Archivi della categoria: Comunicati

Modello Genova ? Quel che pensa almeno una parte dei Vigili del Fuoco liguri in una lettera ai parenti delle vittime del crollo del Ponte Morandi

Divulghiamo condividendo:

Al Comitato Parenti Vittime Ponte Morandi,

noi vigili del fuoco genovesi e liguri firmatari di questa lettera esprimiamo la nostra solidarietà e condividiamo la vostra scelta di non partecipare alla cerimonia di inaugurazione del nuovo ponte.

Non c’è nulla da celebrare, tanto meno da festeggiare.

Ciò che si apprestano a celebrare – in pieno spirito di unità nazionale – non è solo la ricostruzione di un ponte indegnamente crollato ma è il cosiddetto “modello Genova” che vogliono estendere a tutta Italia con la scusa della crisi economica, cioè la costruzione di grandi opere infrastrutturali con ancora meno controlli, causa stessa dei disastri.

Come nella sanità le patologie più gravi attirano la maggior parte dei finanziamenti perché portano più profitti – e ciò va a discapito della prevenzione e della medicina territoriale, coi devastanti effetti che si sono palesati nell’epidemia ancora in corso – così nel settore delle costruzioni è molto più profittevole costruire nuove grandi opere che fare la manutenzione di quelle già esistenti e del territorio.

“Saper cogliere nella tragedia l’opportunità” sono parole che appartengono ad una classe dominante, imprenditoriale e politica, saprofaga, che fa profitti su disastri e tragedie.

Il “modello Genova” è l’emblema del costruire e non manutenere, del profitto che cammina sulla vita degli uomini e della società.

Noi vigili del fuoco che interveniamo nelle tragedie provocate da questo sistema economico e politico basato sul profitto, vi salutiamo con un grande abbraccio e sosteniamo la vostra scelta”.

Genova, martedì 27 luglio 2020

(segue l’elenco dei 75 firmatari, la raccolta delle adesioni prosegue anche dopo la pubblicazione della lettera)

Un nuovo appello della Sezione fiorentina di Italia Nostra. Le ragioni della Tutela e le proposte di emendamenti in materia di Impianti sportivi (Stadi) al Decreto semplificazione.

Le ragioni della Tutela e le proposte di emendamenti in materia

di Impianti sportivi (Stadi) al Decreto semplificazione.

 Da varie settimane ci stiamo battendo come Italia Nostra Firenze (si vedano gli appelli inviati al Presidente del Consiglio e al Ministro dei Beni Culturali, al Presidente della Repubblica) perché nelle misure eccezionali che il Governo sta varando per la ripresa economica e sociale del nostro paese, dopo la prima fase della pandemia da Covid 19, non si facessero deroghe a quanto sancito solennemente dall’art. 9 della Costituzione e alle norme stabilite dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio in materia di tutela del patrimonio culturale italiano. Nell’acceso dibattito per la semplificazione e contro la “burocrazia” abbiamo riaffermato il concetto che la soluzione non può essere l’abolizione delle regole né dare ancora più poteri a chi ne ha già tanti e senza i necessari contrappesi propri di una democrazia vera (Governatori e Sindaci eletti direttamente dai cittadini). Abbiamo invece sostenuto che l’impegno maggiore sia quello di fare leggi chiare e precise e di dotare l’amministrazione statale di risorse umane e finanziarie adeguate ai complessi compiti a cui devono assolvere in una situazione, oggi, ancora più difficile da fronteggiare per i numerosi elementi di novità non congiunturali ma sistemiche che, con il terzo millennio, si stanno manifestando. LEGGI TUTTO

Sul destino delle Gualchiere trecentesche in riva all’Arno, il Difensore civico a fianco delle associazioni.

COMUNICATO STAMPA, 13 Luglio 2020

Secondo richiamo ai Comuni di Firenze e Bagno a Ripoli: Italia Nostra e Idra meritano la trasparenza che rivendicano!

“Si ricorda che, sulla base di istanza avente oggetto analogo a suo tempo presentataci, questa Difesa civica ha rivolto in via bonaria ai Comuni di Firenze e di Bagno a Ripoli richiesta di dar conto agli interessati dello stato degli atti concernenti il complesso immobiliare delle Gualchiere di Remole”. Così il dott. Sandro Vannini, Difensore civico della Toscana, in una nuova lettera di richiamo indirizzata alle due amministrazioni comunali, dopo che Italia Nostra e Idra avevano esternato nelle settimane scorse la propria indignazione per l’annuncio a mezzo stampa di un progetto mai partecipato di riqualificazione delle Gualchiere di Remole.

“E’ da marzo 2019 che le due Amministrazioni annunciano di voler “condividere con i cittadini un percorso serio e concreto” per la riqualificazione di un tesoro abbandonato al degrado da decenni. Ma questo coinvolgimento non c’è stato”, avevano denunciato le associazioni. E avevano aggiunto: “Al contrario, i due Comuni non hanno mai risposto alle richieste di trasparenza sulla documentazione tecnico-progettuale presentata alla Soprintendenza, né sul percorso partecipativo ipotizzato. L’assessore fiorentino al Patrimonio non abitativo parla di un “gruppo tecnico” operativo, ma le associazioni non sono state invitate. Quali sono i componenti di questo “gruppo tecnico”? Con quali criteri sono stati scelti? Quali requisiti mancano a Italia Nostra e a Idra per essere ammesse al percorso di riqualificazione delle Gualchiere di Remole, uno straordinario bene storico che fino a marzo 2019 la giunta Nardella ha tentato invano di alienare tramite asta pubblica?“.

In realtà, i due Comuni non avevano risposto neppure al primo invito rivolto loro il 9 marzo scorso “in via bonaria” dal Difensore civico, che indicava loro l’opportunità di dare riscontro a domande legittimamente formulate. Adesso il dott. Vannini replica: “Si ritiene che la mancata risposta sia da attribuire alla generale sospensione dell’attività amministrativa fino al 15-5-2020 disposta dalla normativa statale di cui ai DL18/2020 art.103 e DL23/2020 art.17, che si presume abbia riguardato anche le iniziative relative all’oggetto delle richieste degli interessati”. E torna a invitare i Comuni alla trasparenza “comunicando la risposta anche a questa Difesa civica”.

Vedremo: a volte la goccia scava la roccia… Riuscirà la pazienza democratica dei cittadini a scalfire – con l’aiuto dell’organo istituito per la loro tutela – la corazza del Palazzo e l’indifferenza della maggior parte degli organi di informazione?

 

Torna la norma sul condono mascherato? In consiglio dei Ministri il DDL “Semplificazioni”

29 giugno 2020. Luigi De Falco (vice Presidente nazionale di Italia Nostra): un condono mascherato

Domani in Consiglio dei Ministri il DDL “Semplificazioni”. Il provvedimento torna all’esame, comprensivo della norma sul “condono mascherato” che permette con una domanda in sanatoria di regolarizzare immobili che all’epoca dell’abuso risultavano fuori norma ma che, per modifiche successive, non risulterebbero più abusivi. Un fatto di notevole importanza che condizionerà i piani urbanistici nonché le amministrazioni locali e la politica in generale affinché vengano cambiati i piani e messi a norma gli edifici abusivi secondo il caso.

Luigi De Falco, Vice presidente nazionale di Italia Nostra, interviene con osservazioni in merito all’introduzione dell’art. 36 bis al DPR 380/2001 e all’estensione dell’attuale art. 36 LEGGI

Il fatto quotidiano.it, 30 giugno 2020. Ebe Giacometti (Presidente nazionale di Italia Nostra): Italia Nostra esclusa dagli Stati Generali

Le nostre proposte sono state semplici e lineari e spesso hanno trovato riscontro e condivisione di contenuti con quelle di autorevoli personalità della scienza e della cultura accademica italiana. Da anni, abituati a essere descritti come i “grilli parlanti” dell’associazionismo, abbiano adottato la buona abitudine di coinvolgere competenze professionali e culturali capaci di aiutarci a disegnare quello che molti cittadini chiedono: ottenere un Paese con le scuole che funzionino, con le strade in sicurezza e prive di buche, dove i ponti non si sbriciolino. Un Paese dove la Cultura sia realmente un item strutturale riconosciuto per il valore costituzionale identitario che rappresenta (art 9) e per questo asse portante per le generazioni attuali e future, possibilmente finanziato dallo Stato, perché il diritto alla cultura è importante come quello all’Istruzione e alla Salute LEGGI TUTTO (magari anche i commenti a fine articolo che aprono un acceso dibattito sull’energia eolica)

Gualchiere di Remole: trasparenza zero. Il Comunicato Stampa di Italia Nostra e Idra.

COMUNICATO STAMPA, 29.6.’20

Trasparenza zero alle Gualchiere di Remole:

Italia Nostra e Idra rivendicano a voce altanil diritto a partecipare al progetto di recupero pubblico

 

In una lettera indirizzata ai Comuni di Firenze e Bagno a Ripoli, che hanno presentato tramite stampa nei giorni scorsi un progetto mai partecipato di riqualificazione delle Gualchiere di Remole, le due associazioni esternano senza mezzi termini la propria indignazione.

E’ da marzo 2019 che le due Amministrazioni annunciano di voler “condividere con i cittadini un percorso serio e concreto” per la riqualificazione di un tesoro abbandonato al degrado da decenni. Ma questo coinvolgimento non c’è stato. Al contrario, i due Comuni non hanno mai risposto alle richieste di trasparenza sulla documentazione tecnico-progettuale presentata alla Soprintendenza, né sul percorso partecipativo ipotizzato. Non hanno risposto neppure all’invito rivolto loro dal Difensore Civico della Toscana a dare riscontro alle domande legittimamente formulate. L’assessore fiorentino al Patrimonio non abitativo parla di un “gruppo tecnico” operativo, ma le associazioni – per fare un esempio – non sono state invitate. Quali sono i componenti di questo “gruppo tecnico”? Con quali criteri sono stati scelti? Quali requisiti mancano a Italia Nostra e a Idra per essere ammesse al percorso di riqualificazione delle Gualchiere di Remole, uno straordinario bene storico che fino a marzo 2019 la giunta Nardella ha tentato invano di alienare tramite asta pubblica?

Italia Nostra e Idra, che si battono da lungo tempo e con convinzione per il recupero pubblico del ‘villaggio dell’arte in riva d’Arno’ a supporto dello scultore-sentinella Piero Gensini, grazie al quale quel lembo prestigioso di civiltà medievale è ancora vivo e vissuto, hanno preso carta e penna e hanno formalizzato una comune istanza di partecipazione al procedimento e accesso agli atti. L’hanno inviata per opportuna conoscenza anche alla Soprintendenza alle Belle Arti e al Paesaggio e, nuovamente, al Difensore civico, con l’auspicio che intervengano in tutela dei diritti dei cittadini e della qualità della progettazione. E a due nuovi destinatari, il Genio Civile della Regione Toscana e il Consorzio di bonifica Medio Valdarno, giacché si apprende che agli interventi ipotizzati metteranno mano anche le loro competenze.

Comunicato Stampa (2 di 2, 13 giugno): il ricorso al Consiglio di Stato, le nostre ragioni

[…]Per quanto ci riguarda, avevamo giudicato la sentenza di dicembre del TAR come una sconfitta non di Italia Nostra ma delle ragioni della tutela del patrimonio culturale, ed in particolare dell’edilizia del centro storico della nostra città, e quindi come una vittoria delle lobbies italiane e internazionali interessate solo alle ragioni del mercato, all’economia di rapina e di rendita di posizione che guardano solo all’oggi, al contingente, agli interessi lauti di pochi. Se la nostra istanza fosse stata accettata, avrebbe messo in discussione il potere discrezionale del Sindaco e della sua Giunta sul prossimo futuro del patrimonio edilizio del centro storico. Italia Nostra, infatti, crede ancora fermamente sulla Carta Costituzionale che, all’art. 9, pone come principio generale dell’azione dello Stato repubblicano la “tutela” del “paesaggio” e del “patrimonio storico artistico della nazione”, associandola nello stesso articolo non a principi economici ma all’azione di promozione dello sviluppo della “cultura” e della “ricerca scientifica e tecnica” […] LEGGI TUTTO

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