Archivi della categoria: Alberature urbane

IN MENO DI UNA SETTIMANA E IN ATTUAZIONE DI UN PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DI CINQUE AREE VERDI DEL Q3, L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI FIRENZE ATTRAVERSO LA DIREZIONE TECNICA DEL Q3 HA ABBATTUTO 123 PIANTE, UNA PARTE CONSISTENTE DI UNA STUPENDA PIOPPETA CHE FA PARTE DEL PARCO LINEARE PUBBLICO REALIZZATO IN RIVA DESTRA DELL’EMA DALLO STADIO GUIDI FINO ALLA VIA VECCHIA DI POZZOLATICO.

 

Una porzione consistente della pioppeta realizzata alcuni decenni fa da un privato e poi donata al Comune per arricchire un bel parco lungo l’Ema è stata cancellata brutalmente e velocemente in 6 giorni.

Esaminando la documentazione del progetto esecutivo in atto, emerge chiaramente che si è trattato di una pioppeta ad uso ricreativo e non più produttivistico, come una coltura agraria invocando una turnazione a priori. In questo modo si sta compromettendo seriamente la possibilità di avere a Firenze una Urban Forest, sebbene monospecifica.

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Suona la campanella alla nuova scuola media “Dino Compagni”: non è mai troppo tardi per conoscere luci ed ombre di un percorso lungo e tortuoso giunto a destinazione

Scuola Dino Compagni: il patrimonio arboreo prima e dopo degli abbattimenti (lato Via Sirtori-Via delle Centostelle) 

Quest’anno gli allievi della scuola media, che per tre anni e mezzo hanno frequentato le aule della scuola-parcheggio presso l’ex l’Istituto dei ciechi di Via Nicolodi, varcheranno la soglia della nuova scuola Dino Compagni di Via Sirtori. Il sindaco Nardella sarà lì, all’entrata, lunedì 16 ad attendere allievi e allieve.

E’ bene che i cittadini tengano viva la memoria storica e sappiano che questa meta arriva dopo un percorso lungo e tortuoso, nel quale si sono elevate voci dal versante dei genitori e dei loro rappresentanti nei consigli di istituto della scuola e dei cittadini del quartiere, che hanno contribuito in modo decisivo a mettere a segno gli aspetti positivi di questo progetto, come l’obiettivo di avere 24 classi e non 21 della dimensione di 50 mq circa, quando gli allievi, per anni, sono stati ristretti fino all’ultimo in aule di 40 mq in cui stavano fino a 28 allievi, in ambienti sempre più precari e fatiscenti.

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Nell’ambito del dibattito suscitato dalle dichiarazioni di Francesco Mati sul rinnovo delle alberature cittadine riceviamo e pubblichiamo il puntuale contributo di Barbara de Cesare del Comitato Lungarno del Tempio

Firenze, 4 settembre 2019
Leggendo il comunicato stampa di Francesco Mati dal titolo “La rotazione delle alberature è necessaria per salvare il verde pubblico” (2 settembre 2019), ancora un volta mi accorgo di quanto certa terminologia possa essere pericolosamente fuorviante e mi stupisco di quanto ancora continui ad essere difficile la comunicazione, sia pure a proposito di argomenti che ormai sono stati già ampiamente trattati dal punto di vista scientifico, ma anche acquisiti da chi è un semplice appassionato di ambiente e natura.
“Rotazione” può voler dire tante cose; può anche sottendere una certa gradualità di interventi, finalizzati all’eliminazione delle situazioni di criticità in maniera progressiva. Mentre invece la ‘pianificazione’ di ricambi delle alberate ogni 20 anni (“alberate di facciata a ciclo breve”) o 40 anni (“alberate ornamentali a ciclo lungo”), così come è stata presentata in varie sedi e durante importanti convegni, è razionalmente improponibile.

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Italia Nostra: Basta con gli abbattimenti indiscriminati

 

La Nazione 31 agosto 2019, Intervista a Mario Bencivenni

Il testo integrale in risposta alle argomentazioni di Francesco Mati

Piazza della Vittoria: come intervenire sul verde pubblico storico con la polizia piuttosto che con tecnici giardinieri.

 

I cittadini chiedevano partecipazione e l’amministrazione, il giorno dopo ferragosto, ha risposto manu militari per imporre il taglio degli alberi in Piazza della Vittoria a fronte di incontri pubblici, conferenze stampa che avevano presagito un possibile percorso di gestione comunitaria degli spazi pubblici nel Q5 della città.

Coerente con sé stessa, già due anni fa, per il taglio degli ippocastani di viale Corsica, l’amministrazione comunale si era nascosta dietro l’uso della forza pubblica, poiché incapace di interloquire con la popolazione residente. Nel caso di Piazza della Vittoria, il quotidiano La Repubblica cita l’espressione “incursione militare”. Gli alberi di per sé rivestono un valore simbolico, oltre a tutti gli aspetti legati alla loro multifunzionalità’ ambientale, un alto valore simbolico – politico. Ce lo ricordano la difesa del Gezi Parki a Istanbul nel 2013, oppure il Chipko Moviment in India all’inizio degli anni Settanta, dove la difesa dei diritti dei cittadini si sposava con la sopravvivenza di alberi in aree a parco urbano ed in aree protette.

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Dalla foresta urbana alla prateria urbana: e’ questo il nuovo piano del verde del Sindaco di Firenze?

L’amministrazione fiorentina è uscita vincente dalle ultime elezioni politiche con un fare camaleontico, quasi una bioinspiration politica, cangiando d’improvviso colore, diventando – ma solo apparentemente – verde. E’ solo un greenwashing istituzionale che trasforma la politica in marketing dando «un’immagine di sé ingannevolmente positiva». La conversione ecologica esige un substrato culturale profondo ed il nostro Paese ne difetta da anni e tanto più il ceto politico. Il partito tradizionalmente a cultura verde in Italia ha raggiunto a malapena quota 2%….

L’idea dunque di fare di Firenze la città più verde al mondo (peraltro ci sono molte città nel mondo già campionesse in greening) è sorprendente e quanto mai suggestiva. Pareti vegetali agli immobili, giardini pensili, verde di copertura dappertutto…Bellissimo, fortissimo…Ma come? Quando?

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