali, ma li indebolisce, aumentando così il rischio di decadimento degli stessi – chiarisce l’ambientalista arduini – Gli abbattimenti degli alberi pubblici d’ora in poi saranno possibili solo in caso di stretta necessità e solo previa autorizzazione, così come per gli abbattimenti di quelli privati, se aventi dei requisiti minimi o se ricadenti in zone vincolate dal punto di vista ambientale. Un importante elemento di saggezza introdotto è l’obbligo di sostituire l’albero abbattuto con la messa a dimora di tre piante di specie autoctona, prevenendo in questo modo il depauperamento del verde urbano.  Altra novità introdotta dal Regolamento è la possibilità di realizzare gli orti urbani. Il Comune di Lanciano metterà cioè a disposizione dei residenti e degli istituti scolastici una porzione di terreno pubblico concesso a titolo temporaneo destinato alla coltivazione di ortaggi, piccoli frutti e fiori, ad uso proprio dell’assegnatario e/o della sua famiglia ed ad uso didattico per le scolaresche. Elemento innovativo è anche l’introduzione di alcune norme a salvaguardia degli ambienti più prettamente agricoli come i fossi, corsi d’acqua e le aree incolte, siepi, macchie arbustive, peschiere volti soprattutto alla tutela della fauna cosiddetta minore come rettili ed anfibi- conclude la presidente Arduini – Infine la vigilanza, affidata non solo a tutti i corpi di polizia ma anche agli ispettori volontari ambientali e alle organizzazioni ambientaliste dotate di guardie giurate ambientali volontarie. Lanciano è uno dei pochi Comuni abruzzesi che si è dotato di un Regolamento del verde, il nostro obiettivo è ora quello di proseguire su questa strada con attività di pressione anche sulle altre amministrazioni comunali affinché il rispetto e la cura del verde diventino occasione di crescita e progresso della comunità”.
Regolamento del verde pubblico e privato a Lanciano

Avellino – Il Comune si è attivato per il censimento degli alberi monumentali

Fonte: Irpinia News, 08/06/2015
Di: Pasquale Manganiello

La legge 14 gennaio 2013, n. 10 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” all’art . 7 dal titolo “Disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale” prevede l’ istituzione dell’elenco degli alberi monumentali d’Italia il cui iter presuppone un coinvolgimento diretto dei Comuni, della Regione e del Corpo forestale dello Stato. Con l’approvazione del Decreto interministeriale 23 ottobre 2014 “Istituzione dell’elenco degli alberi monumentali d’Italia e principi e criteri direttivi per il loro censimento” (d’ora in poi decreto attuativo) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 268 del 18 novembre 2014 sono stati stabiliti, a tal fine, i criteri per il censimento e la selezione degli alberi monumentali ed individuate le rispettive competenze in capo agli enti soprarichiamati.
Anche il Comune di Avellino si è attivato per il censimento degli alberi monumentali, dei filari, delle alberature di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale insistenti su spazi pubblici e privati, su segnalazioni provenienti dai cittadini, associazioni, istituti scolastici ed enti territoriali.
A tal proposito, al fine di avere un elenco completo degli alberi monumentali si sollecitano ulteriormente i cittadini, le associazioni, gli istituti scolastici, gli enti territoriali e chiunque abbia interesse a segnalare entro il 15 giugno 2015 la presenza sul territorio comunale (sia su proprietà pubblica che privata) di esemplari arborei che, a proprio parere, abbiano le caratteristiche di monumentalità in base all’età, alle dimensioni e all’imponenza, utilizzando la “scheda di segnalazione albero” che si può scaricare dal sito del Comune di Avellino oppure ritirare presso gli uffici del Settore Ambiente – Servizio Verde Pubblico.
Una volta compilata la scheda può essere consegnata a mano all’Ufficio Posta in ingresso del Comune di Avellino, o in alternativa può essere inviata mediante posta ordinaria o posta elettronica certificata all’indirizzo mail: ufficioprotocollo@cert.comune.avellino.it.

Chiediamo il ritorno di Antonio Natali agli Uffizi

Vi preghiamo di firmare e dare la maggiore visibilità possibile alla petizione!!!

Cliccate qui per firmare la petizione

Gentile Ministro Franceschini,
Antonio Natali è probabilmente il massimo esperto mondiale nel campo dell’arte antica toscana. La sua impeccabile direzione del Museo degli Uffizi è stata elogiata unanimemente nel mondo. Sono certo che questo Lei lo sa già.
Mi permetta di dirLe che quel che doveva essere cambiato non era il Direttore, ma le regole del gioco, cosa che sembra Lei voglia fare e ancora una volta sembra una cosa profondamente ingiusta consentire ai neoeletti di fare quello che ai loro predecessori era vietato. Le ricordo, a titolo di esempio, la levata di scudi contro Cristina Acidini che propose di concedere spazi museali per avvenimenti privati: eppure questa è proprio una delle proposte del nuovo Direttore degli Uffizi che viene presentata come una positiva novità.
Io ho fatto il volontario nei musei per decenni, Lei è Ministro da un bel po’ di tempo e se ne sarà reso conto, nei musei italiani manca un po’ di tutto, cataloghi e bookshops che li vendano, caffetterie, gadgets, merchandising. Manca personale di ruolo destinato alla guardiania, alle visite guidate e alla sicurezza (ricorda la polemica sul burka o niqab all’Accademia di Venezia? Era il 2008 e non c’era ancora l’ISIS a distruggere il patrimonio culturale dei non islamici).
Tra le poche cose di cui nessuno sentiva il bisogno era proprio la nomina di un nuovo direttore agli Uffizi. Lei avrà avuto mille ragioni politiche per fare quel cambiamento, ma la cultura ha altre esigenze.Rimetta Natali al suo posto, dandogli il potere di fare quelle riforme nei musei di cui tutti sentiamo il bisogno. Non se ne pentirà.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: