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Sommario notiziario Luglio/Dicembre 2006

SOMMARIO

  1. Nodo di Firenze – No tav, sì Tav. Malafede e raziocinio (Pietro Cipollaro)
  2. Ecocidio? (P. C.)
  3. L’aria di Firenze (P. C.)
  4. Firenze – La tutela del centro storico “Patrimonio dell’Umanità” (Leonardo Rombai e Mariarita Signorini)
  5. Riflessioni a margine dell’incontro-convegno svoltosi a Firenze il 9 Dicembre 2006 sullo stato dell’ambiente in Toscana. (Ugo Cianchi)
  6. Fiesole – In nome dell’Eurouniversità, assalto edilizio alla Collina (Consiglio Direttivo della Sezione)
  7. Bellosguardo (Firenze): le mani sulla collina. La denuncia dei Comitati dei Cittadini di Firenze
  8. Ticket per turisti a Firenze? (P. C.)
  9. Firenze – In Piazza della Signoria panchine e mai più auto, comunicato stampa  di Domenico valentino (Firenze, 27 novembre 2006)
  10. Firenze – Lungarno di Santarosa e aree limitrofe. Riordino dell’argine d’Arno e ripristino della vivibilità diurna e notturna (appello alle istituzioni) di Enzo Folgheraiter, Michele Rangan e Consalvo Fontani
  11. Terza Corsia Firenze Sud-Firenze Nord – Cantierizzazione sito C6S2: denuncia del Coordinamento delle associazioni ambientaliste
  12. Firenze – Segnalazione contro l’abbattimento di una grossa quercia ubicata tra le vie Federico da Montefeltro e Magarotto (U. C.)
  13. Firenze – Poggetto. Contenzioso legale chiuso. cementificazione sempre aperta
  14. Firenze – Degrado festivaliero del Giardino di Boboli (U. C.)
  15. Firenze – Attività di cantiere in atto all’ultimo piano sottotetto del monumentale Palazzo Capponi, posto in via Capponi 26
  16. Firenze – La nuova via per Careggi deve distruggere le antiche strade murate fiorentine?
  17. Firenze – 7 a giudizio per l’abbattimento di 88 cipressi a Monteripaldi (P. C.)
  18. Firenze – Circa lavori in contesto urbanistico paesistico vincolato in via B. Vinta con ingreso dal numero civico 5 – Segnalazione art. 4  lex  47/85 (U. C.)
  19. Italia Nostra Nazionale contro  la  speculazione  della  Val d’Orcia: è possibile  salvare  Monticchiello
  20. Dopo Monticchiello e dintorni: paesaggio e territorio toscano – lettera aperta di Roberto Mannocci al Governatore Claudio Martini. (Roberto Mannocci, Consigliere nazionale di Italia Nostra)
  21. Non solo Monticchiello – tutela civica ed ambientale. La posizione del Coordinamento Comitati Civici di Bagno a Ripoli
  22. “I  Comuni  salvano  la  Toscana dal  cemento”:  siamo sicuri? Del Consigliere del gruppo Verdi di Bagno a Ripoli Beatrice Bensi
  23. Bagno a Ripoli – Edilizia sul vincolato Poggio di Baroncelli (U. C.)
  24. Fiesole – Sopraelevazione disarmonica alla Filarmonica (U. C.)
  25. Lastra a Signa – Il Comune condanna i cedri (L. R.)
  26. Bagno a Ripoli – Il paesaggio è vincolato, allora lo si cementifici (U. C.)
  27. Pontassieve – Come si taglia un bosco in area ANPIL  e come si intende recuperarlo (U. C.)
  28. Impruneta – Fonte all’Ellera
  29. Gassificatore di testi (greve in chianti) – Italia Nostra con Legambiente e le altre Associazioni Ambientaliste contro il potenziamento di un polo industriale insostenibile
  30. San Casciano Val di Pesa e Laika – Appello al Consiglio Comunale promosso dalle Associazioni Ambientaliste (Italia Nostra, Legambiente, Wwf, Amici della Terra, Comitato per l’ambiente di San Casciano) e dalla Fondazione per la Tutela del Chianti, sottoscritto da oltre 150 intellettuali
  31. Lucardo (Montespertoli) – Attacco immobiliare al panoramico colle (P. C.)
  32. Lucardo (Montespertoli) – Per la tutela del colle, lettera al Sindaco (Emanuele Parrini)
  33. Barberino del Mugello – Baracche contro il paesaggio (U. C.)
  34. Grosseto – Incidenti in via delle Collacchie: la strada sta ferma, responsabile chi guida. (U. C.)
  35. Rosignano Marittimo – Ecomostro a Castiglioncello – La Procura di Livorno tace (U. C.)
  36. Capolona – Circa la realizzazione di un campo da golf in località la Grillaia (U. C.)
  37. Castelnuovo Berardenga – A rischio un segno della storia (L. R.)
  38. Prato – Continua il degrado delle preziose Cascine di Lorenzo il Magnifico (U. C.)
  39. Campiglia Marittima – Rocca San Silvestro in pericolo per le attività di cava. Un appello per la salvaguardia del parco e della salute dei cittadini (Rossano Pazzagli)
  40. Maresca (San Marcello Pistoiese) – Appello per la salvaguardia e valorizzazione dell’antico mulino.
  41. Pistoia – Sulle opere idrauliche nell’area di Gello. Osservazioni di ambiente e lavoro, Amici della Terra, Italia Nostra, Legambiente, Lipu e Wwf
  42. Castagneto Carducci – Una mega lottizzazione di speculazione
  43. Rimigliano (San Vincenzo) – Resta incombente la minaccia di lottizzazione del parco
  44. Fiume Merse – Storico accordo per la bonifica
  45. Adeguamento della SS1 Aurelia o autostrada: e’ giunta l’ora del confronto – documento del Comitato Aurelia sicura subito
  46. Impruneta – Intervento edilizio – urbanistico in zona paesaggisticamente vincolata (U. C.)
  47. Castiglion Fiorentino (AR) – Circa le gare motociclistiche di enduro (U. C.)
  48. Risposta dell’Amministrazione Comunale di Castiglion Fiorentino dopo il documento inviato al Sindaco, dott. Paolo Brandi, in data 8 maggio 2006
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Firenze: Comunicato del Comitato NO TAV Alta Velocità nel Q5

Comitato Cittadino NO TAV
notavfirenze@gmail.com
www.notavfirenze.blogspot.com

Tutto quello che si dovrebbe sapere sul nodo fiorentino dell’Alta Velocità nel Q5

Alcune delle opere previste per il nodo fiorentino della TAV che riguardano il Quartiere 5:

  1. Scavalco ferroviario di Castello: una mega struttura (nuova soprelevata e terrapieno) da realizzare in Viale XI agosto per separare i binari delle linee AV da quelli delle linee ordinarie.
  2.  Nuova Stazione A.V. nell’area degli ex-Macelli: per la sua realizzazione sarà necessaria una gigantesca buca profonda 30 metri, larga 45 e lunga 500 (cinquecento) ubicata parallelamente alla ferrovia fra Viale Redi e Via  Circondaria.
  3. Demolizione di immobili in via Zeffirini.
  4. Opere per la messa in sicurezza  idraulica del Mugnone fra il Romito e viale Redi.

Qual è il contenuto di queste opere?
Quali conseguenze porterà la loro realizzazione nell’area urbana compresa fra la nuova stazione A. V. e Castello (viabilità, traffico, inquinamento atmosferico, verde urbano…)?
Quali problematiche comporterà l’apertura dei cantieri che si avrà in concomitanza con l’apertura dei cantieri delle linee 2 e 3 della tramvia?

Per conoscere meglio i contenuti di questo progetto e per discutere la loro ricaduta sull’area urbana del Quartiere 5: Venerdì 16 giugno alle ore 21,15
Casa del Popolo di Castello, Via R. Giuliani 374. La linea ferroviaria ad Alta Velocità, da anni alle porte di Firenze, sta ora per entrare in città.

Dopo aver gravemente danneggiato l’equilibrio territoriale e idrogeologico delle montagne del Mugello, ora è la volta di Firenze, dove vorrebbero realizzare il passante ferroviario dell’A.V. per collegare la tratta verso Bologna con quella verso Roma.
La spesa preventivata è di 1.330.000 € (2.500 miliardi di lire), la fine dei lavori è prevista illusoriamente per il 2012 (ma è più probabile che non finirà prima del 2017) e solo allora potrà entrare in funzione la cosiddetta Metropolitana urbana di superficie, alla quale comunque non saranno dedicati due binari autonomi, ma i treni metropolitani viaggeranno mescolati agli altri e risentiranno dei ritardi dell’intera rete ferroviaria.
Il 26 aprile è scaduto il bando ITALFERR per la presentazione dei progetti per l’appalto dei lavori per lo scavalco e per il tunnel e la stazione sotterranei.
Per impedire che questi scellerati progetti di distruzione di ambiente e di risorse economiche siano realizzati si è costituito il COMITATO FIORENTINO CONTRO L’ALTA VELOCITA’ che denuncia:

  • lo spreco di risorse economiche che potrebbero essere dedicate a migliorare subito il trasporto pubblico su rotaia e su gomma, nonché le condizioni di lavoro del personale ferroviario e il servizio per i lavoratori pendolari.
  • i rischi di continue esondazioni provocate dai tunnel dell’A.V. che attraversano e innalzano il livello della falda freatica da Piazza Libertà ai Macelli fino a Via Circondaria;
  • le demolizioni di fabbricati privati in Via Zeffirini;
  • il rischio di danni ai fabbricati posti sui tunnel sotterranei tra Via Botticelli e Piazza della Libertà;
  • il rischio idrogeologico per la vicinanza al letto del Mugnone;
  • l’aumento dell’inquinamento ambientale (rumori, polveri, emissioni, ecc.) e del traffico per il passaggio ogni giorno di centinaia di betoniere e di camion per lo smaltimento nelle discariche dei materiali estratti dallo scavo.

QUESTO SCEMPIO DI RISORSE AMBIENTALI ED ECONOMICHE NON È ASSOLUTAMENTE NECESSARIO

Il Comitato NO TAV propone di :

  1. avviare una fase di informazione e discussione fra i cittadini sul progetto;
  2. impedire la realizzazione dei tunnel e della stazione dell’A.V. per far transitare i treni in superficie utilizzando i 5 – 6 binari del nodo fiorentino;
  3. evitare l’impattante scavalco di Castello (Viale XI agosto);
  4. utilizzare, per l’arrivo dei treni dell’A.V., una delle tante stazioni esistenti;
  5. impiegare urgentemente le risorse risparmiate per rendere efficiente il sistema del trasporto pubblico regionale a favore dei pendolari e della vivibilità delle nostre città.
E’ GIUSTO CHE 10 ANNI DI FUTURO DI MIGLIAIA DI ABITANTI SIANO DECISI SENZA CONSULTARLI E SENZA TUTELARLI??
INFORMIAMOCI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!
FERMARE IL TAV È POSSIBILE, DIPENDE DA OGNUNO DI NOI

Adeguamento della SS1 Aurelia o Autostrada: è giunta l’ora del confronto

Comitato Aurelia sicura subito

Verifichiamo la fattibilità economico-finanziaria
Torniamo alla procedura di V.I.A. ordinaria

Firenze, luglio 2006

  1. La scelta autostradale
    Il progetto preliminare redatto da SAT SpA di nuova autostrada costiera Rosignano–Civitavecchia prevede l’adeguamento della Variante Aurelia per circa 93 km in sede da Rosignano a Grosseto Sud e soprattutto la costruzione di  una nuova infrastruttura per oltre 110 km in variante da Grosseto Sud a Civitavecchia parallela alla SS1 Aurelia: un fascio d’asfalto di 25,70 metri con relative gallerie, viadotti, svincoli e raccordi con la viabilità ordinaria e i porti che costituirà una nuova barriera artificiale nel cuore della Maremma toscana e laziale che si affiancherà alla SS1 Aurelia e alla ferrovia. Inoltre, la SS1 Aurelia, che per circa 170 km è già a 4 corsie, nel tratto tra Grosseto e Civitavecchia sarà ristrutturata e ridotta a una pericolosissima “strada parco”, con una carreggiata di 10.50 metri, quando nel tratto Grosseto-Civitavecchia già oggi si riscontra un tasso di incidentalità doppio rispetto alla media nazionale.
    Per visualizzare, in sintesi, le ricadute sul territorio a sud di Grosseto della nuova opera basti ricordare che questa comporterà la costruzione di sette barriere-svincoli o punti di esazione di tipo chiuso (Grosseto Sud, Talamone-Fonteblanda, Orbetello-Monte Argentario, Capalbio, Montalto di Castro, Tarquinia, Civitavecchia), di 24 viadotti e  di 14 gallerie, di cui 8 artificiali. Per costruire la nuova autostrada costiera saranno aperti per almeno cinque anni 46 cantieri e verranno utilizzati più di 8 milioni e 600 mila metri cubi di materiali di cava, aggregati cementizi e calcestruzzi, che verranno estratti da 21 aree di cava, mentre i materiali estratti andranno a rimodellare, con materiali di risulta dai lavori, ben 21 aree di recupero ambientale.
    Nell’intero spazio compreso tra Rispescia e Civitavecchia, l’autostrada taglierebbe e sconvolgerebbe l’unicità sistemica di centinaia di aziende agricole, lambendo o demolendo decine e decine di fabbricati rurali anche di interesse storico, compresi veri e propri monumenti della storia delle Maremme come il già castello poi centro di tenuta del Collecchio, La Barca, Villa Magrini, Casale del Brizzi, Palazzo del Chiarone, ecc.I danni paesistico-ambientali e funzionali – determinabili dalla frammentazione e lacerazione dei corpi aziendali, dall’effetto barriera e dall’inquinamento prodotti dall’intrusione del rilevato autostradale – sarebbero particolarmente evidenti sia la valle dell’Osa-Albegna che in quella del Fiora e valli laterali che presentano “appoderamenti compatti”, con la grande maggioranza delle imprese – piccole, medie o grandi che siano – che da tempo hanno imboccato con decisione la via della riqualificazione produttiva, dell’agriturismo e di un’organizzazione di offerta integrata di servizi, con in primo luogo la vendita diretta di una parte non trascurabile dei loro prodotti.
    Inoltre, l’autostrada percorrerebbe in posizione grosso modo centrale, a cielo aperto o con gallerie e viadotti, l’intero sistema delle basse colline calcaree orbetellane dominate dai Poggi della Rota e Spaccatoio (un’area in mirabile ma fragile equilibrio per la sua particolare struttura geologica, fittamente coperta da boschi ed interessata da depressioni e altri fenomeni carsici con ricca biodiversità e importanti ecosistemi costituiti dai tipici laghetti), con separazione e frantumazione irreversibile della plaga collinare in due settori distinti.
    Il territorio interessato dall’intervento comprende le due importanti aree archeologiche di Tarquinia e Vulci , numerosi altri luoghi tutelati da vincoli paesistici, storici e archeologici (resti di insediamenti etruschi anche di tipo urbano, di ville e fattorie romane e di castelli e complessi religiosi medievali), l’area termale (e archeologica) dell’Osa, e interferisce con 9 parchi ed aree protette (il tracciato costiero coinvolge anche il Parco Regionale della Maremma) e 12 siti di interesse comunitario o zone di protezione speciale (tra cui Monti dell’Uccellina, Selva del Lamone-Monti di Castro, Lago di Burano, Feniglia, Saline di Tarquinia), per i quali è richiesta la Valutazione di Incidenza, e ancora con innumerevoli sorgenti e svariate piccole zone umide di origine carsica o laghetti relitti di più estesi acquitrini bonificati (Lago Scuro, Pescina del Pianetto, Cutignolo, Lago Acquato, San Floriano, ecc.) di straordinario interesse per le biodiversità.
    Oltre all’impatto ambientale e quindi ai costi rilevantissimi ma non quantificati di perdita del territorio agricolo e naturalistico di pregio, la sola infrastruttura verrà a costare circa 2 miliardi e 400 milioni di euro, cifra che non viene ripagata dal modesto flusso di traffico attuale e previsto (se si assumono gli stessi tassi di crescita della domanda utilizzati dai progettisti, i 17.500 veicoli equivalenti/giorno attuali sull’itinerario tirrenico dovrebbero crescerebbero al 2030 solo fino a 26.500 veicoli circa), fatto questo che comporterebbe un impegno da parte dello Stato in favore del concessionario per la copertura del 60-65% dei costi previsti e l’imposizione da parte di SAT SpA di altissimi pedaggi autostradali. Allo Stato, quindi alla collettività, la soluzione autostradale costerebbe più dell’adeguamento e messa in sicurezza della Statale Aurelia
    Lo scenario proposto da SAT che sta alla base dell’analisi economica contenuta nello Studio di Impatto Ambientale è stato considerato radicalmente scorretto anche da uno studio del Politecnico di Milano: “La nuova strada raccoglie infatti i volumi di traffico previsti semplicemente perché viene “annullata” l’alternativa costituita dalla strada attuale, trasformata in strada-parco con velocità dell’ordine dei 30/40 km/h”.
  2. L’adeguamento in sede della SS1 Aurelia
    A tutt’oggi l’unica  alternativa valida per il minor consumo di risorse economiche, ambientali e territoriali rispetto alla soluzione autostradale è una rapida messa in sicurezza della SS1 Aurelia, tenendo conto anche del progetto definitivo ANAS di adeguamento in sede della SS1 Aurelia a tipologia autostradale da Rosignano a Civitavecchia, (196 Km a 4 corsie + corsie di emergenza, di cui 15 di variante, per un costo di circa 870 milioni di euro, a valori del 2000); alternativa condivisa dalle associazioni ambientaliste e da numerose amministrazioni locali della Maremma laziale e toscana, frutto dell’accordo del dicembre 2000 tra Ministero dei lavori pubblici, ANAS, Regioni Toscana e Lazio, inserito – previa verifica con la direzione generale Trasporti dell’UE – nel Piano Generale dei Trasporti (approvato dal Consiglio dei Ministri nel marzo 2001), presentato alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) nel giugno 2001 e successivamente bloccato dal governo Berlusconi.
    L’adeguamento in sede, con tutti gli accorgimenti del caso, è ritenuta la soluzione migliore soprattutto nelle tratte dove questa attraversa zone prevalentemente rurali, consente di ridurre le complanari e di risparmiare consumo di suolo.
    Nel novembre 2001, dopo l’istruttoria sugli studi di impatto presentati nel giugno 2001 e il sopralluogo effettuato dai tecnici del Ministero dell’Ambiente erano state  formulate all’ANAS una serie di richieste di approfondimento e di sviluppo di alternative progettuali per ottimizzare il progetto su cui si dava giudizio positivo.
    La Commissione VIA aveva chiesto ad ANAS di poter disporre delle informazioni necessarie per decidere quale fosse la soluzione migliore, allo scopo di ottimizzare le soluzioni presentate, di definire una più dettagliata e completa analisi dei loro impatti, nonché lo sviluppo degli aspetti funzionali economici ed ambientali di soluzioni alternative limitate alle criticità puntuali nel tratto tra Ansedonia e Fonteblanda.
    Pertanto si ritiene che il progetto definitivo ANAS del giugno 2001, da adeguare alle nuove norme CNR e da verificare nel tracciato in corrispondenza dei punti critici segnalati, costituisce tuttora una valida base per la messa in sicurezza dell’Aurelia.
    Con l’approvazione della Legge Obiettivo nel dicembre 2001 (L. n. 443/2001) e del Primo programma delle infrastrutture strategiche (Delibera CIPE del 21 dicembre 2001) la procedura VIA su progetto definitivo ANAS viene bloccata e si assume come una delle tante priorità del Governo Berlusconi (ricomprese in un programma che prevede la realizzazione di 235 opere per 531 progetti, per un costo complessivo ad oggi di 264 miliardi di euro) il nuovo asse autostradale Rosignano-Civitavecchia.
  3. La forzatura della Legge Obiettivo
    Il 7 luglio 2005 SAT SpA ha presentato per l’apertura della procedura VIA due diversi tracciati equivalenti per il tratto più controverso – tra Grosseto e Montalto di Castro – dell’Autostrada Rosignano-Civitavecchia: l’uno “costiero” (di 42 km), appoggiato dalla Regione Toscana, l’altro “misto”o interno (di 38 km), appoggiato dal Governo Berlusconi, di una nuova autostrada di complessivi 213 km circa (110 in variante all’Aurelia e 93 in sede).
    Con le procedure semplificate e accelerate, derivanti dalla Legge Obiettivo (decreto legislativo n. 190/2002) la Commissione speciale VIA per le infrastrutture strategiche  ha approvato un proprio parere positivo sul progetto preliminare del  tracciato “costiero” il 31 marzo 2006 con 84 prescrizioni su quasi tutti gli aspetti salienti dei Quadri di riferimento progettuale e ambientale. Solo le recenti elezioni nazionali e la sconfitta del Governo Berlusconi e della maggioranza che lo sostiene, hanno impedito di perfezionare questo giudizio nel CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica).
    L’approvazione, coerente con l’impostazione dirigistica e corporativa della Legge Obiettivo, da parte della Commissione speciale VIA:
  • ha visto il parere negativo della Regione Lazio, una delle due Regioni, che secondo quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, deve dare l’intesa sul progetto autostradale, indispensabile per perfezionare il giudizio di compatibilità ambientale e per passare alla progettazione definitiva;
  • non ha affrontato in maniera autonoma e approfondita il raffronto tra le ipotesi autostradali, delineate nel progetto preliminare e nei due tracciati proposti dalla SAT come equivalenti per l’impatto ambientale, e il progetto definitivo ANAS;
  • non ha visto una fase di integrazione richiesta dalla Commissione speciale a SAT, in cui non è stata prevista alcuna forma di informazione e partecipazione del pubblico, su 25 aspetti salienti del progetto, in cui tra l’altro la società concessionaria ha prodotto, per la prima volta, un’analisi costi-benefici comparativa tra le ipotesi autostradali e il progetto definitivo ANAS, discutibile nel merito, incontestabile e non verificata, né controdedotta dallo stesso Ministero;
  • non ha tenuto alcun conto nella formazione del parere delle puntuali e approfondite Osservazioni degli enti locali, delle organizzazioni di categoria degli agricoltori, delle associazioni ambientaliste e dei comitati dei cittadini.

Su tale progetto autostradale non esiste:

  • uno studio di fattibilità economico-finanziaria dell’ipotesi che dimostri l’utilità dell’opera, completo di un calcolo costi-benefici (sulla base di credibili valutazioni di sviluppo del traffico) che compari le varie soluzioni, compresa quella di adeguamento in sede della SS1 Aurelia, in un’ottica di intermodalità e di sostanziale potenziamento del trasporto ferroviario e marittimo;
  • la presentazione e il confronto pubblico sui risultati dello studio comparato di fattibilità economico-finanziaria.

Abbandonare la cattiva strada
Per questi motivi chiediamo:

l’immediato intervento per la messa in sicurezza della SS1 Aurelia iniziando dai tratti a maggior rischio di incidentalità  tra Grosseto Sud e Civitavecchia, da realizzarsi secondo criteri e modalità coerenti con la normativa vigente per un asse di grande comunicazione.

Firenze, Poggetto: Biagi “Si chiude una vicenda lunga e difficile”

Firenze, 27 Giugno 2006

Poggetto, ultimo via libera della Giunta all’accordo con il Curtatore Fallimentare. L’Assessore Biagi: “Si chiude nell’interesse generale una vicenda lunga e difficile”

La giunta comunale ha dato il via libera definitivo all’accordo procedimentale che chiude la vicenda del Poggetto dopo oltre 10 anni di contenzioso giudiziario. L’intesa, che sarà firmata a breve, consente il ambientale della collina con un costante monitoraggio delle condizioni idrogeologiche e una notevole riduzione della volumetrie proposte inizialmente dal curatore fallimentare ed eviterà il rischio di vedere l’Amministrazione comunale condannata a un risarcimento danni di decine di milioni di euro.
“Questo atto arriva al termine un lungo lavoro dell’Amministrazione – ha spiegato l’assessore all’urbanistica Gianni Biagi – e segue la recente approvazione da parte del consiglio comunale dell’atto di indirizzo. La soluzione individuata opera ulteriori significative riduzioni (oltre il 40%) rispetto alle proposte presentate inizialmente dal curatore e tiene conto in maggior conto le caratteristiche ambientali e paesistiche di un’area di pregio quale è quella della collina del Poggetto”.
In concreto gli appartamenti realizzati ex novo, infatti, non saranno più di 30 per una superficie utile di circa 1.500 metri quadrati rispetto ai quasi 9mila del progetto originario. A questi si aggiungono una decina di alloggi che invece saranno realizzati utilizzando, nella parte più alta, il piano seminterrato già costruito previa demolizione di parte della struttura esistente. Prevista inoltre la realizzazione di un giardino pensile. Da sottolineare che il nuovo intervento prospetterà esclusivamente su via Burci: sarà infatti lasciata libera la parte prospiciente Villa Lorenzi e gli edifici esistenti. Nella restante parte del seminterrato saranno realizzati posti auto, uffici e magazzini. Nel complesso, quindi, l’intervento avrà un solo piano fuori terra soltanto su una parte dell’edificato rispetto ai due del progetto originario.
“La soluzione contenuta nell’accordo – ha precisato ancora l’assessore Biagi – consente anche il recupero dell’area. Il primo risultato sarà quindi l’eliminazione del degrado fisico e ambientale connesso questa situazione. In secondo luogo questa proposta consente anche il controllo delle condizioni di stabilità della collina”. Gli operatori, infatti, saranno tenuti ad accompagnare il Piano di recupero con un’apposita relazione idrogeologica che verifichi, ai fini del completamento dell’intervento, la situazione, attuale e prospettica, dell’assetto del versante collinare, all’esito del quale potranno essere individuati gli interventi che si rendessero eventualmente necessari.
I prossimi passaggi sono firma dell’accordo procedimentale da parte dell’Amministrazione e del curatore fallimentare che poi potrà avviare le procedure di legge. “Il Comune in questa fase ha esaurito il suo compito – ha aggiunto l’assessore Biagi -. Adesso dobbiamo aspettare che sia presentato il piano di recupero che, come specificato nell’accordo, dovrà contenere tutte le garanzie di stabilità della zona. E sul piano di recupero il consiglio comunale sarà chiamato nuovamente a esprimere il suo parere” ha concluso l’assessore Biagi.

Baroncelli-Bagno a Ripoli: comunicato stampa

Firenze, giugno 2006

Per il Coordinamento Comitati Civici di Bagno a Ripoli – Sergio Morozzi

Riprendiamo il comunicato stampa dell’Amministrazione comunale e quanto uscito sulla Nazione del 10 u.s. in merito alla sentenza del TAR sulle edificazioni di Baroncelli con i quali il sindaco Bartolini e l’assessore all’urbanistica Tonarelli davano l’annuncio della “vittoria”.
La sentenza non ci ha particolarmente stupito, d’altronde il TAR non entra nel merito degli atti ma ne controlla la legittimità e se neppure gli ispettori inviati dal ministro Mattioli, come rileva Bartolini nel comunicato inviato alla stampa, hanno riscontrato illegittimità il risultato ci pare scontato.
Ci ha invece colpito la volontà di volere minimizzare “ma a posteriori” la sentenza come una sconfitta, come dice Bartolini, poiché si tratta di un risultato raggiunto in tribunale invece che “giungere alle soluzioni attraverso il dibattito politico, anche aspro” come lui preferisce.
Certamente il ricorso ad un tribunale può evidenziare la mancanza di colloquio con la popolazione ed è chiaro che per quanto riguarda Baroncelli, l’Amministrazione non ha mai provato ad aprire un dialogo con coloro che si sono opposti alle previsioni edificatorie della zona, per vedere se si poteva trovare una mediazione.
Ma quello che oggi appare chiaro a tutti noi, e vorremmo porlo all’attenzione anche della cittadinanza, è che al di là delle “vittorie” giudiziarie, rimarrà per sempre l’inconfutabile risultato dello scempio che si sta realizzando a Baroncelli e che forse, con l’adozione di un programma di paesaggio poteva essere evitato o minimizzato, ammesso vi fosse necessità di costruire proprio lì. Questo è ciò che ci interessa far presente alla cittadinanza, al di là delle ragioni degli uni o degli altri.
La cittadinanza vada a vedere ciò che sta succedendo sul nostro territorio, tra Scolivigne, Baroncelli, Via della Martellina, Villa Jole e ciascuno, in buona fede, si domandi cosa saranno domani anche Villamagna, Osteria, La Fonte e Balatro dove in totale sono previsti circa 110 appartamenti; chiunque non abbia gli occhi foderati di prosciutto, rifletta attentamente sul futuro che attende il nostro Comune che ormai sembra entrato nel vortice di “un’area vasta di Firenze” che in breve inghiottirà tutto il nostro territorio.
Quindi, quale dibattito politico!? Solo cinica logica politica di mercato che prescinde da qualunque considerazione delle voci che arrivano dai cittadini, attraverso anche le loro osservazioni ai procedimenti dell’amministrazione, come accadrà per quelle che in questi giorni stanno affluendo per la delibera n°24 sulle perimetrazioni dei centri abitati che hanno escluso da qualsiasi programma di paesaggio le più belle località delle nostre colline per poterci liberamente costruire.
Se a questo aggiungiamo le rivendicazioni che arrivano anche dai partiti della Rifondazione e dei Verdi sull’oscuramento del ruolo del Consiglio Comunale, come apparso sulla Nazione di mercoledì 14, non vediamo quale prospettiva di “dibattito politico” vi possa essere. Se poi la logica dell’area vasta esautora anche il Sindaco, Ubi Maior minor cessat, di quale partecipazione dei cittadini potremo parlare?
Un esempio per tutti: quanti cittadini sanno che il 26 giugno alle 20,30, presso la biblioteca comunale a Ponte a Niccheri, si terrà un Consiglio Comunale aperto sul piano regolatore e che il giorno 20 alle ore 18,00 si terrà una Commissione Urbanistica in Comune per spiegare le linee guida della variante al piano strutturale?
Siamo certi che solo gli addetti ai “lavori” saranno presenti, come accaduto nell’incontro del 30 maggio sull’Area “vasta”, che si è tenuto al CRC di Bagno a Ripoli.
Noi vogliamo dire chiaramente ai cittadini che ormai anche la nomea di un Comune attento al territorio si sta sgretolando e che occorre la partecipazione di tutti perché ciò non avvenga.

Firenze: area ex-FIAT, Viale Belfiore

Comitati dei Cittadini

Firenze, dicembre 2006
Dunque, ci risiamo: una maledetta falda acquifera e un terreno troppo friabile che si ostinano a stare proprio sotto l’area Fiat di viale Belfiore impediscono di realizzare il progetto presentato a suo tempo al Comune.
Non è la prima volta che il sottosuolo di Firenze “rema contro” i nostri costruttori. È già successo al parcheggio sotterraneo di Piazza Ghiberti (ridotto da quattro a due piani a causa di una fetentissima e impenetrabile roccia) e al parcheggio della Fortezza (maledizione, una falda acquifera anche lì).
Non c’è che una conclusione possibile: è un complotto! E per sventarlo Riccardo Fusi, titolare della sullodata “Baldassini-Tognozzi-Pontello spa”, si è recato in Comune con una perentoria richiesta: o accettate le mie modifiche al progetto, o non se ne fa di niente! No variante, no party!
Però queste modifiche non devono essere piaciute granché all’autore originario, l’architetto francese Jean Nouvel. Il quale, dopo averle viste, ha detto al Fusi: “Fate come vi pare, ma se cambiate il mio progetto non usate il mio nome”. Dopodiché ha alzato i tacchi e se ne è andato.
Tutto questo ci ha fatto sorgere dei dubbi: come è possibile che, prima di presentare anche un solo documento al Comune o di spostare una sola pietra non ci si preoccupi di verificare i costi di tutte le operazioni necessarie in quelle condizioni?  Come è possibile che non ci si preoccupi di capire, prima, se dopo si incontrerà la falda e il terreno friabile? Come è possibile che se ne accorgano solo ora, a mesi di distanza dall’inizio dei lavori? Come è possibile che poi vengano a piangere se sforano il loro budget iniziale?
Naturalmente, per rientrare nei costi previsti ancora una volta cercano una sponda nel Comune, attraverso una modifica del progetto. E l’Assessore Gianni Biagi offre un incontro a tre (non in pubblico!) tra lui stesso, l’architetto Nouvel e Fusi.
Ma c’è un’altra chiave di lettura della vicenda: questi imprenditori ormai sembrano usare ad arte grandi nomi dell’architettura nazionale e internazionale per coprire discutibili operazioni immobiliari. Il nome del grande architetto è il mezzo per ottenere le autorizzazioni e le licenze; dopo le iniziative promozionali e propagandistiche dei bei concorsi e delle relative mostre realizzate con il fattivo e determinante appoggio degli Amministratori comunali, si liquidano i progettisti e si procede con le varianti che mortificano il progetto originariamente approvato.
In questo la Baldassini-Tognozzi-Pontello è del resto recidiva in quanto, come è noto, anche nella vergognosa vicenda del progetto del parcheggio della Fortezza ha, in corso d’opera, licenziato lo studio Hydea cui era stato affidato il progetto, realizzando un’opera poi profondamente diversa da quella approvata all’inizio del procedimento!
In tutto ciò brillano per la completa assenza gli Ordini professionali che, non ci risulta abbiano ufficialmente preso posizione rispetto a questa disinvolta prassi, mentre sarebbe interessante conoscere le opinioni dei relativi responsabili in merito a quanto sta accadendo a Firenze.
Tornando alla variante dell’area Belfiore, se poi non se ne dovesse fare niente, ci si potrebbe realizzare per esempio un bel giardino.
Che non avrebbe problemi di falde, ma che farebbe bene ai polmoni e agli occhi degli abitanti del quartiere e permetterebbe loro, finalmente dopo tanti anni, di rivedere un po’ di cielo invece dell’ennesima colata di cemento.

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