Archivi Mensili: ottobre 2015

Aggiornamento petizione -Rischi ambientali -incontro a S.Donato

28/09/2015
Ringraziando per la partecipazione e per le vostre firme, già inviate alle autorità toscane competenti, vi informiamo che il progetto di costruzione del mega coppone in cemento a S.Miniato basso (scempio per economia locale e ambiente, rispondente solo alla logica affaristica delle Coop della grande distribuzione e della cementificazione) è stato ritirato, in quanto, il Comune di S.Miniato aveva ignorato la pericolosità idraulica dell’area (come evidenziato dal Genio Civile)!

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Maria Rita Signorini nuovo presidente regionale di Italia Nostra

Ringrazio per la fiducia, il mio impegno in difesa dell’ambiente e dei beni culturali sarà costante, come lo è stato per i 9 anni durante i quali ho ricoperto la carica di Consigliere nazionale e membro di Giunta.
Dopo 3 consiliature successive non mi era più possibile, per statuto, essere rieletta. Ora avrò più tempo da dedicare alla nostra bella Toscana, sapendo che posso contare sul sostegno di tutte le nostre battagliere sezioni regionali.
Maria Rita Signorini

Fonte: La Gazzetta di Massa e Carrara, 02/10/2015

Alla presenza di oltre la metà delle sezioni regionali, sotto la presidenza del dottor Caracciolo presidente onorario – il quale ha ricordato che a seguito dell’elezione nel consiglio nazionale del presidente uscente Dalle Mura, il consiglio è decaduto, per cui occorre ripristinare gli organi di gestione e governo – si è proceduto all’apertura della riunione.
Caracciolo ha ringraziato tutti gli ex appartenenti della passata gestione per la fattiva ed attenta collaborazione, quindi è seguito l’intervento di Dalle Mura che si è impegnato ad essere il referente, presso il nazionale, di tutta la Toscana.
Il presidente ha poi dettato le norme per le elezioni alle cariche: tutti i soci possono essere, assenti e presenti, eleggibili e si procede, quindi, con scrutinio segreto alla elezione del presidente che risulterà essere Maria Rita Signorini la quale, alla domanda rituale di accettazione, ha posto la condizione di avere, come collaboratori, due vice-presidenti. L’assemblea ha approvato e deliberato in tale senso.
Sempre a scrutinio segreto, nell’ordine, si è votato per i vice presidenti e i sette consiglieri. Risultano eletti, come vice presidenti, Mario Venutelli (Apuolunense) e Nicola Scola (Grosseto). Per il direttivo come rappresentante della sezione Massa-Montignoso, è stato eletto Mario Guidotti. Tutti gli eletti hanno accettato l’incarico. Il presidente Caracciolo, accertata la regolarità delle elezioni, ha proclamato gli eletti.

Anas Toscana, ai domiciliari i vertici. Imprenditore: “Tutti sono corrotti e corruttibili”

Fonte: Il Fatto Quotidiano, 30/09/2015

Ventiquattro persone sono indagate nell’inchiesta della procura di Firenze. Si tratta di pubblici ufficiali della società e professionisti. Procuratore Giuseppe Creazzo: “Sistema collaudato”

Un “collaudato sistema di corruzione“. Nel quale “venivano date mazzette corrispondenti al 5% dell’importo dei lavori”. E’ quanto scoperto dai magistrati di Firenze con l’inchiesta “Strade d’oro” che ha travolto i vertici dell’Anas Toscana, l’azienda che gestisce la rete stradale. Ventiquattro persone sono state iscritte nel registro degli indagati. Tra questi pubblici ufficiali della società, imprenditori e professionisti. L’accusa, a vario titolo, è quella di corruzione. Agli arresti domiciliari sono finiti il capo di compartimento Anas Toscana, Antonio Mazzeo, il capo servizio amministrativo Roberto Troccoli, un funzionario Nicola Cenci, e l’imprenditore Francesco Mele che al telefono diceva: “Tutti sono corrotti e corruttibili”.
E al centro dell’inchiesta c’è proprio Mele. Secondo gli investigatori, corrompeva i responsabili toscani di Anas anche con “costosi pranzi e cene“, con biglietti per gare motociclistiche e con l’assunzione della moglie di uno di loro. “Fra pranzi e cene, alberghi, viaggi – dice l’imprenditore al telefono – spenderò un centinaio, 200 mila euro all’anno…”. “La corruzione si allarga”, gli dice un interlocutore al telefono, e lui risponde: “L’hai capita”.
L’aggiudicazione degli appalti finiti nel mirino dei magistrati fiorentini avveniva “sfruttando, nella maggior parte dei casi, lo stato di emergenza e di necessità causato da calamità naturali”, ha spiegato il procuratore Giuseppe Creazzo, durante la conferenza stampa. Questi gli appalti su cui si indaga: uno da 200 mila euro, “di somma urgenza“, per opere sulla strada Tosco-Romagnola; uno in provincia di Prato, per un importo a base asta di 3.258.622 euro; e uno in provincia di Massa Carrara, per la manutenzione straordinaria di una strada, importo del lavoro a base asta di 499.900 euro. Secondo quanto ricostruito, Francesco Mele “agiva, per sua stessa ammissione, fornendo il pacchetto completo – ha detto Creazzo – Faceva pure i sopralluoghi. Negli uffici dell’Anas era di casa: arrivava a predisporre anche le documentazioni, bando e altro”.
Mele avrebbe avuto mire anche in Albania. “In Albania – gli dice la fidanzata, riportandogli quando raccontatole dalla sorella – si può vedere il primo ministro, però ha detto che ci vuole una bella bustarella” per “questo personaggio che conosce il tipo che prende la bustarella“. Riguardo le sue mire in Asia, Mele parla anche di una cena con un onorevole, che gli investigatori identificano in Paolo Bartolozzi, presidente della commissione Ue-Kazakhistan. Dagli atti non emerge che l’incontro abbia avuto seguito. Gli investigatori annotano poi come, commentando i controlli disposti sugli appalti, Mele dica che “non hanno fatto altro che aumentare i costi di produzione, perché la corruzione è rimasta, anzi è aumentata perché se c’è il controllo del terzo, deve mangià”.
Creazzo ha parlato di un “sistema che ha comportato danni per la collettività per molte decine di migliaia di euro”. E ha sottolineato che “le intercettazioni sono uno strumento indispensabile. Chi non vuole scoprire reati di mafia o corruzione in Italia deve togliere le intercettazioni”. “Massima fiducia” nella procura di Firenze è stata espressa da Anas che, in attesa dell’esito delle indagini, “avvierà un audit interno su dirigenti e funzionari coinvolti” nell’inchiesta.

Italia Nostra vi invita a “Il Viaggiar lento e poetico”

PROGRAMMA VISITA ALLA ROMAGNA TOSCANA
(Gli orari sono previsti in funzione di treni ordinari)
FINE SETTIMANA 26/27 SETTEMBRE
Il VIAGGIAR LENTO E POETICO
«un pulviscolo di carbone ancora aleggia nell’aria delle stazioni dopo tanti anni che le linee sono state tutte elettrificate” e che l’arrivo a una stazione dà “il senso d’un ritorno all’indietro, d’una rioccupazione dei tempi e dei luoghi perduti» Italo Calvino – ”Se una notte di inverno un viaggiatore”

  • 26/09
    9:40: Partenza in treno da Firenze SMN
    Letture in treno di poesie di Dino Campana
    10:56 arrivo a Marradi
    11:00 visita alla città natale del Poeta Dino Campana
    12:30 pranzo a Marradi – letture poesie di Dino Campana
    14:56 partenza per Faenza
    15:27 arrivo a Faenza
    16:10 arrivo a Terra del Sole, visita accampamenti: visione corteo storico e rievocazione della Battaglia A.D. 1387
    19:00 sistemazioni presso gli Alberghi di Castrocaro in stanza doppia*
    20:00 apericena e visita guidata presso la Rocca di Castrocaro Rientro in albergo per la notte
  • 27/09
    9:30 visita della Cittadella di Terra del Sole
    12:00 pranzo presso l’accampamento degli armati a Terra del Sole
    15:00 partenza per Faenza
    16:16 partenza per Firenze
    18:11 arrivo a Firenze SMN

Costo € 110,00 a persona.
* supplemento singola € 15,00
Bambini fino a 2 anni in stanza con i genitori gratuito.
Fino a 14 anni in stanza con i genitori €80,00.
Per opportuna conoscenza: entepalioterradelsole@gmail.com

Trivellazioni: stop per quelle in mare. E per quelle a terra?

Fonte: Il Fatto Quotidiano, 28/09/2015
Di: Patrizia Gentilini

Negli ultimi mesi si è assistito a un ampio fronte di protesta contro le trivellazioni per la ricerca di petrolio in mare, protesta più che legittima – direi sacrosanta- per la delicatezza degli ecosistemi marini e che – fortunatamente – ha trovato ampia eco sui media e sulla stampa. Anche numerose regioni si sono dichiarate contrarie e addirittura è stato proposto un referendum per abrogare la ricerca di idrocarburi in mare; per il presidente dei Medici per l’Ambiente della Sardegna tuttavia “l’iniziativa referendaria è debole, perché non mira ad abrogare le norme contenute nel decreto Destinazione Italia che trasferiscono in capo allo Stato le competenze sulle rivellazioni a terra relative allo sfruttamento delle risorse geotermiche. Inoltre, non si contestano le norme sulle trivellazioni contenute nell’ultima Finanziaria”.
L’articolo 38 del decreto Sblocca Italia apre infatti la strada anche alla ricerca di idrocarburi con “trivelle onshore” (in terra) e viene scritto che: “le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale rivestono carattere di interesse strategico e sono di pubblica utilità, urgenti e indifferibili. I relativi decreti autorizzativi comprendono pertanto la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dell’opera e l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio dei beni in essa compresi…” Ma la ricerca di idrocarburi a terra non è certo meno scellerata di quella in mare: comporterebbe innanzitutto un notevolissimo consumo di suolo che passerebbe – come risulta da un recente documento di Isde – dagli oltre 43mila chilometri quadrati attuali a quasi 80mila chilometri quadrati.
Ma a parte il consumo di territorio qualcuno può forse ancora illudersi che l’impatto delle trivellazioni a terra sia scevro da rischi? Un recente libro “L’impatto ambientale del petrolio in mare e in terra” chiarisce ogni dubbio. Il libro, di carattere divulgativo ma assolutamente scientifico, è opera di esperti che si sono assunti il compito di condensare le indagini e conclusioni di tecnici e studiosi di gran parte dl mondo, nonché le loro esperienze personali: si tratta di Massimo V. Civita, Ordinario di Idrogeologia Applicata presso il Politecnico di Torino ed Albina Colella, Ordinario di Geologia presso l’Università della Basilicata. L’elenco dei potenziali danni comprende danni non stimabili né riparabili quali quello all’ambiente terra nel suo complesso, alla perdita di vite umane, alla salute di chi risiede in prossimità dei pozzi, dei centri di trattamento, dei siti di stoccaggio, ma anche danni alla quantità e qualità delle risorse idriche superficiali e profonde destinate al consumo umano, all’agricoltura, nonché danni al turismo.
Proprio la professoressa Colella nella relazione sulla “Qualità delle acque in un territorio sede di estrazioni petrolifere”, tenuta lo scorso 24 settembre all’Istituto Superiore di Sanità nel corso del Convegno in memoria di Lorenzo Tomatis, ha illustrato dati inequivocabili sulla presenza di idrocarburi in acque, sedimenti, pesci d’acqua dolce e alimenti in aree di estrazioni petrolifere in Basilicata. Appare davvero singolare a questo proposito l’opposizione della Regione Basilicata alle trivellazioni a mare, quando a terra,  ad esempio, il numero delle aziende agricole nella Val D’Agri ( interessata dalle estrazioni petrolifere) è passato dalle 4.408 del 2000 alle 1795 nel 2010, e la superficie agricola utilizzata nello stesso arco di tempo è calata di oltre il 16%. Nell’ottobre scorso, sempre in risposta al Decreto “Sblocca Italia” un gruppo di ricercatori e scienziati di levatura internazionale, che fa capo al Prof.Vincenzo Balzani di Bologna, ha scritto in una lettera aperta al Governo. In questa lettera si afferma fra l’altro che “La fine dell’era dei combustibili fossili è inevitabile, e ridurne l’uso è urgente per limitare l’inquinamento dell’ambiente e per contenere gli impatti dei cambiamenti climatici… E’ necessario promuovere, mediante scelte politiche appropriate, l’uso di fonti energetiche alternative che siano, per quanto possibile, abbondanti, inesauribili, distribuite su tutto il pianeta, non pericolose per l’uomo e per l’ambiente, capaci di colmare le disuguaglianze e di favorire la pace (…). Le energie rinnovabili non sono più una fonte marginale di energia, come molti vorrebbero far credere: oggi producono il 22% dell’energia elettrica su scala mondiale e il 40% in Italia, dove il fotovoltaico da solo genera energia pari a quella prodotta da due centrali nucleari”.
Perché il parere autorevole di scienziati e ricercatori scevri da conflitti di interesse, ma anche quello di medici che hanno a cuore la tutela della salute pubblica, non vengono mai tenuti nella dovuta considerazione? Perché nel sempre più ampio panorama di coloro che capiscono l’importanza della difesa dell’ambiente,  gli obiettivi che si vanno a perseguire sono purtroppo troppo spesso parziali o distorti? Credo che solo documentandosi su fonti di indubbio valore come il libro che ho citato, non delegando a terzi la gestione dei problemi più spinosi e tornando a ragionare il più possibile in modo autonomo e critico, le varie comunità possano mettere a fuoco i giusti obiettivi e le strategie per difendersi. E nel caso specifico auspico che al più presto si attivi una vasta e condivisa azione di protesta anche contro le trivellazioni a terra.

Trasporto in tilt a Firenze: verifica urgente su Ataf

Fonte: Nove da Firenze, 25/09/2015
Di: Antonio Lenoci

Una riunione urgente la prossima settimana per verificare la situazione del trasporto pubblico in città

Ataf non è più azienda pubblica, ma il Comune di Firenze richiama i vertici societari dopo il caos e le lamentele degli ultimi giorni che hanno visto una città paralizzata attendere alle fermate mezzi stracolmi di persone.
L’assessore alla mobilità Stefano Giorgettidichiara Gli ultimi giorni sono stati particolari per la mobilità cittadina: all’assestamento della circolazione a seguito della riapertura delle scuole e alle difficoltà legate ai cantieri di Grandi Stazioni in corso nell’area della stazione di Santa Maria Novella, si sono sommati i disagi consueti nelle giornate di pioggia e la protesta dei tassisti”.
“Abbiamo ricevuto molte segnalazioni di problemi nel servizio Ataf – sottolinea l’assessore – e occorre intervenire subito. Non vogliamo fare le multe per i disservizi, quello che ci interessa è la regolarità delle corse.
Per questo ho convocato una riunione martedì prossimo con i vertici dell’azienda e con la Città Metropolitana per verificare la situazione e individuare alcuni correttivi immediati”. Intanto, conclude l’assessore Giorgetti, tra una decina di giorni arriveranno venti nuovi autisti e questo dovrebbe consentire un miglioramento dell’organizzazione del servizio”.
Nei mesi scorsi sono stati presentati in più occasioni numerosi mezzi in dotazione di Ataf: nuova concezione della salita e discesa, nuove obliteratrici e nuovi arredi interni con posti a seduta allargata. Mancavano gli autisti per guidarli?
Proprio i tassisti nelle ultime ore, intervenendo sul tema della congestione del capoluogo hanno sottolineato come l’assegnazione di nuove licenze o addirittura la liberalizzazione del servizio si scontrerebbero con una mobilità oramai satura che non chiede altri veicoli, ma libertà di scorrimento per quelli già esistenti.

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