Archivi della categoria: Aeroporto e grandi questioni urbanistiche

Manifattura Tabacchi (Firenze) – Le osservazioni critiche di Italia Nostra al Piano di Recupero

L’Associazione Italia Nostra deve sottolineare che il Piano di Recupero e la Variante Urbanistica relativi alla ex Manifattura Tabacchi, adottati con delibera del Consiglio Comunale di Firenze n. 2018/C/00063 del 17 dicembre 2018, prevedono la demolizione di alcuni fabbricati esistenti lungo Via Tartini e il recupero della cubatura mediante la costruzione di fabbricati ex novo, sempre lungo Via Tartini, resa incrementabile per effetto della cessione al Comune del volume corrispondente al Teatro Puccini. Italia Nostra ritiene che l’incremento della cubatura edilizia lungo Via Tartini (ben 19.000 mq) sia eccessivo, in quanto saturerebbe l’unica area che potrebbe essere destinata a verde, a beneficio del rispetto degli standards (vedi oltre). L’Associazione non ritiene ammissibile consentire viete speculazioni edilizie, che arrecherebbero pesanti alterazioni al rapporto dimensionale e figurale tra i fabbricati di valore storico-architettonico e i nuovi fabbricati di progetto. Continua a leggere →

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I CITTADINI CONTRO IL NUOVO AEROPORTO!

Sabato 30 marzo migliaia di residenti della piana fiorentina hanno manifestato contro il progetto del nuovo aeroporto. I sindaci di Sesto, Calenzano, Carmignano, Prato e Poggio a Caiano hanno aperto il corteo sul grande prato del polo scientifico, luogo simbolo del devastante progetto del nuovo scalo aereo fiorentino destinato a sacrificare definitivamente il più volte sbandierato Parco della Piana.

Di seguito la rassegna stampa del 31 marzo ove non mancano i sostenitori del nuovo scalo.

31 mar Corr Fi. In tremila per dire ancora no a Peretola Biffoni, Naldi provoca, e allora io sfilo

31 mar Naz Fi. «Fermiamo l’aeroporto» Migliaia in marcia da Sesto a Peretola

31 mar Naz Fi. Ma Toscana Aeroporti non ci sta «Protesta ideologica senza argomenti»

31 mar Naz Po. Migliaia in corteo contro l’aeroporto «Subito risposte»

31 mar Rep Fi. Tremila in marcia per dire ‘no’ alla nuova pista dell’aeroporto

31 mar Tirr Po. Striscioni, cartelli e tamburi per dire no al nuovo aeroporto

AEROPORTO DI FIRENZE

Ieri 6 febbraio, la Conferenza dei Servizi ha dato il parere positivo (con voto negativo dei Comuni di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Prato) alla costruzione del nuovo aeroporto privato, garantendo in tal modo anche il finanziamento pubblico per ben 150 milioni di euro. E ciò, nonostante l’accertato impatto devastante che la nuova macroscopica infrastruttura – ingiustificata dalla vicinanza e dalla funzionalità di Pisa e di Bologna – avrà sull’assetto ambientale, sanitario e territoriale della Piana fiorentina, che da tanti anni era in attesa (in base alle previsioni di piano della Regione) di essere trasformata in un grande Parco Ecologico-Culturale.

            La mobilitazione delle associazioni e dei cittadini prevede al Circolo di Quinto Alto (Via Venni 8) un primo incontro informativo, oggi 7 febbraio alle ore 21. A seguire, domenica 10 alle ore 13, la Gnoccata con prodotti locali al prezzo di 10 euro (prenotazione obbligatoria 338 1715659). 

COMUNICATO STAMPA 30.01.2019   TAV, AEROPORTI, TERZE CORSIE AUTOSTRADALI E AUTOSTRADE, PONTI, STADI, INCENERITORI E ALTRE OPERE: NON SUFFICIENTI LE VALUTAZIONI TRADIZIONALI PER DECIDERNE LA FATTIBILITA’.

 

IL PIANETA

 Associazione per la tutela della Natura e dell’Ambiente, della Salute,

del Patrimonio Storico e Paesaggistico.

Rignano sull’Arno (Firenze)

 

In prima analisi l’Italia, come paese industrializzato, sfora abitualmente i parametri indicati dall’IMPRONTA ECOLOGICA e quindi il bilancio è in perdita: questo designa una economia NON sostenibile; segnala che utilizziamo più risorse di quelle che il nostro territorio e le nostre acque possono fornire e rigenerare.

Già la valutazione di questo parametro dovrebbe, ai responsabili delle istituzioni e dell’economia, fornire chiare indicazioni sulle scelte da fare in merito a molte opere.

L’Italia, assieme alle altre grandi nazioni industrializzate, contribuisce nella quota parte, al debito ecologico sul pianeta Terra.

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IL MANIFESTO EDIZIONE DEL 17.01.2019 PUBBLICATO 16.1.2019, 23:55 La verità sul Tav. Non una strategia ma un gioco d’azzardo

Lettera aperta alle «madamine» . Il progetto di nuova linea ferroviaria Torino-Lione poggia su presupposti di decenni fa, rivelatisi errati. Chi si oppone a tale opera lo fa da oltre vent’anni basandosi su grandezze fisiche e previsioni analitiche. Proviamo pertanto, come docenti universitari a proporre di fare qualche passo avanti su una questione che rischia di basarsi su una tifoseria tribale più che su elementi razionali

 

Care Madamine,
abbiamo letto e ascoltato vostri interventi riguardo alla nuova Linea Ferroviaria Torino-Lione. Ci sembra che attribuiate a quest’opera un valore del tutto simbolico, non ritroviamo nelle vostre parole né dati tecnici né scenari di futuro basati sulla realtà fisica, mentre compaiono soltanto aspettative generiche che nulla hanno a che vedere con un traforo sotto il massiccio dell’Ambin.

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Firenze Master Plan aeroportuale 2014-2019 – L’incompatibilità paesaggistica-ambientale dell’infrastruttura aeroportuale.

La relazione MIBACT del 6 aprile 2016, inviata dal dottor Francesco Scoppola, Direttore Generale Belle Arti e Paesaggio Servizio III, al Gabinetto del MIBACT e al Ministero dell’Ambiente, codifica con chiarezza la sostanziale incompatibilità paesaggistica-ambientale del progetto di nuovo aeroporto di Firenze.

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Al riguardo, diversi sono i motivi, ma il più ragguardevole riguarda l’assoluta mancanza di coerenza con il Piano di Indirizzo Territoriale con valenza di Piano Paesaggistico della Regione Toscana (PIT-PPRT). Scoppola sottolinea con forza il fatto che – nella riunione istruttoria del 22 aprile 2015 convocata dal Ministero dell’Ambiente-Commissione Tecnica VIA-VAS – il rappresentante Direzione Generale MIBACT “ha evidenziato la non coerenza tra alcune proposte contenute nel Master Plan presentato e le previsioni di PIT, in particolare con quelle relative alla lunghezza della pista”. L’allegato A5 del PIT – Testo che integra la Disciplina del Master Plan, al comma 1 lettera b dell’art. 6 ter prescrive, infatti, che “lo sviluppo dell’unica pista di atterraggio sia realizzato nel rispetto della sostenibilità territoriale e ambientale e della compatibilità con il progetto di territorio del Parco agricolo della Piana, e comunque non abbia una lunghezza massima superiore a 2000 metri lineari”.

L’incompatibile previsione del Master Plan, evidente fin dall’inizio, non è stata mai corretta, nonostante la chiarezza esemplare dell’art. 4 della Disciplina di piano “carattere delle disposizione”, che al comma 2 stabilisce: “g) le prescrizioni costituiscono disposizioni alle quali è fatto obbligo di attenersi puntualmente; del resto, anche “l’art. 5 ter comma 2 della disciplina del master plan soprarichiamato – aggiunge Scoppola – stabilisce che la Regione verifica che il progetto di qualificazione della infrastruttura aeroportuale sia compatibile con il progetto di territorio Parco agricolo della Piana”, senza alcuna possibilità per gli strumenti urbanistici comunali si modificare le disposizioni dettate dal PIT. L’incompatibilità della nuova pista è così spiegata: “l’allungamento della pista di quattrocento metri determina infatti l’interferenza con l’Ambito di salvaguardia ‘A’ specificamente destinato nel PIT esclusivamente alla realizzazione del Parco agricolo della Piana”: al quale Parco verrebbero, tra l’altro, sottratti ben 200 ettari di terreni agricoli, dal momento che il sedime complessivo del nuovo aeroporto insisterebbe su 320 ettari contro i 120 ettari attuali.

Le altre incoerenze con la disciplina paesaggistica del PIT riguardano la tutela del paesaggio ai sensi del D. Lgs. 42/2004 e s.m.i. La medesima Direzione Generale ha rilevato, infatti, l’interferenza e l’impatto distruttivo delle opere in progetto e specialmente della pista della prevista lunghezza di 2400 m con diversi beni tutelati dalle normative nazionali e regionali e da quelle europee (siti di interesse comunitario – Direttiva Habitat).

E’ il caso, in particolare, di alcune aree naturali protette e SIC, quali il Podere La Querciola e soprattutto il Lago di Peretola: riguardo a quest’ultimo, “il progetto della pista, così come proposto dal proponente, si sovrappone completamente al suo invaso e alle aree contermini determinandone la cancellazione […], L’art. 7 della Disciplina dei beni paesaggistici contenuta nel PIT riferito ai territori contermini ai laghi, al punto 7.3 prescrive che gli interventi di trasformazione, compresi quelli urbanistici ed edilizi, ove consentiti, sono ammessi a condizione che […] non alterino l’assetto idrogeologico e garantiscano la conservazione dei valori ecosistemici paesaggistici”. Oltre a ciò, Scoppola rileva che “nel DEC/VIA n. 676 del 4/11/2003 la Regione Toscana, riconoscendo la rilevanza della suddetta zona umida, in quanto sito importante per la nidificazione di specie rare e luogo di sosta per l’avifauna migratoria, prescrive una serie di misure utili alla sua riqualificazione e alla riduzione delle cause di degrado”;

e della “fascia panoramica – di metri 300 di larghezza da ogni lato – lungo la rotabile Firenze-Mare che offre visuale di ville e borghi celebri e di boschi” ed è tutelata dal D.M. 20/05/1967.

In altri termini, tutti questi beni paesaggistici sono “sottoposti a tutela ai sensi dell’art. 142 del Codice” e “sono oggetto della Disciplina dei beni paesaggistici del PIT”, le cui norme “non consentono modifiche morfologiche e alterazioni”. Del tutto incerte – come non si nasconde nella citata relazione il Direttore Generale – appaiono le proposte di compensazione avanzate al riguardo, con offerta di realizzazione di alcune nuove zone umide in aree dei Comuni di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Signa.

 

Leonardo Rombai, Presidente di Italia Nostra Firenze (già professore ordinario di Geografia nell’Università degli Studi di Firenze).

 

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