Sintesi del convegno “I cittadini e la difesa dell’ambiente in Toscana”.

Il 15 giugno 2019, a Firenze, Auditorium Spadolini del Consiglio Regionale, si è tenuto il convegno “I cittadini e la difesa dell’ambiente in Toscana”, organizzato da: Comitato Difensori della Toscana, SOS geotermia, WWF, Italia Nostra, Legambiente, Medicina Democratica, Salviamo le Apuane, la Rete dei Comitati per la difesa dei territori. Numerosi relatori hanno messo a fuoco i problemi e le criticità che interessano anche la nostra Regione, con articolazione nelle seguenti tematiche:La Regione Toscana ha recentemente dichiarato lo stato di emergenza climatica, un atto forte dal sapore ambientalista. Ma i fatti, finora, lo contraddicono. Da anni infatti le istituzioni regionali stanno assecondando o addirittura promuovendo la distruzione dell’ambiente.

LA GEOTERMIA INDUSTRIALE. Il rilascio di nuovi permessi di ricerca geotermica e la pubblicazione di progetti per nuovi impianti geotermici hanno creato un forte movimento di opposizione sia da parte dei cittadini che da parte delle Amministrazioni locali. Sono sotto gli occhi di tutti le conseguenze che lo sfruttamento geotermico ha comportato sui territori. Alcune aree del Monte Amiata e della Val di Cecina ne sono testimonianza. Le aree toscane finora preservate che hanno sviluppato un’economia basata sul turismo e sull’agricoltura di qualità sentono il loro futuro in pericolo.

L’AREA DELLE ALPI APUANE. Si tratta di un prezioso gioiello naturalistico da anni sfruttato dai cavatori. Il movimento “Salviamo le Apuane” sta lavorando duramente da tempo per contrastare la devastazione ambientale delle Alpi Apuane e fermare l’abbandono dei territori da parte degli abitanti a causa di concessioni sregolate. Si propone una riconversione dell’economia di quest’area. Un’alternativa di sviluppo che possa sostituire in modo graduale i posti di lavoro esistenti portando ad una definitiva chiusura delle cave.

LA NOSTRA FAUNA. Metà delle specie cacciabili di uccelli sono in stato di conservazione sfavorevole e alcune di queste addirittura in via d’estinzione. All’aumento degli ungulati la Regione ha reagito con una legge-obiettivo che ha affidato al mondo venatorio la gestione delle specie “problematiche”. Aumento del bracconaggio, diminuzione della vigilanza e vittime della caccia, sono il corollario di una politica che guarda alle lobbies venatorie come risorsa e rinuncia alla difesa della fauna come bene comune.

I NOSTRI FIUMI. I lavori eseguiti negli ultimi anni, con conseguente distruzione della vegetazione ripariale, hanno portato come risultato alla trasformazione dell’Arno e dei corsi d’acqua minori in canali totalmente privi di alberi, arbusti, canneti. Si tratta di una distruzione dell’habitat, e quindi di un danno al paesaggio ed alla biodiversità, che durerà nel tempo. A questo si aggiunge il disturbo alla fauna e, quando gli sfalci sono effettuati nei mesi primaverili, vengono sacrificate intere generazioni di uccelli, e non solo (farfalle ed altri insetti, piccoli mammiferi, rettili). La Regione Toscana ha delegato ed investito decine di milioni di euro nei Consorzi che hanno attuato, sotto la spinta regionale, in molti casi gestioni scorrette: si è agito contro ogni logica ambientale e di sicurezza, oltre ad aver calpestato norme, regolamenti e pareri di esperti.

PESTICIDI E AGRICOLTURA. Non ci sono politiche adeguate contro il pericoloso uso e abuso dei pesticidi. A questo inquinamento diffuso dei suoli e delle acque, consegue una pericolosa contaminazione dei cibi, delle acque, dell’aria che riguarda tutti, e che colpisce in particolare i bambini, i malati, e chi sta più in basso nella scala sociale. Siamo sottoposti ad un cocktail micidiale di pesticidi, spesso irreversibile, di cui nessuno conosce la pericolosità. Le autorità non agiscono o avvallano tale situazione che ormai risulta in molti luoghi insostenibile.

 

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