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Tramvia: moratoria Linee 2 e 3

Raccolta firme tra gli addetti ai lavori.

Italia Nostra propone una raccolta di adesioni da parte di professionisti del settore architettonico-urbanistico per sostenere la posizione sulle linee 2 e 3 della tramvia

DUE SI’ alla moratoria per le linee 2 e 3 della tramvia

A Firenze dal 2004 è stata avviata la costruzione di una linea tranviaria, la Linea 1, che collegherà la Stazione di S.M. Novella con Scandicci. La linea 2 – per l’Aeroporto – e la Linea 3 – per Careggi – sono in via di progettazione definitiva e se ne sono già avviati i lavori preliminari.
Con il Referendum consultivo indetto per il 17 febbraio dovremo dire sì o no alla sospensione delle linee 2 e 3. Lo scopo è quello di avviare un ripensamento complessivo sia del sistema tranviario che del trasporto pubblico a Firenze.
Questa Amministrazione comunale non ha mai attuato un vero confronto con i cittadini sull’opportunità o meno di costruire una tramvia, non ne ha mai discusso i tracciati e non ha mai cercato di affrontare e risolvere i disagi e i problemi prodotti da un’opera del genere.
L’assenza del confronto con la città genera mostri: infatti è possibile verificare che le sistemazioni preliminari già realizzate sono di una desolante modestia progettuale e di un devastante impatto territoriale e ambientale. A monte di qualsiasi progetto esistono invece dei vincoli inevitabili di natura ambientale, storico-artistica, urbanistica che qui non sono stati preventivamente individuati o “considerati”. Una volta che i problemi, i gravi danni al centro storico e al verde consolidato emergeranno non ci sarà più alcuna possibilità di recupero con soluzioni alternative valide.
Questo modo di procedere ha acutizzato il conflitto con una parte rilevante della cittadinanza. I nostri amministratori hanno trasformato il confronto sui fatti, da noi più volte sollecitato, in rissa ideologica che favorisce la logica degli schieramenti (destra o sinistra?) e impedisce qualsiasi sereno e serio confronto.
Gli amministratori ingenuamente attribuiscono alla sola presenza del tram il potere miracoloso di ridurre il traffico privato su gomma, senza effettuare alcuna verifica del progetto e senza affrontare il problema della mobilità nel suo complesso.
RIBADIAMO: la forte politicizzazione che ha assunto il dibattito rischia di impedire la conoscenza ed una seria discussione dei progetti.
Per tutto ciò, pur non avendo promosso noi il Referendum, partecipiamo alla campagna referendaria a favore del Sì considerandola comunque un’importante occasione data ai cittadini per esprimersi.
Noi siamo per il completamento della Linea 1 e per una moratoria delle Linee 2 e 3 in modo da ripensare tutto il sistema del trasporto pubblico.
A Firenze la congestione cronica da traffico è aggravata da un’alta domanda di mobilità, ben al di là della dimensione della città, sia per la presenza di un turismo globale invasivo e poco governato, sia per un’espansione edilizia incontrollata che ha disseminato abitanti e attività a grande distanza tra loro.
Noi sosteniamo il potenziamento del trasporto pubblico, ma siamo anche per la riduzione del bisogno di mobilità indotto dalla speculazione immobiliare che sta svuotando la città e condannando i suoi ex cittadini ad una vita da pendolari.
Per creare vere alternative al mezzo privato però bisogna rinunciare all’idea che esista un rimedio unico ed evitare infatuazioni o demonizzazioni per questa o quella soluzione. Non c’è esempio europeo che valga se non si parte da un’approfondita conoscenza delle esigenze della propria città.
La nostra opposizione non è alla tramvia in sé ma a questo progetto che riteniamo sbagliato, oneroso e imposto alla città.
Ecco 10 ragioni per rimettere in discussione le linee 2 e 3:

  1. il sistema tranviario che si vuole realizzare è costituito da tracciati concepiti 15 anni fa per una metropolitana. è un trasporto di superficie pesante, rigido, inadeguato per la città di firenze.
  2. il progetto E’ limitato allo spazio adiacente ai binari SENZA riqualificare lo spazio pubblico circostante. mancano interventi contestuali sul sistema della circolazione, sul sistema della sosta e sulla rete di autolinee
  3. ad opera finita avremo tre LINEE radiali imperniate sul nodo S.M. Novella – Fortezza che aumenteranno la congestione dell’area CENTRALE, senza soddisfare i collegamenti con importanti funzioni METROPOLITANE e i collegamenti intercomunali diretti (attraversamento di Firenze).
  4. stiamo verificando che ovunque passi questa tramvia gli alberi, ANCHE ADULTI, vengono abbattuti. Il patrimonio arboreo esistente deve essere un’invariante di progetto, non la prima cosa da eliminare. il PROLUNGAMENTO FINO AL MEYER PRODURRA’ l’ ulteriore TAGLIO DI UN CENTINAIO DI ALBERI.
  5. L’ABBATTIMENTO degli alberi, anche di quelli difesi da vincolo di legge, e i numerosi sottopassi, compromettono L’IMPIANTO STORICO DEI VIALI del poggi e dei loro prolungamenti moderni.
    Il paesaggio urbano di firenze NE uscirà STRAVOLTO, COME GIA’ AVVENUTO nella zona di porta al prato e delle cascine.
  6. il tram “Sirio” di 32 m. E’ FUORI SCALA PER la città storica. L’impatto SARA’ dato sia dalla linea aerea (4 km. di fili e centinaia di pali) sia dall’ingombro e dalla frequenza DEI CONVOGLI. LA POSA DEI BINARI, costosa e con spesse fondazioni, è da considerarsi IRREVERSIBILE PER IL CENTRO STORICO DI FIRENZE, PATRIMONIO DELL’UNESCO.
  7. il tratto della Linea 2 che transita dal duomo è dannoso anche perché finisce in modo irragionevole in piazza della Libertà, DOVE METTERA’ IN CRISI UN NODO DELICATISSIMO DELLA VIABILITA’ CITTADINA, compromettendo una delle piazze più significative del poggi.
  8. la diminuzione dell’inquinamento E del traffico automobilistico, che comunque alla fine non supererà l’8-10%, avverrà solo se e quando tutto il sistema della mobilità funzionerà.
    è DA CONSIDERARE che gli abitanti DELLA ZONA CURE, DEI QUARTIERI A SUD E AD EST NON SARANNO serviti DALLA TRAMVIA.
  9. LA COSTRUZIONE DELLA LINEA 1 CON I COSTI RADDOPPIATI E CON BEN 63 VARIANTI DIMOSTRA CHE I PROGETTI VENGONO ELABORATI IN MODO SOMMARIO. QUESTA “NAVIGAZIONE A VISTA” elevata a sistema È InAccettabile, È PRIVA DI QUALSIASI STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE E TALE DA VANIFICARE OGNI criterio di TRASPARENZA
  10. l’aver affidato ad un “project financing” la delicata progettazione delle linee 2 e 3 significa addossarne il debito alla collettività, che dovrà compensare il mancato incasso alla società di gestione.

Ed ecco alcune proposte alternative

  1. elaborare un Piano organico della mobilità di tutta l’area, anche mettendo in discussione scelte urbanistiche centralizzatrici ed invasive recentemente riconfermate dagli strumenti di pianificazione adottati.
  2. mettere in atto una migliore utilizzazione dell’infrastruttura stradale e una razionalizzazione dei sistemi e dei servizi esistenti a scala metropolitana, da definirsi prima e non dopo la costruzione della tramvia.
  3. liberare il centro storico dal traffico FIN da subito, limitando al massimo il suo attraversamento da parte delle linee di autobus e rinnovando profondamente il sistema di Trasporto Pubblico Locale.

Pretendiamo il rispetto della ztl.

  1. prevedere il potenziamento di servizi di bus ecologici per il centro con penetrazione a staffa.
  2. attuaRE contemporaneamente tutte le misure utili al rafforzamento della mobilità elementare, in particolare di quella ciclabile, INDIVIDUANDO UNA RETE DI AREE E DI CORRIDOI CICLOPEDONALI PROTETTI.
  3. verificare la necessità delle linee 2 e 3 valutando ipotesi diverse di collegamento metropolitano, basandosi sull’esteso sistema ferroviario in parte inutilizzato (si pensi solo al tratto Cascine – Leopolda), eventualmente completato da rami tranviari o utilizzando altri mezzi o infrastrutture adatte alle caratteristiche della città.
  4. aprire il confronto con la cittadinanza su progetti di tramvia, anche alternativi tra loro, fatti conoscere in modo semplice e comprensibile.

 

Anche la tramvia, da mezzo di trasporto pubblico, può trasformarsi in strumento di declino ulteriore.
La parola d’ordine di chi sostiene questo progetto, “cambiare o declinare”, la facciamo nostra: cominciamo a cambiare il progetto di tramvia, le sue modalità di costruzione e di finanziamento. Nel XXI secolo modernità vuol dire rispetto dell’ambiente e qualità della vita votiamo sì per fermare le linee 2 e 3! Votiamo sì per garantirsi le scelte, per garantirsi il futuro, per una vera partecipazione!

I PRIMI FIRMATARI
Giovanni Lo Savio Presidente di Italia Nostra nazionale
Antonello Alici Segretario di Italia Nostra nazionale
Mariarita Signorini, Consigliere nazionale Italia Nostra
Roberto Mannocci, Consigliere nazionale di Italia Nostra
Leonardo Rombai, Presidente Italia Nostra Firenze, ordinario di Geografia, Univ. di Firenze
Carlo Ripa di Meana Presidente comitato nazionale del Paesaggio
Antonio Paolucci storico dell’arte direttore musei vaticani
Maria Vittoria Colonna Rimbotti Presidente regionale del FAI
Mina Gregori storica dell’arte e Presidente della Fondazione Roberto Longhi
Giorgio Pizziolo, Comitati dei cittadini, ordinario di Urbanistica, Univ. di Firenze
Mariella Zoppi, ordinario di Urbanistica, Univ. di Firenze
Luciano Ghinoi, Presidente Associazione Piazza Vittoria
Maria Rita Monaco, Associazione Linea 3
Paolo Celebre, architetto, Comitati dei Cittadini
Mario Bencivenni, Comitati dei Cittadini
Domenico De Martino, Comitati dei Cittadini
Tiziano Cardosi, Comitato NoTAV Firenze
Luigi Zangheri, Facoltà di Architettura, Univ. di Firenze
Mauro Cozzi, Facoltà di Ingegneria, Univ. di Firenze
Gabriella Carapelli, architetto e storica dei giardini
Riccardo Hofmann, architetto
Romano Romoli, Casa dei Tessuti (via dei Pecori)
Marco Dezzi Bardeschi, ordinario di Restauro, Politecnico di Milano
Lara Vinca Masini, critica e storica dell’arte contemporanea
Rosetta Ragghianti
Carlo Carbone
Francesco Pardi, Facoltà di Architettura, Univ. di Firenze
Gian Franco Di Pietro, Facoltà di Architettura, Univ. di Firenze
Tullio Marini
Alma Raffi, insegnante
Piero Sarti, insegnante
Anna Maria Manetti Piccinini, giornalista-pubblicista
Luigi Alberto Leoni insegnante
Ugo Cianchi, vice presidente Italia Nostra Firenze
Renzo Ricchi, giornalista
Antonio Fiorentino, architetto
Franco Paradisi ordinario di Malattie infettive, Univ. di Firenze
Consalvo Fontani geometra
Saida Grifoni archeologa
Marco Mancini geologo
Marta Fagioli cultore esterno interfacoltà di geografia università di Fi
Paolo Franzese storico dell’arte

Tramvia: Il Circolo Fratelli Rosselli organizza un incontro sul tema

Pubblichiamo l’invito all’incontro organizzato dalla Fondazione e del Circolo Fratelli Rosselli sulla tramvia dove Italia Nostra avrà modo di esporre le sue posizioni in merito.

 Alle socie ed ai soci della Fondazione e del Circolo Fratelli Rosselli,
Care amiche e cari amici,
in questi giorni molti soci ci hanno chiesto di parlare dei problemi della cosiddetta “tramvia”, un tema che riguarda la nostra città ma che, per la sua importanza culturale, interessa un po’ a tutto il mondo.
Avremmo pensato di dare vita ad un confronto interno chiedendo a due nostri soci particolarmente impegnati di introdurre una discussione sull’argomento.
Si tratta del professor Franco Angotti, ex preside della Facoltà di Ingegneria ed attualmente prorettore dell’Università di Firenze, che nei giorni scorsi insieme ad altri docenti ha firmato un documento complessivamente favorevole alla cosiddetta “tramvia” e di Leonardo Rombai, ordinario di geografia all’Università di lettere, esponente dell’associazione “Italia Nostra” che ha formulato un documento in senso complessivamente contrario. Naturalmente né l’uno né l’altro hanno sposato acriticamente le rispettive posizioni.
Modererà l’incontro Mariella Zoppi, ordinario di Urbanistica alla facoltà di Architettura.
Pertanto ti invitiamo martedì 15 gennaio p.v. alle ore 17 30 allo Spazio QCR di Via Alfani 101 rosso a Firenze per un incontro sull’argomento: “La tramvia a Firenze:  ragioni a favore – ragioni contro”
Il presidente della Fondazione Circolo Rosselli, Valdo Spini
Il presidente del Circolo Rosselli, Riccardo Pratesi
La segreteria dello Spazio QCR. 055 2658192

Gli spot sulla tramvia del Comune di Firenze

Domenici sulla tramvia: ‘Ci siamo attenuti alla legge’

21/12/2007 – Il Comune ”si sta attenendo perfettamente alla legge vigente e continuerà a farlo anche dopo l’indizione dei comizi elettorali per il referendum, così come era già stato da noi previsto”.
Lo ha dichiarato, in una nota, il sindaco Leonardo Domenici che oggi si è sentito con il presidente del Corecom della Toscana Marino Livolsi. ”Abbiamo chiarito la situazione – ha detto il sindaco – concordando che non esiste alcun problema rispetto alle normative in materia di comunicazione istituzionale”. Quindi fino al momento della indizione dei comizi elettorali, prevista intorno alla metà di gennaio, la campagna di comunicazione sulla tramvia dell’amministrazione comunale proseguirà con le trasmissioni televisive, gli spot e le altre iniziative in corso. Successivamente, nel corso della campagna referendaria, la comunicazione istituzionale proseguirà nel rispetto della legge 28/2000 (in particolare il comma 1 dell’articolo 9), così come programmato”. Inoltre il sindaco, ”appreso che il consigliere Razzanelli ha diffuso nel pomeriggio un comunicato in cui si annuncia la sospensione della campagna di informazione sulla tramvia dell’amministrazione comunale, ha dato mandato agli uffici legali di studiare le opportune azioni contro la diffusione di notizie non corrispondenti alla realtà” .

Fonte: ANSA, 21 dicembre 

Tramvia: Corecom su spot Comune Firenze si attenga a legge

Per quanto riguarda la campagna di comunicazione sulla tramvia il Comune di Firenze si attenga alla legge vigente. Lo ricorda, in una nota, il Corecom della Toscana in merito all’esposto presentato dal capogruppo Udc in Consiglio comunale a Firenze Mario Razzanelli su alcune azioni di comunicazione dell’amministrazione comunale a favore della realizzazione della tramvia, oggetto di una consultazione refendaria. La campagna, spiega la nota, prevede spot audiovisivi destinati alla programmazione nelle sale cinematografiche e trasmissioni radiotelevisive da mandare in onda su alcune emittenti locali. Il Corecom ricorda che il comma 1 dell’articolo 9 della legge 28/2000 recita che “dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”.
Il garante della comunicazione invita pertanto l’amministrazione comunale fiorentina ad attenersi a quanto previsto dalla legge a partire dalla data di convocazione dei comizi elettorali fino al termine della campagna referendaria.

Assemblea zona Panificio Militare

Comitato Ex Panificio Militare – Via Mariti

E’ notizia recente che in fondo a via Mariti verranno realizzati un viadotto per la tramvia e un ponte sul Terzolle per le auto. Ciò implicherà anche la perdita definitiva dei giardini su entrambi i lati del Terzolle.
Questi interventi si sommano alla “messa in sicurezza” del Mugnone e al passaggio della linea 2 della tramvia in via  Gordigiani-Buonsignori, che prevedono nelle due vie: abbattimento di tutti gli alberi esistenti, perdita dei parcheggi (se ne salva solo un terzo), allargamento del letto del fiume fino a 3 volte l’attuale, demolizione totale e rifacimento del ponte di via Doni, consolidamento del Ponte all’Asse, viabilità limitata e rivoluzionata in tutta l’area sia in fase di cantiere che a regime.
Ma tutto ciò è forse POCO rispetto alla prevista realizzazione della Stazione Sotterranea per l’Alta Velocità nella zona degli Ex Macelli, con lo scavo di una buca di circa mezzo chilometro di lunghezza per decine di metri di profondità e di larghezza (centinaia di camion al giorno previsti solo per il trasporto dei detriti).
Non sarebbe TROPPO anche per una zona non congestionata, soffocata, sovraccarica e sofferente come la nostra?
Parliamone insieme! I residenti della zona e i cittadini interessati sono  TUTTI INVITATI GIOVEDì 10 gennaio ore 21 alla ASSEMBLEA  PUBBLICA Parrocchia dell’Ascensione, via G. da Empoli)

  • Aggiornamento sull’Ex Panificio Militare: tra “blitz” della proprietà e ricorsi al TAR, cosa possiamo fare come cittadini…
  • La stazione sotterranea Foster (Ex Macelli): impatto prevedibile sulle nostre vite del più grande cantiere di Firenze
  • La tramvia nella nostra zona: implicazioni e proposte, anche in vista del referendum del 17 febbraio

Per informazioni e contatti: coexpami@libero.it

Rassegna stampa sull’appello per la tutela di Castelfalfi

Clicca qui per leggere l’appello.

Fonte: Eddyburg, 14 dicembre 2007

Un appello per evitare l’alienazione di Castelfalfi

Premessa
Ci siamo occupati più volte del borgo sulle colline toscane che ha il buffo nome di Castelfalfi. Siamo stati tra i primi, insieme alla rivista Valori, a riportare un articolo di Paola Baiocchi che denunciava con preoccupazione, il 9 settembre scorso, la notizia di un intero borgo sottoposto a una totale trasformazione ad “altro da sé” (cioè, in senso proprio, “alienato”). Abbiamo ripreso l’argomento il 12 novembre, inserendo un articolo de il Tirreno dove Paolo Santini e Lucia Alterini informavano ampiamente del dibattito in corso. Il 17 novembre il settimanale Carta ha pubblicato una corrispondenza sull’argomento di Sandro Roggio e un intervento di Edoardo Salzano, che troverete entrambi in questo sito. Ma delle questioni che stanno a fianco e dietro quella di Castelfalfi troverete abbondante testimonianza nella cartella dedicata alla Toscana, e non solo in quella.
Pubblichiamo perciò molto volentieri l’appello che segue. Un appello educato ma fermo, che apprezza ciò che c’è di positivo nell’episodio ma critica con la necessaria durezza ciò che c’è di perverso, che denuncia ma al tempo stesso propone. Naturalmente invitiamo i frequentatori di eddyburg ad aderire all’appello (primi firmatari Mariarita Signorini e Paolo Baldeschi), inviando una e-mail di adesione all’indirizzo m.r.signorini@virgilio.it.
(Segue testo dell’appello)

Fonte: GoNews, 07/11/2007

Castelfalfi: appello degli ambientalisti per salvare il borgo
Wwf, Legambiente e Italia Nostra scrivono al sindaco sull’intervento edilizio della Tui

“Salvate Castelfalfi”. Italia Nostra, Legambiente e WWF hanno scritto una lettera al sindaco di Montaione, Paola Rossetti, e alle istituzioni per salvaguardare l’area dal grande interesse paesaggistico e naturale. “Oltre 140.000 metri quadrati di nuove costruzioni, 162 ettari di campo da golf, nuove piazze, parcheggi per quasi 700 posti auto, la creazione di nuovi villaggi in luoghi dove oggi insistono solo campi, aree boscate, oliveti e casali isolati. Questo è ciò che una multinazionale del turismo vorrebbe portare sulle colline toscane, nel Comune di Montaione –scrivono le associazioni –  un’operazione, fra acquisto dell’area e lavori ipotizzati, dell’entità di circa 300 milioni di euro se si sta a quanto dichiara la stessa TUI, colosso dell’industria turistica tedesca. Un affare da milioni di euro che snaturerà di fatto Castelfalfi, la sua storia, il suo ambiente, il suo paesaggio. Un progetto che avrà un impatto grave e senza precedenti non solo sull’ecosistema locale, ma anche sulla sua armatura culturale e socio/economica.
È questo il futuro che vogliamo per le colline toscane? Il “dibattito pubblico” che è stato voluto dall’Amministrazione Comunale di Montaione per poi essere istruito dal Garante della Comunicazione Regionale è certamente una prima risposta al nostro quesito. Indubbiamente apprezzabile. Ma non basta. La politica toscana deve decidere oggi e qui, a Castelfalfi, se vuole davvero inaugurare un percorso improntato alla sostenibilità e alla conservazione delle migliori risorse del proprio territorio (risorse naturali, storiche, culturali, estetiche e anche produttive), oppure se vuole abdicare al proprio ruolo di governo, consegnando di fatto ad una multinazionale straniera carta bianca sulla pianificazione locale. Ma quanto costerà a Montaione (non solo da un punto di vista culturale ma anche economico) perdere l’integrità e la genuinità del suo paesaggio? Quanto costerà alla comunità locale e all’ambiente, il depauperamento delle già scarse risorse idriche che verrà causato da strutture ricettive di queste dimensioni, con annesse attività ad alto consumo d’acqua, come campo da golf da 36 buche e centro benessere?
Un lungo processo di riflessione e dibattito, talvolta anche aspro, ha portato negli ultimi due anni alla revisione della legge regionale per il governo del territorio (con la LR 1/2005) e alla stesura di un fondamentale atto ad essa connesso quale il Piano di Indirizzo Territoriale. Il PIT, fra le altre cose, individua alcuni sistemi fondamentali e caratterizzanti del territorio e del paesaggio toscano, che come tali devono costituire delle invarianti nel processo della pianificazione territoriale. Fra questi sistemi è stato correttamente inserito il patrimonio collinare toscano, complesso e irripetibile intreccio di storia, paesaggio, natura e cultura, che caratterizza l’immagine della nostra Regione nel mondo e che è parte integrante della nostra identità antropologica e sociale.
Al Sindaco di Montaione, al Presidente della Regione Toscana e a tutte le altre Istituzioni competenti Italia Nostra, Legambiente e WWF, chiedono di dare, adesso e a Castelfalfi, concreta attuazione ai principi di sostenibilità che sono stati inseriti (a ragione) nelle norme e nei piani prima citati, rifiutando tout court qualsiasi consumo di suolo che esuli dal recupero e dalla riqualificazione dell’esistente, che già consiste di volumetrie assai ragguardevoli pari a 233.900 m3. Alla dirigenza di TUI, che avrebbe molto da perdere in termini d’immagine da un’operazione di enorme stravolgimento del paesaggio toscano, chiediamo quindi di ridimensionare radicalmente il progetto. Sarebbe un segnale di ragionevolezza di enorme portata e una grande vittoria per tutti. Per le Istituzioni, che vedrebbero sancita la coerenza tra atti d’indirizzo pianificatorio e prassi di governo territoriale, per gli Imprenditori che vedrebbero esaltata la propria attenzione per l’ambiente toscano, per i Cittadini tutti, che vedrebbero finalmente riconosciuto il loro diritto ad un territorio salvaguardato per le attuali come per le future generazioni. «I poggi e i declivi che compongono il patrimonio collinare della Toscana, esprimono una storia plurisecolare di razionale ed equilibrato rapporto fra lavoro e natura (…) in un territorio fragile che l’intelligenza di generazioni di uomini e di comunità hanno trasformato in opera d’arte”. Sono proposizioni tratte dal Piano d’Indirizzo Territoriale, recentemente approvato dalla Regione Toscana (PIT, Documento di Piano, pag. 57)». Come ambientalisti ma soprattutto come cittadini toscani, non possiamo che essere d’accordo con questa illuminante descrizione del patrimonio collinare della nostra regione. Per questo, attendiamo atteggiamenti e decisioni conseguenti”.

L’appello è stato integralmente pubblicato anche da:

Prima Pagina Regione Toscana (14 dicembre 2007):

Trovate tutto il processo di partecipazione compresi gli interventi delle associazioni su Dibattito Pubblico Castelfalfi

Comunicato Stampa congiunto CNP Comitato Toscana e Italia Nostra regionale su centrale a biomasse di Castiglion Fiorentino

Comunicato Stampa congiunto CNP Comitato Nazionale Paesaggio delegazione Toscana e
Italia Nostra regionale su centrale a biomasse di Castiglion Fiorentino

Firenze 11-12 -2007

Dal comunicato stampa della Regione Toscana si apprende che ieri è stato siglato l’accordo in Regione per la riconversione dell’ex zuccherificio Sadam in centrale a biomasse. «Quaranta posti di lavoro recuperati grazie ad un progetto di riconversione rispettoso dell’ambiente e fondato esclusivamente sulla filiera locale’ come sostiene l’Assessore all’agricoltura della Regione Susanna Cenni. La firma del protocollo sarebbe giunta al termine di una trattativa dopo un lungo lavoro di mediazione tra le parti, siglato da Regione Toscana, Provincia di Arezzo, Comune di Castiglion Fiorentino, dai sindacati e dalla Sadam/Powercrop ed è un documento profondamente diverso dalla proposta originariamente presentata dalla parte industriale.
Ma Italia Nostra e il CNP (Comitato Nazionale del Paesaggio) chiedono di entrare nel merito del progetto e pur consapevoli che al centro dell’attenzione politica ci sono sempre i lavoratori dell’ex-zuccherificio, oggi in mobilità, partono dal presupposto che non sempre la strada più diretta sia la migliore. In assenza dell’approvazione del piano energetico regionale è stato dato il via ad un impianto di enormi dimensioni: si parla di una centrale da 35 MW alimentata da cippato vergine per 24 MW che necessiterà di ben 288.000 tonnellate all’anno di legno, e per altri 11 MW da olio vegetale da semi di girasole. Il mega impianto assicurerà l’occupazione e anche la salute pubblica? Come saranno bonificati i campi coltivati con arbusti tipicamente infestanti? Quali garanzie sono effettivamente pianificate per rispettare criteri ecologici di sviluppo? Italia Nostra e CNP propongono un piano lungimirante e più sostenibile per un investimento epocale nella zona. Non ci sono pregiudiziali per impianti a biomasse di piccole dimensioni per esempio da 1 o 2 MW dalla filiera davvero corta: ma non è così per la filiera prevista in questo caso di 70 km. Si considerino invece anche tipi diversi di biomassa per cogenerazione che non usa cippato vergine, ma utilizza piante inserite nella tradizionale rotazione agronomica della Toscana per la produzione di biogas-metano. Queste centrali sono molto diffuse nel nord Europa da piu di vent’anni e pure in diverse zone d’Italia, dal Trentino all’Emilia Romagna, utilizzano il biogas, prodotto della fermentazione di vari tipi di cereali (mais, girasole, sorgo, lolietto, ecc): il cereale ancora verde, quindi con modesto fabbisogno idrico, viene interrato in trincee come si usa fare per la conservazione dell’insilato per il bestiame; al momento dell’utilizzo entra nella camera di fermentazione dove produce biogas; questo a sua volta viene convogliato per alimentare il cogeneratore, il motore che produce energia elettrica e termica. Due sono i vantaggi indubbi di questo sistema alternativo: il primo è immediato e dato dal fatto che si brucia metano, non legname, evitando il temibile “particolato” da scarico di combustione, ed è garantito da un saldo zero nel ciclo di produzione-assorbimento di gas-serra, il secondo è indotto dal ripristino delle coltivazioni tradizionali e intercalari che hanno abitato per millenni il territorio della provincia aretina, nel totale rispetto dei luoghi e del paesaggio locale.
Carlo Ripa di Meana Presidente nazionale responsabile CNP Toscana
Mariarita Signorini Consiglio nazionale gruppo di lavoro energia Italia Nostra

Il comunicato stampa è stato ripreso da Arezzonotizie

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