Nuovo Stadio o nuova Mercafir? Il commento di Italia Nostra

In questi giorni sono apparsi numerosi articoli sulla questione Stadio Franchi/Stadio Mercafir sollevati dalla procedura fast-fast-fast della Giunta Nardella per vendere parte dell’area Mercafir al presidente Comisso. Una procedura che per venire incontro alle richieste del patron della Fiorentina, ha approvato in tempi record una variante urbanistica, respingendo sommariamente vaste e motivate osservazioni presentate anche da Italia Nostra per passare altrettanto velocemente ad un bando di asta pubblica. Efficienza? A nostro avviso, a meno che altra non sia in questione, quello che emerge sono velleitarismo e improvvisazione. I primi segnali da una imbarazzante conferenza stampa congiunta di Sindaco e Soprintendente dove il secondo smentisce le affermazioni del primo. Oggi siamo di fronte ad un assurdo per cui è lo stesso soggetto per il quale sono state fatte variante e asta pubblica cioè Comisso, patron della Fiorentina, che annuncia forti riserve sia sulla sua partecipazione al bando per la vendita dell’area sia sul restyling del Franchi.

Fra gli articoli presentati nella rassegna stampa, emerge l’intervento dell’architetto Gino Zavanella, altra voce autorevole che vede nel restyling del Franchi la soluzione più realistica e praticabile. Aggiungiamo che nella discussione continuano a rimanere in ombra altri aspetti rilevanti. Quello urbanistico con il forte impatto sulla città determinato dal nuovo stadio alla Mercafir. Su questo Italia Nostra ha presentato osservazioni contrarie alla decisione della Giunta di non sottoporre la variante Stadio Mercafir a Valutazione Ambientale Strategica. Oltre agli effetti pesantissimi che questa scelta provocherà su due quadranti della città, quello di Novoli/Castello/Piana e quello di Campo di Marte, vorremmo ricordare che lo spostamento e riduzione della Mercafir previsto nella soluzione approvata dall’Amministrazione Comunale, rimette in discussione l’importante operazione infrastrutturale che affonda le radici nella storia recente della città. Grazie all’opera dei sindaci La Pira prima e Gabbuggiani successivamente con la creazione del Mercato ortofrutticolo e dopo del cosiddetto “Centro del freddo”, si era perseguito un importante progetto annonario allo scopo di “calmierare” il mercato degli alimentari a Firenze che già all’epoca aveva un trend di città dal “caro-vita”. Altro aspetto altrettanto importante è quello relativo alla tutela del patrimonio edilizio e architettonico del Novecento: come è pensabile che, senza alcuna riflessione, si decida la distruzione di un complesso che oltre che funzionale ha contenuti estetici e di qualità con i quali continua a connotare con il suo bellissimo e ormai ben inserito fronte su viale Guidoni non solo il quartiere di Novoli ma un importante ingresso da ovest alla nostra Città?

 

 

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