Suona la campanella alla nuova scuola media “Dino Compagni”: non è mai troppo tardi per conoscere luci ed ombre di un percorso lungo e tortuoso giunto a destinazione

Scuola Dino Compagni: il patrimonio arboreo prima e dopo degli abbattimenti (lato Via Sirtori-Via delle Centostelle) 

Quest’anno gli allievi della scuola media, che per tre anni e mezzo hanno frequentato le aule della scuola-parcheggio presso l’ex l’Istituto dei ciechi di Via Nicolodi, varcheranno la soglia della nuova scuola Dino Compagni di Via Sirtori. Il sindaco Nardella sarà lì, all’entrata, lunedì 16 ad attendere allievi e allieve.

E’ bene che i cittadini tengano viva la memoria storica e sappiano che questa meta arriva dopo un percorso lungo e tortuoso, nel quale si sono elevate voci dal versante dei genitori e dei loro rappresentanti nei consigli di istituto della scuola e dei cittadini del quartiere, che hanno contribuito in modo decisivo a mettere a segno gli aspetti positivi di questo progetto, come l’obiettivo di avere 24 classi e non 21 della dimensione di 50 mq circa, quando gli allievi, per anni, sono stati ristretti fino all’ultimo in aule di 40 mq in cui stavano fino a 28 allievi, in ambienti sempre più precari e fatiscenti.

L’amianto è stato a diretto contatto di allievi, docenti e personale ausiliario fino alla seconda metà degli anni ’90 (la legge di messa al bando dell’amianto fu promulgata nel 1991), ma purtroppo la sua attuazione pratica è andata a compimento a rilento. E’ rimasto l’amianto incapsulato fino alla demolizione della scuola nel 2016 e fino all’ultimo sulle pareti nulla si poteva affiggere fino alla demolizione. Due generazioni e mezzo di ragazzi sono passati per questa scuola e di queste una e mezzo ha convissuto con l’amianto a vista e contatto. La gente del quartiere ricorda le docenti Biava e Restelli che morirono di mesotelioma pleurico, la malattia provocata dall’amianto, ma sulle cause della loro morte non risulta che siano state svolte indagini.

La caparbietà di una minoranza nel Consiglio di Istituto chiese una mozione al Consiglio comunale nel novembre 2012, che passò all’unanimità, per far rimettere a bilancio le risorse per la ricostruzione della scuola, risorse che erano decadute (sindaco Renzi). Sempre una minoranza nel 2013 affermò che l’idea di finanziare la ricostruzione attraverso la compartecipazione delle ditte private (project financing) era una perdita di tempo. E infatti un anno di tempo fu perso, con lievitazione conseguente dei prezzi (sindaco Renzi). Il costo dell’intera opera ha superato i 12 milioni di euro.

Questa nuova costruzione arriva dopo 54 anni da quando la vecchia scuola fu costruita: 1965, un anno prima dell’alluvione. Furono dichiarati tempi di esecuzione che, negli ultimi anni, subirono continui rinvii, soprattutto a partire dagli anni 2010.

Come abbiamo detto in apertura, lo spazio didattico e dei laboratori presenta aule adeguate, l’accesso ai diversamente abili è garantito. Il principio della scuola-territorio, già praticato in alcuni paesi europei da decenni, viene recepito nella connessione tra il plesso delle aule e la parte aperta al pubblico come la biblioteca, l’auditorium e l’aula magna.

Ultima osservazione, ma non per ordine di importanza, è la forte diminuzione del patrimonio arboreo, che abbiamo con forza sottolineato all’amministrazione: sono 32 le alberature – platani, pini, cedri del libano – abbattute su poco più di 70 alberi complessivi. 

La palestra di pallavolo polifunzionale costruita per competizioni professionali, dotata di vastissimi spogliatoi, occupa uno spazio quasi equivalente alla sezione didattica ed ha inciso sugli abbattimenti di alberature sane di circa 70 anni e più, in una zona posta all’interno del vincolo paesaggistico. I nuovi alberi da frutto e la zona di sperimentazione verde non compensano gli abbattimenti avvenuti.

 

 

Italia Nostra Sezione di Firenze – Coordinamento dei Comitati per la tutela degli alberi CCTA

 

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