Dalla foresta urbana alla prateria urbana: e’ questo il nuovo piano del verde del Sindaco di Firenze?

L’amministrazione fiorentina è uscita vincente dalle ultime elezioni politiche con un fare camaleontico, quasi una bioinspiration politica, cangiando d’improvviso colore, diventando – ma solo apparentemente – verde. E’ solo un greenwashing istituzionale che trasforma la politica in marketing dando «un’immagine di sé ingannevolmente positiva». La conversione ecologica esige un substrato culturale profondo ed il nostro Paese ne difetta da anni e tanto più il ceto politico. Il partito tradizionalmente a cultura verde in Italia ha raggiunto a malapena quota 2%….

L’idea dunque di fare di Firenze la città più verde al mondo (peraltro ci sono molte città nel mondo già campionesse in greening) è sorprendente e quanto mai suggestiva. Pareti vegetali agli immobili, giardini pensili, verde di copertura dappertutto…Bellissimo, fortissimo…Ma come? Quando?

Non si possono inverdire gli immobili, i palazzi senza aver fatto prima un loro censimento, casa per casa, in città; proposta, questa, che il consiglio comunale ha bellamente respinto pochi giorni fa!

Viene da sospettare che, con l’idea evocativa di porre le aree verdi sopra gli immobili, si voglia disimpegnare l’amministrazione dalla gestione del verde pubblico, delle alberature a terra, degli spazi verdi a livello suolo, tanto, in un futuro fantascientifico, saranno i singoli cittadini ad occuparsi del verde nei propri condomini. La proposta dell’amministrazione di battezzare un nuovo albero piantato col nome del singolo contribuente, e a sue spese, sembra andare in questa direzione, quando, invece, la legge 10 del 2013 stabilisce altri impegni per le municipalità.

Insomma, un domani avremo meno alberi per le strade e più prati sopra i palazzi? Il bilancio del verde nei comuni sarà computato in metri quadri anziché nel numero di alberi presenti? Dalla città arborea alla città erbacea! Risolto dunque il problema della caduta degli alberi da una parte, e dell’innalzamento termico urbano dall’altra! E perché no?

Invece, pensiamo che, molto più concretamente, bisognerebbe portare avanti entrambe le dimensioni del verde: arboreo e erbaceo, in modo che si integrino e non si escludano a vicenda. Il ruolo delle alberature in città, addirittura della foresta urbana, non potrà essere sostituito, né tantomeno fatto regredire in volumi e spazi occupati. Andrebbe, invece, integrato con terrazzi inverditi, con prati rampicanti, con radici aeree aggettanti da balconi e solai, con sistemi di condizionamento termico e di depurazione dell’aria a base vegetale.

O il verde in città si tiene tutto in considerazione, arboreo, arbustivo ed erbaceo, come esige un vero approccio ecosistemico, oppure, come al solito in Italia, ci si dà alle idee – belle, buone, immaginifiche, emozionanti – delle gambe corte o già mozzate. Per ora vediamo solo delle contraddizioni da parte dell’amministrazione pubblica fiorentina.

Lorenzo Orioli

 

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