Lo Stadio di Pier Luigi Nervi: dal sasso che sfiora la testa di Commisso, alla campagna mediatica su un impianto vicino al collasso, all’ “Opera geniale in buona salute” nell’intervento di Francesco Gurrieri

In un intervento sulle pagine de La Nazione del 14 settembre 2021, l’architetto Francesco Gurrieri guarda ad una recente monografia che raccoglie saggi editi  nel Bollettino degli Ingegneri e ha l’involontario merito di rendere giustizia a quanto ripetutamente denunciato a partire dal 2020 nelle pagine del nostro sito web sull’interpretazione dello studio commissionato da Palazzo Vecchio al Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dell’Università degli Studi di Firenze.

Tra i saggi presi in considerazione da Francesco Gurrieri quello di Paolo Spinelli e Gloria Terenzi  che “restituiscono i primi importanti risultati dello studio sulle condizioni statiche e sismiche in base alla convenzione fra Palazzo Vecchio e Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale del nostro ateneo” dove emerge “preziosa la lettura analitica delle tipologie dei telai che costituiscono le singolari strutture di Nervi: sono ben otto i telai di fabbrica che caratterizzano l’intero impianto, a cui vanno aggiunti quelli speciali per le geniali scale elicoidali e per la torre di Maratona. Non mancano le verifiche sui materiali, concludendo che «a 90 anni dalla sua edificazione, lo stato di conservazione dell’opera è strutturalmente soddisfacente, pur necessitando di interventi. .. »”

Quella offerta nelle poche ma essenziali righe di Francesco Gurrieri, ci pare possa essere letta anche come una clamorosa ulteriore smentita (già nel 2020 forti perplessità e sospetti sul reale contenuto dello studio in esame si erano evidenziate nelle parole del Soprintendente Pessina e negli interventi della Pier Luigi Nervi Association ) e chiamano ancora una volta in causa ruolo e funzioni di alcuni media.

Nell’immagine sopra, l’amministrazione comunale per conto del proprio Direttore Generale, nega l’accesso immediato allo Studio e ai dati prodotti dall’Università relativi ai problemi di staticità dello Stadio

Si può infine osservare che la prima interpretazione data ad uno studio commissionato e pagato con risorse pubbliche dalla stessa Amministrazione comunale, è stata utilizzata per contrastare quanto sostenuto dalla Soprintendenza Mibac di Firenze e per giustificare le ipotesi, allora perseguite tenacemente, di demolire il Franchi e favorire la costruzione di di un nuovo stadio

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