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Alta velocità: politica e interessi nell’affare Terzo Valico, come al solito

Fonte: Il Fatto Quotidiano
Di: Fabio Balocco

Mi  è capitato due volte in questi ultimi tempi di parlare con dei dipendenti di Rfi. Persone qualsiasi, incontrate per caso. Due mentre aspettavo il solito treno in ritardo, un terzo parente di amici che mi ospitavano. I primi due commentavano il Tav Torino-Lione, il terzo il Terzo valico. E tutti concludevano che ambedue le opere erano realizzate solo per far lavorare delle imprese, non già che fossero utili. Tutti concordavano sul fatto che i flussi di traffico sono bassi e non giustificano le grandi opere attualmente in fase di esecuzione.
Sul Tav Torino – Lione ho avuto modo di dilungarmi più volte. Magari qui conviene solo ricordare che la Cmc, la cooperativa rossa ravennate (divenuta ahimè famosa per il disastro del Mugello, sempre lavori Tav), ha avuto l’appalto del tunnel  geognostico di Chiomonte con affidamento diretto, poiché aveva già vinto i lavori per il tunnel di Venaus. Peccato che le due opere non siano affatto paragonabili tra loro. E magari, già che ci siamo, ricordiamo anche che Marco Rettighieri, già direttore appunto di Ltf (Lyon Turin Ferroviaire), attualmente dirige i lavori dell’Expo 2015, dove è stato arrestato Primo Greganti, già consulente fidato di Cmc.

Spendiamo qualche parola invece sull’altra opera inutile, il Terzo Valico. Guarda caso, anche qui, pur di realizzare l’opera, si parte con il progetto di un treno passeggeri, per poi passare ad un progetto di treno merci. Ma anche il traffico merci non giustifica l’opera.  “Al momento, secondo i dati dell’autorità portuale, siamo a meno della metà delle merci rispetto alle previsioni fatte 20 anni fa”. Anche qui c’è l’amianto. ma tutto questo passa in secondo piano rispetto alla torta da spartire fra le imprese: circa sei miliardi di euro il costo stimato.
Il General Contractor del Terzo Valico è la Cociv, un consorzio nato nel 1991 giusto per realizzare la tratta ferroviaria. Alla Cociv i lavori furono affidati già nel lontano 1992. Senza gara d’appalto.
La Cociv si avvale ovviamente di ditte subappaltatrici. Il comitato che si batte contro il Terzo Valico ha scoperto delle cose interessanti riguardo alle imprese cui i lavori sono stati affidatiUna è la Polistrade s.p.a., ditta fiorentina, con il suo patron Alfiero Poli, sotto inchiesta dal 2011 a Firenze per abuso edilizio. Poli si distinse per aver partecipato ad una cena nel 2007 a favore dell’allora ministro Rutelli, organizzata dal presidente della Provincia Matteo Renzi (proprio lui, lo scout), fra politici di sinistra (si fa per dire) ed imprenditori di destra (si fa per dire). Costo del pranzo: 1.000 euro a testa.
Un’altra impresa invece è la Maeg s.p.a., finita nell’inchiesta sulla realizzazione del minimetrò di Perugia, le accuse sono truffa aggravata e turbativa d’asta. Insieme ad altre aziende avevano fatturato un importo superiore ai 250.000 euro per lavori mai eseguiti, costituendo anche un cartello per spartirsi i lavori.
Grande sponsor del Terzo valico è quell’ex senatore Pdl Luigi Grillo, che – dopo esser finito in carcere –  ha ammesso di aver preso una tangente per i lavori dell’Expo 2015. Già, quello stesso Expo 2015 di cui parlavo più sopra.

 

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Cultura, un valore per la rinascita dell’Italia

Il 12 e 13 ottobre a Fermo si è svolto il Convegno Nazionale e Congresso dei Soci di Italia Nostra: il Ministro Bray al convegno di Italia Nostra a Fermo: “Attraverso la centralità della cultura è possibile recuperare il tessuto sociale del paese”; Parini: “Cultura, un valore per la rinascita dell’Italia”.
“Partire dal rilancio dei beni culturali per progettare in modo diverso il Paese” – lo ha dichiarato il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Massimo Bray intervenendo a Fermo al convegno di Italia Nostra “La centralità della Cultura nell’azione di Governo”. “In un periodo di crisi economica è proprio la cultura che può sostenere la crescita. Sono convinto la centralità della cultura possa ricostruire il tessuto di un paese ferito non solo per una crisi economica che diventa anche sociale”.
“Siamo particolarmente grati al ministro – ha affermato Marco Parini, presidente di Italia Nostra nel suo intervento – per la sua presenza, per sua paziente capacità di ascolto e per avere già agito in molti casi difficili per la loro soluzione. Il tema che Italia Nostra pone al centro dell’interesse della politica è quello della centralità della cultura nell’azione di Governo per innescare un meccanismo virtuoso di crescita e sviluppo. La nostra – aggiunge Parini – è una quotidiana politica di ricerca di pareggio di bilancio, è un inseguire continuo che determina uno sbilanciamento programmatico. E’ di questi giorni l’approvazione di un provvedimento che favorirà la vendita di alcuni immobili dello Stato per fare cassa, una manovra che consentirà di portare nelle casse dello Stato circa 500 milioni. A me hanno sempre insegnato che in una gestione virtuosa l’argenteria di casa non si svende. Vendere o svendere è un errore. Bisogna valorizzare, magari procedere a concessioni pluriennali con un ferreo controllo su conservazione e tutela. Ciò consente di mantenere in mano pubblica il nostro patrimonio, che è bene comune di tutti i cittadini. Tutela, conservazione e valorizzazione del nostro patrimonio, del nostro territorio sono motori di sviluppo eccezionali che, se gestiti da una politica lungimirante, possono creare ricchezza e lavoro. Le eccellenze italiane, il patrimonio artistico e monumentale, i musei, l’enogastronomia, la moda, il design, sono voci che nella nostro bilancio sono sempre positivi e in continuo incremento. Ciò dovrebbe far riflettere i nostri amministratori e i nostri politici. Destinare risorse al nostro patrimonio crea ricchezza per il Paese. Ricordiamoci – conclude Parini – che la situazione drammatica, non solo economica ma anche sociale in cui ci troviamo, è figlia anche di un uso scorretto della ricchezza. Avere un faro, avere la convinzione che per ripartire sia fondamentale la cultura, che non è un costo, ma un valore, è un investimento per il futuro. Noi oggi da Fermo lanciamo un tema, il “new deal della cultura”. Perché non ripartire proprio da qui?
Italia Nostra, la prima associazione nata nel 1955 per  la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione, continua dunque a richiamare l’attenzione delle Istituzioni affinché valorizzazione e tutela dei beni culturali e dell’ambiente siano una priorità dell’azione di tutti i Governi, di qualunque colore essi siano. Lo ha fatto alla presenza del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Massimo Bray che ha partecipato al convegno “La centralità della Cultura nell’azione di Governo”, in occasione del congresso nazionale di Italia Nostra che ha riunito a Fermo per due giorni chi ha fatto dell’amore per il patrimonio culturale italiano una ragione di vita.

Italia Nostra, ufficio stampa | Maria Grazia Vernuccio cell. 335.1282864 mariagrazia.vernuccio@gmail.com

Guarda il TGR Marche del 12.10.2013 (da 00:03:33)

Approfondimenti:
Leggi i comunicati stampa dell’11 ottobre 2013:

Consulta i programmi degli eventi in dettaglio:

Ecco il depliant dell’evento:

Bellosguardo, sospetto abuso edilizio. Lavori bloccati in via Arnoldi

Fonte: La Nazione, 28 settembre 2011

Tre indagati per abuso edilizio dal sostituto procuratore Luigi Bocciolini e cantiere bloccato da un’ordinanza del Comune in via Arnoldi, nella zona di Bellosguardo, dove si stanno (si stavano) costruendo tre palazzi con svariati appartamenti. L’inchiesta è nata da un esposto dei residenti della zona, che si sono legati in un comitato nato appositamente per contrastare la cementificazione dell’area. Sarebbero sostanzialmente tre i punti su cui si è apposta l’attenzione della magistratura: l’aver costruito una piattaforma su un terreno confinante, fuori dal comparto oggetto dell’intervento; il singolare mutamento di destinazione urbanistica dei terreni, ottenuto con il vincolo di dimostrare la realizzazione delle opere di urbanizzazione (cioè prima si fa il palazzo poi si pensa a tutto il resto); infine, la diversa distribuzione degli appartamenti da un punto di vista amministrativo-edilizio. Per tutto ciò, il pm Bocciolini, ha iscritto nel registro degli indagati la direttrice dei lavori del cantiere di via Arnoldi Isabella Massimi, il costruttore della strada di accesso all’area in fase di realizzazione (prima c’era un sentiero) Alfiero Poli e il responsabile dell’intero progetto urbanistico Lorenzo Giudici, già rinviato a giudizio nell’ambito dell’inchiesta di progettazione Quadra.
Si apre uno spiraglio per Bellosguardo. Dopo le proteste dei cittadini e i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, gli appartamenti di via Arnoldi potrebbero essere abbattuti e ripristinato il verde. «Dopo anni di lotte, speriamo di riuscire davvero ad ottenere qualcosa», commenta il consigliere comunale Tommaso Grassi, che, insieme a Italia Nostra e al comitato dei cittadini di area fiorentina, ha seguito da vicino la vicenda. Forse non è nemmeno troppo tardi per dire addio alla colata di cemento che ha deturpato il paesaggio, ma resta il rischio che episodi come questo possano ripetersi.
«Il caso non è nemmeno l’unico, e penso ad esempio al ‘mostro’ del Poggetto – fa presente Nino Scripelliti, presidente di Confedilizia Firenze e vicepresidente di Italia Nostra, di cui segue le questioni legali – ma perché non accada più, occorre migliorare l’efficacia dei controlli, prima che venga aperto il cantiere». «Dal punto di vista formale, infatti – spiega Scripelliti – l’impresa Giudici Costruzioni è in regola, in quanto ha ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie per costruire le palazzine di via Arnoldi. Solo che evidentemente a livello di uffici interni delle amministrazioni c’è qualcosa che non funziona: prima si dà il permesso, salvo poi rendersi conto dell’obbrobrio solo quando i cittadini protestano ed i lavori sono finiti o quasi».
NELLO SPECIFICO, i lavori del progetto di via Arnoldi sono partiti nel 2005, dopo aver ricevuto il via libera della soprintendenza e del Comune. Con la posa delle prime pietre sono scattate le proteste di cittadini, comitati, associazioni ambientaliste, Italia Nostra in testa, che hanno chiesto alla Soprintendenza ai beni ambientali, architettonici e del paesaggio e al Comune di Firenze di intervenire, per verificare le autorizzazioni edilizie e urbanistiche di un cantiere aperto in un’area vincolata dal 1951 come bene di particolare valore storico, artistico e paesaggistico.
Nel 2006, in seguito al ricorso di Italia Nostra e del comitato dei cittadini dell’area fiorentina, il Tar della Toscana bloccò i lavori, ma la sentenza è poi stata annullata nel 2009 dal Consiglio di Stato. Il cantiere così è ripartito, tra le proteste e lo sdegno dei fiorentini per «l’assalto speculativo alle colline di Firenze» e per la decisione di fare andare avanti i lavori nonostante il rinvenimento di resti archeologici (una villa di epoca romana, un pozzo di epoca post-medievale e un insediamento sembra risalente all’età del bronzo).
NEL FRATTEMPO, il consigliere comunale Tommaso Grassi e il consigliere del quartiere 4 Mario Bencivenni, in seguito ad alcune loro dichiarazioni, sono stati citati dalla proprietà che, per danni di immagine e mancati guadagni, ha chiesto la cifra di 200mila euro.

Bellosguardo: vicenda infinita

Italia Nostra Onlus sezione di Firenze
Cittadini area fiorentina

Pubblichiamo due articoli del “Corriere Fiorentino” sull’annosa vicenda dell’edificazione di 46 appartamenti alle pendici di Bellosguardo a Firenze (cliccate per scaricarli):

  • 23 luglio 2011: “Bellosguardo, panorama di dubbi” I Palazzi di via Arnoldi: il giallo delle autorizzazioni ed il taglio degli alloggi sociali. <<Forse è tardi, anche dopo il mea culpa della Regione. Ma in via Arnoldi gli alloggi “sociali” sono stati tagliati. E restano i dubbi sulle autorizzazioni. La Regione fa verifiche.[…]>>
    Clicca qui per continuare a leggere l’articolo
  • 23 luglio 2011: “I confini variabili” di Alessio Gaggioli. <<Qualcuno potrebbe obiettare: chi sta costruendo in via Arnoldi ha avuto i permessi, è tutto in regola. E in fondo quei tre palazzi non sono stati costruiti sulla collina di Bellosguardo [….].>> Clicca qui per continuare a leggere l’articolo
  • 24 luglio 2011: “Riesplode il caso Bellosguardo”

Il rumoroso assalto alla collina di Bellosguardo e il silenzioso assenso di Matteo Renzi

Nel suo ultimo volume, Paesaggio, Costituzione, Cemento: la battaglia per l’ambiente, contro il degrado civile (Einaudi 2010), Salvatore Settis, tratteggiando il tragico panorama delle manomissioni italiane, scriveva:
“Eppure continuiamo a violentare il nostro paesaggio creandovi maldestre approssimazioni alle periferie urbane di altri continenti… Vedremo proseguire, in nome di un presunto interesse collettivo, la stolta cementificazione della collina di Bellosguardo presso Firenze, area di vincolo paesaggistico e storico artistico…”.
Il passo è riportato anche nel libro di denuncia di due noti giornalisti del “Corriere della sera”, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, dall’emblematico titolo Vandali. L’assalto alle bellezze d’Italia (Rizzoli 2011).
L’unico che sembra non accorgersi dello scempio di via Arnoldi è il Sindaco di Firenze Matteo Renzi. Eppure, da quasi un anno, cittadini singoli e Comitati di Cittadini, consiglieri comunali e di quartiere, lItalia Nostra Firenze, stanno chiedendo a lui e alla sua Giunta chiarimenti e interventi su questo episodio.
Nonostante la sua loquacità televisiva, non solo Renzi non risponde ai consiglieri della sua amministrazione, ma neppure a un ufficio della Giunta Regionale della Regione Toscana come il Garante regionale della comunicazione del governo del territorio, prof. Massimo Morisi. Quest’ultimo,nell’ambito delle sue funzioni istituzionali previste dalla legge regionale 1/2005 e su istanza a lui indirizzata in merito alla formulazione del parere favorevole della Commissione del Paesaggio del Comune di Firenze sulla variante al permesso a costruire n.370/2005 relativo a via Arnoldi, ha svolto un approfondimento di alcune questioni connesse alla concessione. In data 12 gennaio 2011 ha indirizzato a varie autorità competenti a vario titolo una lettera di 11 pagine nella quale si evidenziano ben 7 (sette) questioni che meriterebbero “uno specifico ulteriore accertamento da parte delle Amministrazioni competenti della piena congruità degli atti concernenti le questioni di cui ai punti precedenti”.
I primi destinatari della lettera erano, nell’ordine, il Sindaco Matteo Renzi, l’ing. Giacomo Parenti, Direttore dell’Area di Coordinamento sviluppo urbano del Comune, l’arch. Marcello Cocchi, dirigente del Servizio attività urbanistico-edilizie del Comune, la dott.ssa Elisabetta Meucci, presidente della Commissione Urbanistica e Patrimonio comune; l’unico segno di risposta è stata un’audizione della Commissione Urbanistica del Consiglio Comunale al Garante, tenutasi il 7 marzo, nel corso della quale non è stata peraltro data nessuna risposta a quanto rilevato dallo stesso Garante del territorio. Naturalmente, in quell’occasione, il Sindaco, che è anche assessore all’urbanistica, era assente.
Le domande riguardavano questioni non di poco conto, ma di notevole rilevanza quali:

  • l’autorizzazione paesaggistica è scaduta, pertantoi lavori realizzati dall’inizio di settembre 2010 sono abusivi e non sanabili;
  • la concessione edilizia è stata data per un lotto intercluso che non ha accesso a via di Soffiano per le necessarie opere di urbanizzazione primaria.

Intanto, al pervicace silenzio di Matteo Renzi fa riscontro l’assordante rumore delle gettate di cemento che solertemente procedono nel cantiere di Via Arnoldi.

Ecco infatti lo stato di avanzamento dei lavori sotto la collina di Bellosguardo in data 2 aprile

ll cantiere procede

Così il 7 aprile

E così era prima dell’inizio del lavori

17 gennaio 2011 piena solidarietà a Bencivenni e Grassi: “I vandali in casa a Firenze. Via Arnoldi e l’assalto alla Collina”

Italia Nostra dà la sua piena convinta solidarietà a Mario Bencivenni, dei Comitati dei Cittadini area fiorentina e Tommaso Grassi, dei Verdi di Firenze, entrambi consiglieri della lista Spini per Firenze rispettivamente in Consiglio di Q4 e nel Consiglio Comunale che sono stati chiamati a comparire presso il Tribunale di Firenze.
Sono infatti stati citati dalla SocietàLe Quinte Spa per ottenere il “risarcimento dei danni materiali ed immateriali cagionati alla Società attrice dalle dichiarazioni diffamatorie e comunque lesive del diritto d’immagine per le quali è causa, danno che si quantifica in euro 200.000,00”.
Mariarita Signorini per Italia Nostra

Italia Nostra Onlus sezione di Firenze
Cittadini Area Fiorentina
Comitati dei Cittadini Firenze
A chi vuole cementificare la collina: via libera attraverso la pratica del silenzio assenso!
A chi cerca di opporsi e chiede chiarezza sugli aspetti non chiari: la citazione in tribunale!

I lavori in corso all’interno dell’area collinare vincolata in via Arnoldi

Lunedì 17 gennaio 2011, alle ore 10 presso il Tribunale di Firenze, Mario Bencivenni, dei Comitati dei Cittadini area fiorentina, e Tommaso Grassi, dei Verdi di Firenze, entrambi consiglieri della lista Spini per Firenze rispettivamente in Consiglio di Q4 e nel Consiglio Comunale sono chiamati a comparire perché citati dalla Società Le Quinte Spa per ottenere il “risarcimento dei danni materiali ed immateriali cagionati alla Società attrice dalle dichiarazioni diffamatorie e comunque lesive del diritto d’immagine per le quali è causa, danno che si quantifica in euro 200.000,00”.
Non entrando nel merito delle questioni strettamente giuridiche (esistenza della diffamazione e del danno) che spettano all’autorità Giudiziaria che valuterà la causa, questa vicenda ci sembra chiami in causa anche questioni “politiche” nel senso più ampio e nobile del termine.
La controversia giudiziaria nasce da una vicenda che è collegata al parco della Collina Sud di Firenze, parco che con Decreto Ministeriale del 1951 è stato dichiarato bene di particolare interesse storico ambientale, paesaggistico dallo Stato Italiano, cioè un bene di particolare rilevanza che va anche oltre i limiti dell’interesse più strettamente locale.
E’ per questo motivo che tutti gli atti di pianificazione approvati successivamente, dai PRG del 1962 e del 1998 fino al PIT/piano paesaggistico della Regione Toscana del 2009, hanno recepito questo valore riconfermando anche nella pianificazione generale di ambito regionale o comunale i vincoli di tutela derivanti dalla legislazione nazionale.
Gli unici a dimenticarsi di tutto questo e a forzare questi vincoli in nome di un presunto interesse pubblico sono stati l’Amministrazione Comunale di Firenze e la locale Soprintendenza ai beni architettonici e del paesaggio che, nel 2005 e poi nel 2010, hanno ritenuto possibile realizzare un intervento edilizio che “prevedeva” 1500 mq. destinati ad alloggi in affitto convenzionato e 1.700 mq destinati ad alloggi in vendita sul mercato, cioè ben 3.200 mq di nuove costruzioni in un’area collinare di pregio vincolata dove non si sarebbe dovuto realizzare neppure un annesso agricolo di piccole dimensioni.

La pressione della periferia sulle aree di frangia collinari – al centro è visibile il cantiere di via Arnoldi

Bencivenni e Grassi, non solo come semplici cittadini, ma anche come eletti in assemblee elettive del Comune di Firenze e assieme a Comitati di Cittadini e associazioni ambientaliste come Italia Nostra hanno ripetutamente chiesto conto di questa aggressione e cementificazione della collina Sud, attraverso l’esame dalle pratiche ed interrogazioni e mozioni circostanziate e documentate.
Questioni di dominio pubblico pertanto e di grande rilevanza, più volte illustrate dalla stampa locale, e addirittura oggetto di un’interrogazione alla Camera dei Deputati presentata il 12 dicembre 2010 dall’on. Gino Bucchino (deputato del gruppo PD).
Riassumiamo qui le principali questioni sollevate:

  • la legittimità e la coerenza con le normative di pianificazione locale e nazionale delle concessioni edilizie rilasciate dal 2005 al 2010;
  • il rilascio di un’autorizzazione paesaggistica da parte del Comune di Firenze col silenzio assenso della Soprintendenza ai beni architettonici e del paesaggio ignorando completamente quanto previsto dal PIT/Piano Paesaggistico adottato dalla Regione Toscana nel 2009;
  • la permanenza dell’intervento di Via Arnoldi nel “Programma sperimentale di edilizia residenziale denominato 20.000 abitazioni in affitto” ;
  • il ritrovamento di consistenti reperti archeologici di varie epoche (insediamento dell’ Età del Bronzo, Villa romana del primo medio Impero romano, pozzo di epoca post-medioevale) avvenuto a partire da luglio scorso ad opera della Soprintendenza archeologica di Firenze e che ha determinato la necessità di una nuova variante al progetto approvato.

Sono alcune delle questioni più importanti legate a questa incredibile vicenda di lottizzazione e cementificazione di un’area vincolata, che Bencivenni e Grassi hanno sollevato in modo sempre circostanziato e documentato e quindi non solo legittimo, per un principio di libera espressione, ma anche doveroso per dei consiglieri eletti, portatori di più ampi interessi collettivi che in uno stato democratico sono garantiti dal diritto di critica politica.
Di fronte a questo grave atto nei confronti di questi due consiglieri chiediamo l’appoggio e la solidarietà da parte dei cittadini, delle associazioni ambientaliste, delle forze politiche tutte, in una vicenda nella quale sono messi in gioco il diritto di controllo dei cittadini sulla gestione della cosa pubblica e il diritto di critica politica degli eletti sulle questioni che riguardano i beni comuni.

Il parco della collina sud

 

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