Archivi Mensili: dicembre 2015

Aeroporto: il no dei tecnici pesa sul consiglio regionale

Fonte: StamToscana, 25/11/2015
Di: Stefania Valbonesi

Nuovo aeroporto, consiglio straordinario regionale con presidio in via Cavour, stamattina a Firenze. Se non ci sono dubbi che il nuovo aeroporto di Peretola goda dell’appoggio della maggioranza, tuttavia la relazione con cui il presidente Rossi oggi si rivolge all’assemblea contiene una condizione: sì a patto che la Toscana sia nell’Osservatorio al Ministero dell’Ambiente, per vigilare sulle criticità emerse e il piano di riordino della Piana.
Ed è proprio questo richiamo alle “criticità emerse” a condurre al vero convitato di pietra che aleggia sul consiglio regionale di stamattina: il parere tecnico del Nucleo di valutazione regionale (Nurv). Un parere in realtà “non dato”, ma che influenza in modo tangibile l’intero consiglio.
“Nella delibera regionale – dice Rossi– chiederemo di istituire presso il Ministero dell’Ambiente un osservatorio ambientale di cui faccia parte la Regione per verificare la fase di progettazione definitiva e la realizzazione, per un controllo trasparente”.
Se dunque l’elenco delle criticità del master plan “nuova pista aeroporto di Peretola” confezionato da Toscana Aeroporti ed Enac,  individuate dagli uffici tecnici regionali conduce il governatore a pigiare sul tasto “Osservatorio”, gli interventi si aprono sullo stesso tema: dopo quello di Rossi infatti tocca a Tommaso Fattori, capogruppo di SìToscana, che rammenta: “Le valutazioni dei tecnici ci dicono che dovremmo archiviare questo progetto che sembra quasi un bollettino di guerra, perché presenta criticità sotto tutti i punti di vista: dell’inquinamento atmosferico, ambientale, della viabilità, della cantierizzazione, delle terre di scarico. La Giunta regionale davanti a ciò si limita a rimettere il tutto al Ministero, e si parla di ‘mitici’ osservatori che si sa come funzionano”. Non solo: per Fattori la realizzazione di un’unica nuova pista perpendicolare ai venti “sarebbe l’unico caso conosciuto fino a qui”. “Per questo – ha concluso – chiediamo alla Giunta di esprimersi e non di lavarsene le mani”. Una linea condivisa con il gruppo pentastellato, il cui capogruppo, Giannarelli, parla di situazione imbarazzante. Insomma, il parere dei tecnici, visto il caso, è “di merito e non cambia certo se è di livello nazionale o regionale”. Le posizioni che emergono nel corso del dibattito, mostrano in buona sostanza che la crepa poggia proprio su questo: da un lato, le opposizioni, sia pure con sfumature molto diverse, chiedono di andare verso l’approfondimento delle criticità segnalate dal Nurv, oltre che verso la completezza dei dati richiesti; dall’altro la maggioranza, sia pure anche qui con sfumature diverse al suo interno, tiene fermo l’acceleratore sulla sua posizione.

foto aeroporto regioneMa non finisce qui. Infatti, c’è anche un’altra questione che, messa in luce in aula dall’opposizione della sinistra radicale, rimane in buona sostanza senza risposta. Ed è un problema che riguarda la legittimità stessa del percorso in sede regionale. Tutto parte dal gruppo di SìToscana, che aveva sollevato il problema chiedendo e ottenendo il consiglio odierno. Il problema è: se ciò di cui si discute è ben lungi dall’essere un progetto definitivo ma è tutt’al più una sorta di “Master Plan”, è legittimo sottoporlo a valutazione di impatto ambientale?
No, dichiarano i consiglieri di SìToscana, dal momento che, per compiere questa valutazione, è necessario che l’oggetto sia almeno nello status di Progetto Definitivo.
Sulla questione giunge anche la nota del Laboratorio Politico Perunaltracittà, che specifica come questa sia stata una fra le ragioni più forti che hanno condotto il Nucleo di Valutazione, al quale partecipano tutte le strutture tecniche regionali (Arpat, Asl, settore Assetto idrogeologico, Pianificazione, Paesaggio, Prevenzione e sicurezza, ecc.) a non approvare il progetto, pardon, il Master Plan. Master Plan che il governatore ora spedisce a Roma, sotto la condizione della creazione dell’Osservatorio. E attirandosi gli strali delle opposizioni, in questo caso di destra, sinistra e pentastellata, che obiettano sull’irrilevanza che solitamente hanno i “pareri” degli Osservatori. “Figurarsi – si dice fra i banchi – non hanno peso neanche quelli del Nurv…”.
Ma manca ancora un’ipotesi: quella delle due piste. Vale a dire, il periodo di “transizione” dalla pista vecchia all’altra nuova: sei anni, nelle previsioni. E nel frattempo? Due piste in funzione? “Il rischio – dice Fattori – è come al solito, che il transitorio diventi stabile”.

Radio Cora – Italia Nostra: “No al nuovo aeroporto di Peretola, costoso ed inutile”

Fonte: Radio Cora

Italia Nostra ha chiesto la sospensione o la non accettazione del VIA, la Valutazione di Impatto Ambientale, in merito all’allargamento dell’Aeroporto di Peretola, presentata dalla Regione Toscana, in quanto lacunosa. Troppi i danni ambientali sulla piana, secondo Italia Nostra, fra cui quelli dell’inquinamento acustico valutato a 100 mila ps, sugli oltre 100mila cittadini che risiedono nei comuni di Campi Bisenzio, Prato, Sesto Fiorentino e zone limitrofe alla Piana. “Per recuperare i danni ambientali – secondo la Presidente regionale di Italia Nostra, Mariarita Signorini – l’impatto economico sarebbe disastroso; si rischia di buttare via gli investimenti fatti sul Polo Tecnologico che ha apparecchiature molto sensibili”. Non da ultimo “il rischio del dirottamento dei voli (10-15%) sul centro storico di Firenze causati dalle frequenti condizioni climatiche avverse, centro storico patrimonio Unesco e adesso sotto “osservazione” da parte dalla stessa agenzia Onu”.

Clicca qui per ascoltare l’intervista a Mariarita Signorini, Presidente regionale di Italia Nostra

Badia a Settimo: un gioiello da salvare

Fonte: La Nazione, 24/11/2015
Di: Fabrizio Morviducci

Un milione e 200mila euro per la Badia. E’ il costo per acquisire la parte privata

Con un milione e 200mila euro si può riacquistare la parte privata della Badia di Settimo. E salvare questo inestimabile monumento millenario dal degrado irreversibile. Un milione e 200mila euro per mettere un punto fermo in questa vicenda che va avanti ormai da venti anni con tante promesse ma senza una volontà politica reale di restituire un bene culturale unico nel suo genere alla collettività. Nessun segno di vita dal governo, che pure dovrebbe tenere conto di una risoluzione approvata all’unanimità dalla commissione cultura del Senato che lo impegna ad acquistare la parte attualmente in mano ai provati dello storico edificio.
Il Senato riconobbe come essenziale il recupero dell’integrità della struttura monumentale e la definizione in tempi rapidi di un piano di sostenibilità economica e finanziaria per promuovere un piano di restauro globale. Non ci sono novità neanche sul fronte del progetto di riunificare l’abazia millenaria, divisa dai tempi del sacco napoleonico dei beni religiosi, e realizzarvi la foresteria dei magistrati in tirocinio nella scuola di Castelpulci. Fu lo stesso presidente Mattarella ad annunciarla, trovando sostegno nell’amministrazione che presentò anche un piano di fattibilità. A fronte di questi silenzi assordanti c’è un nuovo tentativo di riportare il salvataggio dell’abazia nell’agenda della politica nazionale. “Sembra assurdo che questo patrimonio della collettività non sia adeguatamente valorizzato – ha detto la presidente regionale di Italia Nostra Maria Rita Signorini – le ricadute sul territorio sarebbero incredibili se solo si recuperasse l’abazia. Io ero alla riunione tecnica del Senato, sono passati due anni e ancora non è successo niente. Eppure basterebbe capirne il valore culturale di livello europeo di questa abazia per non indugiare oltre”.
La questione è seguita dal Movimento 5 Stelle che sulla Badia sta combattendo una battaglia su tutti i livelli. L’obiettivo? Trovare questi soldi, riunificare l’abazia millenaria su un progetto culturale vero, magari evitando di trasformarla in un albergo, come sostiene la consigliera regionale Irene Galletti, che chiederà una ricognizione dei fondi della Regione da destinare alla manutenzione di immobili di valore storico. Su Scandicci invece la consigliera Fabiana Fulici, tornerà a chiedere all’amministrazione di uscire dal silenzio nel quale dice di voler procedere per far capire a tutti i cittadini quale sia l’effettivo stato del progetto. Chi si recasse per la prima volta alla Badia di Settimo, gioiello dell’anno Mille, e sicuramente meglio conservata per esempio di San Galgano (dalla quale arrivarono i monaci che la costruirono), potrebbe osservare il completo restauro operato negli anni dal parroco della Badia, don Carlo Maurizi, e il totale degrado nel quale giace la parte privata. La proprietà avrebbe manifestato più volte la volontà di vendere, ma per il momento non si è ancora decisa.

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