Archivi della categoria: Boschi e foreste

2 giugno 2021. La passeggiata libera nel Parco delle Foreste Casentinesi

Domani si farà la passeggiata libera nel Parco delle Foreste Casentinesi, verranno con noi anche Andrea Abati Presidente I.N.Toscana  e Mario Bencivenni, Vicepresidente Firenze e tanti altri soci fiorentini oltre a quelli del Presidio mugellano con Piera Ballabio in testa,  sarà un’ escursione memorabile.

Il 2 giugno, stessa data, a distanza di 12 anni dalla passeggiata dell’Ariacheta, alla quale parteciparono più di 200 persone e che impedì di fatto, anche attraverso una mobilitazione dal basso, un altro mega impianto nei pressi dello stesso Parco tutelato dell’UNESCO per le sue faggete secolari .

Si partirà stavolta da Castagno d’Andrea, per godere delle bellezze del Parco delle Foreste Casentinesi, entrato di recente a far parte della Green list dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (la massima certificazione ambientale per le aree protette al mondo). Un’ eccellenza di livello mondiale messa in discussione dall’impatto delle 8 pale alte 170 m sul crinale contiguo, fondamentale corridoio ecologico del parco, là dove nidificano due coppie di aquile (monitorate) che veleggiano tra la Toscana e l’Abruzzo.  Sono felice e ancora  incredula di aver potuto organizzare un  evento che ha riunito tante sigle di veri ambientalisti.

 Mariarita Signorini

Due scritti di Alberto Abrami sulle foreste

Rivista Giuridica dell’Ambiente Numero 17, gennaio 2021. “Il documento di Greenpeace per una diversa gestione delle foreste dell’Unione Europea”. Il documento di Greenpeace sulle foreste dell’Unione Europea muove dalla considerazione che esse sono in Europa il maggior serbatoio per l’assorbimento di anidride carbonica nell’atmosfera, ma che oggi, per via dell’eccessivo sfruttamento, possono svolgere solo in parte questa funzione, sicché occorre riconsiderare il loro ruolo per recuperare una condizione di equilibrio fra interessi pubblici e interessi privati mediante una contrazione delle odierne utilizzazioni. E qui conviene ricordare che gli interessi pubblici espressi dal bosco sono di gran lunga superiori agli interessi di natura privatistica relativi all’estrazione del legno. Per la conciliazione di questi opposti interessi Greenpeace, nel suo documento, non nega l’importanza dell’esercizio della selvicoltura, ma ne suggerisce una diversa, meno intensiva, di quella attualmente praticata dai vari Stati europei – fra i quali anche l’Italia con il recente Testo Unico del 2018 – con il fine di ridurre della metà l’odierna emissione di anidride carbonica nell’atmosfera, la maggiore responsabile dell’effetto serra e del cambiamento climatico. LEGGI TUTTO

Italia Forestale e Montana, n. 1, 2021. “Esercizio della selvicoltura e vincolo paesaggistico ex lege n. 1497 del 1939: due interessi a confronto” Una recente sentenza della giustizia amministrativa – espressa su Ricorso Straordinario al Capo dello Stato e motivata dalla Prima Sezione del Consiglio di Stato – fa un’esplicita affermazione riguardo all’attività selvicolturale nei territori che siano stati vincolati con un atto amministrativo puntiforme sul territorio ex lege n. 1497 del 1939 , operando una distinzione, come meglio vedremo in seguito, con il trattamento dei boschi vincolati anch’essi per finalità paesaggistiche, ma direttamente dal legislatore nel loro genere, mediante la legge n. 431 del 1985.Nella prima ipotesi, l’organismo tutorio – ossia l’organo periferico del Ministero dei Beni Culturali – è soggetto interessato a giudicare, diversamente che dalla seconda ipotesi, se l’esercizio della selvicoltura alteri o meno il bene protetto. LEGGI TUTTO

Salvo il bosco di Inno (Lastra a Signa) ! Il Comunicato stampa di Italia Nostra: l’area di servizio era stata e equiparata, dal Comune di Lastra a Signa, alla stregua di opera di interesse pubblico…il Tar boccia

Il TAR Toscana boccia il distributore di carburanti sulla superstrada FI-PI-LI e salva il bosco di Inno (Lastra a Signa)

Italia Nostra esprime piena soddisfazione per la bocciatura da parte del TAR Toscana del progetto di grande distributore di carburanti con locale di ristoro annesso, approvato da tutte le Istituzioni competenti (Comune, Città Metropolitana, Regione e Soprintendenza) e da costruire sulla superstrada FI-PI-LI (direzione Firenze) nel territorio di Lastra a Signa, in ambiente tutelato, coperto da vegetazione boschiva, e quindi con tanto di previsto abbattimento del Bosco di Inno esteso quasi un ettaro.

Contro questa previsione di area di servizio, costituita da una struttura commerciale di natura privata e per di più non indispensabile perché avrebbe raddoppiato la stazione già presente ad appena 7 km di distanza – avverso alla quale nel giugno 2020 si era adoperata attivamente anche la nostra AssociazioneLEGGI TUTTO

 

Gli interventi della nostra sezione a difesa di boschi e alberature urbane

Martedì 23 Febbraio 2021 (15:00-17:30): Gestione del patrimonio forestale pubblico […] il caso delle pinete litoranee toscane (WEB SEMINAR)

Gestione del patrimonio forestale pubblico tra vincoli giuridici, gestionali ed economici e obiettivi di utilità sociale:

il caso delle pinete litoranee toscane

Il Centro Studi di Estimo e di Economia territoriale (CeSET) organizza un incontro di studio sul tema della gestione delle pinete litoranee alla luce della normativa paesaggistica, prendendo spunto dalla pronuncia del Consiglio di Stato del giugno scorso inerente la pineta del Tombolo di Grosseto (24/06/2020, n. 01233). La sentenza, rispondendo ad un contenzioso in merito alla necessità di acquisire il parere da parte del MiBACT per l’autorizzazione del Piano di prevenzione antincendio, affronta il tema del regime dei boschi soggetti a vincolo paesaggistico. Leggi Tutto

Il programma del seminario e info per partecipare

I precedenti interventi di Italia Nostra sulla Pineta del Tombolo

Come funzionava la truffa delle biomasse che ha frodato lo Stato di 143 milioni di euro (di Rosita Cipolla) con un commento di Mariarita Signorini

Diffondiamo questo articolo di Rosita Cipolla di pochi giorni fa che descrive una maxi truffa ai danni dello Stato scoperta dalla Guardia di Finanza e relativa alla produzione di energia elettrica con biomasse provenienti da alberature. La questione ci sembra importante per le implicazioni che ha nel dibattito in corso non solo sulla gestione della ceduazione dei nostri boschi, ma anche sulla filiera dello smaltimento delle masse vegetali causate da potature/abbattimenti delle alberature in contesto urbano dalle amministrazioni Comunali e metropolitane e in aree fluviali dai Consorzi di Bonifica.

Iniziative arbitrarie e chiusure che limitano la fruizione collettiva dei boschi e della viabilità vicinale catastale, escursionistica e storica. Italia Nostra Toscana scrive ai Presidenti del Consiglio e della Giunta Regionale

Egregio Signor Presidente del Consiglio Regionale,

Egregio Signor Presidente della Giunta Regionale,

ci giungono dal territorio numerose segnalazioni di proprietari che interdicono arbitrariamente l’ingresso di cittadini nei fondi forestali di proprietà, anche senza l’apposizione di recinzioni o altri stabili ripari, ma con sistemi di videosorveglianza che attivano il controllo di guardie giurate o guardie venatorie particolari delle azienda private, nominate da codesta Regione in base alla legge regionale sulla caccia.

Numerose sono anche le segnalazioni di chiusure e interdizioni di strade individuate come vicinali dalle carte catastali, e arbitrariamente dismesse dai consigli comunali, in tal modo disconoscendo un antico diritto di percorrenza su viabilità storica. Nei casi di chiusura arbitraria da parte dei privati, assistiamo invece ad una totale inerzia da parte dei sindaci, e ad una mancata applicazione dei loro doveri sanciti dal Dlgs lgt 1446 del 1918. LEGGI TUTTO

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