COMUNICATO STAMPA: ITALIA NOSTRA SUL FUTURO DELLO STADIO FRANCHI

ITALIA NOSTRA sul futuro dello stadio Franchi:

BENE UN PERCORSO PARTECIPATO, MA SULLE SCELTE GENERALI DELL’OPERAZIONE E NON SULLE SOLUZIONI DI DETTAGLIO DELLE SCELTE IMPOSTE DAL SINDACO E DALLA SUA GIUNTA!

Leggiamo che l’Amministrazione Comunale, a partire dal gennaio 2020, chiama la cittadinanza e in particolare i residenti del Campo di Marte ad un percorso partecipato sul futuro del Franchi.

Naturalmente, l’appello di Sindaco e Assessori, avrebbe diversa accoglienza se questo non seguisse una decisione già adottata dal Sindaco e dalla sua Giunta per il trasferimento delle funzioni del Franchi nell’area Mercafir, esautorando così i cittadini da un percorso partecipato vero sulla PRIMA IMPORTANTE DECISIONE, cioè QUELLA DI MANTENERE LO STADIO DI CALCIO AL FRANCHI O TRASFERIRLO ALTROVE. Ampi e autorevoli settori della cittadinanza hanno giudicato la soluzione del restyling del Franchi più ragionevole, plausibile, economica (anche dal punto di vista del consumo di suolo) e, probabilmente, di più rapida realizzazione.

In questo senso il percorso partecipato per il futuro del Franchi senza la Fiorentina – una sopravvivenza complessa che, a guardare alle diverse ipotesi comparse sui media, pone in evidente imbarazzo la Giunta Comunale, fosse solo per l’esigenza di investimenti e di un piano economico su cui i cittadini verrebbero a modellare le eventuali proposte – appare più una chiamata a condividere le responsabilità di una scelta, precotta quanto sbagliata e irreversibile, piuttosto che un percorso democratico dove un quartiere e una città discutono e propongono soluzioni per il futuro urbanistico di Firenze.

Del resto, non solo Italia Nostra attende diverse risposte in merito da Sindaco e Giunta.

Ancora oggi non si conosce la ragione per cui l’unico progetto accompagnato in Soprintendenza dal Sindaco, resti a tutt’oggi quello dell’Architetto Casamonti … anche se a dire il vero, vista la previsione dell’abbattimento delle curve, un no di una pur ben disposta Soprintendenza poteva apparire tutt’altro che imprevedibile.

Da ciò segue, vista la disponibilità espressa dalla stessa Soprintendenza e le preoccupazioni per il futuro economico e urbanistico del quartiere, un’altra domanda: esistono in Italia e nel mondo altri architetti o ingegneri capaci di conciliare le esigenze monumentali con un recupero funzionale di uno Stadio?

Perché non si vuol prendere in considerazione la proposta da tempo avanzata di un concorso ad inviti gestito da una Commissione di esperti in restauro e recupero degli edifici monumentali moderni e del cemento armato?

Firenze 16 novembre 2019

Italia Nostra Sezione di Firenze

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