Archivi della categoria: Emergenza beni culturali

Salviamo le Gualchiere di Remole!

Cari amici e amiche,

Italia Nostra – sezione di Firenze vi chiede aiuto!
Per salvare le Gualchiere di Remole (in pericolo di crollo generale,
nonostante la proprietà sia del Comune di Firenze) abbiamo bisogno del
vostro intervento votando e facendo votare ai vostri amici e conoscenti
le Gualchiere tra i Luoghi del cuore – FAI entro il prossimo 30
novembre.

COME SI FA: sulla pagina www.iluoghidelcuore.it: in “cerca un luogo”
digita “gualchiere di remole”, poi clicca “cerca e vota” e poi clicca
“vota questo luogo”
RICORDATEVI DI REGISTRARVI, se non ancora registrati, con email e
password!

Grazie e cari saluti

Leonardo Rombai
presidente Italia Nostra – Firenze

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Verbale della prima riunione del nuovo Consiglio Direttivo di Italia Nostra Firenze 

4.7.2016

Dietro invito del Presidente uscente Leonardo Rombai,in data odierna, alle ore 17, si sono riuniti per la prima volta i consiglieri eletti in data 31 maggio u.s., durante l’assemblea indetta per votare il nuovo Consiglio Direttivo della Sezione di Firenze per il triennio 2016/2018.

Sono presenti: 

MARIARITA SIGNORINI, LEONARDO ROMBAI, ANNA GUARDUCCI, LORENZO DE LUCA, SAIDA GRIFONI, MARCO PICCARDI, MAURO CHESSA, MARIA GABRIELLA FERRARI, MANLIO MARCHETTA.

Assente giustificato GIAN FRANCO CARTEI. Assenti MARIO BENCIVENNI, GIUSEPPINA CARLA ROMBY, LAURA MANGANARO, ANTONELLA MARCHINI, NINO SCRIPELLITI.

Il numero legale viene così raggiunto per svolgere la presente seduta di Consiglio convocata per eleggere il Presidente, il Vice Presidente e il Segretario-Economo.

Mariarita Signorini assume la presidenza temporanea e per le cariche del Triennio propone L. Rombai come Presidente; M. Signorini e M. Chessa come Vice-Presidenti; e Marco Piccardi come Segretario-Tesoriere.

La proposta viene approvata all’unanimità.

Prende la parola L.Rombai ringraziando per la fiducia, facendo presente comunque l’enorme lavoro che la direzione della Sezione comporta, dato anche dal crescente aumento di cavilli burocratici sempre più complessi e chiede quindi maggior collaborazione ai Consiglieri eletti.

Intervengono vari Consiglieri che – constatando una pluralità di competenze – propongono di riconoscere informalmente una sorta di piccola giunta operativa, con Marchetta coordinatore per l’urbanistica, Romby per l’architettura, Chessa per la geologia, De Luca per il verde urbano, Cartei e Scripelliti per la legislazione e il diritto, (anche l’ingegner Massimo Perini, da anni socio fattivo fa pervenire – in seguito alla riunione- la sua disponibilità a collaborare con la Giunta per le proprie competenze, come ha fatto sinora in particolare per la questione del sottoattraversamento Tav) . 

Rombai ringrazia i Consiglieri e propone di indire ai primi di settembre una ulteriore prima riunione del Consiglio per poter discutere e istruire i problemi e casi più urgenti della Sezione, che riguardano soprattutto le cosiddette grandi opere (Alta Velocità con il sottopasso, inceneritore e aeroporto).

Entra per invito il Socio Tiziano Cardosi,  che da anni si occupa del problema dell’Alta Velocità ed espone in modo esauriente lo stato dell’arte sul progetto, invitando per la conferenza che si terrà mercoledì 6 alle ore 11 in Palazzo Vecchio.

Marchetta e Ferrari affrontano il progetto del Comune di Firenze per costruire una ventina di parcheggi sotterranei e presentano la bozza cui stanno lavorando per indire una petizione sul tema.

Sui problemi dell’inceneritore e dell’aeroporto intervengono altri consiglieri.

Alle ore 19.15 la seduta è sciolta.

Marco Piccardi

Tunnel Tav, bene l’abbandono del progetto. Adesso una progettazione condivisa e partecipata sul futuro della mobilità fiorentina

Firenze, 6 luglio 2016

Le associazioni e i gruppi che fanno parte del “Fronte No TAV” sono soddisfatte del profondo ripensamento – a cui però dovranno seguire atti concreti – espresso dal sindaco di Firenze Dario Nardella e dal ministro Graziano Delrio in relazione
all’abbandono del progetto di tunnel AV sotto la città e della costruzione della stazione Foster.

Un progetto, quello del “Passante”, nato male e cresciuto peggio, con oltre 20 prescrizioni già in fase di rilascio della Valutazione di impatto ambientale (VIA) con tali e tante criticità mai risolte; una per tutte è l’impatto sulla falda
nelle zone delle Tre Pietre, dei Macelli e di Campo Marte dove i livelli della acque sotterranee sono pericolosamente sbilanciati e le presunte “mitigazioni” previste assolutamente insufficienti.
 
È indispensabile intervenire velocemente per il ripristino!

Per non dimenticare i danni che lo scavo dei tunnel avrebbe provocato in parecchie migliaia di appartamenti e monumenti, danni che sarebbero stati stupidamente amplificati dall’uso di una sola fresa invece delle due da sempre utilizzate
in questi casi. Il Passante TAV si è dimostrato insostenibile ambientalmente, economicamente e politicamente.

Due importanti inchieste della Magistratura hanno fatto luce sul sistema corruttivo e infiltrato dalle mafie dando così il colpo di grazia ad un progetto da sempre inutile, screditato e criminogeno.

Quello TAV di Firenze è un progetto che muore però troppo in ritardo, considerato che sono stati gettati al vento, ben 760 milioni di euro! Una cifra che sarebbe potuta essere impiegata in maniera molto più costruttiva se i decisori politici
avessero ascoltati gli appelli e i consigli di chi aveva visto, fin dall’inizio, tutte le mostruosità di questo progetto.

Nonostante le indiscrezioni filtrate da Ferrovie; nonostante le dichiarazioni di Sindaco e Ministro, i lavori al cantiere dei Macelli proseguono e si continuano così a spendere risorse e a provocare danni che dovranno essere poi riparati.
Alle parole devono – ribadiamo – seguire fatti concreti. Le associazioni del “Fronte”, unite dall’idea di una progettazione sostenibile del nodo ferroviario, non intendono abbassare la guardia.

L’abbandono del progetto di tunnel e stazione Foster aprirebbe grandi opportunità per lo sviluppo della mobilità nell’area fiorentina: finalmente centinaia di milioni di euro si libererebbero per un sviluppo importante della mobilità pubblica
che risponda alle esigenze di abbattere il traffico privato (e l’inquinamento conseguente) e favorire un trasporto pubblico efficiente.

I cittadini, però, sono stanchi di leggere di riunioni di vertice in cui si delega alle Ferrovie  e alle lobbies che notoriamente la dirigono, la risistemazione del nodo ferroviario di Firenze. È venuto il momento di aprire una vera discussione
in città per capire quali sono le reali esigenze della popolazione. Si deve avviare un concreto percorso di
progettazione partecipata in cui i cittadini devo essere i protagonisti. Solo così si sconfiggono le lobbies che hanno colonizzato tutte le istituzioni.

Il gruppo di lavoro di tecnici che negli anni passati ha analizzato approfonditamente il Passante AV e fatto concrete proposte è ancora attivo e a disposizione; l’Università di Firenze ha dato la disponibilità a lavorare per la realizzazione
di un progetto di mobilità condiviso con la cittadinanza e di quanto distrutto (ai Macelli, a Campo Marte, a Santa Barbara). Le associazioni del “Fronte” sono pronte a mobilitarsi in questo percorso.

Adesso tutti attendono atti concreti dalle istituzioni.

Fronte No TAV Firenze

  • Comitato No Tunnel TAV
  • Alternativa Libera
  • FAI
  • Firenze Riparte a Sinistra
  • Italia Nostra
  • Legambiente
  • Movimento 5 stelle
  • PerUnaltracittà
  • Rete dei Comitati in Difesa del Territorio
  • Si – Toscana a Sinistra
  • Una Città in Comune

Frana a Firenze, Italia Nostra: città fragile che va tutelata. No a grandi e inutili opere

Quanto accaduto oggi a Firenze dimostra con evidenza quanto i nostri centri storici siano fragili e necessitino di grandi attenzioni e massima tutela. Italia Nostra si chiede quanti rischi la città d’arte possa correre se dovessero essere messi in cantiere l’attraversamento del centro storico di Firenze per far passare la Tramvia e il folle e incredibile progetto degli otto chilometri di tunnel per il sotto-attraversamento della Tav. Grandi e, noi aggiungiamo inutili opere, peraltro costosissime, assolutamente inadatte a centri storici come i nostri, per di più in una città tutelata dall’Unesco. Ci auguriamo che oggi chi ha in mano il governo di Firenze e anche il suo predecessore, ora Presidente del Consiglio, meditino sui gravissimi rischi che i progetti di sventramento della città possono arrecarle.

Dichiarazione congiunta di:
Marco Parini, Presidente nazionale Italia Nostra
Maria Rita Signorini, Presidente Toscana Italia Nostra

Comunicato stampa-invito: gli allievi del “Da Vinci” adottano un castello in rovina

Video-documentario sullo stato di abbandono di un gioiello medioevale
Non solo denuncia: le proposte dei ragazzi per un recupero possibile

Conferenza stampa
Martedì 17 Maggio, ore 11.00
Caffè Letterario Giubbe Rosse, Piazza della Repubblica, Firenze

Un castello in rovina sulle colline dietro Careggi “adottato” da una classe di Fotografi multimediali, che ne hanno documentato con video e foto lo stato di abbandono, immaginandone e descrivendone futuri possibili percorsi di recupero.
Sarà presentato martedì prossimo dai ragazzi stessi, allo storico Caffè Giubbe Rosse, il video “Fiorenza dentro da la cerchia antica…” realizzato dagli studenti della Seconda Fotografi Multimediali dell’IIS “Leonardo da Vinci” di Firenze per il concorso nazionale “Le pietre e i cittadini” promosso da Italia Nostra.
Il castello di Castiglioni, già fortino longobardo nell’Alto Medioevo, fu trasformato poi in villa rinascimentale dalla famiglia Catellini, citata da Dante tra le illustri casate della Fiorenza antica (Cacciaguida, Canto XVI del Paradiso). Patroni della pieve romanica di Cercina, dominata dal castello nel cuore del Parco territoriale di Monte Morello, i Catellini hanno lasciato numerose tracce della loro presenza anche in città: i ragazzi le hanno seguite e video-documentate.
Proprio alle spalle delle Giubbe Rosse sopravvive allo sventramento dell’antico centro storico di fine ‘800 Palazzo Catellini. Recentemente, durante i lavori di ristrutturazione nei locali del ristorante “PesceRosso”, sono riaffiorati mura e arco trecenteschi in pietra forte del lato nord di quel Palazzo. Al termine della conferenza stampa i giornalisti presenti potranno partecipare quindi ad una visita guidata da Alberto Bruschi, antiquario e storico, alla scoperta del lato segreto di Palazzo Catellini.
L’intera attività didattica è stata orientata anche all’elaborazione di proposte di recupero che tengano conto delle esigenze della comunità locale, oltre che delle caratteristiche storico-architettoniche del luogo. Nel video i ragazzi le hanno raccolte e, filtrandole attraverso la propria sensibilità e immaginazione, le hanno tradotte in scenari percorribili che saranno sottoposti all’attenzione delle autorità competenti.
Interverranno, oltre al presidente di Italia Nostra Firenze, il prof. Leonardo Rombai, cittadini, esperti e istituzioni che hanno collaborato alla ricerca.
La Stampa è invitata a partecipare
Per contatti: Manuela Pomicino Cell. 3334710357; manuela.pomicino@virgilio.it

Comunicato e rassegna stampa sulla battaglia di Italia Nostra per salvare il Centro di Ricerca del Padule di Fucecchio

Fonte: Welfarenetwork.it

Appello di Italia Nostra per salvare Centro di Ricerca del Padule di Fucecchio
In  provincia di Pistoia, l’area umida interna più grande d’Italia

Italia Nostra chiede alla Regione Toscana un intervento urgente che scongiuri il rischio di chiusura del Centro di Ricerca del Padule di Fucecchio, in provincia di Pistoia, che con la sua attività ha svolto una costante opera di sensibilizzazione e valorizzazione delle ricchezze naturalistiche, della flora, della fauna, e della sua storia a livello nazionale e internazionale.
Com’è purtroppo emerso, il 2016 non è iniziato nel migliore dei modi per il Padule di Fucecchio: una grossa crisi, dovuta a vari fattori e ad alcune pesanti rinunce degli Enti di supporto ne stanno profilando un oscuro, triste destino.
Ricordiamo che il Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio svolge, da oltre venti anni, un’importantissima attività attraverso conferenze, didattica per le scuole e concorsi. Il tutto è realizzato egregiamente da poche persone (2 soli dipendenti del Centro e alcuni volontari). Italia Nostra, altre associazioni ambientaliste oltre che alcune associazioni venatorie, hanno sempre sostenuto il Centro e le attività svolte attraverso una serie di collaborazioni, cosa che, la sezione Medio Valdarno Inferiore di Italia Nostra continuerà a fare. Ma recentemente è venuto a mancare l’indispensabile contributo della Provincia di Pistoia, oltre al ritiro della propria presenza di alcuni Comuni della Val di Nievole, complicando non poco la situazione economico-finanziaria del Centro: come si può immaginare un eventuale mancato intervento decisivo, primo fra tutti e di vitale importanza dovrebbe essere quello della Regione, porterebbe al termine delle attività lavorative dei tecnici e, di conseguenza, a un desolante scenario con la chiusura del Centro di Ricerca.
Si ricorda che il Padule di Fucecchio ha un’estensione di circa 1800 ettari, divisi fra Provincia di Pistoia e Provincia di Firenze; se pur ampiamente ridotto rispetto all’antico lago-padule che un tempo occupava gran parte della Valdinievole meridionale, rappresenta tuttora la più grande palude interna italiana e che il Centro di Ricerca è stato fino a oggi l’Ente preposto a prendersi cura di tale area, con risultati d’indiscussa eccellenza, con l’operato di persone capaci ed esperte del settore. Da evidenziare quindi come l’esperienza di gestione del Centro per la sua originalità: partecipazione, forte connotazione pubblica ed efficacia (attività di conservazione, educazione ambientale, promozione della cultura locale e molto altro) debba costituire un modello di riferimento per la Regione Toscana che si appresta ad assumere la gestione delle Riserve Naturali. L’auspicio è che tutte le associazioni assicurino il proprio sostegno, come hanno sempre fatto, ma dobbiamo ricordare che tutelare il Padule di Fucecchio, zona umida d’interesse internazionale, deve rappresentare una priorità della pubblica amministrazione e in primo luogo della Regione, che deve anche attuare i propri impegni programmatici, che prevedono l’ampliamento dell’area protetta (PAER 2013-2015).
Il nostro appello va a tutte le autorità: Comuni, Province e, soprattutto alla Regione Toscana: un aiuto ora è necessario, indispensabile, oggi più che mai.
Mariarita Signorini Presidente Italia Nostra Toscana

Fonte: StampToscana

Padule di Fucecchio, appello di Italia Nostra alla Regione

Firenze – Tempi grami per il Padule di Fucecchio, che sembra avviarsi, dice Italia Nostra in una nota, verso una grossa crisi, dovuta a vari fattori e ad alcune pesanti rinunce degli Enti di supporto,  che ne stanno profilando un oscuro, triste destino.
“Ricordiamo che il Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio svolge, da oltre venti anni, un’importantissima attività attraverso conferenze, didattica per le scuole e concorsi – ricorda la nota dell’associazione ambientalista –  tutto è realizzato egregiamente da poche persone (2 soli dipendenti del Centro e alcuni volontari). Le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Legambiente, WWF, oltre che alcune associazioni venatorie, hanno sempre sostenuto il Centro e le attività svolte attraverso una serie di collaborazioni, cosa che, senza alcun dubbio, la sezione Medio Valdarno Inferiore di Italia Nostra continuerà a fare”.
Una situazione economico finanziaria, quella del centro, che, come spiega la presidente di Italia Nostra Toscana Maria Rita Signorini, è stata fortemente complicata dalla sopraggiunta mancanza “dell’indispensabile contributo della Provincia di Pistoia, oltre al ritiro della propria presenza di alcuni Comuni della Val di Nievole. Come si può immaginare un eventuale mancato intervento decisivo, primo fra tutti e di vitale importanza dovrebbe essere quello della Regione, porterebbe al termine delle attività lavorative dei tecnici e, di conseguenza, a un desolante scenario con la chiusura del Centro di Ricerca”.
Il Padule di Fucecchio ha un’estensione di circa 1800 ettari, divisi fra Provincia di Pistoia e Provincia di Firenze; se pur ampiamente ridotto rispetto all’antico lago-padule che un tempo occupava gran parte della Valdinievole meridionale, rappresenta tuttora la più grande palude interna italiana. Il Centro di Ricerca è stato fino a oggi l’Ente preposto a prendersi cura di tale area, con risultati d’indiscussa eccellenza,  con l’operato di persone capaci ed esperte del settore. “Da evidenziare resta l’esperienza di gestione del Centro per la sua originalità – si legge nella nota diramata dalla presidente Signorini col Consiglio della sezione d’Italia Nostra Medio Valdarno Inferiore – partecipazione, forte connotazione pubblica ed efficacia (attività di conservazione, educazione ambientale, promozione della cultura locale e molto altro) debba costituire un modello di riferimento per la Regione Toscana che si appresta ad assumere la gestione delle Riserve Naturali. L’auspicio è che tutte le associazioni assicurino il proprio sostegno, come hanno sempre fatto, ma dobbiamo ricordare che tutelare il Padule di Fucecchio, zona umida d’interesse internazionale, deve rappresentare una priorità della pubblica amministrazione e in primo luogo della Regione, che deve anche attuare i propri impegni programmatici, che prevedono l’ampliamento dell’area protetta (PAER 2013-2015)”.
“Il nostro appello va a tutte le autorità – conclude la nota – Comuni, Province e, soprattutto la Regione Toscana: un aiuto ora è necessario, indispensabile, oggi più che mai.

Fonte: Il Giornale della Protezione Civile

Padule di Fucecchio, Italia Nostra: “No alla chiusura del Centro di Ricerca”
L’appello di Italia Nostra alla Regione Toscana affiché scongiuri la chiusura del centro di Ricerca del Padule di Fucecchio (PT), la più grande area umida interna italiana

“Un intervento urgente che scongiuri il rischio di chiusura del Centro di Ricerca del Padule di Fucecchio, in provincia di Pistoia, che con la sua attività ha svolto una costante opera di sensibilizzazione e valorizzazione delle ricchezze naturalistiche, della flora, della fauna, e della sua storia a livello nazionale e internazionale” è alla Regione Toscana l’associazione di protezione dei beni culturali e ambientali Italia Nostra.
“Il 2016 – scrive Italia Nostra – non è iniziato nel migliore dei modi per il Padule di Fucecchio : una grossa crisi, dovuta a vari fattori e ad alcune pesanti rinunce degli Enti di supporto ne stanno profilando un oscuro, triste destino”. “Il Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio – ricorda l’associazione – svolge, da oltre venti anni, un’importantissima attività attraverso conferenze, didattica per le scuole e concorsi. Il tutto è realizzato egregiamente da poche persone (2 soli dipendenti del Centro e alcuni volontari). Italia Nostra, altre associazioni ambientaliste oltre che alcune associazioni venatorie, hanno sempre sostenuto il Centro e le attività svolte attraverso una serie di collaborazioni, cosa che, la sezione Medio Valdarno Inferiore di Italia Nostra continuerà a fare.
Ma recentemente è venuto a mancare l’indispensabile contributo della Provincia di Pistoia, oltre al ritiro della propria presenza di alcuni Comuni della Val di Nievole, complicando non poco la situazione economico-finanziaria del Centro: come si può immaginare un eventuale mancato intervento decisivo, primo fra tutti e di vitale importanza dovrebbe essere quello della Regione, porterebbe al termine delle attività lavorative dei tecnici e, di conseguenza, a un desolante scenario con la chiusura del Centro di Ricerca.
“Il Padule di Fucecchio – scrive Mariarita Signorini Presidente Italia Nostra Toscana – ha un’estensione di circa 1800 ettari, divisi fra Provincia di Pistoia e Provincia di Firenze; se pur ampiamente ridotto rispetto all’antico lago-padule che un tempo occupava gran parte della Valdinievole meridionale, rappresenta tuttora la più grande palude interna italiana e che il Centro di Ricerca è stato fino a oggi l’Ente preposto a prendersi cura di tale area, con risultati d’indiscussa eccellenza, con l’operato di persone capaci ed esperte del settore. Da evidenziare quindi come l’esperienza di gestione del Centro per la sua originalità: partecipazione, forte connotazione pubblica ed efficacia (attività di conservazione, educazione ambientale, promozione della cultura locale e molto altro) debba costituire un modello di riferimento per la Regione Toscana che si appresta ad assumere la gestione delle Riserve Naturali. L’auspicio è che tutte le associazioni assicurino il proprio sostegno, come hanno sempre fatto, ma dobbiamo ricordare che tutelare il Padule di Fucecchio, zona umida d’interesse internazionale, deve rappresentare una priorità della pubblica amministrazione e in primo luogo della Regione, che deve anche attuare i propri impegni programmatici, che prevedono l’ampliamento dell’area protetta (PAER 2013-2015). Il nostro appello va a tutte le autorità: Comuni, Province e, soprattutto alla Regione Toscana: un aiuto ora è necessario, indispensabile, oggi più che mai”.

Fonte: Controradio

Cliccate qui per ascoltate l’intervista di Domenico Guarino a Mariarita Signorini sulla crisi che ha investito il centro di ricerca del Padule di Fucecchio.

Fonte: Nove da Firenze

In difficoltà il Centro di Ricerca del Padule di Fucecchio
Allarme sul futuro dell’Oasi del WWF. Intanto il Sasso Fratino, la prima riserva naturale integrale italiana, è candidata “Sito patrimonio dell’umanità”

Il Padule di Fucecchio è un’area di inestimabile valore naturalistico e ambientale, ad oggi tutelata solo in una sua porzione minoritaria. E purtroppo anche la tutela di questa porzione è a rischio, perché la struttura che ne ha curato ad oggi la gestione, il Centro di Documentazione, Ricerca e Promozione del Padule,versa in severe difficoltà a seguito del venir meno del sostegno di parte delle Istituzioni. Il Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio svolge, da oltre venti anni, un’importantissima attività attraverso conferenze, didattica per le scuole e concorsi. Il tutto è realizzato egregiamente da poche persone (2 soli dipendenti del Centro e alcuni volontari). Ma recentemente è venuto a mancare l’indispensabile contributo della Provincia di Pistoia, oltre al ritiro della propria presenza di alcuni Comuni della Val di Nievole, complicando non poco la situazione economico-finanziaria del Centro: come si può immaginare un eventuale mancato intervento decisivo, primo fra tutti e di vitale importanza dovrebbe essere quellodella Regione, porterebbe al termine delle attività lavorative dei tecnici e, di conseguenza, a un desolante scenario con la chiusura del Centro di Ricerca.
Di fronte a questo, il Comitato Oasi WWF dell’Area Fiorentina e il Comitato WWF Pistoia e Prato chiedono alle Istituzioni un concreto e urgente impegno per salvaguardare una importante esperienza di gestione di un’area protetta di particolare valore e complessità come il Padule, e per far sì che non si diminuisca ma anzi si aumenti in futuro la salvaguardia del Padule. Il WWF chiede a tutte le Istituzioni, dal livello locale al livello regionale, un concreto e urgente impegno per assicurare al Padule una adeguata tutela e nello stesso tempo una corretta ed efficace gestione, che è elemento di primaria importanza e ‘conditio sine qua non’ per la tutela stessa, un impegno che deve essere unitario e compartecipato da parte di tutti gli Enti territorialmente interessati e competenti, ai vari livelli, sul Padule.
Anche Italia Nostra chiede alla Regione Toscana un intervento urgente che scongiuri il rischio di chiusura del Centro di Ricerca del Padule di Fucecchio, in provincia di Pistoia, che con la sua attività ha svolto una costante opera di sensibilizzazione e valorizzazione delle ricchezze naturalistiche, della flora, della fauna, e della sua storia a livello nazionale e internazionale. Italia Nostra, altre associazioni ambientaliste oltre che alcune associazioni venatorie, hanno sempre sostenuto il Centro e le attività svolte attraverso una serie di collaborazioni, cosa che, la sezione Medio Valdarno Inferiore di Italia Nostra continuerà a fare.
Il Padule di Fucecchio ha un’estensione di circa 1800 ettari, divisi fra Provincia di Pistoia e Provincia di Firenze; se pur ampiamente ridotto rispetto all’antico lago-padule che un tempo occupava gran parte della Valdinievole meridionale, rappresenta tuttora la più grande palude interna italiana e che il Centro di Ricerca è stato fino a oggi l’Ente preposto a prendersi cura di tale area, con risultati d’indiscussa eccellenza, con l’operato di persone capaci ed esperte del settore. Com’è purtroppo emerso, il 2016 non è iniziato nel migliore dei modi per il Padule di Fucecchio: una grossa crisi, dovuta a vari fattori e ad alcune pesanti rinunce degli Enti di supporto ne stanno profilando un oscuro, triste destino.
L’Unesco, agenzia delle Nazioni Unite costituita nel 1945, identifica e mantiene una lista di siti patrimonio dell’umanità (World Heritage List), aree di eccezionale rilevanza dal punto di vista culturale o naturale. l’Italia, all’inizio del 2015, ha presentato una “tentative list” per candidare, insieme ad altri undici stati europei, le migliori faggete vetuste come patrimonio Unesco, in estensione del già riconosciuto “Sito seriale transnazionale” Primeval Beech Forests of the Carpathians and the Ancient Beech Forests of Germany. La proposta italiana comprenderà otto siti candidati ad essere riconosciuti come “patrimonio mondiale naturale”. Tra questi spicca la riserva naturale integrale di Sasso Fratino. Il termine old-growth forest, “foresta vetusta”, si collega alle battaglie negli anni ’70 del mondo ambientalista statunitense per impedire l’abbattimento di alcune maestose foreste e la conseguente distruzione di habitat di specie importanti. In Italia questa espressione è stata introdotta circa vent’anni dopo e denota un ambiente dove gli alberi nascono, crescono e invecchiano seguendo le leggi della natura e sono presenti grandi masse di materiale organico dovuto agli alberi morti.
“Sasso Fratino, la prima riserva integrale italiana, costituita nel 1959, è uno di questi luoghi dal valore inestimabile. Dopo un biennio di ricerche dendroecologiche che hanno visto la collaborazione del Parco nazionale, del Corpo forestale dello Stato e del dipartimento Dafne dell’Università della Tuscia, oggi sappiamo che in questo ambiente naturale i faggi possono superare i cinque secoli di età. Rappresentano quindi una sorta di ‘capsula del tempo’ della gioventù del Rinascimento, quella che annoverava tra le sue fila Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti. La candidatura è un’ulteriore opportunità di promozione a livello internazionale – per la loro conservazione e valorizzazione – delle nostre foreste”, spiega Luca Santini, presidente dell’ente di gestione dell’area protetta.
Il rinvenimento di faggi così vecchi, al limite della longevità per le latifoglie decidue (con la foglia che cade d’inverno), fa prepotentemente entrare Sasso Fratino nella classifica delle dieci foreste più antiche dell’emisfero nord. Per gli studiosi Sasso Fratino ha costituito un laboratorio naturale dove apprendere il funzionamento degli ecosistemi e sviluppare strategie per la conservazione della biodiversità. Il rinvenimento di alberi così vetusti qualifica quest’area anche per ricerche sulla biologia e l’ecologia dell’invecchiamento nel mondo vegetale. Si tratta di studi complessi non solo per l’arco temporale da indagare ma anche per le condizioni ambientali difficili in cui vivono questi esemplari. La ricerca in ambienti così estremi è una vera e propria sfida. La storia del rinvenimento di tali “patriarchi” è un esempio di collaborazione tra diverse professionalità, tutte estremamente motivate nella conservazione della natura. Oltre che per gli aspetti forestali queste aree sono rilevanti per alcune specie animali particolarmente rappresentative come il picchio nero (Dryocopus martius), il più grande d’Europa, simbolo delle Foreste casentinesi. Gli alberi selezionati per la sua nidificazione, non a caso, superano i 150 anni di età.

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