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Osservazioni contro il progetto di allargamento della Via di Doccia

Osservazioni contro il progetto di “allargamento della Via di Doccia nel tratto tra l’innesto con Via della Fabbrica e la Strada Provinciale n. 130 di Monte Morello”

Al Sindaco del Comune di Sesto Fiorentino
e p.c. Al Soprintendente ai Beni Ambientali e Architettonici di Firenze, Prato e Pistoia

Firenze, 17.10.2000
Questa Associazione, tempestivamente informata da un gruppo di cittadini, osserva con preoccupazione e sconcerto che, nonostante che, nell’ambito della “conferenza di servizi” convocata in riferimento ai lavori per l’Alta Velocità, sia stato raccomandato di “limitare al massimo la modifica dello stato attuale dei luoghi, rispetto ad alberature, quote di campagna e ciglionamenti”, con le “eventuali modifiche” che dovrebbero “conseguire un’idonea compatibilità paesaggistica”, in realtà, il procedimento relativo al progetto di costruzione di un’opera pubblica stradale quale quella in oggetto, da parte del Cavet (Consorzio Alta Velocità per l’Emilia e la Toscana), evidentemente come contropartita ai disagi provocati dai lavori dell’alta velocità ferroviaria, progetto comportante l’investimento di oltre mezzo miliardo, appare fortemente lesivo nei riguardi della conservazione del patrimonio paesistico e culturale dell’area pedecollinare circostante la monumentale Villa Ginori di Doccia, e per tale ragione tutelata dal vincolo paesistico della legge statale n. 1497/1039 e sottoposta pure a rigorosa tutela ambientale dal Piano Regolatore Generale del Comune di Sesto Fiorentino.
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Corso di Italia Nostra per “Camminare nel verde”

 “Camminare nel verde”, corso per il comune di Firenze, anno 1999-2000

Ambiti disciplinari: Geografia/Scienze dell’ambiente/Storia del territorio
Titolo: Cartografia e iconografie geografiche fiorentine: beni culturali e fonti per la storia e la politica della città e del territorio

Corso di aggiornamento per docenti della Scuola Media di 1° e 2° grado.
Direttore: Prof. Leonardo Rombai, ordinario di Geografia nell’Università di Firenze e presidente di Italia Nostra – Sezione di Firenze
Sede del corso: Via G. Orsini 44 (ex “Elsa Morante” c/o Italia Nostra), Firenze.
Orario: 16,00 – 18,30
Periodo: Settembre-Novembre 2000
Argomenti del Corso:

  • 21 settembre 2000: La cartografia toscana tra tempi medievali e moderni, tra geometria e vedutismo pittorico. Leonardo Rombai, Università di Firenze
  • 27 settembre 2000: La cartografia toscana in età lorenese. La rivoluzione catastale. Leonardo Rombai, Università di Firenze
  • 5 ottobre 2000: Firenze nelle cartografie e iconografie urbane dal medioevo all’età contemporanea. Giuseppina Carla Romby, Università di Firenze
  • 12 ottobre 2000: La campagna nei cabrei e nelle mappe poderali conservati in pubblici archivi e biblioteche. Anna Guarducci, Università di Firenze
  • 26 ottobre 2000: La città nei disegni e nelle mappe dell’archivio storico comunale di Firenze. Stefano Bertocci, Università di Firenze
  • 2  novembre 2000: Cartografie del passato e sistemi informativi territoriali (G.I.S.). tra ricerca scientifica e pianificazione territoriale e paesistica. Margherita Azzari, Università di Firenze
  • 9  novembre 2000: Cartografie e G.I.S. : il caso del corso dell’Arno tra Firenze e le Signe. Marco Piccardi, Museo Civico di Prato

Itinerari di Italia Nostra per “Camminare nel verde”

“Camminare nel verde” anno 2000

                

Anche Italia Nostra aderisce al programma “Camminare nel verde” promosso dalla Provincia di Firenze e rivolto alle scuole di ogni ordine e grado.
Per quest’anno si propongono 5 itinerari atti a mettere a fuoco la profonda  e complessa interazione fra società e natura in alcuni dei più emblematici contesti paesistico-ambientali della Toscana.

  • Itinerario 1:  Firenze-Vallombrosa
  • Itinerario   2: Firenze-Padule di Fuchecchio-Monsummano Terme
  • Itinerario 3: Firenze-Cetona-Belvedere (Monte di Cetona)
  • Itinerario 4: Firenze-Rocca San Silvestro (Campiglia Marittima)
  • Itinerario 5: Firenze-Vitozza (San Quirico)-Sorano-Sovana

Corso per la Provincia di Firenze anno 1999-2000

Ambiti disciplinari:
Geografia/scienze dell’ambiente/storia del territorio
Titolo: Tra natura e storia: categorie, concetti e problemi riguardanti i fondamenti  paesistico-ambientali della Toscana

Corso di aggiornamento per docenti della Scuola Media di 1° e 2° grado in collaborazione con Italia Nostra – Sezione di Firenze e con il contributo dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia/Sezione Toscana.
Direttore: Prof. Leonardo Rombai, ordinario di Geografia nell’Università di Firenze e presidente di Italia Nostra – Sezione  di Firenze.
Sede del corso: Via G. Orsini 44 (ex “Elsa Morante” c/o Italia Nostra), Firenze
Orario: 16,00 – 18,30.
Periodo: febbraio-aprile 2000
Il corso – partendo dal “sapere” consolidato delle principali discipline scientifiche che indagano le grandi tematiche ambientali, paesistiche e territoriali dal duplice versante naturalistico e storico-umanistico (non di rado con presupposti ed esiti contrapposti, o comunque differenziati), e con verifica delle conoscenze empiriche popolari riferite alle realtà locali – intende mettere a fuoco, con approccio problematico multidisciplinare, e con speciale riguardo per il contesto regionale toscano, categorie e concetti generali che rappresentano i veri e propri fondamenti dei sistemi ambientali/paesistico/territoriali attuali.
Il corso – consistente in lezioni frontali condotte da studiosi dell’Università di Firenze o di altri enti di ricerca e di elaborazione professionale, coadiuvate da sussidi audiovisivi (diapositive, lucidi) e supportate dalla distribuzione di materiali didattici (sintesi di argomenti preparate per l’occasione o studi editi, bibliografie per approfondimenti, materiali di lavoro come fonti documentarie storiche scritte o cartografiche o fotografiche) – si pone l’obiettivo di far conoscere e discutere sia questioni come le definizioni concettuali, le percezioni contenutistiche, i meccanismi genetici ed evolutivi, sia anche l’essenza e le finalità delle pratiche pianificatorie e dei processi socio-economici in atto, per apportare un utile contributo ai processi formativi (specialmente in materia di educazione civica e ambientale) e alla definizione (anche ad uno stadio utopistico o ideale) di politiche di pianificazione e interventi umani consapevolmente compatibili con la fruizione e la tutela del patrimonio paesistico-ambientale toscano, così complessamente intrecciato di natura e storia.

Argomenti del Corso

Giorno Argomento Docente Istituto di appartenenza
22/2 bosco/foresta/macchia Pietro Pissi Università di Firenze
3/3 paesaggio Claudio Greppi Università di Siena
8/3 territorio Alberto Magnaghi Università di Firenze
15/3 fiume/torrente Raffaello Nardi Autorità di Bacino del Fiume Arno
21/3 lago/padule/laguna/ stagno Margherita Azzari Università di Firenze
28/3 parco Giorgio Pizziolo Università di Firenze
4/4 colle/poggio/monte Leonardo Rombai Università di Firenze
11/4 luogo (non luogo)/ regione (Toscana, Chianti, Maremma) Renato Stopani Clante-Centro di Studi Chiantigiani
18/4 ambiente/natura Guido Chelazzi Università di Firenze
2/5 clima/tempo Leonardo Rombai Università di Firenze

Dossier di Italia Nostra e V.A.S sulle nuove costruzioni previste dal Piano Regolatore di Bagno a Ripoli

Dossier di Italia Nostra e V.A.S sulle nuove costruzioni previste dal Piano Regolatore
di Bagno a Ripoli in aree di alto valore paesaggistico

Bagno a Ripoli, 18/10/2000
La sezione di Firenze di “Italia Nostra” e il circolo “Chianti Fiorentino” di “VAS – Verdi Ambiente e Società” hanno inviato alle autorità competenti uno studio sugli interventi di nuova edificazione previsti dal Piano Regolatore di Bagno a Ripoli in aree di alto valore  paesaggistico e storico, sollecitando da parte delle stesse un urgente  intervento di tutela.
Lo studio riguarda 8 dei tanti interventi di nuova costruzione previsti dal Piano Regolatore, approvato subito prima delle elezioni locali del 1999 nonostante proteste e osservazioni. Si tratta degli interventi a Villamagna, alla Pieve a Ripoli, sulla collina di Baroncelli, a La Fonte, a Osteria Nuova, e a Balatro. Borghi minori, monumenti millenari e colline ricoperte di olivi che costituiscono un patrimonio collettivo di inestimabile valore. Continua a leggere →

Italia Nostra ed il referendum sull’Ipercoop di Gavinana

Firenze, 09.10.2000

Italia Nostra sostiene il referendum sul progetto Ipercoop a Gavinana?
Perchè tale progetto urbanistico è un esempio emblematico di cultura della separatezza e di piano delle proprietà che nulla ha a che vedere con il piano dei cittadini – e invita i fiorentini a dare il loro contributo alla raccolta
legalizzata delle firme entro il 26 ottobre

E’ quanto meno curioso che, di fronte ai ricorrenti disastri edilizi e urbanistici determinati dal “caos regnante” (per dirla  con Leonardo Benevolo) nella politica del fare dell’Amministrazione Comunale Fiorentina, fatta “di sovrapposizioni, di episodi” frutto della “cultura della separatezza”, di “parti scorrelate, il piano delle proprietà che nulla ha a che fare con il piano dei cittadini” (da una lucida presa di posizione di Mariella Zoppi), l’attuale responsabile dell’Urbanistica, assessore Gianni Biagi, non avverta la responsabilità di esprimere una critica presa d’atto in merito alla devastazione provocata negli ultimi anni dai “riempimenti” a cemento e “dal dominio della speculazione fine a se stessa” (secondo la preoccupata diagnosi di don Enzo Mazzi), con “il centro svuotato dalla originaria presenza popolare” e artigiana che è sempre più “destinato alle fredde funzioni del consumismo turistico e del terziario”, specialmente commerciale, e con le periferie che si rivelano “senz’anima, senza dignità, senza servizi, senza luoghi dignitosi di socializzazione e di fruizione e produzione culturale”.
Anziché porre finalmente a serrata revisione critica una politica che appare “succube dell’iniziativa dei vari attori, pubblici e privati, sostanzialmente priva di idee” (così un documento sottoscritto dai docenti del Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio dell’Università di Firenze). L’assessore, nella primavera del 2000 – con riferimento proprio al progetto di Ipercoop in viale Giannotti – è arrivato a dichiarare, con tono, tra l’altro, inspiegabilmente arrogante ed infastidito, che la sua azione è coerentemente volta a superare “la tendenza cronica di questa città a rimettere in discussione anche le decisioni a lungo dibattute e già definite, grandi o piccole che siano”: ovviamente, Biagi ha omesso di precisare che la sua ferma posizione va a garanzia di decisioni assunte ora nel contesto dello strumento urbanistico ed ora in quello degli accordi di programma, ma sempre nel più pieno disinteresse per le regole della partecipazione democratica che chiedono agli amministratori di sforzarsi di guardare oltre la mitica “stanza dei bottoni”.
La conclamata volontà “notarile” dell’assessore di volere “acriticamente portare avanti le decisioni già prese” non ha mancato di suscitare un’opportuna e preoccupata risposta sia da parte del consigliere al Quartiere 3 dell’opposizione Mario Razzanelli, sia del consigliere al Comune della stessa maggioranza Gianni Conti, sul problema di fondo dei rapporti tra l’amministrazione e i cittadini. Secondo Conti, l’amministrazione non può ritenere “nemici” i cittadini di via Palazzuolo, via Pisana, di San Domenico, ecc. L’assessore anziché chiedersi se il Prg [Piano Regolatore Generale] non sia pieno di “buchi neri”, scambia il popolo con chi non vuole l’ammodernamento di Firenze”.
La mole crescente delle istanze e denunce fatte (pure alla giustizia civile/amministrativa o penale) non solo da quelle inascoltate “Cassandre” che sono le associazioni ambientaliste, che pure a ciò sono istituzionalmente deputate, ma anche da decine e decine di comitati di quartiere o di strada e piazza – sorti spontaneamente per protestare contro  l’alta velocità e il raddoppio autostradale, i parcheggi e i sottopassi o le varianti stradali, gli elettrodotti e gli impianti telefonici e radiotelevisivi, il traffico e il degrado fisico e sociale del centro storico o delle periferie, l’abbattimento di alberi e le realizzazioni urbanistiche non di rado massive e incompatibili nei riguardi degli equilibri ambientali (a partire dai centri commerciali o dalle grandi strutture ludico-ricreative) -, in primo luogo sta a lamentare, anche con la ben nota e scontata vis polemica dei fiorentini, ma soprattutto con il risentimento e la rabbia nei confronti delle istituzioni (che non di rado finiscono col sostituirsi all’apatia e alla rassegnazione, con effetti sempre dirompenti sul piano sociopolitico), la voluta disinformazione, o almeno la non consultazione a fini di partecipazione da parte del “palazzo”.
Purtroppo, tale deprecabile “negarsi” dei pubblici amministratori si manifesta ormai abitualmente, sia sui grandi che sui piccoli problemi urbanistici e ambientali, con i molteplici pericoli a questi connessi.
Da qui la comprensibile reazione civica. “Sono le voci di persone che sono stanche di vedere le loro petizioni finire nel cassetto di un assessore distratto, o, ancora peggio, nell’armadio degli scheletri da non toccare.
Una rete di persone pronte a combattere e anche a coordinarsi tra di loro, in nome di “un concetto di base su cui tutti sembrano d’accordo: che Firenze deve appartenere in primo luogo ai suoi abitanti”. Va anche considerato – come sostiene il direttore de “La Nazione” Umberto Cecchi – che non esiste “nessun-altra città in Italia, nemmeno più Napoli, ormai, così refrattaria a voler capire i propri mali e a combatterli. Così impigrita nella sua totale immobilità di uomini e cose. Così disinteressata a se stessa”.
Eppure, queste sempre più giustificate e diffuse denunce non solo verso l’immobilismo, ma anche contro la vecchia urbanistica scoordinata, svilita, e “contrattata” con i cosiddetti “poteri forti” non sembrano suonare da ammonimento per l’Amministrazione Comunale Fiorentina, da tempo impegnata a gareggiare con quelle dei comuni della “cintura”, per costruire una vera e propria “città ed area metropolitana del consumo e del divertimento”, con una politica indiscriminata del “primo che arriva”, senza una pianificazione commerciale seria e senza un organico ‘piano delle funzioni’ che accerti i reali bisogni locali.
Soprattutto le aree industriali dismesse, una dopo l’altra, vengono “recuperate” (con l’infingimento mistificante della “riqualificazione urbana” e del “dare un volto alle periferie”, che pure comporta lo sperpero di cospicui incentivi finanziari, sottratti così alla fruizione reale della collettività) da svariati “templi del consumo di massa” o “non luoghi totali”, come gli ipermercati/supermercati/centri commerciali, o da autentiche “La Vegas della Piana”, come le cittadelle dello spettacolo e del divertimento, con o senza il corollario di rilevanti insediamenti residenziali.
Strutture tutte che gli osservatori preoccupati valutano nel loro grave o insostenibile impatto ambientale, come autentici disturbers sociali ed ecologici, in quanto destinate a produrre la perdita d’identità dei luoghi e la dissoluzione della “città dei cittadini”; ad incentivare ulteriormente la disgregazione del tessuto coesivo del piccoli negozi e le difficoltà di acquisto (e quindi di esistenza) da parte degli abitanti anziani, una volta che sia stata dissolta la rete tradizionale, ben più accessibile in termini spaziali e umani, delle botteghe “a misura d’uomo”; ad incrementare il traffico privato (e quindi l’inquinamento, in quartieri già prossimi al collasso per ciò che concerne qualità della vita, mobilità e rifiuti), e talora persino i rischi di ordine idrogeologico.
L’opposizione degli ambientalisti e della maggioranza dei cittadini è stata superata d’autorità, con l’avvio della cosiddetta “riqualificazione” in tante aree ex industriali, tra cui SIME e GOVER, FILA e SUPERPILA. Resta aperto il problema dell’ex  Longinotti  – per cui inutilmente è stata ricercata una soluzione “equilibrata” (come ad esempio suggerito da tanti amministratori e intellettuali, a partire da Vincenzo Bugliani, Riccardo Basosi e Antonio Paolucci), all’insegna di un insediamento non solo commerciale e il più possibile dimensionato sul quartiere e sugli “interessi della comunità” (e quindi assai più ridotto rispetto ai 3300 metri quadri previsti), per “conciliarsi con loro e magari sostenerli”, quanto ad impatto ambientale, “governo del traffico”, “vivibilità urbana” e diritti di sopravvivenza della “articolata rete del piccolo commercio tradizionale”.
Un referendum consultivo è stato tenacemente voluto (e infine autorizzato dall’Amministrazione Comunale, probabilmente per l’inizio del 2001) da uno specifico comitato coordinato dal consigliere del Quartiere 3 Razzanelli.
Recentemente, anche i Verdi fiorentini – da sempre assai critici sull’operazione, insieme ai Democratici – hanno deciso di organizzare una propria raccolta di firme per il referendum.
Per i motivi sopra esposti, Italia Nostra, in coerenza con le posizioni assunte nel passato, invita i Fiorentini a dare un contributo di sensibilità civica e ambientale, col partecipare alla raccolta delle firme (la scadenza è prossima: il 26 ottobre), perché la consultazione popolare possa realmente tenersi, e perché essa, così come augurabilmente altre a seguire su analoghe grandi operazioni urbanistiche d’impatto sicuramente massivo sulla città (a partire dal referendum finora negato sull’Alta Velocità), possa diventare l’occasione per gli schieramenti politici – come prefigurato dallo stesso vicesindaco Graziano Cioni – per presentare un coerente progetto urbanistico per Firenze.
Scrive, condivisibilmente, il caporedattore de “La Repubblica” Pietro Jozzelli che “sarebbe una bella prova, per la politica, se il referendum permettesse di discutere a fondo di Firenze, di ciò che si vuole o non si vuole fare, offrendo scelte alternative che permettano di capire che la politica è qualcosa di diverso da una melassa indistinguibile”: ovviamente, non solo per gli addetti ai lavori, ma anche e soprattutto per i cittadini.

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