Aeroporto: il no dei tecnici pesa sul consiglio regionale

Fonte: StamToscana, 25/11/2015
Di: Stefania Valbonesi

Nuovo aeroporto, consiglio straordinario regionale con presidio in via Cavour, stamattina a Firenze. Se non ci sono dubbi che il nuovo aeroporto di Peretola goda dell’appoggio della maggioranza, tuttavia la relazione con cui il presidente Rossi oggi si rivolge all’assemblea contiene una condizione: sì a patto che la Toscana sia nell’Osservatorio al Ministero dell’Ambiente, per vigilare sulle criticità emerse e il piano di riordino della Piana.
Ed è proprio questo richiamo alle “criticità emerse” a condurre al vero convitato di pietra che aleggia sul consiglio regionale di stamattina: il parere tecnico del Nucleo di valutazione regionale (Nurv). Un parere in realtà “non dato”, ma che influenza in modo tangibile l’intero consiglio.
“Nella delibera regionale – dice Rossi– chiederemo di istituire presso il Ministero dell’Ambiente un osservatorio ambientale di cui faccia parte la Regione per verificare la fase di progettazione definitiva e la realizzazione, per un controllo trasparente”.
Se dunque l’elenco delle criticità del master plan “nuova pista aeroporto di Peretola” confezionato da Toscana Aeroporti ed Enac,  individuate dagli uffici tecnici regionali conduce il governatore a pigiare sul tasto “Osservatorio”, gli interventi si aprono sullo stesso tema: dopo quello di Rossi infatti tocca a Tommaso Fattori, capogruppo di SìToscana, che rammenta: “Le valutazioni dei tecnici ci dicono che dovremmo archiviare questo progetto che sembra quasi un bollettino di guerra, perché presenta criticità sotto tutti i punti di vista: dell’inquinamento atmosferico, ambientale, della viabilità, della cantierizzazione, delle terre di scarico. La Giunta regionale davanti a ciò si limita a rimettere il tutto al Ministero, e si parla di ‘mitici’ osservatori che si sa come funzionano”. Non solo: per Fattori la realizzazione di un’unica nuova pista perpendicolare ai venti “sarebbe l’unico caso conosciuto fino a qui”. “Per questo – ha concluso – chiediamo alla Giunta di esprimersi e non di lavarsene le mani”. Una linea condivisa con il gruppo pentastellato, il cui capogruppo, Giannarelli, parla di situazione imbarazzante. Insomma, il parere dei tecnici, visto il caso, è “di merito e non cambia certo se è di livello nazionale o regionale”. Le posizioni che emergono nel corso del dibattito, mostrano in buona sostanza che la crepa poggia proprio su questo: da un lato, le opposizioni, sia pure con sfumature molto diverse, chiedono di andare verso l’approfondimento delle criticità segnalate dal Nurv, oltre che verso la completezza dei dati richiesti; dall’altro la maggioranza, sia pure anche qui con sfumature diverse al suo interno, tiene fermo l’acceleratore sulla sua posizione.

foto aeroporto regioneMa non finisce qui. Infatti, c’è anche un’altra questione che, messa in luce in aula dall’opposizione della sinistra radicale, rimane in buona sostanza senza risposta. Ed è un problema che riguarda la legittimità stessa del percorso in sede regionale. Tutto parte dal gruppo di SìToscana, che aveva sollevato il problema chiedendo e ottenendo il consiglio odierno. Il problema è: se ciò di cui si discute è ben lungi dall’essere un progetto definitivo ma è tutt’al più una sorta di “Master Plan”, è legittimo sottoporlo a valutazione di impatto ambientale?
No, dichiarano i consiglieri di SìToscana, dal momento che, per compiere questa valutazione, è necessario che l’oggetto sia almeno nello status di Progetto Definitivo.
Sulla questione giunge anche la nota del Laboratorio Politico Perunaltracittà, che specifica come questa sia stata una fra le ragioni più forti che hanno condotto il Nucleo di Valutazione, al quale partecipano tutte le strutture tecniche regionali (Arpat, Asl, settore Assetto idrogeologico, Pianificazione, Paesaggio, Prevenzione e sicurezza, ecc.) a non approvare il progetto, pardon, il Master Plan. Master Plan che il governatore ora spedisce a Roma, sotto la condizione della creazione dell’Osservatorio. E attirandosi gli strali delle opposizioni, in questo caso di destra, sinistra e pentastellata, che obiettano sull’irrilevanza che solitamente hanno i “pareri” degli Osservatori. “Figurarsi – si dice fra i banchi – non hanno peso neanche quelli del Nurv…”.
Ma manca ancora un’ipotesi: quella delle due piste. Vale a dire, il periodo di “transizione” dalla pista vecchia all’altra nuova: sei anni, nelle previsioni. E nel frattempo? Due piste in funzione? “Il rischio – dice Fattori – è come al solito, che il transitorio diventi stabile”.

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