Archivi della categoria: Castelfalfi-Montaione

Montescudaio: meno di trecento cittadini alla consultazione popolare sulla scelta dei progetti

Fonte: Il Tirreno
Di: Alessandro De Gregorio

Montescudaio
Meno di trecento cittadini alla consultazione popolare sulla scelta dei progetti

Eolico, vota soltanto il 18%
Il sindaco: «Ma l’indicazione c’è stata e la seguiremo»

Parco eolico: la gente non blinda il progetto
Bassa affluenza (18%), dalle urne solo un’indicazione non vincolante
285 votanti su 1.583, quasi la metà ha scelto la proposta di Green energy solution 

Sarà stata la tramontana. O l’appello di Italia nostra. O magari il presidio di quelli del Coordinamento eolico sostenibile, che dalle 8 alle 20 si sono piazzati davanti ai seggi invitando la gente a lasciar perdere. Fatto sta che la scheda nell’urna ce l’hanno infilata in pochi: 285 su 1.583 aventi diritto. Il 18%. E così niente scelta vincolante, nessun progetto blindato dalla volontà popolare.
La palla torna al Comune. Come previsto, aggiungono maliziosamente gli anti-parco.
«Come previsto lo dico io – ribadisce il sindaco Aurelio Pellegrini – visto che le regole erano chiare, scritte nero su bianco: la scelta dei cittadini sarebbe stata vincolante per l’amministrazione comunale se un progetto tra quelli in lizza avesse raggiunto il 25 per cento dei voti validi. Questo non è avvenuto, d’accordo. Ma le urne hanno detto qualcosa, un’indicazione c’è stata eccome e noi la prenderemo in seria considerazione».
L’indicazione è caduta sul progetto di un’azienda di Pordenone, Green energy solution: è stato quello più gettonato con 109 voti, il 40,67% dei voti validi e il 6,89% degli aventi diritto.
Il secondo progetto più votato (quello del professor Stefano Mannoni di Montescudaio) ha ottenuto 51 voti, poi si scende alla Solaris con 37 voti; una manciata di schede per gli altri cinque concorrenti.
«Un’indicazione chiarissima – ripete il sindaco – La gente ha votato, saranno stati anche pochi ma quei circa trecento sono andati alle urne e hanno espresso democraticamente la loro volontà. Contrariamente a quanto accusano i nostri detrattori, io e la giunta non decideremo un bel nulla nemmeno stavolta. Lo faranno la commissione edilizia allargata e la conferenza dei servizi che convocherò subito. Entro fine mese il verdetto, poi la ditta che si aggiudicherà il consenso generale dovrà sottoporre il progetto al controllo della Regione. Ci vorranno un paio di mesi per il parere della Regione. I lavori potranno cominciare a primavera».
Tra le accuse mosse al sindaco, quella di aver innalzato la soglia del venticinque per cento degli aventi diritto proprio per avocare a sé la decisione finale.
«Io non so più come definirla, questa balla colossale – replica Pellegrini – Eppure basterebbe fare una semplice considerazione: se fosse stato così, perché avrei insistito invitando la gente ad andare a votare? Italia nostra e il Coordinamento hanno cercato fino in fondo di convincere i cittadini a disertare le urne. Ma scusate, se la gente non vota non sceglie. E quindi, in teoria, rimette la decisione nelle mani del sottoscritto. Ci rendiamo conto che questa impostazione non torna, o no?».
«E poi – aggiunge Pellegrini – non potevo indicare una soglia più bassa. Un parere vincolante ha bisogno di un forte consenso, perché se fosse passato il progetto X, quel progetto avrebbe dovuto trovare attuazione per forza. In caso di omissioni dell’azienda, sarei dovuto intervenire io. Ad esempio in caso di mancato accordo con i proprietari dei terreni».
Fatto sta che la scarsa affluenza è un altro dato su cui riflettere. «Forse la gente era stanca di votare – dice il sindaco – magari non tutti se la sono sentita di prendere una decisione. Devo dire però che alle urne ho visto molti giovani, molti trentenni, e questo mi ha fatto piacere. Dopodiché, lo vedo anch’io che sono stati pochi. Mi consolo pensando che alle recenti primarie del Pd sono stati anche meno, addirittura un’ottantina…».

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Montaione: La seconda giovinezza di Castelfalfi

Fonte: La Nazione, Cronaca di Empoli 4/10/07
Di: Leonardo Landi

La seconda giovinezza della tenuta di Castelfalfi
Da azienda agricola a complesso turistico e il comun denominatore del rispetto ambientale

Montaione – Emergono maggiori particolari del cosiddetto progetto Castelfalfi, la Tenuta posta nel Comune di Montaione acquistata dalla multinazionale Tui Ag nel 2006 e che verrà di fatto raddoppiata in seguito agli innumerevoli interventi di riqualificazione ed ampliamento previsti.
Grazie alle sue caratteristiche distintive, la tenuta di Castelfalfi rappresenta infatti per l’azienda tedesca la località ideale per lo sviluppo sostenibile di un progetto turistico ambizioso (250 milioni di euro l’investimento complessivo).
La multinazionale teutonica ha definito un progetto di sviluppo che si articola in tre punti principali: valorizzazione e potenziamento delle costruzioni esistenti, recupero e riqualificazione della dimensione agricola del territorio, ampliamento delle strutture sportive. Il progetto di fattibilità presentato al Comune di Montaione prevede innanzitutto la realizzazione di un hotel, situato nella zona ovest della Tenuta, rinnovato negli arredi interni e trasformato in un 5 stelle, con all’esterno un ampio giardino. Verranno inoltre realizzati un centro benessere e un centro congressi, quest’ultimo ricavato dall’ex fabbrica di tabacco.
Il borgo sarà interessato da interventi sulle aree degradate, che consentiranno di ripristinare le attività commerciali e di creare appartamenti e zone residenziali destinate sia ai turisti che allo staff di Tui. Il borgo verrà inoltre arricchito di nuove piazze e aree pedonali, in modo da consentire ai visitatori di stare a completo contatto con la natura. Anche la chiesa romanica, ricostruita nel 1511 ed attualmente inagibile a causa del crollo del tetto, verrà restaurata, così come il castello, eretto in epoca longobarda e recentemente adibito a ristorante, verrà trasformato in una locanda di lusso con bar e ristorante al pianterreno e alcune camere al piano superiore. Come se non bastasse, su una delle colline circostanti sorgerà un resort di lusso, un Robinson Club, mentre il campo da golf attualmente esistente verrà di fatto raddoppiato con ulteriori due green da 9 e 18 buche. Cambiamenti ci saranno anche dal punto di vista urbanistico, visto che la strada provinciale che divide la Tenuta verrà spostata sul limite nord del terreno, mentre le vie d’accesso al borgo saranno integrate da una nuova strada centrale. Un tema caldo riguarda la riqualificazione dei terreni agricoli, che dovranno contribuire in maniera significativa alla produzione autoctona di materie prime destinate alla ristorazione.
TUI promette che, una volta conclusi i lavori di ristrutturazione e di nuova edificazione, il 90% della Tenuta resterà costituito da boschi, superfici verdi ed aree destinate alla produzione agricola. In poche parole, una rivoluzione indolore. Inoltre si rassicura sul fatto che tutti i progetti verranno realizzati nel più completo rispetto della flora e della fauna esistenti, e che tutte le tecnologie innovative saranno all’insegna della sostenibilità ed implementate per ridurre la produzione di anidride carbonica. Al di là delle promesse e delle buone intenzioni, uno degli aspetti senza dubbio più incoraggianti riguarderà la creazione di 300 nuovi posti di lavoro, che per il Circondario potrebbero rappresentare una boccata d’ossigeno sul piano occupazionale.

Castelfalfi – Asor Rosa: «Un altro maxi obbrobrio, bisogna intervenire»

Fonte: Il Tirreno, Attualità 2/10/07

Asor Rosa: «Un altro maxi obbrobrio, bisogna intervenire»
Molti dubbi anche dai Verdi

«Un obbrobrio di dimensioni colossali». Questo il commento a caldo sulla trasformazione di Castelfalfi espresso da Alberto Asor Rosa, scrittore e uomo politico, che da Monticchiello in poi ha denunciato più volte la cementificazione selvaggia in Toscana. Uno sviluppo da non condividere, «almeno giudicando quello che è emerso sui giornali», aggiunge Asor Rosa. E annuncia che, una volta acquisita tutta la documentazione, presto arriverà anche una posizione dalla rete di associazioni che lui stesso guida, quella dei comitati toscani a difesa del territorio.
Sulla trasformazione di Castelfalfi hanno già preso posizioni anche il Wwf e Italia nostra, entrambi contrari alle nuove costruzioni che si prospettano a breve per il borgo medievale e dintorni.
Molto scettico è anche il capogruppo dei Verdi in Regione, il livornese Mario Lupi. «Non abbiamo difficoltà rispetto al recupero di qualità a fini turistici – spiega Lupi – ma se i numeri dell’intervento prospettato fossero davvero questi, non ci piacciono. E ci preoccupano. Per esempio, come si fa ad assicurare l’acqua a tutti questi appartamenti e al campo da golf con le buche raddoppiate?».
*Lupi manifesta dubbi rispetto anche al percorso intrapreso. «I progetti che sono venuti fuori non sono compatibili con gli strumenti che regolano il territorio – spiega Lupi che fa parte anche della sesta commissione regionale che si occupa di ambiente e territorio – non ci sono i presupposti rispetto al Pit (Piano di indirizzo territoriale), e il percorso per ora non è stato condiviso, né discusso».

Appello al Sindaco di Montaione per la tutela di Castelfalfi

Firenze, 22 luglio 2008

Gentile Sindaco di Montaione Paola Rossetti,

abbiamo ascoltato con interesse e attenzione le relazioni della riunione del 19 giugno a Montaione ed il Suo intervento a favore di una rapida definizione di un apposito regolamento urbanistico.
Voglia pertanto ascoltare anche il nostro parere, dato che ancora oggi non riusciamo a giustificare la validità di un intervento edilizio così importante nella tenuta di Castelfalfi.
Sicuramente (ciò avviene in casi analoghi in molte altre parti di Italia) le amministrazioni comunali cercano di sviluppare l’urbanizzazione anche perché contano su un beneficio economico notevole per i loro magri bilanci e perché oltre agli interessi privati di chi investe si intravedono prospettive per l’occupazione locale e per tutte le attività indotte.
Però La preghiamo di tenere in debito conto anche il fatto che, come Lei ben sa, la prosperità delle attività turistiche delle nostre colline deriva in primo luogo dal fascino del loro paesaggio, prevalentemente agro-forestale e dall’interesse per le produzioni alimentari locali.
Tale contesto ha quindi indubbiamente una forte identità agricola, istintivamente recepita da tutti coloro che si avventurano alla scoperta delle nostre campagne, identità che è stata fino a oggi la causa fondamentale dell’assetto degli insediamenti antichi e recenti e delle infrastrutture connesse, prima fra tutte la viabilità e questo è stato anche ribadito nell’ultimo incontro a Montaione.
Intuitivamente, si accenna nei documenti che accompagnano il progetto di Castelfalfi, al genius loci, “il genio del luogo”, presenza fortemente percepita, ma non meglio definita: per Castelfalfi si chiama identità agricola, cioè il prodotto di secoli di storia e cultura contadina, legate ad attività economiche prima e successivamente imprenditoriali, che ancora testimoniano la forza produttiva, affettiva e l’equilibrio ambientale di questa campagna.
Le relazioni dell’ultimo incontro non hanno sufficientemente evidenziato o forse nemmeno considerato il fatto che, qualora dovesse cessare un interesse imprenditoriale agricolo alla coltivazione delle belle colline e dei fondovalle, ben diverso dall’interesse imprenditoriale edilizio proposto, l’agricoltura di quei luoghi pian piano morirebbe e anche il paesaggio ne subirebbe inevitabili conseguenze, perdendo le sue più spiccate caratteristiche e andando sempre più ad assomigliare ai già troppi insediamenti collinari, tra loro tanto simili quanto indefiniti, che purtroppo sfregiano i dossi e le pendici di tante colline del cuore della Toscana.
La realizzazione del progetto di Castelfalfi causerà la frammentazione della proprietà agricola al di sotto dei parametri economici di convenienza per la coltivazione, l’introduzione di un sistema urbano avulso dall’identità agricola del territorio, la vendita di beni immobili a proprietari che mai avranno alcun interesse a coltivare i loro terreni, il miraggio di investimenti prettamente immobiliari altamente redditizi, sicuramente molto di più dell’agricoltura e del sano agriturismo che assieme a essa si sta sviluppando con un delicato equilibrio rispettoso per l’ambiente, tutto ciò sarà la causa inevitabile di un impatto ambientale e paesaggistico tale da determinare la perdita di un patrimonio ambientale irriproducibile nonché di un patrimonio culturale, la cui tutela e conservazione spetta in primis allo Stato, come ribadisce il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, e non dimeno agli Enti Locali nell’interresse della collettività, anche se in contrasto con interessi contingenti e particolari.
A livello italiano ed europeo oggi di questo si parla e questo si teme: l’urbanizzazione diffusa e inarrestabile nelle campagne e la perdita consistente, incessante e in crescita della superficie agricola utilizzata, con una tendenza così marcata da fare ipotizzare in 50 anni l’azzeramento dell’agricoltura italiana: e quindi anche del suo amato paesaggio.
Di questo oggi si discute molto nelle sedi più rinomate e competenti, tra queste la stessa Accademia dei Georgofili di Firenze; le deduzioni che ne derivano non sono confortanti, come ribadito anche nel recente convegno di Caparbio del 19 luglio organizzato da Italia Nostra: “Agricoltura Ambiente Territorio, quale prospettiva?”
Pertanto Gentile Sindaco voglia considerare la possibilità di un ulteriore momento di riflessione prima di varare tout court un progetto così importante e irreversibile come quello di Castelfalfi e confidi ancora nella nostra collaborazione nell’esaminare i tanti problemi connessi, insieme agli esperti ai quali il Comune di Montaione ha voluto affidare l’incarico di valutare il progetto.
Le porgiamo distinti saluti.

Mariarita Signorini per il Consiglio Nazionale Italia Nostra
Leonardo Rombai Presidente Italia Nostra Firenze
Lorenzo De Luca Agronomo Italia Nostra Firenze

Appello per la tutela di Castelfalfi

“Sotto la tenera membrana di questo fragile fiore
c’è insieme un veleno e un potere curativo…”
(W.Shakespeare, Romeo e Giulietta, atto II)

Siamo dunque giunti al termine del Dibattito Pubblico istruito a margine del progetto “Toscana Resort Castelfalfi”. Un processo originale e partecipato nel metodo, rivelatosi irto di difficoltà nel merito, in cui tutti gli attori sociali interessati dalla proposta della TUI, hanno potuto comunque esprimere liberamente le proprie convinzioni e valutazioni. Come associazioni ambientaliste, tuttavia, non possiamo esimerci dal ribadire con forza le nostre perplessità e le nostre preoccupazioni, che permangono intatte sull’intera operazione e che si sostanziano sinteticamente nell’articolato appello sottostante. Un appello che rivolgiamo a tutti quei soggetti (privati e collettivi) che hanno a cuore i destini del paesaggio italiano, affinché il progetto della TUI sia radicalmente modificato.
Della dimensione dell’intervento.
La tanto sbandierata “riqualificazione della Tenuta” per complessivi 390.000 mc allo stato di progetto, corrispondenti ad un aumento del 77% delle cubature attualmente disponibili (leggi: 220.000 mc) è per noi inaccettabile. La soglia (anche simbolica) dei 220.000 non è superabile né negoziabile. Si tratta semplicemente di essere coerenti al recente e originale contributo concertativo, che ha portato all’approvazione del Piano d’Indirizzo Territoriale della Regione Toscana. Nella stessa Disciplina di Piano del PIT si vietano infatti (nelle more degli adeguamenti dei Piani Strutturali) e al fine d’impedire usi contrari all’enorme valore del patrimonio collinare toscano, interventi che non siano limitati al restauro, al risanamento conservativo e alla ristrutturazione edilizia (senza peraltro mutamenti di destinazione d’uso) degli edifici ivi insistenti. Si recuperi quindi, si riqualifichi, si abbattano e si sostituiscano pure i capannoni moderni di nessun valore architettonico presenti nella Tenuta, ma non si tocchino assolutamente le colline intonse. Su questo punto, la battaglia sarà per noi paradigmatica ed intransigente. Tesa com’è a dimostrare l’irreversibilità e l’irresponsabilità di un intervento che depaupera di fatto quell’irripetibile intreccio di natura, cultura e lavoro umano che si dice paradossalmente di voler promuovere.
Della qualità dell’intervento. Assistiamo ad una sostanziale e completa riprogettazione del “genius loci” di Castelfalfi. La TUI declina i suoi intenti metaprogettuali interpretando liberamente antropologia, storia e stilemi compositivi della collina toscana. Persino cercando di “ribattezzare” in modo arbitrario luoghi e toponimi (Castelfalfi Resort?, Robinson Club?, Lake Course?, Mountain Course?). Ora, tale progetto (ci spiace dirlo con questa franchezza) si configura come una gigantesca opera di falsificazione del tessuto culturale e paesaggistico del sito di Castelfalfi. Ebbene, non c’è niente di più pretenzioso (ce lo ha insegnato con impareggiabile maestria Cesare Brandi) di qualcosa che vuol scimmiottare l’antico e il bello, senza prima rivelare genuinità, temporalità e limiti dell’intervento stesso. Non “com’era dove era”, dunque. Ma forse, in questo caso: “come avrebbe potuto essere dove la TUI avrebbe voluto che fosse”. Ripetiamo senza tema di smentita: un’operazione arbitraria e assai pericolosa per gli equilibri del paesaggio toscano. Che, è vero: non è selvaggio, ma modellato dal lavoro paziente degli uomini. Ma nel corso dei secoli per l’appunto, con continui e minuti aggiustamenti, utili a renderlo il capolavoro che oggi è, degno perciò della massima tutela. Un paesaggio prodotto di tante progressive stratificazioni, apposte però sempre con armonia, parsimonia e senso della misura. Senza scarti improvvisi e titaniche reinterpretazioni!
Dell’impatto sugli ecosistemi.
La Tui, anche nell’ampia illustrazione del progetto nel corso del Dibattito Pubblico, ha ripetutamente dichiarato di aver calcolato bene i consumi idrici ed energetici connessi all’intervento. In realtà, quanto emerso ad oggi concerne essenzialmente i fabbisogni di Tui, mentre nulla in pratica è stato detto degli impatti che sull’ambiente nel suo complesso, sugli ecosistemi locali e sullo stesso tessuto socioeconomico questa struttura avrà, coi suoi consumi d’acqua, i suoi rifiuti, i suoi flussi di traffico, etc. Non abbiamo dubbi sul fatto che in qualche modo Tui troverà il modo di soddisfare i suoi fabbisogni, ma cosa accadrà a tutto il resto? Cosa succederà alla falda idrica sottoposta agli inusitati prelievi sottesi dalle «necessità» del villaggio e del campo da golf? Quello che Tui dovrebbe presentare e ad oggi non ha presentato è un vero e proprio Bilancio Ambientale del progetto. Un bilancio serio, tramite il quale asseverare senza la benché minima ombra di dubbio che i conti dell’ecosistema Castelfalfi tornino davvero. Nessuna preclusione dunque al dialogo con Tui intorno alla minimizzazione degli impatti dell’intervento (leggi: risparmio idrico ed energetico, efficienza ed innovazione), ma entro un contesto relazionale chiaro, che è quello già ampiamente descritto nei paragrafi precedenti, ed entro l’ottica di un progetto realmente proporzionato alle capacità di carico dell’ecosistema locale.
Reddito non rendita!
Questo è quanto la Regione Toscana (nel Piano di Indirizzo Territoriale) afferma esplicitamente di voler perseguire nelle sue politiche territoriali, insieme alla stringente tutela del paesaggio nel suo complesso e del patrimonio collinare in particolare. Ebbene: questa è una straordinaria occasione di veder concretamente realizzato uno slogan che molti di noi condividono. Si passi dal dire al fare, dunque! La Tui dice, infatti, di dover rientrare dagli enormi stanziamenti finanziari serviti all’acquisto della Tenuta. Sappiamo anche che il Piano Strutturale di Montaione prevede per la Tenuta una prioritaria funzionalità turistico/ricettiva. Ciò che proponiamo adesso ci pare sensato e ragionevole.
Si convertano, dunque, parte delle attività previste nel progetto (basate di fatto sulla rendita immobiliare e su una ricettività da «enclave di lusso») in grande agricoltura da filiera corta. Biologica, tipica, d’altissima qualità, un’agricoltura che occupi prioritariamente lavoratori montaionesi.
Un grande, ambizioso progetto di ruralità locale basato su un possibile patto, che esalti il valore del lavoro e combatta la speculazione immobiliare. Un patto coraggioso e innovativo tra Amministrazione Comunale, Circondario, Regione Toscana, Sindacati, agricoltori, artigiani e ambientalisti.
Quello che proponiamo, in ultima analisi, è di non chiudere il confronto, ma semmai, proprio adesso, al termine del Dibattito Pubblico, di riaprirlo! Attraverso il rigoroso vaglio delle valutazioni tecniche (Bilancio Ambientale ed Energetico in primis) a cominciare dalla valutazione integrata (dal punto di vista ambientale e socio/economico) prevista dal Pit. In vista di una reale partecipazione ai processi decisionali attraverso l’informazione e la concertazione, oltre ad una costante e capillare osmosi comunicativa verso le comunità locali. Nella piena consapevolezza e nella speranza che nessuno di noi senta l’altro come nemico, bensì come semplice e degno interlocutore.

Mariarita Signorini – Italia Nostra
Fausto Ferruzza – Legambiente
Guido Scoccianti – WWF

Aderiscono all’appello:
Marcello Buiatti, Presidente Nazionale di Ambiente e Lavoro
Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale di Legambiente
Giovanni Losavio, Presidente Nazionale di Italia Nostra
Fulco Pratesi, Presidente Onorario Wwf Italia
Enzo Venini, Presidente Nazionale Wwf Italia
Edoardo Zanchini, Segreteria Nazionale di Legambiente
Antonello Alici, Segretario Generale di Italia Nostra
Vittorio Emiliani, Comitato per la Bellezza
Carlo Ripa di Meana, Presidente Comitato Nazionale per il Paesaggio
Edoardo Salzano, Eddyburg.it, Urbanista (Università di Venezia)
Piero Baronti, Presidente di Legambiente Toscana
Nicola Caracciolo, Presidente Regionale di Italia Nostra
Renato Cecchi, Direttivo di Ambiente e Lavoro Toscana
Fausto Ferruzza, Direttore Legambiente Toscana
Leonardo Rombai, Presidente Italia Nostra Firenze
Guido Scoccianti, Presidente Sezione Toscana Wwf
Maria Rita Signorini, Consigliera Nazionale di Italia Nostra
Enrico Falqui, Comitato Scientifico di Legambiente
Paolo Baldeschi, Urbanista (Università di Firenze)
Massimo Desanti, Rete Toscana Comitati
Alberto Magnaghi, Urbanista (Università di Firenze)
Cosimo Mazzoni, Avvocato, Rete Toscana Comitati
Giorgio Pizziolo, Urbanista (Università di Firenze)
Marco Boldrini, Presidente Legambiente Empolese Valdelsa
Alessio Papini, Responsabile Sezione Wwf Firenze
Cristina Raugei, Responsabile Gruppo Attivo Wwf Empoli Valdarno
Beppe Pandolfi, Paesaggista, Legambiente il Passignano
Fabrizio Bottini, urbanista (Politecnico di Milano)
Vezio De Lucia, Urbanista
Lucilla Tozzi,  Presidente di Italia Nostra Siena
Teresa Liguori, Consigliera nazionale di Italia Nostra
Liliane Buffaut Mungo, Sezione di Italia Nostra Valdichiana
Lorenzo de Luca, Agronomo
Marco Massa, Urbanista (Università di Firenze)
Mauro Agnoletti, Professore, Dip.Scienze e Tecnologie Ambientali Forestali (Università Firenze)
Antonio Mancuso, Italia Nostra Sezione Cirò
Alberto Asor Rosa
Alberto Ziparo, Dip. Urbanistica e Urbanistica e Pianificazione del Territorio (Università di Firenze)
Daniela Poli, Urbanista (Università di Firenze)
Sandro Roggio, Italia Nostra Sassari
Mimmo Maio, Italia Nostra Calabria

Chiediamo a tutti i colleghi delle associazioni ambientaliste, alle sezioni di Italia Nostra, ad architetti, urbanisti, agronomi, ed in genere a tutti voi che vi occupate di queste problematiche, di aderire all’appello per conferirgli maggiore forza! Basta mandare una email con nome, cognome e professione.

Salvate i boschi di Castelfalfi dalle villette

Fonte: DIRE

Paesaggio. Associazioni: salvate boschi Castelfalfi da villette
Colosso turistico “Tui” vuole 140mila mc su colline toscane

Roma, 7 nov. – Oltre 140.000 metri cubi di nuove costruzioni, 162 ettari di campo da golf, nuove piazze, parcheggi per quasi 700 posti auto, la creazione di nuovi villaggi in luoghi dove oggi esistono solo campi, aree boscate, oliveti e casali isolati. Questo è ciò che una multinazionale del turismo, il colosso tedesco Tui, vorrebbe portare sulle colline toscane, a Castelfalfi nel comune di Montaione (Firenze).
Un’operazione di circa 300 milioni di euro, fra acquisto dell’area e lavori ipotizzati, se si sta a quanto dichiara la stessa Tui. “Un progetto che snaturerà di fatto Castelfalfi, la sua storia, il suo ambiente, il suo paesaggio e avrà un impatto grave e senza precedenti non solo sull’ecosistema locale, ma anche sulla sua armatura culturale e socioeconomica”. La denuncia è di Legambiente, Italia Nostra e WWF, che la formulano in una lettera aperta al sindaco di Montaione Paola Rossetti, al presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, all’assessore all’Urbanistica e al Paesaggio della Regione Toscana, Riccardo Conti, al garante della comunicazione della Regione Toscana, Massimo Morisi, al presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi, alla presidente del Circondario Empolese Valdelsa, Luciana Cappelli.
“È questo il futuro che vogliamo per le colline toscane?- chiedono le associazioni ambientaliste- il dibattito pubblico che è stato voluto dall’amministrazione comunale di Montaione per poi essere istruito dal garante della Comunicazione Regionale è certamente una prima risposta al nostro quesito. Indubbiamente apprezzabile”.
Ma non basta. La politica toscana “deve decidere oggi e qui, a Castelfalfi, se vuole davvero inaugurare un percorso improntato alla sostenibilità e alla conservazione delle migliori risorse del proprio territorio- affermano Legambiente, Italia Nostra e WWF- oppure se vuole abdicare al proprio ruolo di governo, consegnando di fatto a una multinazionale straniera carta bianca sulla pianificazione locale”.
Quanto costerà a Montaione (non solo da un punto di vista culturale ma anche economico) perdere “l’integrità e la genuinità del suo paesaggio?- chiedono provocatoriamente le sigle ambientaliste- quanto costerà alla comunità locale e all’ambiente, il depauperamento delle già scarse risorse idriche che verrà causato da strutture recettive di queste dimensioni, con annesse attività ad alto consumo d’acqua, come campo da golf da 36 buche e centro benessere?” Al sindaco di Montaione, al presidente della Regione Toscana e a tutte le altre istituzioni competenti, Legambiente, Italia Nostra e WWF chiedono di dare, “adesso e a Castelfalfi, concreta attuazione ai principi di sostenibilità” che sono stati inseriti nelle norme e nei piani. Alla dirigenza di Tui, “che avrebbe molto da perdere in termini d’immagine da un’operazione di enorme stravolgimento del paesaggio toscano- dicono le associazioni- chiediamo quindi di ridimensionare radicalmente il progetto”. A loro avviso, questo sarebbe “un segnale di ragionevolezza di enorme portata e una grande vittoria per tutti”.

Fonte: ANSA

Ambiente: Toscana: associazioni, stop maxi-progetto Castelfalfi

FIRENZE, 7 NOV – Oltre 140 mila metri cubi di nuove costruzioni, 162 ettari di campo da golf, parcheggi per 700 posti auto, nuovi villaggi in luoghi dove oggi esistono solo campi, boschi e oliveti. Sono le cifre del progetto della multinazionale tedesca Tui per il borgo di Castelfalfi, nel comune di Montaione (Firenze), denunciate da Legambiente, Italia Nostra e WWF.
Le associazioni ambientaliste hanno scritto una lettera aperta al sindaco di Montaione Paola Rossetti, al presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, all’assessore regionale all’urbanistica Riccardo Conti, al garante della comunicazione della Regione, Massimo Morisi, al presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi, e alla presidente del circondario Empolese Valdelsa, Luciana Cappelli, per ‘salvare Castelfalfi da un progetto che la snaturerà e avrà un impatto grave sull’ecosistema locale’.
‘La politica toscana – scrivono – deve decidere se vuole inaugurare un percorso improntato alla sostenibilità e alla conservazione delle migliori risorse del territorio oppure se vuole abdicare al proprio ruolo di governo, consegnando di fatto a una multinazionale straniera carta bianca sulla pianificazione locale’. legambiente, Italia Nostra e WWFchiedono anche di dare concreta attuazione ai principi di sostenibilità che sono stati inseriti nelle norme a tutela del territorio vigenti in Regione, in primis nel Pit, il Piano di indirizzo territoriale.
‘Alla dirigenza di Tui – concludono – chiediamo di ridimensionare radicalmente il progetto: sarebbe un segnale di ragionevolezza di enorme portata e una vittoria per tutti’.

Fonte: ANSA

Qualità Toscana: ambientalisti criticano il progetto di Tui

FIRENZE, 7 NOV – Critiche al progetto della società tedesca specializzata in turismo Tui (Touristk union international), che con un investimento di 250 milioni di euro vuole potenziare la capacità ricettiva del borgo rurale di Castelfalfi (Firenze), si sono sollevate dalle associazioni ambientaliste italiane Legambiente, Italia Nostra e WWF.
Rilievi vengono sollevati sull’entità del progetto che, secondo quanto riferito dagli ambientalisti, prevederebbe oltre 140 mila metri cubi di nuove costruzioni di lusso, 162 ettari per un campo da golf, parcheggi per 700 posti auto, nuovi villaggi, impianti ed attrezzature sportive di vario genere . Le associazioni ambientaliste hanno scritto le loro perplessità in una lettera indirizzata agli enti locali.
Castelfalfi è un borgo di origini alto medievali di fondazione longobarda ed è noto per aver ospitato alcune riprese del film ‘Pinocchio’ di Roberto Benigni e il ‘reality-show’ per la tv ‘La fattoria’. Tui lo trasformerà in un ‘resort’ allietato da un tipico paesaggio collinare toscano ed esteso per 11 chilometri quadrati incrementando le strutture turistiche già esistenti.

Fonte: Adnkronos

Firenze: no ambientalista a villaggio turistico sulle colline di Castelfalfi
Lettera aperta di Legambiente, WWF e Italia Nostra alle autorità politiche

Firenze, 7 nov. – “Oltre 140.000 metri cubi di nuove costruzioni, 162 ettari di campo da golf, nuove piazze, parcheggi per quasi 700 posti auto, la creazione di nuovi villaggi in luoghi dove oggi esistono solo campi, aree boscate, oliveti e casali isolati. Questo è ciò che una multinazionale del turismo, il colosso tedesco Tui, vorrebbe portare sulle colline toscane, a Castelfalfi nel comune di Montaione”. Lo denunciano legambiente, Italia Nostra e WWF in una lettera aperta al sindaco di Montaione Paola Rossetti, al presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, all’assessore all’Urbanistica e al Paesaggio della Regione Toscana, Riccardo Conti, al garante della comunicazione della Regione Toscana, Massimo Morisi, al presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi, alla presidente del Circondario Empolese Valdelsa, Luciana Cappelli.
“Un’operazione di circa 300 milioni di euro, fra acquisto dell’area e lavori ipotizzati, se si sta a quanto dichiara la stessa Tui. Un progetto che snaturerà di fatto Castelfalfi, la sua storia, il suo ambiente, il suo paesaggio e avra’ un impatto grave e senza precedenti non solo sull’ecosistema locale, ma anche sulla sua armatura culturale e socioeconomica – continuano le associazioni ambientaliste – E’ questo il futuro che vogliamo per le colline toscane? Il dibattito pubblico che è stato voluto dall’amministrazione comunale di Montaione per poi essere istruito dal garante della Comunicazione Regionale è certamente una prima risposta al nostro quesito. Indubbiamente apprezzabile. Ma non basta”.
La politica toscana deve decidere oggi e qui – è scritto nella lettera – a Castelfalfi, se vuole davvero inaugurare un percorso improntato alla sostenibilità e alla conservazione delle migliori risorse del proprio territorio oppure se vuole abdicare al proprio ruolo di governo, consegnando di fatto a una multinazionale straniera carta bianca sulla pianificazione locale. Ma quanto costerà a Montaione (non solo da un punto di vista culturale ma anche economico) perdere l’integrità e la genuinità del suo paesaggio?
Quanto costerà alla comunità locale e all’ambiente, il depauperamento delle già scarse risorse idriche che verrà causato da strutture recettive di queste dimensioni, con annesse attività ad alto consumo d’acqua, come campo da golf da 36 buche e centro benessere?”.
“Un lungo processo di riflessione e dibattito, talvolta anche aspro, ha portato negli ultimi due anni alla revisione della legge regionale per il governo del territorio (con la LR 1/2005) e alla stesura di un fondamentale atto ad essa connesso quale il Piano di Indirizzo Territoriale. Il Pit, fra le altre cose, individua alcuni sistemi fondamentali e caratterizzanti del territorio e del paesaggio toscano, che come tali devono costituire delle invarianti nel processo della pianificazione territoriale. Fra questi sistemi è stato correttamente inserito il patrimonio collinare toscano, complesso e irripetibile intreccio di storia, paesaggio, natura e cultura, che caratterizza l’immagine della nostra Regione nel mondo e che è parte integrante della nostra identità antropologica e sociale”.
Al sindaco di Montaione, al presidente della Regione Toscana e a tutte le altre istituzioni competenti, Legambiente, Italia Nostra e WWF chiedono di dare, adesso e a Castelfalfi, “concreta attuazione ai principi di sostenibilità che sono stati inseriti nelle norme e nei piani prima citati. Rifiutando tout court qualsiasi consumo di suolo che esuli dal recupero e dalla riqualificazione dell’esistente, che già consiste di volumetrie assai ragguardevoli pari a 233.900 metri cubi”.
“Alla dirigenza di Tui, che avrebbe molto da perdere in termini d’immagine da un’operazione di enorme stravolgimento del paesaggio toscano – concludono le associazioni – chiediamo quindi di ridimensionare radicalmente il progetto. Sarebbe un segnale di ragionevolezza di enorme portata e una grande vittoria per tutti. Per le istituzioni, che vedrebbero sancita la coerenza tra atti d’indirizzo pianificatorio e prassi di governo territoriale, per gli imprenditori che vedrebbero esaltata la propria attenzione per l’ambiente toscano, per i cittadini tutti, che vedrebbero finalmente riconosciuto il loro diritto a un territorio salvaguardato per le attuali come per le future generazioni”.
“Il Piano di Indirizzo Territoriale, recentemente approvato della Regione Toscana dice che ‘i poggi e i declivi che compongono il patrimonio collinare della Toscana, esprimono una storia plurisecolare di razionale ed equilibrato rapporto fra lavoro e natura (?) in un territorio fragile che l’intelligenza di generazioni di uomini e di comunità hanno trasformato in opera d’arte’. Come ambientalisti concludono Legambiente, WWF e Italia Nostra – non possiamo che essere d’accordo con questa illuminante descrizione del patrimonio collinare della nostra regione. Per questo, attendiamo atteggiamenti e decisioni conseguenti”.

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