Proposte di carattere economico-ecologico-educativo permanenti per la Scuola ISIS ITIS IPSIA Leonardo da Vinci (via del Terzolle 91, Firenze).

Firenze aprile 2018

Alla pregiata attenzione di:

sindaco Dario Nardella, ass. Cristina Giachi (Educazione, Univ. e ricerca), ass. Alessia Bettini (Ambiente. igiene pubblica, ecc.), Comune di Firenze;

preside Marco Paterni, dott.ssa Paola Conti per l’Amministrazione, Staff e Consiglio di Istituto della Scuola ISIS ITIS IPSIA Leonardo da Vinci;

e, p.c.: colleghi professori Abazia Franca, Alunno Daniela, Camiciottoli Marilena, Casini Marco, Dell’Olio Girolamo, Marradi Massimo.

Oggetto: proposte di carattere economico-ecologico-educativo permanenti per la Scuola ISIS ITIS IPSIA Leonardo da Vinci (via del Terzolle 91, Firenze).

Con l’approssimarsi del periodo di quiescenza, dopo tanti anni di insegnamento, preme al sottoscritto richiamare l’attenzione circa quelle che sono ormai necessità inderogabili in ambito scolastico e non, da promuovere e attuare costantemente nell’ambito delle rispettive competenze (istituzionali statali e comunali) di quanti in indirizzo.

I tanti progetti realizzati di carattere ambientale, nel corso degli anni, non hanno purtroppo lasciato una impronta (ecologica) permanente ed efficace.

Invio per questo la presente anche ad alcuni colleghi in servizio, i quali in passato hanno fatto parte della commissione Ambiente interna e relativi progetti.

Vengono pertanto elencati di seguito alcuni punti ritenuti essenziali per un buon regime permanente economico, ecologico ed educativo.

Si sottolinea che alcuni adeguamenti strutturali sono semplici e economici da realizzare, pur in una progressione temporale, ma con un ritorno di economie, diretta e ambientale, immediate e apprezzabili.

RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI.

OBBIETTIVO: RIDURRE LE TIPOLOGIE DEI RIFIUTI DA DIFFERENZIARE, RIDURRE LE QUANTITA’, DIFFERENZIARE AL MASSIMO.

La scuola attualmente costituisce un punto di produzione importante di rifiuti NON differenziati proporzionato alla numerosa utenza.

Il furgone situato all’interno degli spazi aperti della scuola, che distribuisce merende, bevande e pasti caldi, utilizza materiali plastici usa e getta che vengono avviati all’indifferenziato: si tratta di istituire l’uso totale del compostabile (dal costo aggiuntivo per l’utenza estremamente moderato) da parte del gestore, per i contenitori di piatti caldi, bicchieri, box per insalate e macedonie, caffetteria. I contenitori di raccolta prossimali all’esercizio alimentare dovranno inoltre permettere la differenziata in merito a quanto venduto, in una attesa evolutiva della riduzione delle tipologie dei materiali: ovvero il compostabile/organico, plastica, vetro, carta, alluminio.

Buona norma sarebbe far attuare quindi, in un passo successivo, la selezione preliminare delle confezioni e la successiva vendita di prodotti eliminando i contenitori poliaccoppiati o polimateriali (tetrapack, tetrabrik, problematici da riciclare).

Un grande e facile passo avanti sarebbe quello di far attuare dal gestore del furgone, internamente alla scuola, una ulteriore selezione preliminare, eliminando possibilmente e finalmente anche la plastica e l’alluminio, scegliendo di vendere bevande in vetro e associando un valore del vuoto ad una cauzione, per far restituire con certezza, dall’utenza al venditore, il medesimo vuoto per il relativo conferimento al recupero vetro.

Per quanto riguarda i distributori automatici di bevande calde e fredde, eccetera, all’interno degli edifici scolastici, dovrebbero essere imposte le medesime norme, per i gestori: di utilizzare compostabile per le bevande calde, ottenere la distribuzione esclusiva nel vetro per le fredde, con una cauzione del vuoto restituibile inserendo il vuoto medesimo in altra apposita macchina, quindi eliminare bevande in tetrabrick-lattine-plastica. Specifici contenitori per il compostabile dovrebbero essere posti presso i distributori.

ALL’INTERNO E ALL’ESTERNO.

All’interno degli edifici dovrebbero comunque essere installati contenitori rigidi (non come quelli attuali in cartone facilmente deteriorabili) dove sia chiaramente identificabile la qualità del materiale che deve esservi collocato per la raccolta differenziata (es. carta, plastica, alluminio, eccetera, in atteso di giungere ad un obbiettivo di raccolta totale), affiancati provvisoriamente ai contenitori di indifferenziato residuo.

N.b.; questo significa anche eliminare cestini dalle aule e contenitori di indifferenziato, isolati, da corridoi e ambienti esterni, ove si verificherebbe un conferimento opportunistico di materiali diversi a fronte di un’utenza giovanile non facile da educare.

Quindi, in sintesi, l’utenza dovrebbe trovare sempre e solamente dei punti di conferimento rifiuti con contenitori multipli per poter effettuare facilmente la differenziata, da contrarre progressivamente fino a raggiungere, auspicabilmente in tempi brevi, un regime minimo funzionale a pochi materiali in uso (compostabile-organico, carta, vetro, ecc.).

In tale processo adeguativo occorre ovviamente coinvolgere anche l’azienda, o le aziende, che si occupa-no della raccolta rifiuti/materiali differenziati.

CONTENIMENTO DEI CONSUMI ENERGETICI.

Si possono ottenere significativi risparmi di energia elettrica in vari settori di utilizzazione.

TOILETTES E CORRIDOI.

Con moderata spesa, progressiva, di sensori crepuscolari e di movimento di corpi caldi è possibile automatizzare l’accensione delle luci in ambienti sporadicamente utilizzati come le toilettes e i corridoi, e ovviamente se la luce ambiente è scarsa a seconda della situazione oraria e della situazione meteo esterna.

Attualmente detti ambienti rimangono frequentemente e inutilmente illuminati. Inoltre manca una buona educazione e sensibilità di spengere le luci anche dalle aule in uscita.

ILLUMINAZIONE DI AULE, UFFICI, LABORATORI.

Verificare la possibilità di collocare i crepuscolari e sensori di movimento anche alle aule e altri ambienti.

In assenza di sensori automatici, sarebbe opportuna una verifica della modalità di accensione delle file di luci che esistono negli uffici e nelle aule e altri ambienti: sarebbe opportuno che potessero accendersi separatamente le file più vicine alle finestre e le file più interne. Per fare un esempio, al Biennio, nelle aule le luci si accendevano a scacchiera e quindi era impossibile scegliere diversamente. In certi casi è sufficiente accendere la fila delle luci più interne mentre le zone prossimali alle finestre sono illuminate a sufficienza dalla luce naturale.

COMPUTER.

La presenza di un alto numero di computer, negli uffici o nelle postazioni libere nelle sale insegnanti, impone l’impostazione di arresto automatico delle medesime (spegnimento parziale o totale) quando inutilizzate per un determinato lasso di tempo. Nelle sale insegnanti spesso rimangono accese anche nei periodi notturni come rilevato personalmente all’ingresso al mattino.

RISCALDAMENTO.

Rimangono migliorie da apportare in alcune situazioni: eccesso di riscaldamento di alcune aule o laboratori a seconda della collocazione, da ovviare con  manopole di regolazione sui caloriferi. Oppure mancanza di automatismo termostatico in ambienti particolari come le officine centrali: talvolta il caldo è eccessivo in relazione alle temperature esterne, ma gli aerotermi rimangono accesi.

Ringraziando per la considerazione si porgono i migliori saluti.

L’insegnante Leonardo Mastragostino.

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