Archivi Mensili: ottobre 2015

Festa per i 60 anni di Italia Nostra: conferenza agli Uffizi sui restauri offerti dall’Associazione e rassegna stampa

Italia  Nostra  festeggia  il  suo  sessantenario  con l’invito  alla  Galleria  degli  Uffizi,  per  la  presentazione  del  cd-rom di Art media Studio, Firenze, coi  restauri  delle  sculture  della  ‘Collezione  dei  marmi’   offerti dall’Associazione.
La  presentazione  dell’iniziativa  avverrà  durante  la  conferenza  stampa   di  giovedì  29  ottobre,  alle  ore  12  nell’aula  di  San  Pier  Scheraggio (ingresso dal piazzale degli Uffizi).
Saranno  presenti:
Antonio  Natali, Direttore  della  Galleria  degli  Uffizi
– Fabrizio  Paolucci, Direttore  del  dipartimento  delle  antichità
– Mariarita  Signorini, Responsabile  restauri  di  Italia Nostra
Sono stati invitati il Presidente nazionale Marco Parini e i Presidenti onorari Desideria Pasolini dall’Onda e Nicola Caracciolo.

Dopo la conferenza stampa chi vorrà potrà vedere i restauri che sono esposti nel Primo e nel Terzo Corridoio della Galleria.
Mariarita  Signorini, Presidente regionale e  responsabile restauri del Consiglio nazionale Italia Nostra

  

    

   

  

  

  

Fonte: StampToscana, 29/10/2015
Di: Stefania Valbonesi

Sessant’anni di Italia Nostra, appuntamento agli Uffizi: i restauri e il saluto di Natali

60 italia nostra

Firenze – Compie sessant’anni, Italia Nostra, e molti avvenimenti sono passati sotto i ponti d’Arno. Avvenimenti che hanno visto anche l’associazione allargare la sua “mission”, passando da associazione dedicata alla difesa del patrimonio artistico italiano agli interessi ambientali. Una vocazione tuttavia che, sotto la guida della presidente regionale Maria Rita Signorini, sta tornando in un certo senso “all’antico” (senza ovviamente trascurare i grandi temi ambientali) riacquistando in pieno quella aspirazione di difesa e tutela dei nostri beni artistici su cui si fondò la riunione, come ricorda Signorini, del gruppo che sessanta anni fa si incontrò per la prima volta a casa di Desideria Pasolini dall’Onda, ora presidente onorario di Italia Nostra.
Ed è proprio seguendo questa linea che il “compleanno” di Italia Nostra non poteva avvenire che alla presenza di 5 opere restaurate grazie all’associazione, vale a dire 5 restauri mozzafiato: Seneca morente, Nerone Bambino, Giulia Maesa, e l’Apollo. Quattro ritratti i primi, una figura intera l’ultimo, per il quale, come racconta il direttore del Dipartimento delle antichità Fabrizio Paolucci, il lavoro di restauro è stato particolarmente complesso e delicato.
Un tributo all’attività dell’associazione, ma anche un’occasione per salutare gli Uffizi di cui presto non sarà più a capo, è stato il nerbo dell’intervento di colui, come ha ricordato Maria Rita Signorini, che non solo ha guidato per 28 anni un museo che fa 2milioni di presenze all’anno, ma è stato parte attiva e competente in quelle operazioni fondamentali per mantenere il tesoro artistico di qualsivoglia museo che sono i restauri. Un ruolo, quello di Antonio Natali, che “non era solo di una parte, vale a dire la parte di coloro che “vedono” il restauro dall’esterno, ma anche, per la competenza e il “sapere” della persona, interno al lavoro”.

giulia maesa restaurataE quello che ha detto Antonio Natali non è stato molto rassicurante, nonostante la forte sottolineatura circa la necessità che la sua partenza (ancora, rivela, non c’è stata neppure una telefonata da parte del Ministero per comunicargli il “termine” della sua direzione) non produca uno “sfilacciamento” nella squadra degli Uffizi. Ma non è pensando al museo che ha curato, seguito e a cui si è dedicato per 28 anni che Natali narra le sue preoccupazioni. No, per quello anzi invita tutti a lavorare sempre al meglio, con un pensiero positivo anche per il suo successore, il tedesco Eike Schmidt, verso cui dichiara di essere sempre “a disposizione” se servisse consiglio. No. Le considerazioni di Natali riguardano l’Italia e il futuro dell’arte nel nostro Paese.
“L’associazione Italia Nostra ha avuto un ruolo importantissimo per il patrimonio culturale del nostro Paese, e potrebbe averlo ancora di più in futuro – è la premessa – un futuro non molto roseo, anzi, grigio”. Il motivo, dice Natali, è semplice, e riguarda la considerazione in cui è tenuto il nostro patrimonio artistico da parte della politica. Una considerazione che non è cambiata con l’avvicendarsi delle forze politiche al governo, anzi, semmai “è peggiorata”, “con tutto quello che capita al nostro patrimonio e con l’Art bonus”.
Inizia da tempi non sospetti, Natali: “Si partì con il Psi, con la famosa definizione di De Michelis sui “giacimenti culturali””, definizione di cui, ricorda sempre il direttore degli Uffizi, “fu Brunetta a rivendicarne, anni dopo” la paternità. Insomma, il taglio “utilitaristico” della politica riguardo al nostro patrimonio artistico culturale, sebbene apparentemente si smorzasse col tempo, rimase viva in molte menti, ma pur sempre con una contraddizione di fondo: “Se un governo – chiede Natali – scopre una risorsa, una grande risorsa, come mai non comincia immediatamente a investire?”. Investimenti seri, fruttuosi, continua Natali, creando scuole specifiche, competenze d’eccellenza, una “temperie generale” adeguata. Con un accorgimento elementare: prima della valorizzazione, tanto declamata, ci vuole la “tutela”. Anche se quest’ultima rappresenta la voce “spesa”, mentre la valorizzazione parrebbe essere interpretata come “guadagno”. Inoltre, sulla voce valorizzazione bisogna anche “caricare” la grande valenza simbolico-culturale dell’arte, che si estrinseca anche in quelle mostre che sono state fatte in giro per l’Italia, Trento, Perugia, Santo Stefano di Sessanio, Casal di Principe. E, a proposito di quest’ultima, è grande l’impatto simbolico e non solo quello emotivo dell’Arte: “Le opere degli Uffizi a Casal di Principe, mostra che è stata prorogata fino a dicembre, attestano la presenza dello Stato – ricorda Natali – tanto più che la mostra è stata allestita nella dimora di un boss della camorra”. Forza dell’Arte dunque. E un appello a Italia Nostra: “Vigilanza. Ora più di prima”.

nerone bambinoEd è proprio Maria Rita Signorini a riprendere l’appassionato discorso del Direttore Natali: “Non riesco a immaginare gli Uffizi senza Natali – dice – lo ricordo ventotto anni fa quando venne a seguire i restauri a cui anch’io partecipavo. Si tratta di una persona “che sa”. Ed è stato per questo che abbiamo potuto eseguire al meglio anche questi 5 restauri, che Italia Nostra ha offerto agli Uffizi”. Sì, perché parte fondamentale dell’intera operazione è stata quella di poter accedere alla Galleria di lunedì, quando è chiusa al pubblico. “Ci siamo potuti sentire Cosimo, Francesco, Ferdinando”. Il terrore, continua Signorini, “è che con i cambiamenti in corso non si possa continuare a procedere sui restauri”. E infine, sul lavoro di Natali: “Ci sono ancora 2300 opere agli Uffizi, non affastellate, ma messe in ordine e per ora in attesa. Quattrocento opere sono state recuperate dal Direttore Natali per i nuovi spazi allargati di Grandi Uffizi”.
apolloPer quanto riguarda i restauri, è stato creato un DVD con gli interventi di Natali, Signorini, Paolucci e le “schede” delle opere stesse
. “La scelta che è stata fatta con i cinque restauri avvenuti è stata sul ripristino della visibilità”. Una scelta anche teorica, come spiega Paolucci, in quanto scegli una sorta di restauro “estetico” rispetto alla lunea del restauro “archeologico” scelta in precedenza. Una scelta, quella di Paolucci, dettata anche dalla necessità di rivedere le opere alla luce del loro ruolo, vale a dire nella prospettiva “di quel gusto collezionistico grazie al quale questi marmi sono sopravvissuti”. Del resto, il restauro è di per se’ anche un approccio conoscitivo dell’opera, e la mappatura del marmo, il suo stato, tutti i dati scientifici sono racchiusi in “sintesi” pposite e consultabili. Della necessità e urgenza del restauro, fa fede, come ricorda la presidente toscana di Italia Nostra, “anche il fatto che un’opera, precisamente il Nerone Bambino, cominciò a sbriciolarsi quando la toccammo”: un pezzo della base venne via e fu poi riattaccata.
“D’altro canto – conclude Signorini – due milioni di visitatori l’anno “attaccano” il marmo, anche solo col respiro”.
Infine, dopo gli auguri all’associazione, l’appello al fatto che rimanga e si rafforzi il suo ruolo di tutela e salvaguardia, dopo una visita memorabile alle opere restaurate, ecco, un dubbio ineliminabile continua a farsi strada: di tutto questo, nel futuro, cosa rimarrà?Potrà ancora Italia Nostra “offrire” restauri e tutela alle opere degli Uffizi? E se sì, in che forma? Lo scopriremo.

Fonte: QuiNews, 29/10/2015
Di: Serena Margheri

I sessant’anni di Italia Nostra
L’associazione festeggia con un cd-rom dei cinque restauri delle sculture della “Collezione dei marmi” effettuati per la Galleria degli Uffizi

Il Seneca morente, Giulia Maesa, Nerone fanciullo, Poppea e l’Apollo seduto. Sono le cinque opere restaurate e tornate all’interno Galleria degli Uffizi grazie al contributo dell’associazione Italia Nostra. L’associazione ha finanziato questi interventi di restauro tramite le visite guidate al museo degli Uffizi organizzate nel giorno di chiusura, il lunedì. E oggi Italia Nostra, all’interno proprio della galleria fiorentina, festeggia i suoi primi 60 anni e lo fa attraverso un cd-rom coi restauri delle sculture della ‘Collezione dei marmi’ offerti dall’Associazione.
Fondata nel 1955 da intellettuali, scrittori che avevano sentito l’esigenza di tutelare e conservare il nostro patrimonio artistico.
Nel cd rom anche le illustrazioni in video di Antonio Natali, storico direttore della Galleria degli Uffizi; Fabrizio Paolucci, direttore del dipartimento delle antichità degli Uffizi e Mariarita Signorini, responsabile restauri di Italia Nostra.




Annunci

Aggiornamento petizione -Rischi ambientali -incontro a S.Donato

28/09/2015
Ringraziando per la partecipazione e per le vostre firme, già inviate alle autorità toscane competenti, vi informiamo che il progetto di costruzione del mega coppone in cemento a S.Miniato basso (scempio per economia locale e ambiente, rispondente solo alla logica affaristica delle Coop della grande distribuzione e della cementificazione) è stato ritirato, in quanto, il Comune di S.Miniato aveva ignorato la pericolosità idraulica dell’area (come evidenziato dal Genio Civile)!
Il Genio Civile ha poi stimato a forte rischio idraulico anche l’area di S.Donato-S.Miniato, ma il partito di maggioranza, durante la seduta consiliare del 7 agosto ha voluto approvare ugualmente le pericolose previsioni di cementificazione (un nuovo ed ulteriore mega magazzino in cemento grande come 3 campi da calcio davanti al Liceo Marconi -un Ecomostro-) ignorando quasi del tutto il parere negativo del Genio Civile, oltre al rischio bombe d’acqua, a causa dei cambiamenti climatici, ignorando le firme e la volontà di quasi 600 cittadini, le Vostre!
Il PD giustifica la cementificazione delle ultime campagne di S.Donato, NECESSARIE per assorbire l’acqua in difesa delle abitazioni, adducendo (beffando l’intelligenza nostra e dei tecnici del Genio Civile):

  1. le garanzie un domani “forse” ci saranno (grazie al bacino di Roffia”) (sic! E le bombe d’acqua dall’alto?);
  2. la carta di pericolosità idraulica “forse” a dicembre verrà modificata dal Pai. Follie politiche mosse dall’economia, in totale contrasto con la recente L. 65/2014 a salvaguardia dell’ambiente, in contrasto con la difesa del suolo, degli abitanti, e del buon senso comune, di fronte ai recenti disastri idrogeologici (vedi Liguria – Sicilia, Pisa, ecc.).

Diciamo basta all’economia distruttrice del nostro territorio! Partecipiamo giovedì 1/10/2015 alle ore 21.30 c/o la scuola elementare di S.Donato-S.Miniato V. del Pratuccio, all’incontro con le autorità locali, provinciali, Genio Civile e Consorzio di Bonifica per discutere dei problemi dell’Arno e … (si auspica) della tutela del nostro ambiente!
Alessandro Niccoli

Maria Rita Signorini nuovo presidente regionale di Italia Nostra

Ringrazio per la fiducia, il mio impegno in difesa dell’ambiente e dei beni culturali sarà costante, come lo è stato per i 9 anni durante i quali ho ricoperto la carica di Consigliere nazionale e membro di Giunta.
Dopo 3 consiliature successive non mi era più possibile, per statuto, essere rieletta. Ora avrò più tempo da dedicare alla nostra bella Toscana, sapendo che posso contare sul sostegno di tutte le nostre battagliere sezioni regionali.
Maria Rita Signorini

Fonte: La Gazzetta di Massa e Carrara, 02/10/2015

Alla presenza di oltre la metà delle sezioni regionali, sotto la presidenza del dottor Caracciolo presidente onorario – il quale ha ricordato che a seguito dell’elezione nel consiglio nazionale del presidente uscente Dalle Mura, il consiglio è decaduto, per cui occorre ripristinare gli organi di gestione e governo – si è proceduto all’apertura della riunione.
Caracciolo ha ringraziato tutti gli ex appartenenti della passata gestione per la fattiva ed attenta collaborazione, quindi è seguito l’intervento di Dalle Mura che si è impegnato ad essere il referente, presso il nazionale, di tutta la Toscana.
Il presidente ha poi dettato le norme per le elezioni alle cariche: tutti i soci possono essere, assenti e presenti, eleggibili e si procede, quindi, con scrutinio segreto alla elezione del presidente che risulterà essere Maria Rita Signorini la quale, alla domanda rituale di accettazione, ha posto la condizione di avere, come collaboratori, due vice-presidenti. L’assemblea ha approvato e deliberato in tale senso.
Sempre a scrutinio segreto, nell’ordine, si è votato per i vice presidenti e i sette consiglieri. Risultano eletti, come vice presidenti, Mario Venutelli (Apuolunense) e Nicola Scola (Grosseto). Per il direttivo come rappresentante della sezione Massa-Montignoso, è stato eletto Mario Guidotti. Tutti gli eletti hanno accettato l’incarico. Il presidente Caracciolo, accertata la regolarità delle elezioni, ha proclamato gli eletti.

Anas Toscana, ai domiciliari i vertici. Imprenditore: “Tutti sono corrotti e corruttibili”

Fonte: Il Fatto Quotidiano, 30/09/2015

Ventiquattro persone sono indagate nell’inchiesta della procura di Firenze. Si tratta di pubblici ufficiali della società e professionisti. Procuratore Giuseppe Creazzo: “Sistema collaudato”

Un “collaudato sistema di corruzione“. Nel quale “venivano date mazzette corrispondenti al 5% dell’importo dei lavori”. E’ quanto scoperto dai magistrati di Firenze con l’inchiesta “Strade d’oro” che ha travolto i vertici dell’Anas Toscana, l’azienda che gestisce la rete stradale. Ventiquattro persone sono state iscritte nel registro degli indagati. Tra questi pubblici ufficiali della società, imprenditori e professionisti. L’accusa, a vario titolo, è quella di corruzione. Agli arresti domiciliari sono finiti il capo di compartimento Anas Toscana, Antonio Mazzeo, il capo servizio amministrativo Roberto Troccoli, un funzionario Nicola Cenci, e l’imprenditore Francesco Mele che al telefono diceva: “Tutti sono corrotti e corruttibili”.
E al centro dell’inchiesta c’è proprio Mele. Secondo gli investigatori, corrompeva i responsabili toscani di Anas anche con “costosi pranzi e cene“, con biglietti per gare motociclistiche e con l’assunzione della moglie di uno di loro. “Fra pranzi e cene, alberghi, viaggi – dice l’imprenditore al telefono – spenderò un centinaio, 200 mila euro all’anno…”. “La corruzione si allarga”, gli dice un interlocutore al telefono, e lui risponde: “L’hai capita”.
L’aggiudicazione degli appalti finiti nel mirino dei magistrati fiorentini avveniva “sfruttando, nella maggior parte dei casi, lo stato di emergenza e di necessità causato da calamità naturali”, ha spiegato il procuratore Giuseppe Creazzo, durante la conferenza stampa. Questi gli appalti su cui si indaga: uno da 200 mila euro, “di somma urgenza“, per opere sulla strada Tosco-Romagnola; uno in provincia di Prato, per un importo a base asta di 3.258.622 euro; e uno in provincia di Massa Carrara, per la manutenzione straordinaria di una strada, importo del lavoro a base asta di 499.900 euro. Secondo quanto ricostruito, Francesco Mele “agiva, per sua stessa ammissione, fornendo il pacchetto completo – ha detto Creazzo – Faceva pure i sopralluoghi. Negli uffici dell’Anas era di casa: arrivava a predisporre anche le documentazioni, bando e altro”.
Mele avrebbe avuto mire anche in Albania. “In Albania – gli dice la fidanzata, riportandogli quando raccontatole dalla sorella – si può vedere il primo ministro, però ha detto che ci vuole una bella bustarella” per “questo personaggio che conosce il tipo che prende la bustarella“. Riguardo le sue mire in Asia, Mele parla anche di una cena con un onorevole, che gli investigatori identificano in Paolo Bartolozzi, presidente della commissione Ue-Kazakhistan. Dagli atti non emerge che l’incontro abbia avuto seguito. Gli investigatori annotano poi come, commentando i controlli disposti sugli appalti, Mele dica che “non hanno fatto altro che aumentare i costi di produzione, perché la corruzione è rimasta, anzi è aumentata perché se c’è il controllo del terzo, deve mangià”.
Creazzo ha parlato di un “sistema che ha comportato danni per la collettività per molte decine di migliaia di euro”. E ha sottolineato che “le intercettazioni sono uno strumento indispensabile. Chi non vuole scoprire reati di mafia o corruzione in Italia deve togliere le intercettazioni”. “Massima fiducia” nella procura di Firenze è stata espressa da Anas che, in attesa dell’esito delle indagini, “avvierà un audit interno su dirigenti e funzionari coinvolti” nell’inchiesta.

Comunicato e rassegna stampa “TAV a Firenze: nasce il fronte ‘No Tunnel Tav’ per chiudere definitivamente un progetto agonizzante”

Comunicato stampa, Firenze, 29 settembre 2015

Comitato No Tunnel TAV
Alternativa Libera
Firenze Riparte a Sinistra
Italia Nostra
Legambiente
Movimento 5 stelle
PerUnaltracittà
Rete dei Comitati in Difesa del Territorio
Si – Toscana a Sinistra

Il progetto dei due tunnel del sottoattraversamento alta velocità di Firenze è ormai un fantasma. Per questo si è formato un fronte di associazioni, gruppi politici e comitati che vogliono accompagnare questo progetto al definitivo accantonamento. Travolto da una serie di inchieste che ne hanno dimostrato tutta la carica criminogena langue nei cantieri semideserti; i lavori arrancano stancamente a significare ancora di più la spettacolare inutilità dell’opera; la loro funzione è ormai solo quella di far crescere costi che sono ormai fuori controllo, come anche la relazione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ha confermato.
Le criticità del progetto non sono state per niente risolte: le terre di scavo non si sa ancora ufficialmente come dovranno essere smaltite e a quali costi; nelle relazioni degli avvocati degli inquisiti nelle udienze preliminari del processo in corso, si riconosce che sarebbero addirittura decuplicati. I rischi per gli edifici e i monumenti sul percorso dei tunnel sono sistematicamente sottostimati anche di dieci volte quanto previsto dalla letteratura scientifica esistente. Non si è tenuto conto che, scavando con una sola fresa, i danni, al secondo passaggio, saranno superiori del 50% che con due frese parallele; autorizzare questo è stato un grave errore anche dell’Osservatorio Ambientale.
Su questo i tecnici del Comitato hanno già presentato un esposto all’ANAC, alla Procura di Firenze, all’Ufficio Urbanistica del Comune, alla Sovrintendenza per i Beni Paesaggistici per la Toscana e quella per la Provincia di Firenze in cui si fanno presenti questi problemi che rendono impossibile il rilascio di una nuova autorizzazione paesaggistica per lo scavo dei tunnel (per chi interessato viene consegnata una relazione tecnica sui maggiori danni da scavo con fresa singola con grafici molto chiari). I gruppi politici, in particolare del Comune di Firenze, hanno già presentato interrogazione su questi aspetti e sul perché il Comune stesso non sia intervenuto in precedenza sulla mancanza di autorizzazione paesaggistica. È stato anche chiesto all’ANAC di integrare il suo documento del 29 luglio 2015 con le ulteriori criticità derivanti dall’alterazione della livello della falda sancito da ARPAT (alterazione grave sia a Campo Marte che ai Macelli) e il mancato rispetto della normativa antisismica, nel progetto di stazione AV, confermato dal Genio Civile. I gruppi politici Firenze Riparte a Sinistra, Movimento 5 stelle, Si – Toscana a Sinistra, Alternativa Libera chiederanno alle rispettive giunte in Comune e in Regione che gli enti si costituiscano parte civile nel processo relativo alla costruzione del Passante di cui si stanno tenendo le udienze preliminari in questi giorni.
Sempre gli stessi gruppi si faranno promotori di audizioni da parte delle commissioni consiliari interessate sui problemi del Passante e sull’opportunità di lavorare ad uno scenario alternativo di trasporto pubblico su ferro in tutta l’area metropolitana.

Fonte: Firenzetoday

Alta velocità, nasce il ‘fronte no tunnel tav’

Mette insieme consiglieri comunali e regionali, comitati e associazioni che si oppongono alla realizzazione del tunnel dell’alta velocità sotto Firenze: “Costi e pericoli molto sottostimati” Arresti Tav, Lupi sul rolex al figlio: “Sono amici di famiglia” “Il progetto dei due tunnel del sottoattraversamento alta velocità di Firenze è ormai un fantasma. Per questo si è formato un fronte di associazioni, gruppi politici e comitati che vogliono accompagnare questo progetto al definitivo accantonamento”. Con queste parole i consiglieri comunali Grassi, Verdi e Trombi (Firenze riparte a Sinistra), Xelakos (MOvimento 5 Stelle) e Amato (Gruppo misto), annunciano la nascita di un ‘fronte comune no tunnel tav’, “per chiudere definitivamente un progetto agonizzante”, che mette insieme consiglieri comunali e regionali, comitati, associazioni. “Travolto da una serie di inchieste che ne hanno dimostrato tutta la carica criminogena , cantieri semideserti, lavori che arrancano a significare la spettacolare inutilità dell’opera. La loro funzione è ormai solo quella di far crescere costi fuori controllo, come la relazione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ha confermato”, dicono i promotori del ‘fronte’, che ricordano una serie di problematiche legate al progetto di realizzazione del tunnel dell’alta velocità sotto Firenze. “Le terre di scavo non si sa come dovranno essere smaltite e a quali costi : nelle relazioni degli avvocati degli inquisiti del processo in corso, si riconosce che sarebbero addirittura decuplicati. I rischi per gli edifici e i monumenti sul percorso del tunnel sono sottostimati anche di dieci volte. È stato chiesto all’ANAC di integrare il documento del luglio 2015 con le ulteriori criticità derivanti dall’alterazione del livello della falda acquifera sancito da ARPAT (alterazione grave sia a Campo Marte che ai Macelli) e il mancato rispetto della normativa antisismica , nel progetto di stazione AV, confermato dal Genio Civile”. I gruppi politici Firenze Riparte a Sinistra, Movimento 5 stelle, Sì – Toscana a Sinistra, Alternativa Libera annunciano infine che chiederanno alle rispettive giunte, in Comune e in Regione, che gli enti si costituiscano parte civile nel processo relativo alla costruzione del Passante di cui si stanno tenendo le udienze preliminari in questi giorni. Gli stessi gruppi chiedono di lavorare ad uno scenario alternativo di trasporto pubblico su ferro in tutta l’area metropolitana. Ecco gli aderenti al ‘fronte’: Comitato No Tunnel TAV, Alternativa Libera, Firenze Riparte a Sinistra, Italia Nostra, Legambiente, Movimento 5 stelle, PerUnaltracittà, Rete dei Comitati in Difesa del Territorio, Sì – Toscana a Sinistra.

Fonte: Gonews

Tav in città, l’unione dei partiti fa nascere il fronte per il ‘no’ al tunnel

Santa Maria Nuona, Parla Nardella
“Travolto da una serie di inchieste che ne hanno dimostrato tutta la carica criminogena langue nei cantieri semideserti; i lavori arrancano stancamente a significare ancora di più la spettacolare inutilità dell’opera; la loro funzione è ormai solo quella di far crescere costi che sono ormai fuori controllo, come anche la relazione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ha confermato. Le criticità del progetto non sono state per niente risolte: le terre di scavo non si sa ancora ufficialmente come dovranno essere smaltite e a quali costi; nelle relazioni degli avvocati degli inquisiti nelle udienze preliminari del processo in corso, si riconosce che sarebbero addirittura decuplicati. I rischi per gli edifici e i monumenti sul percorso dei tunnel sono sistematicamente sottostimati anche di dieci volte rispetto a quanto previsto dalla letteratura scientifica esistente. Non si è tenuto conto che, scavando con una sola fresa, i danni, al secondo passaggio, saranno superiori del 50% che con due frese parallele; autorizzare questo è stato un grave errore anche dell’Osservatorio Ambientale. Su questo i tecnici del Comitato hanno già presentato un esposto all’ANAC, alla Procura di Firenze, all’Ufficio Urbanistica del Comune, alla Sovrintendenza per i Beni Paesaggistici per la Toscana e quella per la Provincia di Firenze in cui si fanno presenti questi problemi che rendono impossibile il rilascio di una nuova autorizzazione paesaggistica per lo scavo dei tunnel (per chi interessato viene consegnata una relazione tecnica sui maggiori danni da scavo con fresa singola con grafici molto chiari). I gruppi politici, in particolare del Comune di Firenze, hanno già presentato interrogazione su questi aspetti e sul perché il Comune stesso non sia intervenuto in precedenza sulla mancanza di autorizzazione paesaggistica. È stato anche chiesto all’ANAC di integrare il suo documento del 29 luglio 2015 con le ulteriori criticità derivanti dall’alterazione del livello della falda sancito da ARPAT (alterazione grave sia a Campo Marte che ai Macelli) e il mancato rispetto della normativa antisismica, nel progetto di stazione AV, confermato dal Genio Civile. I gruppi politici Firenze Riparte a Sinistra, Movimento 5 stelle, Si – Toscana a Sinistra, Alternativa Libera chiederanno alle rispettive giunte in Comune e in Regione che gli enti si costituiscano parte civile nel processo relativo alla costruzione del Passante di cui si stanno tenendo le udienze preliminari in questi giorni. Sempre gli stessi gruppi si faranno promotori di audizioni da parte delle commissioni consiliari interessate sui problemi del Passante e sull’opportunità di lavorare ad uno scenario alternativo di trasporto pubblico su ferro in tutta l’area metropolitana”
(fdr) Comitato No Tunnel TAV Alternativa Libera Firenze Riparte a Sinistra Italia Nostra Legambiente Movimento 5 stelle PerUnaltracittà Rete dei Comitati in Difesa del Territorio Sì – Toscana a Sinistra Fonte: Comune di Firenze – Ufficio stampa

Fonte: StampToscana
Di: Paola Del Pasqua

Nasce il Fronte Fiorentino No Tunnel Tav
Firenze – “Il progetto TAV deve essere fermato”.

Non è certo un appello dell’ultima ora quello lanciato contro i lavori per l’alta velocità di Firenze da comitati e associazioni locali. Dell’ultima ora è invece la creazione del Fronte Fiorentino No Tunnel Tav che vede la riunione, sotto un’unica coperta, di tutte quelle realtà civili e politiche che nel corso degli anni si sono battute contro il progetto di sottoattraversamento. Creatura ibrida, il Fronte raccoglie infatti il Comitato No Tunnel TAV, Alternativa Libera, Firenze Riparte a Sinistra, Italia Nostra, Legambiente, Rete dei Comitati in Difesa del Territorio, PerUnaltracittà, Sì – Toscana a Sinistra e Movimento 5 Stelle. “Dopo anni in cui ognuno ha portato avanti le sue iniziative contro la TA V – ha detto Ornella De Zordo – abbiamo deciso di unire le nostre posizioni, che in merito sono sempre state convergenti, per passare a un’azione concreta. Chi sta nelle istituzioni vi lavorerà dall’interno, chi sta fuori darà una mano diversamente, ma nel momento in cui ci sarà da passare all’azione politica saremo compatti”. Gli argomenti per incalzare Comune e Regione non mancano. Sulla scia della relazione di denuncia stilata dall’ Autorità Nazionale Anticorruzione e firmata da Raffaele Cantone, non solo riprendono vigore le ragioni dell’onda No Tav perché si giunga a un definitivo accantonamento del progetto, ma si lavora affinché gli stessi enti locali si costituiscano parte civile nel processo No Tav in corso. Tiziano Cardosi (Comitato No Tunnel TAV): “Questo progetto è scellerato; i costi di quest’opera – che probabilmente non vedrà mai la fine – sono esorbitanti: tra spesi e riserve sono in ballo 600 milioni con cui si potrebbe mettere a posto il sistema ferroviario dell’area metropolitana fiorentina e creare quello che diciamo da dieci anni, cioè un trasposto pubblico su ferro”. Niente, in realtà, sembra deporre a favore della ripresa dei lavori di scavo, non ultime la questione delle terre e il rinnovo dell’autorizzazione paesaggistica che, richiesto al Comune di Firenze nel 2013, è tuttora appeso alle funi del cielo. La relazione presentata dall’ing. Maurizio Perini, incaricato da un gruppo di cittadini a chiarire le criticità dei lavori, è chiara.
“Sarà impossibile realizzare le gallerie. Un primo elemento che impedisce la ripresa degli scavi è la classificazione delle terre, su cui il CNR non si è ancora pronunciato. I materiali che la fresa lavorerebbe sono rifiuti o no? Da questo dipende un piano di gestione che al momento è inibito. Poi l’autorizzazione paesaggistica. La nuova tecnologia, che fa parte del progetto esecutivo, non permette di rilasciarla. Il passaggio dall’utilizzo di due frese a una sola, come da progetto presentato da Nodavia – per risparmiare – produce un incremento del 50% dei cedimenti in superficie”.
Perizia alla mano, è già stato depositato un esposto a vari enti, tra cui il Comune e la Sovrintendenza, affinché l’autorizzazione paesaggistica non venga rilasciata e, anzi, si rimescoli l’intero mazzo di carte: “Troviamo gravissimo – ha proseguito Cardosi – che gli enti locali, che dovrebbero essere i più colpiti da queste porcherie, non si costituiscano parte civile. Stiamo preparando mozioni che lo chiedano espressamente”.
Una sponda istituzionale che faccia da gancio per passaggi concreti: qui il cuore della nascita del Fronte che, se si pone l’obiettivo di portare a eutanasia il progetto TAV, è altresì pronto a proporre
alternative. “Più che un Fronte del No lo chiamerei Fronte del Sì – ha detto Tommaso Fattori. Sì alla soluzione di superficie. In consiglio regionale ci muoveremo con interrogazioni e audizioni presso al Commissione Ambiente e Infrastrutture”.
Miriam Amato chiama a una presa di responsabilità: “A un anno dal tavolo con Nardella, in cui esponemmo tutte le nostre perplessità il sindaco, che si disse interessato, non si è fatto sentire.
Da allora non si è saputo nulla e l’incontro è caduto nell’oblio. Ancora oggi l’atteggiamento del Comune di Firenze è prendere tempo. C’è una responsabilità diretta anche dell’Osservatorio Ambientale, che avrebbe dovuto materialmente controllare i cantieri (dove, invece, Arpat ha rilevato non poche anomalie) ma che di fatto non ha controllato. Ora ci aspettiamo delle risposte concrete”.

Fonte: Il Corriere Fiorentino

Appello alle Istituzioni
Sinistra e Movimenti uniti contro la Tav

Nasce il Fronte No Tunnel Tav, per fare combattere uniti il sottoattraversamento Tav di Firenze: il Comitato No Tunnel Tav, Firenze a Sinistra, S’ Tiscana a Sinistra, Movimento 5 Stelle, Alternativa Libera, Perunaltracittà, Italia Nostra, Legambiente e la Rete dei Comitati in difesa del territorio si uniscono “per chiudere definitivamente un progetto agonizzante”.
Primo punto, chiedere che il Comune di Firenze e la Regione si costituiscano parte civile nel processo sul tunnel.

Italia Nostra vi invita a “Il Viaggiar lento e poetico”

PROGRAMMA VISITA ALLA ROMAGNA TOSCANA
(Gli orari sono previsti in funzione di treni ordinari)
FINE SETTIMANA 26/27 SETTEMBRE
Il VIAGGIAR LENTO E POETICO
«un pulviscolo di carbone ancora aleggia nell’aria delle stazioni dopo tanti anni che le linee sono state tutte elettrificate” e che l’arrivo a una stazione dà “il senso d’un ritorno all’indietro, d’una rioccupazione dei tempi e dei luoghi perduti» Italo Calvino – ”Se una notte di inverno un viaggiatore”

  • 26/09
    9:40: Partenza in treno da Firenze SMN
    Letture in treno di poesie di Dino Campana
    10:56 arrivo a Marradi
    11:00 visita alla città natale del Poeta Dino Campana
    12:30 pranzo a Marradi – letture poesie di Dino Campana
    14:56 partenza per Faenza
    15:27 arrivo a Faenza
    16:10 arrivo a Terra del Sole, visita accampamenti: visione corteo storico e rievocazione della Battaglia A.D. 1387
    19:00 sistemazioni presso gli Alberghi di Castrocaro in stanza doppia*
    20:00 apericena e visita guidata presso la Rocca di Castrocaro Rientro in albergo per la notte
  • 27/09
    9:30 visita della Cittadella di Terra del Sole
    12:00 pranzo presso l’accampamento degli armati a Terra del Sole
    15:00 partenza per Faenza
    16:16 partenza per Firenze
    18:11 arrivo a Firenze SMN

Costo € 110,00 a persona.
* supplemento singola € 15,00
Bambini fino a 2 anni in stanza con i genitori gratuito.
Fino a 14 anni in stanza con i genitori €80,00.
Per opportuna conoscenza: entepalioterradelsole@gmail.com

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: