Due scritti di Alberto Abrami sulle foreste

Rivista Giuridica dell’Ambiente Numero 17, gennaio 2021. “Il documento di Greenpeace per una diversa gestione delle foreste dell’Unione Europea”. Il documento di Greenpeace sulle foreste dell’Unione Europea muove dalla considerazione che esse sono in Europa il maggior serbatoio per l’assorbimento di anidride carbonica nell’atmosfera, ma che oggi, per via dell’eccessivo sfruttamento, possono svolgere solo in parte questa funzione, sicché occorre riconsiderare il loro ruolo per recuperare una condizione di equilibrio fra interessi pubblici e interessi privati mediante una contrazione delle odierne utilizzazioni. E qui conviene ricordare che gli interessi pubblici espressi dal bosco sono di gran lunga superiori agli interessi di natura privatistica relativi all’estrazione del legno. Per la conciliazione di questi opposti interessi Greenpeace, nel suo documento, non nega l’importanza dell’esercizio della selvicoltura, ma ne suggerisce una diversa, meno intensiva, di quella attualmente praticata dai vari Stati europei – fra i quali anche l’Italia con il recente Testo Unico del 2018 – con il fine di ridurre della metà l’odierna emissione di anidride carbonica nell’atmosfera, la maggiore responsabile dell’effetto serra e del cambiamento climatico. LEGGI TUTTO

Italia Forestale e Montana, n. 1, 2021. “Esercizio della selvicoltura e vincolo paesaggistico ex lege n. 1497 del 1939: due interessi a confronto” Una recente sentenza della giustizia amministrativa – espressa su Ricorso Straordinario al Capo dello Stato e motivata dalla Prima Sezione del Consiglio di Stato – fa un’esplicita affermazione riguardo all’attività selvicolturale nei territori che siano stati vincolati con un atto amministrativo puntiforme sul territorio ex lege n. 1497 del 1939 , operando una distinzione, come meglio vedremo in seguito, con il trattamento dei boschi vincolati anch’essi per finalità paesaggistiche, ma direttamente dal legislatore nel loro genere, mediante la legge n. 431 del 1985.Nella prima ipotesi, l’organismo tutorio – ossia l’organo periferico del Ministero dei Beni Culturali – è soggetto interessato a giudicare, diversamente che dalla seconda ipotesi, se l’esercizio della selvicoltura alteri o meno il bene protetto. LEGGI TUTTO

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: