Intervento di Leonardo Rombai (Italia Nostra Firenze) al Convegno “La bellezza delle rinnovabili – Strategie e strumenti per diffondere le rinnovabili nel rispetto del paesaggio”

(Organizzato dalla Rete di Cofuturo Festival, dalla Associazione Giga-FREE in collaborazione con la Rete Geotermica: Sala delle Feste del Consiglio Regionale, Firenze, 18 gennaio 2019)

Italia Nostra ha sempre dimostrato, da ultimo anche con osservazioni al documento “Strategia Energetica Nazionale/SEN” (31 luglio 2017), presentate insieme ad altre associazioni nazionali di tutela, di essere fautrice delle fonti energetiche rinnovabili (di seguito FER): e ciò, al fine di raggiungere prima possibile l’obiettivo della riduzione dei gas serra.

Italia Nostra è convinta che dovrebbero essere favorite politiche integranti la riduzione degli inquinanti atmosferici con interventi di carattere sociale: come il sostegno ai trasporti pubblici (sempre più colpiti dal taglio di risorse) o agli impianti solari e fotovoltaici, da installare, in modo sistematico e capillare, sui tetti degli stabili condominiali o delle aziende agricole o dei fabbricati di proprietà pubblica (per non parlare delle potenzialità, in tal senso, offerte dalle aree industriali e commerciali private, anche dismesse, con capannoni, piazzali e parcheggi); con ciò, aumentando il reddito delle famiglie e delle imprese, senza suscitare l’opposizione e la rabbia delle popolazioni locali, spesso impotenti di fronte alla sottrazione alla loro vita di interi comprensori, colonizzati da pale, pannelli o altri impianti di notevoli dimensioni.

L’Associazione si è sempre impegnata contro gli eccessi speculativi delle rinnovabili elettriche – dell’eolico in particolare, con i mega-impianti collocati in ambienti di pregio ma spesso di modesta produttività, per la carenza di vento. Pure in parchi e aree protette, come, in Toscana, il litorale di Piombino, il Monte Calvi di Campiglia Marittima e i crinali appenninici e sublitoranei, anche senza l’attivazione di un benché minimo processo partecipativo –; con distorsioni a danno dell’ambiente e del paesaggio e degli stessi abitanti (impatti visivi, squilibri ambientali, danneggiamento della biodiversità, inquinamenti acustici o atmosferici), e con danno arrecato all’agricoltura, al turismo e all’agriturismo.

Nelle osservazioni alla SEN del luglio 2017, sono ribaditi i limiti delle fonti rinnovabili elettriche intermittenti, e le conseguenze della speculazione finanziaria e territoriale che – non senza irregolarità sanzionate dalla Magistratura – fin qui ha caratterizzato, in Italia, il loro sviluppo: da anni insufficientemente regolato. Si continua a privilegiare il settore elettrico – che è il meno importante in termine di consumi (lo è il calore, invece, il settore in cui maggiori sono i consumi, lo sono i trasporti, e dopo l’elettricità) – che ha già beneficiato di enormi incentivi, che sono la causa dell’incremento del 20% del costo dell’energia in bolletta. Con la SEN 2017, sono predisposti ulteriori pesanti aggravi di spese in danno di famiglie, consumatori e imprese.

Oltre alle superfici edificate potenzialmente a disposizione di un nuovo e sostenibile indirizzo di sviluppo delle FER, una grande opportunità è data dalla possibile utilizzazione, per i pannelli fotovoltaici, del sistema infrastrutturale, cioè delle barriere antirumore di autostrade e linee dell’alta velocità. Potrebbero ospitare chilometri di pannelli che non impattano sul territorio di pregio paesistico-ambientale.

Da sempre Italia Nostra opera per raggiungere la sostenibilità ambientale in base alle opzioni permesse dal territorio. La fase di grave depressione economica e di vera e propria de-industrializzazione del nostro Paese, che stiamo da anni attraversando, deve farci maturare una nuova consapevolezza: che il territorio – con i suoi paesaggi agricoli e forestali, i suoi centri storici, le sue specificità naturali e ambientali, le ricchezze storico-artistiche, architettoniche e archeologiche, i suoi equilibri e le sue produzioni agro-zootecniche-pastorali, forestali e artigianali – rappresenta il bene più prezioso da salvaguardare per il nostro riscatto, per combattere il ristagno economico, in presenza di una contingenza internazionale ancora relativamente favorevole rispetto alla realtà nazionale.

L’aumento delle rinnovabili elettriche senza che siano posti limiti alle tecnologie e all’impiantistica, che comportano consumo del suolo e del territorio e danno all’economia agricola e a quella turistica, al paesaggio, all’ambiente e alla biodiversità, comporterà il sacrificio di ulteriori spazi e luoghi, anche fra i più belli e delicati del Paese: annullando, quindi, valori territoriali che non potranno più costituire elemento di riscatto per i territori coinvolti, sempre mediante decisioni imposte dall’alto.

Per queste ragioni, Italia Nostra – Associazione di volontariato laica e apartitica, distante da qualsiasi interesse di potere e di profitto – accoglie l’invito a partecipare ai lavori del Convegno odierno, per verificare l’esistenza di condizioni atte a stabilire “un’alleanza per rendere rapido e possibile l’inserimento delle rinnovabili in ogni contesto” (come si legge nella call dell’evento). Se è condivisibile che “il concetto del bello e del buono” debbano “ricongiungersi, costruendo un nuovo pensiero”, di sicuro, però, Italia Nostra non condivide la parte conclusiva del periodo precedente (“in ogni contesto”), come anche l’affermazione concettuale che “un paesaggio anche storico, nel momento in cui ci giochiamo il futuro del genere umano sul pianeta, senza un segno rinnovabile è un paesaggio malato”.

Italia Nostra rivolge un appello responsabile alla crescita delle FER nel contesto di una rigorosa pianificazione territoriale con tanto di valutazione globale e locale sulle conseguenze negative derivanti dall’insediamento di strutture rinnovabili, e specialmente di centrali eoliche e di estesi campi fotovoltaici in campagna. Propone e chiede di fermare il disastro territoriale-ambientale-paesaggistico in atto con la corsa all’eolico (con impianti sempre più grandi), al fotovoltaico (da installare su superfici inedificate), e al mini-idro su corsi d’acqua a carattere torrentizio (e per lunga parte dell’anno in condizioni inadatte allo sfruttamento energetico). Propone e chiede attente valutazioni ambientali e sanitarie sulle tecnologie pure impattanti, in termini di inquinamento, come gli inceneritori da rifiuti, le fornaci a biomasse (che dovrebbero essere alimentate con i residui delle lavorazioni forestali e agricole, salvaguardando il patrimonio boschivo) e la stessa geotermia, che punteggia le aree toscane di Volterrano-Massetano e Amiata. E propone e chiede di accrescere le risorse finanziarie rivolte a serie politiche di efficienza e risparmio energetico, di riscaldamento-raffrescamento, di trasporto pubblico, di ricerca e innovazione sul settore.

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