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Rassegna stampa Melarancio

Pubblichiamo la rassegna stampa del 29/08/2008 sul crollo della galleria del Melarancio.

Fonte: Gonews

Sull’A1 crolla una parte della nuova galleria del Melarancio
E’ accaduto nel tunnel in costruzione nella zona tra gli svincoli Certosa e Scandicci

E’ crollato a Firenze un pezzo della nuova galleria del Melarancio in costruzione sull’autostrada del Sole per i lavori di ampliamento della terza corsia. Il fatto, riportato oggi da alcuni quotidiani locali, si é verificato la notte del 21 agosto scorso quando una voragine di 30 metri si è aperta nel terreno sotto la collina di Giogoli, fra gli attuali svincoli di Firenze Certosa e Firenze Scandicci. In gergo tecnico si sarebbe verificato uno ‘sfornellamento’, cioé un cedimento iniziato con la caduta di alcuni detriti e poi allargatosi a voragine nel tempo di alcune ore. Nessun operaio è rimasto ferito durante il crollo e le condizioni di viabilità sull’A/1 non risentono dell’inconveniente. Tuttavia i lavori del cantiere, che è poco distante dall’autostrada, sono stati sospesi e l’area interessata dal crollo è stata completamente evacuata da uomini e mezzi e resa ‘off limits’.

Fonte: Il Reporter
Di: Jessica Camargo Molano

Melarancio, frana la galleria

Non si conoscono ancora bene le cause che hanno portato, giovedì scorso, ma solo oggi è trapelata la notizia, al crollo di una parte della nuova galleria del Melarancio. Molto probabilmente la forte pioggia ha causato un cedimento del terreno e di conseguenza si è aperta una voragine di circa 30 metri nel terreno sotto la collina di Giogoli, fra gli attuali svincoli di Firenze Certosa e Firenze Scandicci.
Il crollo è avvenuto mentre gli operai erano impegnati nei lavori per la realizzazione della terza corsia. Nessun operaio è rimasto ferito, tutti sono riusciti ad abbandonare la galleria prima del crollo.
Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto un accordo per la messa in cassa integrazione di 120 dipendenti dell’impresa “Baldassini Tognozzi Pontello Spa”, ditta incaricata della costruzione della galleria, dichiarati temporaneamente in esubero a causa del crollo del tunnel del Melarancio. Nei prossimi giorni le organizzazioni sindacali chiederanno incontri ai vertici dell’impresa e ad Autostrade per avere assicurazioni sul rispetto delle condizioni di sicurezza e sui tempi di ripresa dei lavori.

Fonte: Greenreport

Terza corsia Firenze: chi doveva monitorare i lavori?

La voragine della galleria del Melarancio è un disastro annunciato. Questa la denuncia che giunge da Italia Nostra, Legambiente e Lipu in merito al crollo della galleria Melarancio, a sud di Firenze, dove si sta costruendo la terza corsia autostradale. E le associazioni ambientaliste aggiungono all’episopdio di ieri tutta una serie di danni ambientali provocatoi dai lavori autostradali: «la frana di 30 metri di terreno, con il crollo di 1.000 metri cubi di terra, è in sequenza di altri danni che si sono prodotti negli anni nella costruzione della terza corsia autostradale, del bypass del Galluzzo e di quello delle Cascine del Riccio, come la frana devastante di Pozzolatico dello scorso anno, il rumore assordante per lo scavo della galleria di Poggio Secco di pochi mesi fa, la riduzione dell’acqua fino alla scomparsa totale per diversi residenti di via Volterrana a Poggio Secco, l’inquinamento delle acque della Greve a causa degli sversamenti delle betoniere e l’abbattimento di 140 cipressi storici sulla cava di Monteripaldi. Per tutti questi danni ambientali ci sono state sospensioni dei lavori da parte del Ministero dell’Ambiente, diffide da parte dei Comuni, continui esposti delle associazioni ambientaliste e addirittura il processo con condanne per i cipressi abbattuti».
E la storia pare non avere fine con questo nuovo grave episodio che, se non ha fortunatamente prodotto vittime umane, ha sicuramente causato danni irreversibili all’ambiente in una zona paesisticamente vincolata a duecento metri dalla Pieve Romanica di Sant’Alessandro a Giogoli. «Chiediamo perciò l’intervento urgente dell’Arpat, della Regione Toscana e del Ministero dell’Ambiente, per verificare le responsabilità per la mancanza di un reale monitoraggio di questa monumentale opera infrastrutturale in un territorio di così grande pregio come quello delle colline fiorentine. Chiediamo anche che sia assicurato il ripristino ambientale e paesaggistico, tutt’altro che scontato, dato che la voragine sarebbe stata ‘tappata’ al momento con calcestruzzo».
Anche Unaltracittà/Unaltromondo interroga il Comune di Firenze e la Regione Toscana, ma lo fa per sapere come intenderanno gestire in sicurezza i lavori per il sottoattraversamento Tav di Firenze con il suo doppio tunnel di 7 chilometri: «Se si presenterà – spiega la consigliera Ornella De Zordo – un evento “imprevedibile ma frequente nelle gallerie” come ha dichiarato il project manager di Autostrade Alberto Baldeschi, non crollerà una porzione di collina, ma di città».

Fonte: L’Unità
Di: Maria Vittoria Giannotti

Crollo nella galleria del Melarancio, 120 cassintegratiLa frana d urante i lavori per la terza corsia dell’A1.
Il sindaco di Scandi cci: «Garanzie per i lavoratori e per il territorio»

Tecnicamente si chiama ‘sfornellamento’. Per i non addetti ai lavori è una voragine, del diametro di circa dieci metri e profonda due. Una ferita aperta nella collina di Giogoli, sopra Scandicci, a 400 metri di distanza dalla pieve romanica di Sant’Alessandro. A provocarla, giovedì scorso, è stato un crollo nel corso degli scavi per la realizzazione della nuova galleria del Melarancio, opera che rientra nella Terza Corsia dell’Autosole. Quando gli operai che erano al lavoro si sono accorti dei detriti che cadevano dall’alto, insieme alla polvere prodotta dall’escavazione, è scattato subito l’allarme. E le procedure di sicurezza e di evacuazione hanno funzionato in modo impeccabile. Nel corso della notte, poi, sono venuti giù mille metri cubi di terra, tamponati ricorrendo al calcestruzzo. Lo scavo, però, è stato immediatamente fermato. Lo stop previsto, stando ai primi pareri della Asl, è di circa un mese e mezzo. Ma intanto 120 operai sono stati messi in cassa integrazione per tredici settimane dalla Baldassini e Tognozzi, società incaricata dell’appalto. «Questo non significa – spiega Flavia Villani, della Cgil – che non possano riprendere prima. Intanto abbiamo chiesto di ricollocare gli operai su altri cantieri, come la Variante di valico, sulla stessa tratta autostradale, a nord». Intanto, con un comunicato denso di precisazioni, Autostrade fa sapere che l’evento – «non prevedibile, ma abbastanza frequente» – è sempre stato sotto controllo e non ha mai determinato preoccupazione per le persone al lavoro. I tempi di consegna dell’opera resteranno invariati: nessun ritardo, «simili imprevisti del mestiere» sono comunque calcolati. Ma la precisazione più pungente è quella che riguarda la richiesta di Cassa integrazione per un numero così elevato di lavoratori. «Il cantiere non è fermo – spiega l’ingegner Alberto Baldeschi, project manager del terzo tronco – la richiesta della Cig può essere giustificata solo per poche unità di lavoratori addetti allo scavo, e per un tempo modesto, non più lungo di due mesi. Soluzioni diverse devono ritenersi strumentali». Per fare il punto della situazione, però, sarà necessario attendere la settimana prossima, l’incontro con i vertici della Baldassini e Tognozzi. E mentre l’assessore regionale ai trasporti Riccardo Conti assicura che «sulla vicenda la Regione vuole fare chiarezza, ma solo quando saranno ultimate le relazioni dei tecnici», il sindaco di Scandicci, Simone Gheri, ricostruisce i passaggi della vicenda, i sopralluoghi effettuati sul posto insieme a personale della Asl e ricorda che, prima di proseguire, saranno necessarie «adeguate garanzie per i lavoratori e per il territorio». Ma per la stabilità della collina, rassicura il sindaco, non dovrebbero esserci problemi. «Si tratta solo di attendere le prescrizioni della Asl – sostiene – e di proseguire seguendo tutte le precauzioni del caso. L’importante è che nessuno sia rimasto ferito e che i tempi di ultimazione dell’opera, tra il 2010 e il 2011, siano rispettati». «Una volta terminati i lavori – spiega l’assessore alle opere pubbliche Marcello Dugini – verrà messo in atto un bellissimo progetto di ripristino». Intanto l’associazione ambientalista Italia Nostra scende sul piede di guerra e parla di «disastro annunciato».

Fonte: Il Corriere Fiortentino
Di: Alessio Gaggioli e Valentina Marotta

L’Asl boccia il tunnel: terreno instabile
Fascicolo contro ignoti. E l’Asl chiede un nuovo piano che garantisca la messa in sicurezza della galleria del Melarancio

La Procura della Repubblica di Firenze ha avviato un’inchiesta sul crollo della galleria del Melarancio, avvenuto la notte del 21 agosto. Il fascicolo è stato aperto dal procuratore aggiunto Giuseppe Soresina e dal sostituto Giulio Monferini, secondo quello che, in gergo burocratico, viene definito «modello 45». In altre parole, un fascicolo a carico di ignoti e senza formulazione di ipotesi di reato. D’altra parte, l’inchiesta è partita sulla base di notizie che la procura ha appreso dalla stampa. Infatti, il rapporto della polizia giudiziaria deve ancora approdare sul tavolo dei magistrati. Ma gli elementi forniti dai quotidiani e, forse ancor più, la relazione della Asl — dopo un sopralluogo effettuato giovedì mattina — ha persuaso il pm Monferini a disporre accertamenti.
VALUTAZIONI. Esami che dovrebbero fare luce sulle modalità e sulle cause del crollo del tunnel sull’autostrada del Sole. Finora, solo i tecnici dell’azienda sanitaria hanno compiuto un sopralluogo sull’area. E il responsabile del dipartimento prevenzione Giuseppe Petrioli, non ha dubbi: «Il vero grosso problema è l’adeguatezza della progettazione. Sembra che non si sia tenuto conto delle caratteristiche di quel terreno, che dai primi rilievi fatti in collaborazione con l’università, risulta poco stabile. Di solito i cedimenti del genere sono più frequenti quando sopra la galleria ci sono 2, 3 metri di terreno». E qui, viene fuori l’anomalia. Ben 30 metri di terreno sovrastano la galleria del Melarancio. Per questo motivo, la Asl ha chiesto «un nuovo progetto che garantisca la messa in sicurezza della galleria».
IL PROGETTO. Nuovo progetto che sarà all’ordine del giorno lunedì, nel corso di un incontro tecnico tra Baldassini e Tognozzi e Autostrade. Chi invece offre la propria consulenza tecnica al comitato di garanzia formato dai rappresentanti dei Comuni attraversati dalla terza corsia e presieduto da Enrico Becattini è l’ingegner Giovanni Vannucchi, che giusto ieri mattina dopo aver letto i giornali si è messo in contatto con i vari responsabili della realizzazione della galleria del Melarancio. Tra questi oltre ad Autostrade, Baldassini e Tognozzi c’è anche la società di progettazione e monitoraggio Spea. Società che in collaborazione con la Proiter ha progettato oltre alla galleria di Giogoli anche quella di Pozzolatico, dove l’annno scorso si verificò un inconveniente simile a quello di giovedì scorso nel tunnel del Melarancio (anche in quella occasione intervenne la magistratura con il sequestro preventivo del cantiere). «Ho chiesto ad Autostrade e Spea di avere un rapporto dettagliato della situazione, anche perché il 10 settembre si deve riunire il comitato tecnico di garanzia. È chiaro — spiega l’ingegner Giovanni Vannucchi — che quanto accaduto non doveva succedere, anche se ci sono situazioni imprevedibili. A Giogoli però sono state seguite tecniche di scavo normali, ma non con tutte le precauzioni che vengono sempre prese quando si attraversa un centro abitato o territori vulnerabili». Vannucchi ci tiene a sottolineare l’allarmismo eccessivo, specie tra gli abitanti del luogo.
I TIMORI. Don Giorgio Mazzanti, il parroco di Giogoli addirittura ha smesso di suonare le campane per paura dice, «che crolli il campanile». L’ingegnere cerca di smorzare paure e preoccupazioni: «Non è vero che quella chiesa è minacciata o che rischia di crollare. Erano previsti monitoraggio e interventi di messa in sicurezza, ma tutte queste cautele non sono ancora state prese perché il fronte dello scavo è ancora abbastanza distante. Quello che è successo al Melarancio è un incidente frequente nelle gallerie a piccola profondità quando non vengono prese tutte le precauzioni di consolidamento». Sulla stessa linea il direttore del dipartimento di Scienze della Terra dell’università di Firenze, Nicola Casagli: Quella zona è problematica per la sua natura geologica, noi la teniamo sotto costante controllo attraverso il satellite da cui si può notare la voragine di Giogoli. La buca ha un diametro di 10 metri e circa 4 metri di profondità. Da un punto di vista tecnico è necessario usare accorgimenti particolari quando si scava una galleria così di superficie in rocce così scadenti. Lì c’è la peggior argilla di tutto l’Appennino, che noi geologi definiamo sillano». Ma allora la scelta sbagliata è stata fatta a monte? Nella definizione del tracciato della terza corsia? «Tutto si può fare — continua Casagli — ma è necessario usare accorgimenti particolari quando si fa una galleria di quel tipo. Il problema è stato il collasso del materiale che si trova sopra il tunnel e il rischio poi è che smottamenti del terreno che già avvenivano in maniera lenta e progressiva diventino veloci. È ovvio che se si fa una galleria si va a sconvolgere un territorio, per questo è necessario il consolidamento ante e post scavo e un’attenta attività di monitoraggio ». Marcello Dugini, assessore ai lavori pubblici di Scandicci avverte: «Chiederemo al tecnici dell’osservatorio ambientale di valutare le condizioni di sicurezza degli immobili che sorgono sulla collina. Quando Autostrade presenterà il nuovo progetto aspetteremo il nulla osta di Arpat e Asl. Se i lavori riprenderanno senza il via libera di questi due enti il sindaco avrà la facoltà di fermare il cantiere».
L’ASSESSORE CONTI. L’assessore regionale al territorio e alla infrastrutture Riccardo Conti intanto, tirato in ballo da una interrogazione del capogruppo dell’Udc in Regione Marco Carraresi, prende tempo: «L’interrogazione di Carraresi è molto corretta e apprezzabile. Ora però non è il momento di dare sentenze, aspetto di raccogliere tutti gli elementi di questa vicenda per rispondere al meglio in consiglio regionale. Posso dire però che la posizione del comune di Scandicci mi pare giusta».

Fonte: Wineuropa

Crolla la galleria in costruzione per la terza corsia dell’Autosole. Nessun ferito, cantiere fermo
e 60 operai in cassa integrazione

E’ crollato un pezzo della nuova galleria del Melarancio, nel tratto Scandicci-Certosa dell’’Autosole, dove si sta costruendo la Terza corsia. Sulla collina di Giogoli si è aperto un cratere: una buca di circa dieci metri di diametro e profonda quattro metri. Per fortuna è andata bene. Non risulta ci sia stato nessun ferito. Le misure per la prevenzione degli infortuni avrebbero funzionato. Eppure l’evento ha fatto paura. Perchè è precipitato uno zoccolo alto trenta metri, cioè lo strato fra la sommità della collina e la volta scavata dalle ruspe. I tecnici dicono che si è aperto un «fornello». E’ successo giovedì 21 agosto, in pieno controesodo, ma la notizia è trapelata soltanto ieri. Secondo una ricostruzione attendibile, l’allarme sarebbe stato dato intorno alle 18. Poi la terra è continuata a cadere per tutta la notte. Una massa di mille metri cubi ha riempito la galleria. Da sopra si vede la voragine: ora transennata e richiusa con uno strato di cemento. Conseguenze? Il cantiere è stato fermato. Lo stop si prospetta lungo, addirittura alcuni mesi. Sessanta operai sono già stati messi in cassa integrazione. Altri sessanta potrebbero subirla nelle prossime settimane. La ditta appaltatrice è la Baldassini e Tognozzi. Il committente, Autostrade per l’Italia, avanza perplessità per la corposa richiesta di cassa integrazione: sostiene che ci sono molti lavori ancora da completare nell’intero tratto della terza corsìa e quindi gli operai che non possono procedere per via del crollo potrebbero portare avanti altri lotti. La galleria del Melarancio, quella vecchia, che non è collegata alla nuova e non ha subìto alcun contraccolpo per via del crollo, divenne tristemente famosa 25 anni fa. Il 26 aprile del 1983, un «trasporto eccezionale» (un enorme cilindro trainato da una motrice) sventrò il pullman che portava in gita sul lago di Garda tre classi della scuola media napoletana Nicolardi. Morirono undici ragazzi. La vecchia galleria del Melarancio ha due canne: con due corsie verso Bologna e due verso Roma. A Terza corsia ultimata tutte e quattro le corsìe andranno verso Bologna. La nuova galleria avrà una canna sola e tre corsie: tutte orientate verso Roma. IL TRATTO è uno dei più battuti d’Europa. Lì, quest’estate, sarebbe stato superato più volte il record di centomila passaggi in un giorno. E si può aggiungere che il crollo di giovedì, capace di rallentare i lavori, riapre la polemica sulla scelta di costruire la Terza corsia invece della bretella Barberino-Incisa. Bretella che avrebbe tolto il grande traffico nazionale da Firenze, trasformando i venti chilometri dell’anello autostradale che abbraccia la città in una vera tangenziale. Che forse non si farà mai, ma che sarebbe tanto necessaria. C’è di più: la scelta della bretella Barberino-Incisa avrebbe risparmiato ad automobilisti e camionisti il disagio di questi cantieri, aperti da anni e destinati a durare ancora anni. Il crollo apre non pochi interrogativi. A cominciare da quello più drammaticamente banale: sarà possibile continuare a scavare la galleria in quel punto? Saranno sufficienti i lavori di consolidamento, oppure, considerata la friabilità della collina, bisognerà pensare a modificare il tracciato? Secondo le prime verifiche tecniche, sembra che i lavori potranno proseguire nella stessa sede, dopo le indispensabili opere di consolidamento. Tuttavia, per la prossima settimana sarebbe stato fissato un vertice fra Baldassini e Tognozzi e Società Autostrade per fare il punto sull’accaduto e decidere come procedere. Ma intanto non mancano perplessità negli abitanti di Giogoli. Che si chiedono: la collina è stabile o i lavori per la Terza corsìa l’hanno danneggiata? E si prolungheranno i disagi per chi è costretto a tansitare in quel tratto d’autostrada intasato dai cantieri. Diventato il «tappo d’Italia».

Fonte: Nove da Firenze

Melarancio: frana la galleria

Firenze, 28 agosto 2008- E’ crollata una parte della nuova galleria del Melarancio in costruzione sull’A1, tra gli svincoli di Firenze Certosa e Firenze Scandicci, per i lavori di ampliamento della terza corsia. Un cratere profondo trenta metri, operai in fuga, lavori per la terza corsia dell’A1 interrotti e lavoratori in cassa integrazione.
Fillea CGIL, Filca CISL, Feneal UIL ieri, mercoledì 27, hanno sottoscritto l’accordo per la messa in cassa integrazione di 120 dipendenti della Baldassini Tognozzi Pontello Spa dichiarati temporaneamente in esubero a causa del crollo. Le organizzazioni sindacali nei prossimi giorni chiederanno incontri oltre che ai vertici dell’impresa, alle istituzioni del territorio e al committente Autostrade per avere assicurazioni sul rispetto delle condizioni di sicurezza, sui tempi di ripresa dei lavori che incidono, oltre che sulla continuità occupazionale dei lavoratori, sui tempi di realizzazione dell’opera. Fillea CGIL, Filca CISL e Feneal UIL hanno richiesto alla Baldassini Tognozzi Pontello Spa il massimo impegno a ricollocare temporaneamente le maestranze su altri cantieri.
Autostrade per l’Italia precisa: “L’evento accaduto rientra nel novero di quelli probabili in contesti geologici come quello interessato dallo scavo della Galleria Melarancio. Soprattutto, va chiarito che è assolutamente fuori luogo parlare di crollo, essendosi trattato di un fornello, ovvero di un movimento del fronte di scavo che può anche causare modesti e non preoccupanti risentimenti in superficie, come in questo caso. Si tratta di eventi non prevedibili, ma abbastanza frequenti. Le procedure di sicurezza previste per i lavori in galleria servono proprio ad evitare che abbiano conseguenze. Il fatto che nessuno si sia fatto male non è un caso, ma il risultato di una procedura organizzativa collaudata. L’evento è sempre stato sotto controllo e non ha mai determinato preoccupazione, né per persone né per cose. I lavori non sono fermi, si stanno consolidando i materiali che subito cedimenti al fine di rispettare i tempi di realizzazione previsti. Una volta eseguiti tali consolidamenti – consueti per queste situazioni – riprenderà lo scavo della galleria. I tempi di realizzazione dell’opera rimangono quelli già previsti essendo eventi normalmente recuperabili nell’ambito dei tempi contrattuali. La C.I.G. richiesta dall’impresa può essere giustificata solo per poche unità di lavoratori addetti allo scavo della galleria sul fronte interessato dal fornello, e per un tempo modesto, non più lungo di due mesi. Soluzioni diverse appaiono non commisurate alle dimensioni dell’evento e alle sue limitate conseguenze, e debbono pertanto ritenersi strumentali”.
Unaltracittà/Unaltromondo interroga allora il Comune di Firenze e la Regione Toscana per sapere come intenderanno gestire in sicurezza i lavori per il sottoattraversamento TAV di Firenze con il suo doppio tunnel di 7 chilometri: in questo caso se si presenterà un evento imprevedibile ma frequente non crollerà una porzione di collina, ma di città: «E’ questo il risultato dei lavori condotti da Baldassini, Tognozzi e Pontello all’interno dei cantieri per la costruzione della terza corsia sull’A1. Un crollo che il project manager di Autostrade, l´ingegner Alberto Baldeschi, definisce un evento imprevedibile ma frequente, nelle gallerie. E il direttore del cantiere BTP afferma che è necessario rifare per intero il progetto di consolidamento dello scavo e non esclude ulteriori saggi geologici su tutta l´area. Ricordiamo il disastro causato dall’Alta Velocità in Mugello per colpevole approssimazione e scarso approfondimento degli studi, ricordiamo i lavori importanti (Parcheggi Fortezza e Ghiberti ad esempio) avviati senza sufficienti conoscenze geologiche, ricordiamo la evidente e più volte denunciata sottovalutazione nel progetto di sottoattraversamento proprio delle problematiche del sottosuolo, in particolare l’impatto con la falda: come si può continuare ad affermare con allarmante leggerezza come fanno i nostri amministratori che non ci saranno problemi? Come possono i fiorentini essere certi che non subiranno danni con questa scelta oggettivamente pericolosa e peraltro inutile, dato che l’Alta Velocità può passare in superficie con un notevole risparmio economico e un assai ridotto impatto ambientale?»

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By-pass Galluzzo, sospensione dei lavori rumorosi oltre i limiti di legge

Clicca qui per leggere il comunicato stampa di Coordinamento Associazioni Ambientaliste della Toscana, ALT, Amici della Terra, Italia Nostra, Lipu, Legambiente, WWF

Fonte: La Repubblica, 12/06/2008
Di: Ernesto Ferrara

Via delle Bagnese, sì all’allargamento Diffida anti rumore ai cantieri del by-pass

Via delle Bagnese diventerà più larga. La giunta comunale nei giorni scorsi ha approvato lo studio di fattibilità sull’ ampliamento del tratto che va dal ristorante “Bibe” e arriva fino ai confini comunali, preparato dal geologo di Palazzo Vecchio Pietro Rubellini. La strada sarà allargata mediamente di un metro: le corsie resteranno due ma diverranno di tre metri e mezzo e su tutto il tratto saranno create banchine e marciapiedi. «Un intervento – spiega il vicesindaco Beppe Matulli – per eliminare i disagi alla circolazione anche in vista dell’ incremento dopo l’ apertura al traffico, prevista nel 2010, del by-pass del Galluzzo adesso in costruzione». Il prossimo passo sarà la progettazione preliminare e contestualmente la variante urbanistica al piano regolatore. L’ inizio dei lavori, che costeranno oltre 3 milioni di euro, è previsto nel 2009. «Nell’ occasione si risolva anche l’ emergenza idrica degli abitanti del Ponte all’ Asse», chiede il presidente del quartiere 3 Andrea Ceccarelli. Intanto dopo un sopralluogo dell’ Arpat il Comune ha diffidato la Baldassini Tognozzi Pontello, l’ impresa che realizza il tunnel del by pass del Galluzzo, a rispettare i limiti massimi di rumore al momento di frammentare e triturare i materiali di scavo. Più volte i residenti si erano infatti lamentati.

Comunicato stampa sul by pass del Galluzzo: sospesi i lavori rumorosi

Coordinamento Associazioni Ambientaliste della Toscana
ALT
Amici della Terra
Italia Nostra
Lipu
Legambiente
WWF

Firenze 09 giugno 2008

A seguito degli accertamenti effettuati da ARPAT alla fine di Aprile presso il Cantiere della Galleria “Poggio Secco” della Terza Corsia Autostradale, in questi ultimi tempi il Comune di Firenze ha emanato una Diffida alla ditta appaltatrice Baldassini Tognozzi Pontello perchè le lavorazioni presso il cantiere per la realizzazione del by pass del Galluzzo avvengono in violazione dei limiti di legge in materia di rumore. Chiedendo di fatto di sospendere le lavorazioni relative alla vagliatura ed alla frantumazione del materiale inerte, e comunque di riprendere i lavori solo dopo aver provveduto a ottemperare le prescrizioni di Arpat.
Grazie all’assiduo lavoro di controllo che le Associazioni Ambientaliste della Toscana svolgono in seno al Comitato Tecnico di Garanzia è venuta alla luce l’ennesima violazione di legge perpetrata dalla ditta Baldassini Tognozzi Pontello, che tempo addietro, proprio nello stesso cantiere, si era resa colpevole di sversamenti di materiali inquinanti e di smaltimento contrario alle disposizioni di legge, denunciati dallo stesso Coordinamento delle Associazioni alla Procura delle Repubblica.
Le lavorazioni rumorose che si sono susseguite in questi mesi sono state oggetto di numerose proteste anche da parte della cittadinanza che attende ancora risposta sulle misure di contenimento acustico ad opera ultimata, tuttora inspiegabilmente non previste dai progetti, ma dimostratesi anche a seguito di questa diffida, urgenti ed indispensabili.
Per ulteriori informazioni contattare Mariarita Signorini

Potete leggere di seguito il provvedimento della Direzione Ambiente

 Provvedimento Dirigenziale

Numero: 2008/DD/04174
Del: 06/05/2008
Esecutivo da: 06/05/2008
Proponente: Direzione Ambiente,Posizione Organizzativa (P.O.) Protezione ambiente

Oggetto: Ampliamento III Corsia Autostrada A1 – Cantiere C6S2 galleria “Poggio Secco” by Pass Galluzzo.

Diffida n. 5/2008
Il funzionario con posizione organizzativa
Visto la Relazione prot. n. 35511 redatta da ARPAT in data 22/4/2008 pervenuto al Comune di Firenze in data 24/4/2008 relativa agli accertamenti effettuati presso il Cantiere C6S2 “Ampliamento Terza Corsia Autostrada A1” al fine di verificare lo stato di avanzamento dei lavori ed acquisire opportune informazioni per supportare l’attività della propria area tecnica VIA,VAS e GIM e l’attività del Servizio Sub Provinciale Firenze/Sud Est nell’ambito dei controlli istituzionali;
Preso atto che alla luce della suddetta Relazione di ARPAT le lavorazioni presso il cantiere della Galleria “Poggio Secco” per la realizzazione del by pass del Galluzzo, avvengono in violazione dei limiti di legge in materia di rumore, tenendo conto della Valutazione d’Impatto Acustico redatta dall’Impresa BTP, presentata nella riunione del Comitato Tecnico di Garanzia dell’11/04/08 e della disposizione dei macchinari così come rilevata dai tecnici ARPAT nel corso del sopralluogo;
Vista la L.447/95
Visto il D.P.C.M. 14.11.1997;
Visto l’art.107 del D.Lgs.267/00;
Visto l’art.58 del vigente Statuto Comunale;
Visto l’art.14 bis del vigente Regolamento Comunale sull’ordinamento degli uffici e dei servizi;
Vista la Determinazione del Direttore della Direzione Ambiente n. 10178 del 8/11/04;
DIFFIDA
L’Ing. Lorenzo Scolavino dell’Impresa Baldassini, Tognozzi, Pontello S.p.A, a continuare le lavorazioni relative alla vagliatura ed alla frantumazione del materiale inerte con le modalità descritte nella Relazione prodotta da ARPAT prot. n. 35511 del 22/4/2008;
AVVERTE CHE
fermo restando il rispetto immediato del limite imposti:

  1. L’ing. Lorenzo Scolavino dovrà effettuare i necessari interventi di bonifica acustica in modo che il rumore emesso durante le lavorazioni di frantumazione e vagliatura del materiale inerte sia contenuto entro i limiti previsti dalla normativa vigente;
  2. L’ing. Lorenzo Scolavino per dimostrare l’efficacia degli interventi adottati, dovrà presentare entro 30 gg dalla notifica della presente, una Valutazione d’Impatto Acustico dell’attività del Cantiere che tenga conto di quanto emerso nella Relazione ARPAT prot. N. 35511 del 22/4/2008 (che si allega alla presente) e che attesti l’efficacia degli interventi di mitigazione messi in atto;
  3. Qualora non sia possibile conseguire il rispetto dei limiti anche con la messa in atto di opportune mitigazioni, la Ditta BTP dovrà richiedere una deroga ai limiti acustici;
  4. Le lavorazioni potranno riprendere a seguito dell’esito favorevole dell’analisi della Valutazione d’Impatto Acustico ovvero dell’emanazione dell’autorizzazione in deroga rilasciata da quest’ufficio;
  5. Alla ripresa delle lavorazioni dovranno essere effettuate misure di controllo presso il recettore maggiormente disturbato finalizzate alla verifica del rispetto dei valori limite consentiti, il cui esito dovrà essere inviato al Comitato Tecnico di Garanzia e al Comune di Firenze per le opportune valutazioni;

in caso di inottemperanza a quanto sopra disposto, l’Amministrazione si riserva di adottare ulteriori provvedimenti.
SI COMUNICA
Ai sensi e per gli effetti dell’art. 8 della L. 241/90, quanto segue:

  • La P.O. Protezione Ambiente della Direzione Ambiente avvia un procedimento istruttorio avente per oggetto “Il rispetto dei valori limite prescritti dalla normativa in materia di inquinamento acustico, fino all’adozione degli eventuali ulteriori provvedimenti ai sensi dell’art. 21 del “Regolamento sulle attività rumorose”.
  • Il Responsabile del Procedimento è il Sig. Veneziani Piero
  • L’ufficio presso cui può essere presa visione degli atti relativi al procedimento in oggetto è quello del sig. Veneziani Piero presso il Servizio Tutela Ambientale della Direzione Ambiente del Comune di Firenze, con sede in via B. Fortini, 37 – Firenze;

Firenze, lì 06/05/2008
Responsabile Proponente Arnaldo Melloni

Comunicato stampa delle associazioni ambientaliste sul by-pass del Galluzzo

Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste della Toscana
Ambiente e Lavoro Toscana
Amici della Terra Toscana
Legambiente Toscana
LIPU Toscana
Italia Nostra Toscana
con il supporto del Comitato Spontaneo “Valle della Greve”

 By-pass del Galluzzo: prima di celebrare, mitigazione e ripristino ambientale

Firenze, 09 novembre 2007

Finiti i lavori di scavo nella galleria de Le Romite al Galluzzo le Associazioni ambientaliste, appoggiate dal Comitato dei Cittadini della Valle della Certosa, hanno scritto una lettera al Ministro Di Pietro, al Ministro Pecoraro-Scanio e a tutte le Autorità locali ponendo il problema di come l’attraversamento della nuova arteria, che congiunge Via Senese all’uscita Firenze-Certosa,  comporti pesanti modifiche ambientali e morfologiche a un paesaggio di grande pregio paesistico nei pressi del complesso monumentale della Certosa.

Pretendiamo – commenta Mariarita Signorini di Italia Nostra – che il by pass del Galluzzo sia completato con la realizzazione di un progetto di ripristino ambientale, mai finora previsto nonostante le nostre reiterate richieste, per l’intera area della Valle della Greve e delle zone limitrofe all’uscita Firenze-Certosa, che attenui gli effetti di un’opera che stravolge l’assetto di uno splendido territorio fiorentino.

I cittadini pongono fortemente l’accento anche sulle opere di mitigazione acustica, assenti per tutto il tracciato e auspicano che durante la visita guidata alla Galleria il 10 novembre, organizzata da Società Autostrade e dal Comune, sia prevista anche una visita per prendere visione dello stato dell’ambiente circostante e della pesantezza dell’impatto sul Paesaggio provocato dall’opera infrastrutturale in corso di realizzazione.

Italia Nostra Firenze e Comitati dei Cittadini – Firenze: fermiamo la devastazione del Galluzzo

COMITATI DEI CITTADINI – FIRENZE
ITALIA NOSTRA

Com’era verde la mia valle…
(Fotocronache dal Galluzzo) – 1° 

Si sta per compiere la profanazione di un altro dei luoghi mitici dei dintorni di Firenze: il territorio attorno alla Certosa del Galluzzo, alla confluenza dell’Ema con la Greve, lungo la via Senese.
Qui, contestualmente alla realizzazione della terza corsia del tratto fiorentino dell’A1, è in corso di ultimazione il by-pass del Galluzzo, un raccordo stradale che in località Ponte all’Asse corre lungo gli antichi terreni delle grange cistercensi, con tratti a raso e in galleria, fino a raggiungere la  Firenze-Siena a sud. Notizie sui danni e sui contenziosi con i proprietari erano già comparse a suo tempo sulla stampa e Italia Nostra le ha documentate nel corso degli ultimi otto anni.
Niccolò Acciaiuoli, Gran Siniscalco del Regno di Napoli ma appartenente alla famiglia dei banchieri fiorentini, aveva fondato la Certosa nel 1342 per testimoniare il suo affetto per la città. Isolato su un erto colle con le mura coronate dalle celle dei monaci, l’edificio si caratterizza ancor oggi per l’aspetto di turrita fortificazione. I monaci e la città di Firenze con i suoi governanti avevano sempre fatto sì che nessuno costruisse nelle sue vicinanze. Fino agli anni ’60 del secolo scorso aveva mantenuto questo carattere, nonostante i rimaneggiamenti e le vicende storiche.
Della Certosa è debitore anche il Movimento Moderno in architettura. Nel 1907, durante il suo viaggio in Toscana, il giovane Edouard Jeanneret (poi noto come Le Corbusier) la elesse a fondamentale fonte di ispirazione per molti aspetti della sua opera futura.
Non si tratta però solo di lavori autostradali. La spinta a saldare i centri abitati occupando brani residui di paesaggio aperto è fortissima ed è sostenuta, oltre che dai lavori infrastrutturali, anche dalle indicazioni dell’imminente Piano Strutturale.
Vanno in questa direzione anche l’occupazione con un ennesimo centro commerciale di un residuo brano di campagna accanto all’imbocco del by-pass in direzione di Firenze, così come il permesso concesso per la costruzione, lungo via delle Bagnese, dell’ennesimo edificio commerciale progettato dal geom. Alberto e realizzato da Quadra-progetti
Ecco una prima documentazione fotografica.

Area agricola adiacente alla via Senese a nord dell’abitato del Galluzzo, destinata alla costruzione del supermercato Esselunga. Sullo sfondo, a destra la Certosa

La nuova rotatoria che immette al by-pass di via delle Bagnese

Paesaggio collinare aperto nel Comune di Firenze, tra l’abitato delle Due Strade e il Galluzzo

Il nuovo edificio “commerciale” ricavato da una costruzione transitoria nella valle della Greve, in zona di inalterabilità del paesaggio storico collinare, in ambito di reperimento parchi, riserve e aree naturali e a rischio di esondazione

L’uscita nella valle della Greve della galleria proveniente dalla Firenze-Siena

Effetti delle opere sui terreni circostanti

L’uscita del by-pass di via delle Bagnese

 

Cornocchio (Mugello): no all’area di sosta più grande d’Europa che spianerà l’intera vallata di Belosguardo.

Fonte: La Repubblica.it
Di: Franca Selvatici

Il paese David contro il Golia Autostrade
Anche esami del sangue per certificare l’esposizione alle polveri

Nel Mugello segnato dai cantieri dell’alta velocità ferroviaria, della variante di valico e della terza corsia autostradale, gli abitanti di Cornocchio, frazione di Barberino, si preparano a resistere a un altro colossale intervento sul territorio. La Società Autostrade si appresta a realizzare la più grande area di servizio d’Europa, spianando un’intera vallata, Bellosguardo.
«Traffico, polvere, cemento e discarica. Un altro duro colpo al territorio del Mugello», denuncia da tempo il comitato dei residenti. E poiché la loro opposizione, per quanto seria e coraggiosa, non ha conseguito i risultati sperati, poiché il progetto avanza e anziché ridursi si dilata a dismisura, le famiglie del posto stanno progettando una serie di passi per autotutelarsi.
Alcune decine di persone, fra cui molti bambini, si sottoporranno a esami del sangue che documentino il loro stato di salute, per poter contestare ad Autostrade, dati certi alla mano, le eventuali e temute patologie che potrebbero colpirli a causa dell’enorme quantità di polveri sollevate dai cantieri, dalle aree di betonaggio e frantumazione, dai 300 camion che percorreranno le piste di cantiere e poi dall’incessante andirivieni di mezzi pesanti e di macchine sull’immensa area di servizio. Memori dei dissesti causati dai lavori dell’alta velocità ferroviaria, gli abitanti della frazione stanno pensando inoltre di commissionare indagini e perizie sullo stato dei pozzi e delle costruzioni, per notificarli attraverso un legale alla Società Autostrade.
Nella sola vallata di Bellosguardo ci sono una quindicina di sorgenti e di piccoli corsi d’acqua. Molte famiglie attingono dai pozzi, che potrebbero disseccarsi. Nella frazione non arriva l’acquedotto comunale. Stando ai progetti di Autostrade, uno dei corsi d’acqua, il Rio Torto, sarà tombato e le acque saranno rialzate di una trentina di metri. Il 19 settembre 2006 l’intero consiglio comunale di Barberino, all’unanimità, aveva detto sì, pur con osservazioni e richieste di ridimensionamento, all’area di servizio, per alleggerire la zona del casello. Poi è accaduto qualcosa che ricorda l’Apprendista Stregone. Il progetto si è rivelato incontenibile, stravolgente, straripante.
Le osservazioni e le richieste di ridimensionamento sono rimaste lettera morta. E ora il Decreto anticrisi voluto dal governo Berlusconi limita i poteri degli enti locali, per rendere più veloce l’iter dei progetti. I pareri dei Comuni non saranno vincolanti. Oggi il consiglio comunale di Barberino discute del nuovo colossale intervento, ma i giochi sembrano ormai fatti. Lunedì è fissata la Conferenza dei servizi ed è possibile che in quella sede il progetto venga approvato. Le famiglie di Cornocchio, che avevano fatto una scelta di vita – natura, verde, silenzio -, tremano all’idea di ciò che le attende. Alla richiesta di «forte ridimensionamento» pervenuta dal consiglio comunale, la Società Autostrade ha risposto con un progetto ancora più esteso, passato da meno di 23 a 36 ettari (pari a 75 campi di calcio), con aree di sosta, distributori di benzina, ristoranti, negozi, fast food, albergo, svincoli e viadotti.
Ci saranno due aree distinte, una a servizio della carreggiata nord e una a servizio della carreggiata sud. I posti di sosta per i mezzi pesanti saranno circa 230 e quelli per le auto circa 360. Alberi saranno piantati in ambedue le aree. Secondo il progetto, il verde occuperà circa metà dei 36 ettari. Fra qualche anno gli autoveicoli parcheggeranno all’ombra, ma questo appare una ben magra consolazione di fronte alla scomparsa di una vallata bellissima, che sarà colmata con due milioni di metri cubi di terra e roccia scavata dalle gallerie e portata all’altezza delle corsie di marcia. Secondo Società Autostrade, il progetto «è la scelta più equilibrata», condivisa da Regione e Ministero dell’Ambiente.
Si vedrà. Intanto le famiglie del Cornocchio si preparano al peggio. Una casa colonica, in una località chiamata forse profeticamente La Sciagura, verrà a trovarsi fra la corsia di decelerazione e l’autostrada. I proprietari hanno speso un sacco di soldi per eliminare al suo interno ogni barriera architettonica e renderla agibile a un invalido, e non hanno alcuna certezza che Autostrade si accolli la spesa di assicurare loro un’altra abitazione di pari valore economico e ambientale. A San Crispino quattro famiglie, di cui tre con bambini, si troveranno sul bordo della stazione di servizio, a un passo dall’autogrill, e ancora prima, per anni, saranno tormentate dall’andirivieni dei camion sulle polverose piste di cantiere, con il rischio di danni per le loro case e per la salute dei loro polmoni. L’unica opera di mitigazione che sembra garantita consisterebbe in barriere di legno che proteggono poco o niente da polveri e rumori.
Società Autostrade spiega che la vasta area di servizio è necessaria anche a fini di protezione civile, per accogliere i mezzi in circolazione in caso di blocco del tratto appenninico per neve. Ma in questi casi in genere l’autostrada si blocca già appena sopra Calenzano, per cui molti sostenevano che sarebbe stato eventualmente più opportuno progettarla un po’ più a sud, magari in una zona già un po’ trafficata e non in una valle intatta. La scelta di Bellosguardo ha alimentato il sospetto che il fine vero sia quello di smaltire senza troppi problemi l’enorme quantità di materiale di risulta delle gallerie.
L’allarme degli abitanti riguarda anche la viabilità sulla strada provinciale 8, che collega Calenzano a Barberino, dato che quando l’autostrada è intasata già non riesce a sostenere il traffico per l’outlet e il lago di Bilancino. Timori anche per il lago. Tutti i corsi d’acqua trascinano da anni nel grande invaso materiali di risulta dei cantieri, spesso inquinati da oli minerali. Nella valle di Bellosguardo scorre uno degli affluenti del lago. Anche da lì arriveranno materiali inquinati a Bilancino. Mettendo a rischio – avverte il comitato – anche l’acqua che poi sarà bevuta a Firenze e a Prato.

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