Ischia di Crociano, Val di Cornia (Piombino). Un polo nazionale di rifiuti speciali sul Golfo di Follonica

Il Comitato di Salute Pubblica di Piombino-Val di Cornia attivo dal giugno 2018 è il promotore della manifestazione del 23 febbraio 2019 che ha visto un’ampia partecipazione della cittadinanza e di tutte le forze politiche locali (con l’eccezione del Partito Democratico), dando, ancora una volta, visibilità ai progetti connessi all’ampliamento della discarica di rifiuti speciali di Rimateria e allo sviluppo del polo siderurgico.

Questi progetti sostenuti dall’Amministrazione comunale (alcuni dei quali già in fase di attuazione) sono di grave impatto ambientale e paesaggistico.

L’area si trova sul mare, ad Ischia di Crociano, prossima agli abitati di Colmata e Fiorentina e (per intendersi con i numerosi frequentatori toscani e non alle spalle della spiaggia dl Quagliodromo), non lontana dal Parco Naturale della Sterpaia e ancor più vicina all’Oasi WWF del Palude Orti Bottegone.

E’ circoscritta dai tratti terminali del fosso Cornia Vecchio e del fiume Cornia, in una zona già investita da esondazioni fluviali, poggia su terreni permeabili distinti da una falda superficiale vicina al piano di campagna. Insisterà quantomeno per mezzo secolo su superfici che una proiezione l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico (ENEA) per i prossimi 100 anni vede sommerse dal mare.

Intorno alla discarica si trovano numerose abitazioni, attività artigianali e piccole fabbriche, spiagge, attività turistico ricettive e, non ultimo, ampie zone agricole produttive frequentemente investite dai miasmi provenienti da Rimateria.

Come mostra il manifesto curato dal Comitato, si tratta di un’area gia pesantemente sacrificata anche dalla presenza di impianti siderurgici dal destino oggi incerto, da una vecchia discarica ASIU da bonificare, da una discarica abusiva di 37 ettari e dalla discarica di rifiuti speciale di Rimateria (al momento alta circa 32 metri), su cui insiste un poco invidiabile iter giudiziario. La discarica è stata posta sotto sequestro, recentemente, riaperta dietro vigilanza del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri ed è tutt’ora oggetto di indagini della magistratura e di una Commissione Parlamentare di inchiesta, dal momento che esistono elementi giudiziari che inducono la presenza di rifiuti pericolosi spacciati per speciali (ivi compresi 100 fusti di mercurio)

La discarica non serve il territorio di Piombino ma convoglia rifiuti speciali, principalmente (ma non solo) fanghi di lavorazione provenienti da tutta italia. L’ampliamento è destinato ad ospitare altri 2.850.000 mc, previo allargamento della superficie occupata da rifiuti speciali fino a circa 70 ettari (circa 100 campi di calcio) per un’altezza di 32-35 metri.

Se ciò non fosse sufficiente, l’Amministrazione locale (ormai formata dal solo Partito Democratico, dopo le dimissioni del vicesindaco di Spirito Libero, accompagnate da quelle di un consigliere del PD dopo che il Consiglio Comunale  ha negato un referendum sul futuro di Rimateria) intende caparbiamente sostenere l’ampliamento della discarica, un impianto di trasformazione di rifiuti in Lignite (progetto CREO), un polo di stoccaggio e spedizioni di rifiuti speciali e pericolosi Wecologistic (autorizzato grazie ad un cambiamento del regolamento urbanistico), sei pale eoliche di 180 m di altezza e da collocare a circa 400 metri dal mare. Quest’ultime dovrebbero alimentare il forno elettrico della rinascente (?) siderurgia ma in realtà, a leggere le stime fornite dal giornale on-line Stile Libero, sarà in grado di soddisfarne solo una quota del fabbisogno, che varia dal 5,6 al 12, 1%.

Contro simili prospettive Il Comitato di Salute Pubblica di Piombino, il 23 febbraio 2019, ha convocato alla ennesima manifestazione tutte le forze politiche, cui sono state pubblicamente sottoposte quattro punti intesi a valutare le diverse posizioni rispetto al futuro dell’area, punti che possono essere così sintetizzati:

impedire la realizzazione della nuova discarica e modificare il Regolamento Urbanistico in modo da destinare l’area ad altro uso

formalizzare un parere negativo al progetto CREO in tutto il territorio comunale, abrogando con una delibera l’assegnazione del terreno già effettuata

attivare un confronto col Governo per l’avvio di serie bonifiche

sollecitare l’effettuazione dei carotaggi e il monitoraggio delle emissioni della discarica attuale ad opera di un soggetto pubblico, con installazione di almeno tre centraline che rilevino non solo l’idrogeno solforato ma anche le polveri ultrasottili, oltre agli altri agenti tossici emessi dalla discarica.

Tutte le forze politiche presenti (Un’altra Piombino, Sinistra per Piombino, Ferrari sindaco Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Gruppo 2019, Rifondazione Comunista, Movimento 5 Stelle, Spirito Libero e Ascolta Piombino), pur con diverse sfumature, hanno pubblicamente concordato con simili impegni.

Ulteriori quanto necessari approfondimenti in

https://it-it.facebook.com/comitatosalutepiombino/

 

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