Piazza della Vittoria: come intervenire sul verde pubblico storico con la polizia piuttosto che con tecnici giardinieri.

 

I cittadini chiedevano partecipazione e l’amministrazione, il giorno dopo ferragosto, ha risposto manu militari per imporre il taglio degli alberi in Piazza della Vittoria a fronte di incontri pubblici, conferenze stampa che avevano presagito un possibile percorso di gestione comunitaria degli spazi pubblici nel Q5 della città.

Coerente con sé stessa, già due anni fa, per il taglio degli ippocastani di viale Corsica, l’amministrazione comunale si era nascosta dietro l’uso della forza pubblica, poiché incapace di interloquire con la popolazione residente. Nel caso di Piazza della Vittoria, il quotidiano La Repubblica cita l’espressione “incursione militare”. Gli alberi di per sé rivestono un valore simbolico, oltre a tutti gli aspetti legati alla loro multifunzionalità’ ambientale, un alto valore simbolico – politico. Ce lo ricordano la difesa del Gezi Parki a Istanbul nel 2013, oppure il Chipko Moviment in India all’inizio degli anni Settanta, dove la difesa dei diritti dei cittadini si sposava con la sopravvivenza di alberi in aree a parco urbano ed in aree protette.

Recentemente, un importante quotidiano fiorentino, mistificando la realtà ha puntato il dito contro i cittadini che si sono organizzati in comitati a difesa di un bene pubblico. Addirittura, ha invocato l’uso repressivo della forza pubblica non tanto per perseguire gravi reati bensì per soffocare vie di partecipazione cittadina. Il decreto sicurezza bis recentemente approvato riscuote alla fine il plauso dei sindaci e delle amministrazioni locali, al quale sembrano sempre più guardare piuttosto che a quanto prescritto dalla legge 10/2013 sulla tutela e il potenziamento del verde urbano. Con questo intervento l’Amministrazione Comunale che a parole individua nel Ministro degli Interni Salvini una minaccia per la democrazia, nei fatti si dimostra ben vicina al suo autoritario modo di concepire il controllo sociale, e continua a disconoscere ogni serio tentativo di coinvolgimento dei cittadini nelle scelte che li riguardano. Vorremmo ricordare, a proposito di Piazza della Vittoria, che a numerose istanze ufficialmente presentate da Italia Nostra per vie istituzionali a Sindaco, Presidente della Commissione Ambiente, Direttore generale dell’Ambiente, con osservazioni critiche e proposte alternative, abbiamo potuto avere solo parziali risposte chiedendo l’intervento del Difensore Civico della Regione Toscana. In Piazza della Vittoria dunque, sotto il profilo della democrazia partecipata, della trasparenza dell’amministrare nella condivisione, si è prodotto ancora una volta un vulnus che difficilmente potrà essere rimarginato.

 

Lorenzo Orioli CCTA

Mario Bencivenni Italia Nostra

 

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