Archivi della categoria: Chianti

Weekend nel Chianti sulle tracce dei grandi del passato

Fonte: StampToscana, 08/08/2015

Arte e cultura nel Chianti in compagnia dei grandi del passato. Un week-end fuori porta ricco di proposte da condividere in famiglia, luoghi e monumenti da visitare e riscoprire nel cuore della campagna toscana sulle tracce di alcuni dei più illustri intellettuali e artisti del Rinascimento fiorentino. I sindaci Pescini, Baroncelli, Trentanovi e Sottani suggeriscono un itinerario tra borghi storici, palazzi, pievi e antiche abbazie.

Iniziamo il viaggio da un luogo senza tempo, Sant’Andrea in Percussina borgo nel Comune di San Casciano, che lega indissolubilmente la sua storia e quella del Chianti a Niccolò Machiavelli. E’ qui che l’intellettuale fiorentino ha composto il suo capolavoro Il Principe nel luogo dell’esilio all’Albergaccio, la casa museo, dove sono conservati stemmi, alberi geneaologici, oggetti e mobili originali. Sant’Andrea è un delizioso borgo medievale immerso tra le colline sancascianesi. Dalla finestra della villa di Machiavelli si vede la straordinaria cupola di Giotto. “Ai visitatori – commenta il sindaco Massimiliano Pescini – propongo la visita alle cantine storiche della villa e il passaggio sotterraneo che conduceva da casa Machiavelli, passando sotto la strada principale, all’osteria dove l’intellettuale fiorentino giocava a tric e trac con il contado sancascianese e coltivava qualche amore”.
Altri due illustri inquilini che ci portano alla conquista del sapere coltivato, insegnato nelle aree di campagna sono Leonardo da Vinci e Domenico di Ghirlandaio a Badia a Passignano, nel Comune di Tavarnelle. L’abbazia millenaria è una delle più antiche della penisola, incastonata tra le colline del comune chiantigiano. E’ famosa per il cenacolo affrescato dal Ghirlandaio, al momento in fase di restauro e per essere stato luogo di studi e insegnamento di Galileo Galilei. “Vale la pena una visita all’esterno e all’interno del complesso architettonico – aggiunge il sindaco David Baroncelli – qui Galileo Galilei, il padre fondatore della scienza moderna, salì in cattedra per insegnare ai monaci vallombrosani le leggi dei cerchi, dei triangoli e di altre figure geometriche”.

pieve di sant appianoAltre due tappe obbligate sono la Pieve di Sant’Appiano (nella foto accanto) e la cappella di San Michele Arcangelo a Petrognano.“Straordinari sono gli affreschi recentemente restaurati – spiega il sindacoGiacomo Trentanovi – all’interno della pieve eseguiti tra il 1486 e il 1487 e riconducibili alla bottega del Ghirlandaio e alla mano dell’allievo Filippo di Antonio Filippelli; di particolare interesse è anche la Cappella di San Michele Arcangelo costruita nel 1597 dal Santi di Tito, una perfetta riproduzione in scala 1:8 della Cupola del Duomo di Firenze, costruita sul luogo dove sorgeva l’antica città di Semifonte, completamente rasa al suolo dai fiorentini nel 1202”.
Intorno alla Cupola c’è un’antica tradizione contadina, ancora oggi osservata, secondo la quale tre giri a braccetto dell’amata compiuti intorno alla Cupola sono di buon auspicio per tutte le coppie di innamorati che, a qualunque età, intendono impegnarsi in un progetto di vita e scambiarsi concretamente una promessa d’amore.
Il percorso suggerito dalle amministrazioni comunali non può fare a meno di contemplare le pievi romaniche, tra le più antiche del territorio, quella di San Pietro in Bossolo affiancata dal museo di arte sacra, e la pieve romanica di San Donato, frazione tavarnellina quest’ultima dove vale la pena soffermarsi per una visita al borgo e al palazzo Malaspina di origine rinascimentale.
La storia che parla attraverso i suoi borghi lancia un’eco da Montefioralle (foto in alto), borgo di straordinaria bellezza nel Comune di Greve in Chianti. “Montefioralle – conclude il sindaco Paolo Sottani – la sua chiesa, le sue mura, le sue stradine, i suoi vicoli, sono alcuni dei più grandi tesori chiantigiani che insieme alla piazza di Greve e Panzano rendono questo territorio unico al mondo”.

“Rifiuti Zero” cresce in Toscana

 

Dopo Greve in Chianti anche Rignano sull’Arno (paese d’origine di Matteo Renzi) approva la delibera “Rifiuti Zero entro il 2020”.
Il contagio continua, Rifiuti Zero è sempre più una realtà anche nella provincia di Firenze.

Conferenza stampa: “Gli impianti industriali di Testi e Falciani nella Valle della Greve”

Invito alla conferenza stampa
Lunedì 1 dicembre alle ore 11.30 presso il Caffé Giubbe Rosse, Piazza della Repubblica, Firenze

Il Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste del Chianti Fiorentino presenta il dossier
“Gli impianti industriali di Testi e Falciani nella valle della Greve”

Rappresentanti delle associazioni e dei comitati illustreranno i contenuti e i temi trattati nel documento:

  • Le criticità ambientali e sanitarie presenti
  • I nuovi impianti previsti: inceneritore, centrale elettrica turbogas, impianto trattamento rifiuti
  • Gestione rifiuti: scenari presenti e futuri
  • Le nostre proposte, le nostre richieste

Interverranno:

  • FRANCESCO PARDI, senatore Italia dei Valori
  • MONICA SGHERRI, presidente gruppo Rifondazione Comunista-Sinistra Europea Regione Toscana
  • LUCA RAGAZZO, capogruppo Verdi Provincia di Firenze
  • MASSIMO DE SANTI, consiglio scientifico Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio

Coordinamento delle Associazioni Ambientaliste del Chianti fiorentino:

Aiab Toscana – Asci Toscana – Comitato delle Sibille per la Tutela dell’Ambiente – Comitato “Passo per il Chianti” – Comitato di Uzzano Greve in Chianti – Foro Contadino – Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute – Forum Ambientalista Toscano – Italia Nostra Firenze – Legambiente circolo “Il Passignano” Tavarnelle/San Casciano V.P. – Legambiente circolo “Il Gallo Verde” Greve in Chianti – Mani Tese Firenze –  Medicina Democratica – VAS Chianti fiorentino – WWF sezione Toscana

Gaiole in Chianti: «Villette da radere al suolo e tante cave da chiudere». Ripa di Meana contro gli scempi ambientali

Fonte: La Nazione, Cronaca di Siena 28/1/07

Il caso Monticchiello per la Toscana è solo la punta di un iceberg perché tra le cave che creano un vero e proprio “scempio” come quelle di Gaiole in Chianti, o le “villettopoli”, che sorgono a ridosso di Casole d’Elsa, «la situazione è tutt’altro che felice». Ne è convinto il presidente nazionale di Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana, intervenuto ieri ad un incontro a Gaiole, che «potrebbe diventare un altro caso Monticchiello — ha spiegato — se non sarà definitivamente revocata la concessione per la cava».
A Italia Nostra, così come al Comitato ‘”Pro Monti Grossoli” che dal 2005 si oppone allo sfruttamento delle cave di Gaiole, iniziato 50 anni fa, non basta la “sospensione” della concessione alla società Sacci firmata dal sindaco Claudio Parigi due giorni fa, alla vigilia dell’incontro organizzato dalle Associazioni Ambientaliste. «La revoca è obbligatoria – ha aggiunto Ripa di Meana – perchè sono già stati scavati un milione e 400 mila metri cubi», secondo il Comitato 634mila metri cubi in più di quanto previsto dalla concessione.
Quella di Gaiole, quindi, rischia di essere una nuova ‘”grana” ambientale per la stessa Regione Toscana che il 23 gennaio scorso ha firmato un’intesa con il ministero dei Beni culturali per il “rispetto dell’ambiente” nei piani urbanistici. «Un Piano – spiega ancora il presidente di Italia Nostra – che è un passo avanti, ma non è sufficiente perchè lascia ai Comuni, cioè all’anello più debole della catena, la delega per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche. E’ lo Stato che deve riprendere i poteri».
Arrivando venerdì in Toscana, Ripa di Meana si era fermato anche a Casole d’Elsa, sempre in provincia di Siena, dove sarebbero «in atto altre speculazioni edilizie. Anche in questo caso, che dobbiamo ancora studiare a fondo – spiega il presidente dell’Associazione Ambientalista -, chiederemo presto la sospensione della concessione urbanistica». In caso contrario anche qui si rischia un altro Monticchiello. A proposito della Val d’Orcia il problema per Italia Nostra che chiede l’abbattimento di tutto l’insediamento, non è risolto con il blocco imposto alle ultime quattro strutture (circa 20 appartamenti): «Noi continueremo la nostra battaglia – ha assicurato Ripa di Meana – con tutte le nostre azioni già previste per evitare il deturpamento di Monticchiello e di tutta la zona».
Ma Gaiole è scossa anche dal caso disboscamenti: venerdì sera a Monteluco, ancora innevata, c’è stato l’incontro fra Comune di Gaiole e Cfs, il comitato che si batte contro il disboscamento massiccio delle conifere.
Prima di tutto dati esatti: l’area interessata dall’intervento è 18 ettari, di cui 13 già disboscati. Ultimato il lavoro di taglio – ha cercato di rassicurare il Comune – si attenderà che nasca vegetazione spontanea; se questo non avverrà il Corpo Forestale interverrà con un impianto.
«Il Comune dà la propria disponibilità a fare da intermediario fra i soggetti coinvolti» ha detto il sindaco Claudio Parigi. Che ha chiesto alla Provincia di limitare l’impatto visivo delle operazioni.Il comitato ha chiesto che il disboscamento sia graduale, e che sia concreta l’opera di impianto di specie autoctone.

San Sano (Gaiole in Chianti): osservazioni al piano di recupero di un complesso immobiliare

Firenze, 2005

ABSTRACT: in località San Sano – Progetto Gaiole s.r.l., un piano di recupero adottato con Deliberazione Consiglio Comunale n. 4 del 1.2.2005 prevede di ristrutturare quattro ex edifici rurali di interesse storico per farne 18 quartieri con funzioni prevedibilmente residenziali di vacanza. La procedura che ha portato all’approvazione del Piano appare viziata da varie anomalie.
Questa Associazione osserva in via preliminare di non condividere la dichiarazione del Sindaco in apertura della seduta del Consiglio Comunale del 1.2.2005 che si ricava dal relativo Verbale, per cui il “Piano di recupero” in oggetto viene considerato “un’operazione meritoria che va a sanare una situazione di forte degrado”. In realtà, questa Associazione considera il “Piano di recupero” – così come ben risulta dall’intervento del Consigliere Giuliano Bruni – una vera e propria speculazione a vantaggio dei privati proprietari che, dallo stravolgimento di quattro edifici rurali storici del piccolo e antico centro di San Sano (finalizzato alla realizzazione di ben 18 quartieri probabilmente miniappartamenti, chiaramente funzionali all’uso di seconde case e di case vacanze), edifici tipici in pietra, denominati Casa del Vignaiolo, Casa del Maestro di Cantina, Officina e Scuderia, ubicati in Via C. Chiantini, che ricadono in zona “A 1 – Centro storico” secondo il vigente PRG, potranno ricavare ingenti profitti, a tutto svantaggio della qualità della vita della popolazione residente in loco: popolazione che, già ora, deve lamentare un serio problema di accesso all’abitato e di parcheggio nel medesimo (problema non soddisfatto dalle previsioni di soli 6 posti da parte dell’atto unilaterale d’obbligo, e che quindi andrà sicuramente ad aggravarsi con l’inserimento di 18 famiglie, insieme con l’inquinamento acustico e atmosferico prodotto dall’accrescimento del traffico) e che teme altresì, con condivisibile cognizione di causa, l’impatto del nuovo carico urbanistico sulla funzionalità delle fognature e dell’acquedotto.
Questa Associazione – entrando nel merito della procedura che ha condotto all’approvazione della Deliberazione in oggetto – osserva che la procedura stessa risulta viziata e irregolare, in quanto il parere favorevole al Piano espresso dalla Commissione Edilizia Integrata, “l’unico organo deputato ad esprimere un parere anche di tipo ambientale sulla pratica” (come si legge negli Atti), parere espresso precisamente nella seduta del 21.12.2004 (a quanto pare senza che questo Piano fosse stato inserito all’ordine del giorno: e del resto dallo stesso Verbale, come pure dagli Atti protocollati, si desume che il Piano era stato presentato in Comune dall’amministratore unico della Progetto Gaiole s.r.l. solo il 20 dicembre, cioè … il giorno prima della seduta della stessa Commissione Edilizia Integrata!!!!) non è supportato da motivazione alcuna.
In altri termini, non viene valutato con la dovuta attenzione come la radicale ristrutturazione edilizia prevista dal Piano (svuotamento completo dei fabbricati e tramezzamenti anche delle soffitte che attualmente non presentano altezze utili, per ricavare  un maggior numero di vani utili e di quartieri) non vada a pregiudicare la tutela di quegli immobili (particella catastale 23 del foglio 91) che risultano inclusi “negli elenchi degli immobili di particolare pregio” redatti “ai sensi dell’articolo 7 della L.R. 59/1980”, e per i quali ci si dovrebbe limitare (secondo le Norme Tecniche di Attuazione del Regolamento Urbanistico, art. 7 commi 5-8) al solo “criterio del restauro” conservativo.
Addirittura, dalla lettera scritta il 14 marzo 2005 dal responsabile dell’Ufficio Segreteria Renzo Marinetti al Gruppo Consiliare “Uniti per il Chianti” si viene a sapere che la CEI ha espresso parere favorevole ad una “illustrazione del Piano … avvenuta verbalmente senza che fosse stata predisposta una relazione tecnica da parte del tecnico comunale”!
Inoltre, a riguardo dei contenuti del Piano, si deve osservare che gli elaborati tecnici del Piano risultano generici e carenti rispetto all’art. 10 della L.R. 59/1980 (descrizione storica, fisica, sociale e patrimoniale degli immobili con planimetrie, relazione degli obiettivi del piano e delle modalità di conseguimento, corredata dalle norme tecniche di attuazione e dalle planimetrie, programma di attuazione e di coordinamento del piano, ecc.): soprattutto, manca uno schema plano altimetrico dell’intera area con gli edifici e i contigui terreni fatti oggetto del Recupero con sezioni longitudinali e trasversali riferite alle quote di imposta attuale dei fabbricati rispetto ai punti fissi esistenti o quote di caposaldo.
In assenza di tale planimetria generale, c’è veramente da credere che il “recupero” sarà effettuato ad arbitrio degli interessati aventi titolo.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: