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Italia Nostra e Comitato del Galluzzo nuova rassegna stampa indagini su Quadra‏

Fonte: La Repubblica, Firenze del 19/2/03
Di: Michele Bocci

Quadra, sotto inchiesta un altro cantiere
Nel mirino i “radiatori” costruiti in via Silvani al Galluzzo
Nominati due periti per accertare eventuali abusi edilizi

Un altro lavoro progettato da Quadra finisce in un’inchiesta della procura della Repubblica. Il pm Pino Bianco ha aperto un fascicolo sul cantiere per la costruzione di una struttura residenziale in via Silvani al Galluzzo. La base di partenza è l’esposto presentato alcuni mesi fa dal Comitato per la tutela del patrimonio paesaggistico e ambientale di quella zona della città. Al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati, il magistrato però ha già nominato due periti per valutare eventuali responsabilità, e semmai contestare i reati, che nella denuncia vanno dall’abuso edilizio al falso ed altro ancora. Si tratta di Pietro Cozzolino e Salvatore Magrì, due ingegneri romani che a suo tempo lavorarono in una grossa inchiesta sugli abusi nella Valle dei templi di Agrigento.
I problemi legati al lavoro di via Silvani sono già abbastanza noti, fu il Comune stesso a bloccare il cantiere, il 10 di ottobre dell’anno scorso. A quella decisione si arrivò dopo le dure proteste dei cittadini, iniziate già nell’aprile. «Il Galluzzo – dissero alcuni abitanti – è centro storico minore sottoposto a vincolo paesaggistico, dove non si può fare niente, tanto che ci hanno negato pannelli solari sui tetti, costruzione di soppalchi e ampliamenti di terrazzi. Poi arriva uno e al posto della vecchia palestra e del cinema all’aperto costruisce due affari così alti che ci toglieranno la luce del sole.
Si tratta di immobili così diversi dalle villette di via Silvani». Oggi quelle strutture, da subito chiamate i «radiatori» sono ancora uno scheletro. Nel maggio dell’anno scorso arrivò una interrogazione del consigliere comunale di An Giovanni Donzelli, che sollevò il caso in Palazzo Vecchio, e dei consiglieri del Quartiere 3 di Toscana per l’ecologia e Rifondazione: «Sono state rispettate tutte le norme tecniche di attuazione per l’opera? E il regolamento edilizio?». A luglio partì il primo sopralluogo dei vigili urbani. La storia, si è chiarito, iniziò nel maggio 2007, quando Quadra Progetti, la società di progettazione di cui sono amministratori Riccardo Bartolini, presidente dell’Ordine degli architetti, e il geometra Alberto Vinattieri, che lavora anche per lo stesso Comune, richiese e ottenne dagli uffici comunali il permesso di costruire per una «sostituzione edilizia» della vecchia palestra. Lì sopra dovevano nascere due edifici destinati ad accogliere 9 appartamenti, un ufficio e un garage. Si scoprì però che c’erano differenze tra il piano presentato sulla carta al Comune rispetto alle realizzazioni effettive. Non si teneva ad esempio conto di un palazzo troppo vicino a quelli in costruzione ed altri edifici vennero indicati nei documenti in posizioni diverse da quelle reali sempre per aggirare divieti urbanistici.
Conclusa la ricostruzione, da Palazzo Vecchio decisero di sospendere i lavori. I vigili avevano certificato tra l’altro proprio il mancato rispetto della distanza minima di 10 metri fra uno dei due edifici in costruzione e le finestre di una palazzina esistente.
Al Galluzzo l’attività di Quadra è molto feconda, la società ha progettato 18 appartamenti in via Buondelmonti, villette a schiera in via del Podestà e un edificio commerciale in via delle Bagnese. Anche questi tre progetti sono oggetto di esposti alla Procura della Repubblica dei comitati di cittadini. Adesso arriva l’inchiesta basata sulla prima di queste denunce su Quadra, di cui era socio fino al marzo del 2004 Alberto Formigli, il capogruppo del Pd in Palazzo Vecchio dimessosi dopo l’esplosione dello scandalo Castello. Si sono inoltre aperte inchieste su lavori della società di progettazione in altre zone di Firenze e Vinattieri e Bartoloni, tra gli altri, sono finiti sotto indagine anche per corruzione. Entrambi ad esempio sono denunciati per le vicende del complesso Dalmazia e dell’immobile in viale Corsica, che è stato sequestrato di recente. Ma non è finita qui. Tutta la questione Quadra è inserita anche in una inchiesta complessiva portata avanti dai pm Leopoldo De Gregorio e Giuseppina Mione e dalla polizia stradale.

Fonte: Il Nuovo Corriere
Di: Valentina Marotta

Condominio nell’ex palestra
Un altro esposto al Galluzzo
Una ex palestra trasformata in edificio residenziale. Una costruzione in stile ultra moderno in via Gherardo Silvani, a due passi dalla storica piazza del Galluzzo. E per giunta, oltre misura rispetto agli immobili della zona, tutti terratetto risalenti ai primi del novecento. L’immobile oltre a provocare un danno paesaggistico e ambientale, dunque non rispetterebbe le distanze dagli altri altri edifici, previste dalla legge. Questo almeno secondo la denuncia che era stata fatta nel giugno scorso dal Comitato per la tutela del patrimonio paesaggistico e ambientale del Galluzzo. La Procura ora ha aperto un’inchiesta sul cantiere Quadra, società che è già al centro di indagini su presunte irregolarità nella costruzione di complessi edilizi in città. Quest’ultimo fascicolo si basa proprio sull’esposto del comitato dei cittadini del Galluzzo, secondo i quali il progetto provocherebbe un danno paesaggistico e la costruzione non rispetterebbe le distanze dagli altri edifici. Al momento nessuno è iscritto nel registro degli indagati. Ma la Procura ha disposto una consulenza, affidandola all’architetto Pietro Cozzolino e all’ingegnere Salvatore Magrì. I due professionisti hanno collaborato con la procura di Agrigento, su presunti abusi edilizi nella Valle dei Templi in Sicilia. Nelle altre inchieste sui cantieri della società Quadra sono indagati per corruzione, tra gli altri, gli ex soci Alberto Formigli, ex capogruppo Pd a Palazzo Vecchio, il geometra Alberto Vinattieri, dipendente part time del Comune, e Riccardo Bartoloni, fondatore della Quadra e attuale presidente dell’ordine degli architetti. L’esposto che ha dato vita a questa ultima inchiesta è stato presentato dal Comitato del Galluzzo, che è rappresentato dall’avvocato Chiara Ceroni. «La ex palestra è stata trasformata in un edificio a tre piani e ora sarà la Procura a stabilire se vi sono state delle irregolarità », spiega ‘avvocato. Sarebbero state aumentate le volumetrie e l’altezza. Inoltre, il rispetto delle distanze sarebbe stato aggirato con un progetto, presentato da Vinattieri, in cui gli edifici vicini a quello in costruzione verrebbero indicati in posizioni diverse. Il caso era stato sollevato dal consigliere di An Giovanni Donzelli. I lavori erano stati sospesi, nel settembre scorso. 

L’ordine era arrivato dalla direzione urbanistica di Palazzo Vecchio. Secondo l’ufficio comunale, «non risultava rispettata la distanza di dieci metri prevista dsl regolamento edilizio tra uno dei due edifici con il permesso di costruzione ». «Ma poi sono ripresi regolarmente», spiega l’avvocato Ceroni. «Ora benvenga la verifica della magistratura». Ma c’è di più. I lavori per la costruzione dell’edificio erano commissionati alla Impresa Galluzzo srl, che a sua volta aveva appaltato le varie fasi dei lavori alla Vangi Faliero e alla Palimodena srl. «Le due aziende, – spiega l’avvocato – hanno demolito il vecchio edificio con la gru, provocando danni alle abitazioni vicine e demolendo un palo dell’illuminazione pubblica». Finora, si legge nell’esposto, la società concessionaria Silfi non ha mai ricevuto alcuna denuncia di sinistro. «Solo nelle scorse settimane, – dice l’avvocato Mugnaini che assiste i cittadini danneggiati dal cantiere – la Vangi, la società Palimodena e il geometra Vinattieri hanno deciso di concludere una transazione per risarcire i danni ai residenti della zona. Si tratterebbe di circa ottantamila euro. Solo la società Galluzzo si è rifiutata finora di siglare l’accordo per indennizzare i residenti di via Silvani». Intanto, l’inchiesta penale va avanti.

Fonte: La Nazione
Di: Gigi Paoli

Aperta un’altra inchiesta su Quadra
Disposta perizia sul cantiere di Via Silvani

Il sostituto procuratore Giuseppe Bianco ha aperto un’inchiesta su un cantiere per la trasformazione di un’ex palestra in un edificio in stile moderno in via Silvani, (nella foto) nel quartiere del Galluzzo, con destinazione residenziale. Il progetto è della società Quadra, già al centro di altre indagini su presunte irregolarità nella costruzione di complessi edilizi in città. Al momento non ci sarebbero persone iscritte nel registro degli indagati. Quest’ultimo fascicolo si basa sull’esposto di un comitato di cittadini (il comitato per la tutela del patrimonio paesaggistico e ambientale del Galluzzo presieduto da Maurizio Toma), secondo i quali il progetto provocherebbe un danno all’ambiente circostante. In particolare, si legge, la nuova costruzione non rispetterebbe le distanze dagli altri edifici previste dalle norme. Due giorni fa, il magistrato stesso ha disposto una consulenza, affidandola all’architetto Pietro Cozzolino e all’ingegner Salvatore Magrì, due professionisti ben noti nell’ambito penale (collaborano con le procure di mezza Italia) che possono vantare indagini di primissimo livello: ad esempio, in passato, hanno collaborato con la magistratura siciliana per l’inchiesta su abusi edilizi nella valle dei Templi che portò alla condanna di un ex sindaco di Agrigento.
La società Quadra è oggetto di altre inchieste da parte della procura: per corruzione sono indagati, fra gli altri, gli ex soci Alberto Formigli (ex capogruppo del Pd in consiglio comunale) e Alberto Vinattieri (geometra part-time in Comune) e un fondatore, nonché attuale presidente dell’Ordine degli architetti di Firenze, Riccardo Bartoloni. L’esposto che ha dato il là a quest’ultima inchiesta è stato presentato dal Comitato per la tutela del patrimonio paesaggistico e ambientale del Galluzzo, per il quale la costruzione di un edificio in stile contemporaneo sarebbe, anche per le dimensioni, «in evidente contrasto» con gli altri immobili dell’area, perlopiù terratetto che risalgono al primo Novecento. Il rispetto delle distanze, ha spiegato l’avvocato che assiste il comitato, Chiara Ceroni, sarebbe stato aggirato con un progetto, presentato da Vinattieri, in cui gli edifici vicini a quello in costruzione verrebbero indicati in posizioni diverse da quelle reali.

Fonte: Il Corriere

Quei quattro cantieri osservati speciali

«Cado dalle nuvole. Apprendo dai quotidiani che i comitati dei cittadini e l’associazione Italia Nostra hanno presentato quattro esposti alla procura della Repubblica sui cantieri Quadra al Galluzzo». È sorpreso Pier Matteo Lucibello, il legale della società di progettazione fondata nel 2000 da Alberto Formigli, consigliere del Pd a Palazzo Vecchio, dall’architetto Riccardo Bartoloni e da Alberto Vinattieri geometra part time del Comune. Il pm Giuseppe Bianco ha aperto un fascicolo dopo l’esposto presentato, nel giugno scorso, dal Comitato per la tutela del patrimonio paesaggistico e ambientale del Galluzzo. La denuncia segnalava irregolarità nel cantiere di via Gherardo Silvani, posto in un fondo di proprietà della Galluzzo srl. E ora il sostituto procuratore ha disposto un accertamento sulle presunte difformità tra il progetto e il documento presentato inComune e ha affidato l’incarico all’architetto Pietro Cozzolino e all’ingegnere Salvatore Magrì. «Sono contento di sapere della perizia dalla stampa prima che dai magistrati – sottolinea l’avvocato – Aspettiamo e vediamo quali saranno gli sviluppi di questa inchiesta.
La società Quadra prenderà posizione al momento opportuno: quando il pm eserciterà l’azione penale o deciderà di archiviare tutta la faccenda». Ma dopo l’esposto presentato a giugno, il Comitato del Galluzzo ne ha presentato un altro. E nuove denunce sono state trasmesse a gennaio scorso da Italia Nostra e da un gruppo di residenti della zona. Tutti denunciavano presunte irregolarità nei quattro cantieri aperti dalla Quadra Progetti e chiedevano alla magistratura di effettuare accertamenti. Oltre a quello di via Gherardo Silvani, dove una ex palestra è stata trasformata in edilizia residenziale, vi è quello in via del Podestà, dove sono in costruzione diciotto appartamenti, al posto di tre corpi di fabbrica, adibiti a deposito di mattonelle e altro materiale edile. Ora i proprietari della trecentesca Villa Feri, che sorge a poche decine di metri dai nuovi edifici, non ammirano più la Certosa, ma vedono solo finestre e pareti di cemento. In via Buondelmonti, dove aveva sede una falegnameria, stanno sorgendo fabbricati che ospiteranno diciotto abitazioni. Infine, in via delle Bagnese, un ex magazzino di materiale edile sarà trasformato in un ufficio commerciale con una autorimessa.

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Comunicato stampa di Italia Nostra: taglio degli alberi alla Fortezza

Il taglio degli alberi storici alla Fortezza: solo l’ultimo di una catena di atti illegittimi
che si consumano a Firenze.
Italia Nostra, il Coordinamento dei Comitati Cittadini e l’associazione Idra
invitano la città a resistere, resistere, resistere.

Comunicato stampa, 20/06/2003

La conferenza stampa indetta oggi coincide con la seconda giornata della grande manifestazione espositiva alla Fortezza da Basso di “Pitti Uomo”. E’ bene ricordare come a causa della manifesta incapacità a gestire i complessi cantieri avviati su due dei lati della Fortezza, per questa iniziativa siano state sacrificate cinque piante adulte di un giardino pubblico sopravvissuto a questa selvaggia cantierizzazione. Ma questo è solo uno degli ultimi anelli di una lunga catena di interventi, che ha visto l’abbattimento:

  • di 71 alberi per i lavori del sottopasso in Piazza Vittorio Veneto;
  • di circa 1000 piante – in gran parte secolari e monospecie (Farnie) – nel parco delle Cascine;
  • di 137 alberi al Campo di Marte per la realizzazione del nuovo stadio di atletica;
  • di 15 platani, decine di lecci e cedri per i cantieri aperti attorno alla Fortezza;
  • di 16 platani per la realizzazione del nuovo parcheggio a Piazza Beccaria.

E la lista è sicuramente incompleta per difetto.
Ma non basta: i cittadini hanno visto – sempre per esigenze del polo espositivo – riempire di camion, macchine e pullman quella che doveva essere la nuova area pedonale di Piazza Vittorio Veneto, e ieri mattina hanno fatto la prova generale degli ingorghi e del caos del traffico nelle vie di scorrimento attorno alla Fortezza rimaste completamente intasate per tutta la giornata. Questo è solo un anticipo, se si pensa al fatto che nel “piano strategico”, riconfermato anche di recente dai nostri amministratori come prossimo alla fase esecutiva, il polo espositivo della Fortezza passerà da 30mila a 60mila mq di superficie espositiva: così, a rischio, oltre al giardinetto di Porta del Mugnone, presto ci sarà anche quello con la vasca dei cigni, lato viale Spartaco Lavagnini.
In questi provvedimenti annunciati come atti di modernizzazione della città di fatto sono completamente ignorati gli interessi dei cittadini e dell’ambiente. Anche le ragioni della tutela dei beni culturali sono continuamente sentite come un laccio e un impedimento e quindi disattese se non violate nel modo più sistematico.
Per questi motivi il taglio dei cinque alberi, e l’ordinanza firmata in merito dal Sindaco Domenici contro il parere della Soprintendenza competente, rappresentano un precedente di indubbia gravità per il quale sono già stati inoltrati esposti alla procura della Repubblica dal Soprintendente per i beni architettonici ed il paesaggio Domenico Valentino, dal Corpo Forestale dello Stato e dall’associazione Italia Nostra. Riteniamo importante una mobilitazione di tutti coloro che hanno a cuore l’ambiente e la legalità per richiedere e pretendere che vengano accertate le responsabilità del caso. L’abbattimento degli alberi storici alla Fortezza, infatti, è anche l’ultimo caso di una serie di atti amministrativi ispirati alla più disinvolta noncuranza dei diritti di partecipazione dei cittadini e degli stessi cardini della legalità.
Alcuni degli esempi più eloquenti:

  • l’Amministrazione Domenici non si è preoccupata di chiedere le autorizzazioni necessarie a legittimare l’imposizione di un ripetitore per telefonia cellulare Nokia a ridosso di un proprio edificio vincolato, al Vecchio Conventino in via Giano della Bella: ha mandato contro i cittadini la forza pubblica, ma alla fine ha dovuto recedere;
  • la stessa Amministrazione ha atteso ben 18 mesi prima di rimuovere un cantiere orribile e pericoloso, illegittimamente installato per la costruzione di un ponte sull’Arno (a monte della passerella dell’Isolotto) che non solo era contestato da numerosi cittadini, ma risultava anche respinto dalla Soprintendenza per i beni architettonici ed il paesaggio, per il devastante impatto paesaggistico e ambientale sul parco delle Cascine;
  • la precedente Amministrazione Primicerio aveva voluto insistere fino allo smacco della bocciatura perché si attuasse un progetto di nuova stazione per l’Alta Velocità che comportava la distruzione di manufatti vincolati e esplicitamente tutelati dalla Soprintendenza;
  • nel Centro storico si assiste allo snaturamento del tessuto sociale ed ad un aumento monotematico di attività di intrattenimento che pur non rispettando le regole sono state tollerate (vedi “Saloon” di Via Ghibellina), o in qualche modo autorizzate come nel clamoroso caso del locale aperto recentemente in via delle Conce 20r, in apparente violazione delle regole di tutela urbanistica.

Per questo Italia Nostra, il Coordinamento Comitati Cittadini e l’associazione Idra parlano senza mezzi termini di progressiva far-westizzazione della città. Come il Far West, Firenze appare essere preda del mito di una nuova frontiera dello sviluppo, all’insegna del disordine, della ‘legge del più forte’ (in questo caso di chi ha le leve del potere esecutivo locale), di un metamorfismo permanente prodotto da una cantierizzazione pervasiva che ne stravolge gli spazi, i ritmi e l’identità, e che attacca a fondo la qualità della vita dei cittadini.
Le tre associazioni invitano quindi tutte le espressioni della società civile fiorentina che intrattengono rapporti di collaborazione con la Giunta di Palazzo Vecchio a non fornirle più alcuna sponda, e a praticare una forma di protesta unitaria nonviolenta nei suoi confronti: un vero e proprio sciopero dei rapporti con l’Amministrazione comunale, fin tanto che non saranno adottate procedure di buon governo della città ispirate al rispetto dei princìpi della democrazia, della trasparenza e della partecipazione della società civile alle scelte che la riguardano.
Queste le misure immediate che Italia Nostra, il Coordinamento dei Comitati Cittadini e l’associazione Idra chiedono di applicare perché Firenze cominci a tornare ad essere un luogo vivibile, e appaia chiara un’intenzione di svolta rispetto alla prassi e ai contenuti delle scelte amministrative sin qui adottate:

  • istituire, a monte delle decisioni sui progetti infrastrutturali e urbanistici, sedi permanenti di informazione tempestiva della popolazione e delle espressioni della società civile, percorsi di consultazione, ascolto e controdeduzione;
  • interrompere da subito le cantierizzazioni aperte sui progetti che non siano stati sottoposti alle procedure di partecipazione democratica, attivandole per una verifica del consenso;
  • intervenire sulle priorità più urgenti in fatto di trasporti, ambiente, salute e mobilità:

esigendo dalle FS l’attuazione degli impegni assunti ormai da decenni (e mai soddisfatti) per l’istituzione immediata di un servizio ferroviario cadenzato con caratteristiche di metropolitana di superficie lungo l’asse Rovezzano-Prato, integrato con l’anello della ferrovia Faentina (Mugello e Val di Sieve), col Valdarno superiore (verso Arezzo) e inferiore (verso Pisa);
investendo risorse organizzative e materiali nel potenziamento dei servizi urbani e extraurbani ATAF, con passaggi frequenti e cadenzati anche notturni, nuove linee circolari, percorsi dedicati liberi dalla circolazione privata, intermodali con i servizi delle FS e delle altre autolinee, biglietto unico, tariffe agevolate;
disponendo l’acquisto e la consegna in comodato alle scuole medie e superiori di biciclette per il trasferimento da casa (o stazione, o capolinea) a scuola e viceversa, lungo itinerari protetti, nelle fasce orarie interessate.

Appello per le colline di Bagno a Ripoli

Firenze, 11.03.2003

Un gruppo di cittadini e di personalità del mondo della cultura fiorentino, coordinati dall’associazione ambientalista Italia Nostra, ha sottoscritto un appello per la salvaguardia del paesaggio collinare di Bagno a Ripoli, dove le previsioni di nuove edificazioni minacciano zone “di alto valore paesaggistico e storico”.
L’appello è rivolto al Comune, perché riveda le sue previsioni urbanistiche, e agli enti preposti alla tutela dei beni ambientali, prima tra tutti la Soprintendenza, che ha dimostrato nel recente passato attenzione e sensibilità verso questa parte del territorio fiorentino, affinché esercitino tutto il loro potere di controllo per impedire lo scempio di ciò che costituisce un patrimonio della collettività.
Italia Nostra ricorda che, come ha stabilito la Corte Costituzionale (sentenza 151/86), la tutela dei beni ambientali è indipendente dalle previsioni urbanistiche e può eventualmente contrastare con esse; pertanto il fatto che una costruzione sia autorizzata dal Piano Regolatore non esclude che la sua realizzazione sia giudicata incompatibile con l’ambiente. Laddove si ravvisi questo contrasto, la Soprintendenza può intervenire con vari mezzi, non ultimo l’inibizione o la sospensione di lavori, come sarebbe opportuno ed urgente, ad esempio, nel caso delle villette sulla collina della Villa Medici di Grassina, recentemente denunciato sulla stampa.
“Il paesaggio è un bene di tutti, una risorsa preziosa e non rinnovabile – hanno dichiarato i rappresentanti dei firmatari – I cittadini chiedono che, a Bagno a Ripoli come altrove, le autorità riconoscano che gli interessi collettivi sono più importanti di quelli dei singoli”.
Hanno finora sottoscritto l’appello, tra gli altri:
docenti delle Facoltà di Architettura, di Lettere e di Medicina dell’Università di Firenze: Alberto ABRAMI, Francesco ADORNO, Carlo CARBONE, Zeffiro CIUFFOLETTI, Gian Franco DI PIETRO, Alberto FONNESU, Alessandro GAMBUTI, Giorgio LUTI, Luciano MARTINI, Raffaele PALOSCIA, Francesco PARDI e Giuseppina Carla ROMBY; il poeta Sauro ALBISANI, il pittore Enzo FARAONI, il poeta e critico letterario Miklos HUBAY e lo scrittore e artista Mario SPEZI.

Chi volesse sottoscrivere l’appello può rivolgersi alla sede fiorentina di Italia Nostra: tel 055-6815010, firenze@italianostra.org

APPELLO

Apprendiamo con stupore e preoccupazione che il Comune di Bagno a Ripoli avrebbe concesso, o si appresterebbe a concedere, la licenza di edificare nuovi complessi residenziali per decine di migliaia di metri cubi in zone collinari di alto valore paesaggistico e storico: sulla collina di Baroncelli, negli oliveti presso la pieve di Villamagna e le medievali torri di Osteria Nuova, davanti alla villa San Giorgio, sempre a Osteria Nuova, e alla villa Medici Tornaquinci di Grassina, e nella campagna che circonda le frazioni di Balatro e della Fonte del Pidocchio; analoghe previsioni riguardano le immediate adiacenze della Pieve di San Piero a Ripoli.
Ci chiediamo quale sia il motivo che spinge, ancora una volta, a sacrificare il delicato paesaggio collinare fiorentino, frutto di una civiltà millenaria e del mirabile equilibrio tra uomo e natura, sottraendo questo bene pubblico al godimento della presente e delle future generazioni; a snaturare l’intorno di antiche chiese e dimore; a cancellare per sempre testimonianze di viabilità storica e di coltivazioni tradizionali.
Queste previsioni ci appaiono, tra l’altro, in aperto contrasto con i vincoli di varia natura, primo tra tutti il vincolo paesaggistico, cui queste zone sono sottoposte.
Rivolgiamo pertanto un pressante appello alle autorità comunali perché, nell’interesse della collettività, rivedano le previsioni urbanistiche relative a queste zone; e a tutti gli organi preposti alla tutela dei beni paesaggistici e storici, in particolar modo alla Regione, al Ministero per i Beni Culturali, alla Soprintendenza Regionale Toscana e alla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali di Firenze, affinché facciano tutto quanto è in loro potere per impedire questo grave scempio.

Lettera aperta al Sindaco di Bagno a Ripoli in risposta alle sue dichiarazioni sull’appello contro
le edificazioni in zone di pregio paesaggistico

Al sindaco di Bagno a Ripoli
Agli organi di stampa
A tutti gli interessati

4 marzo 2003

Caro Sindaco,
siamo molto dispiaciuti, ma soprattutto stupiti, delle Sue reazioni (pubblicate su “La Nazione” del 3/3/2003) all’appello per la salvaguardia delle colline di Bagno a Ripoli sottoscritto finora da numerosi cittadini e presentato recentemente alla stampa da rappresentanti dei firmatari e da Italia Nostra.
Davvero non possiamo credere che sia stato Lei a scrivere che il piano regolatore di Bagno a Ripoli “non produce danni all’ambiente”; anche perché Lei stesso, l’ultima volta non più tardi di due settimane fa, ha dichiarato alla stampa che certe costruzioni sono “una mostruosità”, “una devastazione”che Lei ”non avrebbe mai permesso”. Proprio in considerazione di quest’opinione, condivisa da tanti cittadini, con il nostro intervento volevamo invitarla -per le Sue competenze- a fare di più; volevamo ricordarle che un sindaco non ha affatto “le mani legate”, come Lei ha affermato nella stessa occasione, nè in materia urbanistica nè in materia ambientale, e se sinceramente intende fare qualcosa per limitare, quantomeno, l’impatto delle nuove costruzioni, non può continuare ad approvare progetti che deturpano il paesaggio o rilasciare concessioni edilizie, rimandando sine die quei provvedimenti di correzione del Piano per i quali si è impegnato da anni, fino a quando essi non avranno più efficacia perché le case saranno state tutte costruite.
Ma soprattutto non possiamo credere che sia stato Lei a dire che ci accorgiamo “solo dopo cinque anni dall’adozione che ci sono delle storture nello strumento urbanistico”. Lei non può averlo detto, perché Lei sa benissimo che cittadini e associazioni, non solo hanno presentato pesanti critiche al Piano Regolatore prima che questo venisse approvato, ma da quando Lei è sindaco Le hanno inviato innumerevoli documenti con denunce e proposte: primo tra tutti, nel 2000, un dossier con otto dettagliate schede corredate di fotografie e cartine sulle zone di pregio minacciate dall’edificazione, redatto da Italia Nostra e da “Verdi Ambiente e Società”; per non parlare degli interventi al convegno comunale su “Paesaggio e sviluppo sostenibile” [1999], al convegno regionale “Legge 5: una legge tradita?” [2001], delle nostre puntuali osservazioni alla variante al Regolamento Urbanistico del dicembre 2001 e alla proposta di ripristino del vincolo paesaggistico su Grassina [2002], nonché delle numerose lettere, e della segnalazione alla Regione sull’illegittimità del Regolamento Edilizio, senza la quale Lei non avrebbe mai accettato di modificare (ma quando lo farà?) lo scandaloso articolo che permette di costruire due vani al “prezzo” di uno. Non abbiamo bisogno di inviarle i documenti: li ha già tutti sul Suo tavolo. Del resto, se legge la stampa locale e nazionale, si dovrebbe essere accorto che in questi anni tanti cittadini e comitati hanno espresso preoccupazioni per le sorti del nostro territorio, preoccupazioni che sono state condivise da due ministri dei Beni Culturali, Melandri e Urbani, e sono state fatte proprie da senatori, deputati, consiglieri regionali e provinciali, che hanno presentato interrogazioni sul Piano Regolatore di Bagno a Ripoli alle rispettive assemblee.
No, non possiamo credere che sia stato Lei a scrivere quelle cose, perché avrebbe scritto delle cose che sa non essere vere. Le smentisca al più presto, per favore.
(E già che ci siamo, visto che non perde occasione di dichiarare che nell’elaborazione della prossima variante al PRG viene adottato un metodo “partecipativo”, potrebbe invitare Italia Nostra, V.A.S. e le altre associazioni ambientaliste ad una qualche riunione in cui se ne possa discutere, prima che le decisioni siano state prese? O preferisce tenerci alla finestra, magari per accusarci tra cinque anni di non esserci accorti di nulla?)
Cordiali saluti,
Fabio Garuglieri, responsabile V.A.S. circolo Chianti Fiorentino
avv. Valerio Pellegrini
prof. Leonardo Rombai
, Presidente Italia Nostra Firenze
dr. Giorgio Signorini, Consigliere Italia Nostra, socio V.A.S.

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