Badia a Settimo: un gioiello da salvare

Fonte: La Nazione, 24/11/2015
Di: Fabrizio Morviducci

Un milione e 200mila euro per la Badia. E’ il costo per acquisire la parte privata

Con un milione e 200mila euro si può riacquistare la parte privata della Badia di Settimo. E salvare questo inestimabile monumento millenario dal degrado irreversibile. Un milione e 200mila euro per mettere un punto fermo in questa vicenda che va avanti ormai da venti anni con tante promesse ma senza una volontà politica reale di restituire un bene culturale unico nel suo genere alla collettività. Nessun segno di vita dal governo, che pure dovrebbe tenere conto di una risoluzione approvata all’unanimità dalla commissione cultura del Senato che lo impegna ad acquistare la parte attualmente in mano ai provati dello storico edificio.
Il Senato riconobbe come essenziale il recupero dell’integrità della struttura monumentale e la definizione in tempi rapidi di un piano di sostenibilità economica e finanziaria per promuovere un piano di restauro globale. Non ci sono novità neanche sul fronte del progetto di riunificare l’abazia millenaria, divisa dai tempi del sacco napoleonico dei beni religiosi, e realizzarvi la foresteria dei magistrati in tirocinio nella scuola di Castelpulci. Fu lo stesso presidente Mattarella ad annunciarla, trovando sostegno nell’amministrazione che presentò anche un piano di fattibilità. A fronte di questi silenzi assordanti c’è un nuovo tentativo di riportare il salvataggio dell’abazia nell’agenda della politica nazionale. “Sembra assurdo che questo patrimonio della collettività non sia adeguatamente valorizzato – ha detto la presidente regionale di Italia Nostra Maria Rita Signorini – le ricadute sul territorio sarebbero incredibili se solo si recuperasse l’abazia. Io ero alla riunione tecnica del Senato, sono passati due anni e ancora non è successo niente. Eppure basterebbe capirne il valore culturale di livello europeo di questa abazia per non indugiare oltre”.
La questione è seguita dal Movimento 5 Stelle che sulla Badia sta combattendo una battaglia su tutti i livelli. L’obiettivo? Trovare questi soldi, riunificare l’abazia millenaria su un progetto culturale vero, magari evitando di trasformarla in un albergo, come sostiene la consigliera regionale Irene Galletti, che chiederà una ricognizione dei fondi della Regione da destinare alla manutenzione di immobili di valore storico. Su Scandicci invece la consigliera Fabiana Fulici, tornerà a chiedere all’amministrazione di uscire dal silenzio nel quale dice di voler procedere per far capire a tutti i cittadini quale sia l’effettivo stato del progetto. Chi si recasse per la prima volta alla Badia di Settimo, gioiello dell’anno Mille, e sicuramente meglio conservata per esempio di San Galgano (dalla quale arrivarono i monaci che la costruirono), potrebbe osservare il completo restauro operato negli anni dal parroco della Badia, don Carlo Maurizi, e il totale degrado nel quale giace la parte privata. La proprietà avrebbe manifestato più volte la volontà di vendere, ma per il momento non si è ancora decisa.

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