Festa per i 60 anni di Italia Nostra: conferenza agli Uffizi sui restauri offerti dall’Associazione e rassegna stampa

Italia  Nostra  festeggia  il  suo  sessantenario  con l’invito  alla  Galleria  degli  Uffizi,  per  la  presentazione  del  cd-rom di Art media Studio, Firenze, coi  restauri  delle  sculture  della  ‘Collezione  dei  marmi’   offerti dall’Associazione.
La  presentazione  dell’iniziativa  avverrà  durante  la  conferenza  stampa   di  giovedì  29  ottobre,  alle  ore  12  nell’aula  di  San  Pier  Scheraggio (ingresso dal piazzale degli Uffizi).
Saranno  presenti:
Antonio  Natali, Direttore  della  Galleria  degli  Uffizi
– Fabrizio  Paolucci, Direttore  del  dipartimento  delle  antichità
– Mariarita  Signorini, Responsabile  restauri  di  Italia Nostra
Sono stati invitati il Presidente nazionale Marco Parini e i Presidenti onorari Desideria Pasolini dall’Onda e Nicola Caracciolo.

Dopo la conferenza stampa chi vorrà potrà vedere i restauri che sono esposti nel Primo e nel Terzo Corridoio della Galleria.
Mariarita  Signorini, Presidente regionale e  responsabile restauri del Consiglio nazionale Italia Nostra

  

    

   

  

  

  

Fonte: StampToscana, 29/10/2015
Di: Stefania Valbonesi

Sessant’anni di Italia Nostra, appuntamento agli Uffizi: i restauri e il saluto di Natali

60 italia nostra

Firenze – Compie sessant’anni, Italia Nostra, e molti avvenimenti sono passati sotto i ponti d’Arno. Avvenimenti che hanno visto anche l’associazione allargare la sua “mission”, passando da associazione dedicata alla difesa del patrimonio artistico italiano agli interessi ambientali. Una vocazione tuttavia che, sotto la guida della presidente regionale Maria Rita Signorini, sta tornando in un certo senso “all’antico” (senza ovviamente trascurare i grandi temi ambientali) riacquistando in pieno quella aspirazione di difesa e tutela dei nostri beni artistici su cui si fondò la riunione, come ricorda Signorini, del gruppo che sessanta anni fa si incontrò per la prima volta a casa di Desideria Pasolini dall’Onda, ora presidente onorario di Italia Nostra.
Ed è proprio seguendo questa linea che il “compleanno” di Italia Nostra non poteva avvenire che alla presenza di 5 opere restaurate grazie all’associazione, vale a dire 5 restauri mozzafiato: Seneca morente, Nerone Bambino, Giulia Maesa, e l’Apollo. Quattro ritratti i primi, una figura intera l’ultimo, per il quale, come racconta il direttore del Dipartimento delle antichità Fabrizio Paolucci, il lavoro di restauro è stato particolarmente complesso e delicato.
Un tributo all’attività dell’associazione, ma anche un’occasione per salutare gli Uffizi di cui presto non sarà più a capo, è stato il nerbo dell’intervento di colui, come ha ricordato Maria Rita Signorini, che non solo ha guidato per 28 anni un museo che fa 2milioni di presenze all’anno, ma è stato parte attiva e competente in quelle operazioni fondamentali per mantenere il tesoro artistico di qualsivoglia museo che sono i restauri. Un ruolo, quello di Antonio Natali, che “non era solo di una parte, vale a dire la parte di coloro che “vedono” il restauro dall’esterno, ma anche, per la competenza e il “sapere” della persona, interno al lavoro”.

giulia maesa restaurataE quello che ha detto Antonio Natali non è stato molto rassicurante, nonostante la forte sottolineatura circa la necessità che la sua partenza (ancora, rivela, non c’è stata neppure una telefonata da parte del Ministero per comunicargli il “termine” della sua direzione) non produca uno “sfilacciamento” nella squadra degli Uffizi. Ma non è pensando al museo che ha curato, seguito e a cui si è dedicato per 28 anni che Natali narra le sue preoccupazioni. No, per quello anzi invita tutti a lavorare sempre al meglio, con un pensiero positivo anche per il suo successore, il tedesco Eike Schmidt, verso cui dichiara di essere sempre “a disposizione” se servisse consiglio. No. Le considerazioni di Natali riguardano l’Italia e il futuro dell’arte nel nostro Paese.
“L’associazione Italia Nostra ha avuto un ruolo importantissimo per il patrimonio culturale del nostro Paese, e potrebbe averlo ancora di più in futuro – è la premessa – un futuro non molto roseo, anzi, grigio”. Il motivo, dice Natali, è semplice, e riguarda la considerazione in cui è tenuto il nostro patrimonio artistico da parte della politica. Una considerazione che non è cambiata con l’avvicendarsi delle forze politiche al governo, anzi, semmai “è peggiorata”, “con tutto quello che capita al nostro patrimonio e con l’Art bonus”.
Inizia da tempi non sospetti, Natali: “Si partì con il Psi, con la famosa definizione di De Michelis sui “giacimenti culturali””, definizione di cui, ricorda sempre il direttore degli Uffizi, “fu Brunetta a rivendicarne, anni dopo” la paternità. Insomma, il taglio “utilitaristico” della politica riguardo al nostro patrimonio artistico culturale, sebbene apparentemente si smorzasse col tempo, rimase viva in molte menti, ma pur sempre con una contraddizione di fondo: “Se un governo – chiede Natali – scopre una risorsa, una grande risorsa, come mai non comincia immediatamente a investire?”. Investimenti seri, fruttuosi, continua Natali, creando scuole specifiche, competenze d’eccellenza, una “temperie generale” adeguata. Con un accorgimento elementare: prima della valorizzazione, tanto declamata, ci vuole la “tutela”. Anche se quest’ultima rappresenta la voce “spesa”, mentre la valorizzazione parrebbe essere interpretata come “guadagno”. Inoltre, sulla voce valorizzazione bisogna anche “caricare” la grande valenza simbolico-culturale dell’arte, che si estrinseca anche in quelle mostre che sono state fatte in giro per l’Italia, Trento, Perugia, Santo Stefano di Sessanio, Casal di Principe. E, a proposito di quest’ultima, è grande l’impatto simbolico e non solo quello emotivo dell’Arte: “Le opere degli Uffizi a Casal di Principe, mostra che è stata prorogata fino a dicembre, attestano la presenza dello Stato – ricorda Natali – tanto più che la mostra è stata allestita nella dimora di un boss della camorra”. Forza dell’Arte dunque. E un appello a Italia Nostra: “Vigilanza. Ora più di prima”.

nerone bambinoEd è proprio Maria Rita Signorini a riprendere l’appassionato discorso del Direttore Natali: “Non riesco a immaginare gli Uffizi senza Natali – dice – lo ricordo ventotto anni fa quando venne a seguire i restauri a cui anch’io partecipavo. Si tratta di una persona “che sa”. Ed è stato per questo che abbiamo potuto eseguire al meglio anche questi 5 restauri, che Italia Nostra ha offerto agli Uffizi”. Sì, perché parte fondamentale dell’intera operazione è stata quella di poter accedere alla Galleria di lunedì, quando è chiusa al pubblico. “Ci siamo potuti sentire Cosimo, Francesco, Ferdinando”. Il terrore, continua Signorini, “è che con i cambiamenti in corso non si possa continuare a procedere sui restauri”. E infine, sul lavoro di Natali: “Ci sono ancora 2300 opere agli Uffizi, non affastellate, ma messe in ordine e per ora in attesa. Quattrocento opere sono state recuperate dal Direttore Natali per i nuovi spazi allargati di Grandi Uffizi”.
apolloPer quanto riguarda i restauri, è stato creato un DVD con gli interventi di Natali, Signorini, Paolucci e le “schede” delle opere stesse
. “La scelta che è stata fatta con i cinque restauri avvenuti è stata sul ripristino della visibilità”. Una scelta anche teorica, come spiega Paolucci, in quanto scegli una sorta di restauro “estetico” rispetto alla lunea del restauro “archeologico” scelta in precedenza. Una scelta, quella di Paolucci, dettata anche dalla necessità di rivedere le opere alla luce del loro ruolo, vale a dire nella prospettiva “di quel gusto collezionistico grazie al quale questi marmi sono sopravvissuti”. Del resto, il restauro è di per se’ anche un approccio conoscitivo dell’opera, e la mappatura del marmo, il suo stato, tutti i dati scientifici sono racchiusi in “sintesi” pposite e consultabili. Della necessità e urgenza del restauro, fa fede, come ricorda la presidente toscana di Italia Nostra, “anche il fatto che un’opera, precisamente il Nerone Bambino, cominciò a sbriciolarsi quando la toccammo”: un pezzo della base venne via e fu poi riattaccata.
“D’altro canto – conclude Signorini – due milioni di visitatori l’anno “attaccano” il marmo, anche solo col respiro”.
Infine, dopo gli auguri all’associazione, l’appello al fatto che rimanga e si rafforzi il suo ruolo di tutela e salvaguardia, dopo una visita memorabile alle opere restaurate, ecco, un dubbio ineliminabile continua a farsi strada: di tutto questo, nel futuro, cosa rimarrà?Potrà ancora Italia Nostra “offrire” restauri e tutela alle opere degli Uffizi? E se sì, in che forma? Lo scopriremo.

Fonte: QuiNews, 29/10/2015
Di: Serena Margheri

I sessant’anni di Italia Nostra
L’associazione festeggia con un cd-rom dei cinque restauri delle sculture della “Collezione dei marmi” effettuati per la Galleria degli Uffizi

Il Seneca morente, Giulia Maesa, Nerone fanciullo, Poppea e l’Apollo seduto. Sono le cinque opere restaurate e tornate all’interno Galleria degli Uffizi grazie al contributo dell’associazione Italia Nostra. L’associazione ha finanziato questi interventi di restauro tramite le visite guidate al museo degli Uffizi organizzate nel giorno di chiusura, il lunedì. E oggi Italia Nostra, all’interno proprio della galleria fiorentina, festeggia i suoi primi 60 anni e lo fa attraverso un cd-rom coi restauri delle sculture della ‘Collezione dei marmi’ offerti dall’Associazione.
Fondata nel 1955 da intellettuali, scrittori che avevano sentito l’esigenza di tutelare e conservare il nostro patrimonio artistico.
Nel cd rom anche le illustrazioni in video di Antonio Natali, storico direttore della Galleria degli Uffizi; Fabrizio Paolucci, direttore del dipartimento delle antichità degli Uffizi e Mariarita Signorini, responsabile restauri di Italia Nostra.




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