Archivi della categoria: 2009

Dal nostro archivio. Altri tempi (ma era solo il 2009) e … altro governo (quello di Berlusconi): Aulenti, Fuksas e Gregotti: “Una legge contro il territorio”. La raccolta di firme su Repubblica

Rete dei Comitati per la difesa del territorio, 10 marzo 2009

Aulenti, Fuksas e Gregotti: “Una legge contro il territorio”
L’appello dei tre architetti dopo le misure annunciate dal governo
Le adesioni degli urbanisti, si può firmare su Repubblica.it

Il governo Berlusconi si accinge a varare un provvedimento che sconvolge tutte le procedure edilizie. Sostiene di volerle snellire, agevolando la ripresa economica. Secondo le associazioni di tutela. questa misura sarebbe un disastro per il paesaggio e per l’assetto delle città.
La Repubblica sostiene un appello promosso dagli architetti Gae Aulenti, Massimiliano Fuksas e Vittorio Gregotti al quale hanno già aderito gli urbanisti Pierluigi Cervellati, Vezio De Lucia, Italo Insolera ed Edoardo Salzano. “Le licenze facili e i permessi edilizi fai da te decretano la fine delle nostre malconce istituzioni. Il territorio, la città e l’architettura non dipendono da un’anarchia progettuale che non rispetta il contesto, al contrario dipendono dalla civiltà e dalle leggi della comunità”.
L’appello può essere firmato sul sito Repubblica.it.
La legge prevede l’abolizione della concessione edilizia da parte dei Comuni, sostituita dalla dichiarazione di un tecnico privato: per conto di chi costruisce, il professionista certificherebbe la conformità del nuovo edificio alle norme urbanistiche. In più, stando alle anticipazioni, si consentirebbe di aumentare il volume di un edificio nella misura del 20 per cento, se si tratta di un edificio residenziale, del 30 se commerciale.
Sarà consentito demolire e ricostruire tutti gli edifici sorti entro il 1989 che non abbiano vincoli di tutela incrementando il volume del 30 per cento. Alcune Regioni, come la Sardegna e il Veneto, hanno già aderito e il governatore Giancarlo Galan porterà già oggi all’approvazione della giunta un provvedimento simile. Da parte di molte altre Regioni vengono invece avanzati dubbi quando non forte opposizione.

Dal nostro archivio, anno 2009: l’Italia è sogno

La vita è sogno dello spagnolo Pedro Calderón de la Barca è la quintessenza del teatro barocco. Racconta la storia di Basilio, re di Polonia, che, per evitare le sventure predettegli da un astrologo alla nascita del figlio Sigismondo, lo fa rinchiudere in una torre. Un giorno, per provarne la veridicità, ordina che venga portato, addormentato, in palazzo dove tutti lo accolgono come un principe ereditario. Svegliatosi, Sigismondo, che è stato allevato come una belva, libera i suoi istinti peggiori, cosicché il re ne decreta un nuovo allontanamento. Ridestatosi, Sigismondo non sa se il giorno trascorso a corte sia stato un sogno, ma decide comunque che, se dovesse tornarvi, emenderà la propria condotta perché: “[…]l’esperienza m’insegna che l’uomo che vive sogna quello che egli è, sino al risveglio. Sogna il re d’esser re e vive in quest’inganno comandando, disponendo, governando; i plausi ch’egli riceve, non più che in prestito, li scrive nel vento, e li converte in cenere la morte!”
Alla luce di questa consapevolezza, il protagonista diventerà un sovrano esemplare dal giorno in cui il popolo, scoperta la sua esistenza, ne permetterà la liberazione e l’ascesa al trono.
Le considerazioni di Sigismondo mi sono tornate in mente nei giorni che hanno preceduto, accompagnato e seguito il recente G8 de L’Aquila. Nei tanti parallelismi che la storia ci offre, non sorprende che il dramma di Calderón, come tutte le opere del periodo, sia stato concepito nel momento di massima crisi istituzionale, economica e sociale del suo Paese. Il “secolo d’oro” è consustanziale alla miseria, materiale e morale, del tempo.
Può essere una chiave di lettura. Ma non fermiamoci qui.
In questo primo scorcio d’estate, è successo anche dell’altro dietro le quinte italiche.
Questo, per esempio: il 29 giugno, Rita Clementi, ricercatrice medico di 47 anni, ha scritto al presidente Napolitano una lettera per annunciare la sua decisione di lasciare l’Italia. Laureatasi in Medicina, con specializzazione in Pediatria e Genetica Medica, nel 2004 aveva pubblicato un articolo che sintetizzava i risultati delle sue ricerche sull’origine genetica di alcune forme di linfoma maligno. Le istituzioni presso le quali lavorava non l’hanno reputato abbastanza interessante (a cosa vuoi serva una possibile cura per il cancro?) mentre illustri gruppi di ricerca stranieri ne hanno confermato gli esiti facendolo diventare parte integrante dei loro progetti. Da lì il passo verso la partenza è stato breve, seppur sofferto. Dal 1° luglio, Rita Clementi lavora come ricercatrice presso un importante centro medico di Boston. Dopo anni di contratti a termine, di precarie borse di studio e di notti trascorse in laboratorio una volta rimboccate le coperte ai propri figli.
Della sua lettera colpisce non tanto l’accento sulla nostrana mancanza di finanziamenti per la ricerca ma la denuncia del malcostume imperante, quello che premia i disonesti, danneggia le menti migliori e impedisce di curare i malati. Lo stesso che, infine, ostacola chi sa di fare le denunce per paura di ritorsioni. “Con molta amarezza, signor presidente, la saluto”: un commiato che è anche un epitaffio sul nostro futuro.
Mentre Rita Clementi faceva le valige, usciva in libreria La bellezza e l’inferno di Roberto Saviano. Lo scrittore diventato, suo malgrado, uno che, le rare volte in cui lo vedi in televisione, sembra appena tornato dal regno di Lucifero. E che del nostro mondo ha anche dimenticato dove si tengano le mani. Forse perché troppo spesso le ha usate per tirare pugni di rabbia contro le pareti della sua reclusione coatta. O forse perché, quando gli parli del traffico delle nostre strade, non capisce di quale Paese di tratti. Lui ne ha visto e vissuto un altro. Quello in cui la camorra non è un’organizzazione criminale. È l’economia. È il made in Italy. È il marchio che sta dietro, davanti, ai lati di ogni traffico di droga, di cemento, di benzina, di caffè, di rifiuti tossici, di magliette contraffatte, di cellulari, di pane, di mozzarelle, di ortaggi. Gli stessi che ci ritroviamo nelle nostre case, nelle nostre strade, nelle nostre città. A Napoli, come a Milano, come in Scozia, come in Romania, come in Sudafrica. È la nostra immagine vincente, insomma.
Cosa ci trasmettono allora queste storie? L’alto valore morale dei protagonisti? Forse. Ma provate a dirlo ai vostri figli, a insegnare loro il dovere verso se stessi, lo spirito di sacrificio, uno di quei pomeriggi in cui non vorranno saperne di starsene incollati a una scrivania a fare i compiti. Vi sentirete rispondere che non ne vale la pena: meglio rilassarsi, seguire la corrente, tutt’al più cercarsi il potente di turno che ti dia tutto e subito.
E io mi chiedo se sia davvero questo il Paese che vogliamo vivere e sognare.
Donatella Vassallo

Dal nostro archivio (a. 2009) e da Issue France (luglio 2021)

Dal nostro archivio. Julia Butterfly Hill: Una farfalla sulla Luna e da Issue France (post del 6 luglio) Stessa città, stesso giorno, stessa ora ma due strade diverse.

Percorsi vocali e strumentali nella comunità che vive

Prosegue il percorso musicale-artistico dell’Associazione Musicale Fiorentina, che propone il secondo appuntamento dell’iniziativa “Percorsi vocali e strumentali nella comunità che vive”.
L’evento è previsto per martedì 9 marzo dalle ore 17 alle 19 presso la splendida location dell’Accademia dei Georgofili – Piazzale degli Uffizi (Firenze), che riaprirà eccezionalmente proprio per accogliere le esibizioni del Gruppo Polifonico Quodlibet e del piccolo complesso dell’AMF.
L’ingresso al concerto è gratuito ed è necessaria la prenotazione telefonica, da effettuarsi al seguente recapito: 055 5391992 (lun-ven orario di ufficio).
Il progetto “Percorsi vocali e strumentali nella comunità che vive” è un’occasione per unire alla magia della musica l’opportunità di riscoprire luoghi suggestivi delle nostre città solitamente chiusi al pubblico o comunque non votati all’arte musicale.
Il connubio tra musica e arte, architettura e natura consentirà ai cittadini di ”riappropriarsi” di luoghi incantevoli ma poco conosciuti attraverso il linguaggio dei suoni e della voce.
I prossimi appuntamenti previsti sono: il 27 marzo presso l’Accademia Toscana di Scienze e Lettere La Colombaria (FI); il 10 aprile presso l’Accademia delle Arti e del Disegno (FI).
Il progetto “Percorsi vocali e strumentali nella comunità che vive” propone un calendario ricco di eventi, supportati dal partneraniato di: Comune di S. Casciano Val di Pesa, Centro Associazioni Culturali Fiorentine, Conoscere Firenze, Corale “C. Monteverdi”, Centro Socio culturale Cerbaia C.S.C.

23 dicembre: invito per lo scambio di auguri

Cari amici,
spero di vedervi tutti – con altri soci e simpatizzanti – mercoledì 23 dicembre tra le ore 16 e le ore 19 per un brindisi e scambio di auguri di Buone Feste nella nostra sede di Via Orsini 44.
Prenotatevi con Mariarita Signorini che generosamente si presta a fare da guida in un giorno di gennaio (da stabilire) alla mostra I MAI VISTI ‘Santi poeti navigatori’…alle Regie Poste Uffizi: magari se ne parlerà mercoledì 23.
Grazie e tanti cordiali saluti.
Leonardo Rombai, Presidente di Italia Nostra Onlus – sezione di Firenze

“Manifestazione NOTAV – Le alternative ci sono”: fotografie e commento

Italia Nostra Firenze
Cittadini Area Fiorentina
Comitati dei Cittadini Firenze

Per una  Firenze più leggera no al sottoattraversamento TAV opera inutile, dannosa, costosa. Ci sono le alternative

Bellissima risposta dei cittadini all’appello a manifestare indetto dalla Consulta TAV (Coordinamento di comitati, associazioni e cittadini contro il progetto di sottoattraversamento TAV di Firenze): oltre mille persone hanno sfilato in corteo da piazza San Marco a piazza della Signoria seguendo uno striscione  con lo slogan “No al tunnel tav sotto Firenze – Le alternative ci sono!”
Si è trattato di una gioiosa manifestazione di cittadini che si sono incontrati perché vogliono far capire che esistono più alternative a quella che da tempo viene presentata come l’unica soluzione per il nodo fiorentino della TAV.
Fra le numerosissime adesioni alla manifestazione ci sembra particolarmente importante quella di Ivan Cicconi anche per la proposta che fa e che va nella direzione della richiesta, che in questi ultimi tempi stiamo portando avanti, di un dibattito partecipato per questa importantissima opera. La sua proposta di pubblico dibattito dovrebbe essere una richiesta che oltre che dalla Consulta dovrebbe essere sostenuta attivamente nei prossimi giorni da tutte le forze politiche e associazionistiche che hanno aderito alla manifestazione.

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