Archivi della categoria: Eridiana/Sadam

Lettera aperta di Italia Nostra Valdichiana e blitz della Forestale vicino ai laghetti dell’ex zuccherificio Sadam

Il mese scorso la sezione Italia Nostra Valdichiana ha inviato una lettera aperta alle Istituzioni ed alla Forestale sollevando il problema dello stato di bonifica dei terreni intorno alla ex Sadam.
Di seguito potete leggere la lettera e l’articolo del Corriere di Arezzo sul blitz della Forestale.

Lettera Aperta:
Alla Regione Toscana
Alla Provincia di Arezzo
Al Comune di Castiglion Fiorentino
Alla USL n° 8 – Ufficio di Camucia
Al comando della Guardia Forestale

La sezione Italia Nostra Valdichiana, da sempre impegnata nel monitoraggio di tutto ciò che riguarda la tutela dell’ambiente, rivolge a tutti i destinatari della presente un appello affinché vengano finalmente forniti tutti i chiarimenti atti a tranquillizzare la cittadinanza su un aspetto essenziale del progetto di riconversione dell’ex-Zuccherificio Sadam: la bonifica dei terreni.
Su questo argomento non é mai stata detta una parola chiara né, tantomeno, definitiva; eppure si tratta in maniera evidente di un argomento che dovrebbe avere la precedenza su qualsiasi progetto di riconversione.
Riassumiamo i punti essenziali di quanto a nostra conoscenza:

  1. La Conferenza dei Servizi, riunitasi in data 5 Ottobre 2009 per esaminare la “Relazione tecnica descrittiva delle attività di caratterizzazione del sito”, aveva chiesto alla Eridania/Sadam un supplemento di indagine mirato a stabilire in via definitiva l’effettiva necessità della bonifica e le modalità della sua esecuzione. A tale scopo, alla Eridania/Sadam erano stati concessi tre mesi di tempo per presentare una relazione integrativa. Di mesi ne sono passati 15, ma non c’è ancora una risposta e ci risulta che la Conferenza, quanto meno sull’argomento, non si è più riunita.
  2. Nel convegno organizzato alla fine del mese di Settembre 2010, nel teatro di Castiglion Fiorentino, Italia Nostra ha rivolto ai responsabili della Eridania/Sadam delle domande precise sulla bonifica in questione; le risposte sono state evasive e molto deludenti.
  3. Al di là delle risultanze analitiche relative a campioni di acque e di terreni, prelevati a varie profondità, riportate nella Relazione sopra citata, nulla si sa sullo stato superficiale dei terreni, in relazione a possibili contaminazioni derivanti da scarichi, più o meno occasionali, di residui della lavorazione delle barbabietole e di altri fluidi di processo (fanghi e quant’altro). In particolare, nulla si sa dei materiali di risulta dalla demolizione di fabbricati e di apparecchiature. Dove sono stati smaltiti questi materiali? La Conferenza dei Servizi sopra citata aveva fatto presente che”……dovranno essere prodotti in copia tutti i formulari di trasporto dei rifiuti allontanati dal sito, con gli estremi di accettazione dell’impianto finale”. Non ci risulta che questi documenti siano stati forniti.
  4. Un aspetto particolarmente importante della bonifica riguarda le apparecchiature contenenti amianto. Chiediamo in particolare alla USL, destinataria anch’essa della presente, di rispondere alle domande che le avevamo rivolto con lettera raccomandata, inviata agli inizi di Ottobre u.s. e che qui riproponiamo:

– E’ stata completata la bonifica?
– Sono state rispettate le procedure, approvate dalla USL?
– Sono state completate tutte le pratiche amministrative?
– Dove sono stati smaltiti i materiali, contenenti amianto, risultanti dalla bonifica?
Italia Nostra si augura che questo appello venga accolto e che pertanto vengano messe in atto tutte le misure necessarie perché la bonifica venga definita e realizzata al più presto e vengano date ai cittadini informazioni e garanzie precise sulla tutela della loro salute.
D’altronde, come si potrebbe non procedere ad una bonifica del terreno, sul quale dovrebbe essere realizzato, fra l’altro, un insediamento residenziale, turistico ed abitativo?
Con osservanza
Italia Nostra Valdichiana

Fonte: Corriere di Arezzo

Castiglion Fiorentino – Analisi sul terreno accanto ai laghetti.
Dopo il blitz della Forestale accertamenti in laboratorio. Illecito seppellimento di rifiuti .
La Sadam: “Noi siamo estranei”.

Terreno sotto sequestro La zona oggetto dello scavo alla Nave vicino ai laghetti dell’ex zuccherificio Sadam
La terra smossa dalle ruspe vicino ai laghetti dello zuccherificio che fu, è nera come la pece. Non promette nulla di buono. O forse è solo l’”effetto bagnato”, provocato dalle piogge. A sciogliere ogni dubbio sulla qualità di quel terreno e sulla concentrazione di metalli, saranno comunque le analisi di laboratorio. Lo scavo effettuato mercoledì scorso dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato – di cui solo il Corriere di Arezzo ha dato notizia – non è molto ampio, ma ha già riservato sorprese interessanti: rifiuti di vario genere erano stati seppelliti lì per farli sparire. Cavi elettrici, plastica, croste di vernice e altro materiale in quantità sufficiente da far ipotizzare violazioni ben precise alla legge di riferimento. In una parola: abbandono di rifiuti.
Proprietaria di questo terreno posto fuori dall’area industriale, adiacente a campi coltivati nella zona della Nave è la Eridania Sadam.
Ci si arriva da una stradina stretta e fangosa, che conduce appunto ai laghetti che una volta servivano alla fabbrica dello zucchero. Gli uomini del Nucleo di polizia giudiziaria della Forestale, di stanza in procura, sono andati praticamente a colpo sicuro. Hanno raggiunto questo luogo dove in passato è confluita terra di riporto in abbondanza. Con pale meccaniche e ruspe sono stati effettuati dei prelievi qua e là.
Campioni di terreno ora in mano agli specialisti dei laboratori di fiducia della Forestale, a Firenze. Il materiale sarà scomposto e descritto minuziosamente, per vedere se la concentrazione di metalli rientra nella norma. E’ ancora troppo presto per sapere. Intanto, però, il saggio avvenuto mercoledì ha consentito di scoprire un luogo dove sono stati interrati rifiuti ingombranti e, forse, del tipo classificato come “pericoloso”. Di sicuro non era quello il modo opportuno e conforme alla legge 152 per smaltirli. Da parte sua Eridania Sadam si chiama fuori: “Ad oggi – si legge in una nota – non risulta esserci alcun coinvolgimento della società negli accertamenti in atto; si tratta di indagini disposte dalla magistratura nei confronti di ignoti”. E ancora: “L’attività del Corpo Forestale è consistita nel campionamento di terreno al di fuori del recinto di fabbrica, dove è stata reperita una modesta quantità di rifiuti dichiarati “non pericolosi” e che non rappresentano comunque residui di sostanze utilizzate nel processo della lavorazione delle barbabietole da zucchero.” Pertanto: “Eridania Sadam si ritiene completamente estranea ai non meglio precisati sospetti di irregolarità di gestione ambientale del sito.” Lo scavo intanto è stato posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. Le benne sono affondate in una ristretta porzione, ma il sospetto è che la superficie adibita a discarica possa essere più ampia. Chi ha interrato i rifiuti? Mistero.
Questo e altri dubbi dovranno essere risolti. Riguardano un pezzo di territorio per il quale si prospettano nuove destinazioni, come la nascita di un campo di golf in un contesto ambientale da paradiso terrestre. Per ora, dietro i ciuffi d’erba e davanti al profilo di Castiglioni, caliginoso sullo sfondo, c’è un mucchio di terra brutta e nera con un groviglio di interrogativi.

Annunci

Intervista a Mariarita Signorini di Radio Wave sul convegno di Arezzo “Energie rinnovabili e beni comuni” (centrali a biomasse)

Tratto dal sito Radio Wave International sul convegno del 22 gennaio 2011 tenutosi
ad Arezzo “Energie rinnovabili e beni comuni”

Intervista a Mariarita Signorini per Italia Nostra Onlus: “Italia Nostra: Centrali a biomasse si, ma solo tascabili!!
Clicca qui per ascoltare l’intervista.
Mariarita Signorini del coordinamento Nazionale di Italia Nostra, ci spiega il bluff che rischia di mettere sotto scacco un intera popolazione, col suo lavoro, la sua terra e la sua salute. Non bruciamoci il futuro.
L’industria non ha alibì, può fare i suoi affari costruendo prodotti per la microdiffusione delle tecnologie atte al risparmio e all’approvvigionamento energetico.
Stessa cosa vale per il 3% dei lavoratori italiani che sono inmpiegati nel settore agricolo e che rischiano attraverso gli scellerati patti delle categorie agricole nazionali col mondo industriale, di far valere interessi di pochi sui diritti di tanti. Diritto ad avere un aria pulita, diritto ad avere un acqua incontaminata, diritto di autoprodursi l’energia, diritto a conservare il paesaggio e le buone pratiche agricole che hanno fatto della nostra storia, cultura e identità, un esempio di qualità da esportare nel mondo.
Intervista a Gianni Mori Comitato per la Tutela della Valdichiana: A chi serve la centrale a Biomasse da 35 Megawatt in Valdichiana?
Clicca qui
 per ascoltare l’intervista.
Di sicuro non agli abitanti della spendida valle aretina.
Oggi in un convegno sui beni comuni, e le nove forme di energia democratica, prodotta nel rispetto dell’ambiente e della salute, s’incontrano il Professor Alberto Asor Rosa, il Biologo Gianni Tamino, ed altre importanti personalità che aiuteranno a capire, per chi ancora non l’avesse capito, che la centrale prevista in cambio di pochi posti di lavoro, è parte di un meccanismo malato, che droga il comparto agricolo locale, svalorizza il territorio nel suo complesso, aggredendo beni comuni come l’acqua, l’aria e il paesaggio.
Gianni Mori Presidente di un forte comitato – Comitato per la Tutela della Valdichiana – parlando dell’iniziativa, ci spiega come la politica ad oggi, affronti ancora questi temi con approcci incompetenti e forme di mentalità collegate a vecchi stereotipi di sviluppo che nulla hanno a che fare con i veri interessi delle popolazzioni locali.

Foto di Roberto Rossi

Eridiana/Sadam: lettera aperta di Italia Nostra Valdichiana alle istituzioni

Martedì 28 Dicembre 2010 08:44 Italia Nostra Valdichiana

Lettera Aperta:
Alla Regione Toscana
Alla Provincia di Arezzo
Al Comune di Castiglion Fiorentino
Alla USL n° 8 – Ufficio di Camucia
Al comando della Guardia Forestale

La sezione Italia Nostra Valdichiana, da sempre impegnata nel monitoraggio di tutto ciò che riguarda la tutela dell’ambiente,  rivolge a tutti i destinatari della presente un appello affinché vengano finalmente forniti tutti i chiarimenti atti a tranquillizzare la cittadinanza su un aspetto essenziale del progetto di riconversione dell’ex-Zuccherificio Sadam: la bonifica dei terreni.
Su questo argomento non é mai stata detta una parola chiara né, tantomeno, definitiva; eppure si tratta in maniera evidente di un argomento che dovrebbe avere la precedenza su qualsiasi progetto di riconversione.
Riassumiamo i punti essenziali di quanto a nostra conoscenza:

  1. La Conferenza dei Servizi, riunitasi in data 5 Ottobre 2009 per esaminare la “Relazione tecnica descrittiva delle attività di caratterizzazione del sito”, aveva chiesto alla Eridania/Sadam un supplemento di indagine mirato a stabilire in via definitiva l’effettiva necessità della bonifica e le modalità della sua esecuzione. A tale scopo, alla Eridania/Sadam erano stati concessi tre mesi di tempo per presentare una relazione integrativa. Di mesi ne sono passati 15, ma non c’è ancora una risposta e ci risulta che la Conferenza, quanto meno sull’argomento, non si è più riunita.
  2. Nel convegno organizzato alla fine del mese di Settembre 2010, nel teatro di Castiglion Fiorentino, Italia Nostra ha rivolto ai responsabili della Eridania/Sadam delle domande precise sulla bonifica in questione; le risposte sono state evasive e molto deludenti.
  3. Al di là delle risultanze analitiche relative a campioni di acque e di terreni, prelevati a varie profondità, riportate nella Relazione sopra citata, nulla si sa sullo stato superficiale dei terreni, in relazione a possibili contaminazioni derivanti da scarichi, più o meno occasionali, di residui della lavorazione delle barbabietole e di altri fluidi di processo (fanghi e quant’altro). In particolare, nulla si sa dei materiali di risulta dalla demolizione di fabbricati e di apparecchiature. Dove sono stati smaltiti questi materiali? La Conferenza dei Servizi sopra citata aveva fatto presente che ”……dovranno essere prodotti in copia tutti i formulari di trasporto dei rifiuti allontanati dal sito, con gli estremi di accettazione dell’impianto finale”. Non ci risulta che questi  documenti siano stati forniti.
  4. Un aspetto particolarmente importante della bonifica riguarda le apparecchiature contenenti amianto. Chiediamo in particolare alla USL, destinataria anch’essa della presente, di rispondere alle domande  che le avevamo rivolto con lettera raccomandata, inviata agli inizi di Ottobre u.s. e che qui riproponiamo:
  • E’ stata completata la bonifica?
  • Sono state rispettate le procedure, approvate dalla USL?
  • Sono state completate tutte le pratiche amministrative?
  • Dove sono stati smaltiti i materiali, contenenti amianto, risultanti dalla bonifica?

Italia Nostra si augura che questo appello venga accolto e che pertanto vengano messe in atto tutte le misure necessarie perché la bonifica venga definita e realizzata al più presto e vengano date ai cittadini informazioni e garanzie precise sulla tutela della loro salute.
D’altronde, come si potrebbe non procedere ad una bonifica del terreno, sul quale dovrebbe essere realizzato, fra l’altro, un insediamento residenziale, turistico ed abitativo?
Con osservanza
Italia Nostra Valdichiana

Ex Sadam, Valdichiana. Centrale a biomasse: uno scempio annunciato

Fonte: Arezzo Notizie

Ex Sadam – la Maccaferri propone uno scempio ambientale

Alfio Nicotra, capogruppo della Federazione della Sinistra in consiglio provinciale, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Via Campesina” il più grande movimento dei contadini nel mondo chiede nel nome della sovranità alimentare che siano tolti i biocombustibili dall’energie rinnovabili. Bruciare cibo per produrre energia è infatti un crimine contro l’umanità. La proposta che il Gruppo Maccaferri avanza per riconvertire l’ex zuccherificio Sadam di Castiglion Fiorentino è incompatibile con la vocazione naturale della Valdichiana ed è eticamente inaccettabile. La filiera corta in questo caso diventerebbe una truffa perché renderebbe ancora di più svantaggioso la produzione agricola a fini alimentari e di fatto vampirizzerebbe l’intera economia agricola per produrre olio da destinare al biocombustibile. Di mostruosità ne ho lette tante nella mia vita, ma mi rifiuto di credere che ci sia una classe politica disponibile ad imprimere sulla terra della Valdichiana una simile regressione e ferita.
Una centrale a biomasse di quelle dimensioni agirà da volano per la distruzione dell’agricoltura storicamente insediata sul nostro territorio. Assisteremo al prosperare di agricoltura intensiva legata alla filiera degli oli combustibili. Lo stesso bilancio ambientale in termini di minore produzione di anidride carbonica prospettato dalla Maccaferri dovrebbe essere seriamente rivisto alla luce delle radicali modifiche che apporterà all’agricoltura locale con le produzioni intensive e che richiedono un alto consumo di acqua.
La destinazione poi della vecchia area della Sadam ad un villaggio turistico con l’ennesimo campo da golf che sorgerebbe nella nostra provincia, è la ciliegina sulla torta dello scempio ambientale. I campi da golf richiedono un consumo di acqua impressionante, altra risorsa fondamentale che verrebbe sottratta alla nostra comunità per far giocare qualche famiglia di ricchi signori.
Non regge neanche la “chimera” dei 500 posti di lavoro. Intanto perché saranno molti di meno in quanto dovremo sottrarre tutti quelli persi nell’agricoltura tradizionale e nel circuito industriale e di distribuzione ad essa legato. In secondo luogo chiunque è buono con una speculazione a creare posti di lavoro. Ma non tutto può essere lecito in economia e quello annunciato dalla Maccaferri non lo è.

Per informazioni sulla manifestazione che si terrà il 25 settembre a Castiglion Fiorentino contro l’inceneritore a biomasse organizzata dal Comitato Tutela Valdichiana: www.comitatotutelavaldichiana.it

Ultima notizia in tema d’energia: mega-impianto a biomasse di Castiglion fiorentino

Pubblichiamo l’articolo uscito oggi su Arezzonotizie.it: si tratta  della riconversione delleEx zuccherificio Eridania in un enorme impianto a biomasse che stravolgerà la Valdichiana (Arezzo) e che Italia Nostra e i Comitati locali contrastano da anni.
Inizialmente si parlava di 50 MW, poi grazie anche alla nostra opposizione sono arrivati a 22-23 MW, ma le dimensioni non sono ancora sicure.
Ricordiamo che se dovesse funzionare a biomasse una grandissima estensione di territorio sarà sacrificata alla produzione di energia, a meno che non sia, come sembra, la trasformazione in un inceneritore come tutti temono, che sarebbe anche peggio per la salute della popolazione.
Mariarita Signorini

Comitato Tutela Valdichiana Sez. Castiglion Fiorentino
Centrale a biomasse: tranquilli…bruceranno il grano con i funghi…

Giovedì 05 Agosto 2010
A quando il fumo tartufato? Ci sono voluti ben 4 anni di duro lavoro, da parte del Sindaco, per raggiungere un risultato epocale che non riuscirà certamente a tranquillizzare i cittadini Castiglionesi: si è sostituita la legna da bruciare nella centrale con il grano con i funghi… e altre granaglie da scarto. Per il resto nulla di nuovo, si procede spediti verso la realizzazione del progetto multi-centrale (2 o 3 bruciatori?) senza nessuna variazione di potenza o dimensione.
Ci chiediamo: a cosa sono serviti i “4 anni di duro lavoro”? Ma soprattutto perché si vuol mantenere in vita l’incenerimento di biomasse a griglia mobile (che tanto preoccupa tutti i castiglionesi e non solo loro, nonostante il fumo ai funghi)? Ma chiaramente è perché, con la griglia mobile, si possono bruciare RIFIUTI (senza modificare neppure una vite nella Centrale), come per altro è già successo recentemente in simili impianti in esercizio anche in Toscana (Scarlino, e altri …) e confermato dagli esperti del S.Anna di Pisa (Consulenti del Comune).
A questo si aggiunge un fantasioso e irreale balletto di cifre su investimenti e posti di lavoro privi di ogni riscontro oggettivo, tutto nel tentativo di convincere la gente sulla bontà e convenienza di questo miracoloso modello di riconversione, rifiutato da tutti gli altri Sindaci della Valdichiana.
Chi pensa che i Castiglionesi si lascino abbindolare da tutto questo ha sbagliato i suoi calcoli.
Questo progetto è e rimarrà dannoso per la nostra salute, improduttivo, illogico e deleterio per tutto il nostro territorio indipendentemente dalla materia prima che si intende usare (legna, olio, cerali con i funghi o peggio ancora rifiuti), dalla zona dove si intenderà collocare e non saranno le bufale che ogni giorno leggiamo sui giornali a cambiare il parere dei cittadini su questa sempre più assurda questione.
Ricordiamo al Sindaco che il programma con cui si è presentato ai cittadini Castiglionesi, e per la cui realizzazione è stato eletto, non prevedeva in nessuna delle sue parti la realizzazione di inceneritori a biomasse nel nostro territorio. Quindi il Sindaco, senza mettere in discussione il diritto a governare Suo e dell’Amministrazione Comunale, ha il dovere morale di confrontarsi con tutti i cittadini prima di prendere qualsiasi decisione o firmare nuovi accordi di qualsiasi genere.
Non vorremmo di nuovo assistere a decisioni autoritarie e magari con l’utilizzo di maggioranze, se pur legittime, traballanti e di consistenza limitata: inaccettabile su un argomento di tale rilevanza (mega inceneritore) e tra l’altro non presente nel programma elettorale.
Ricordiamo infine ai Consiglieri Comunali che, in vista della ratifica di un nuovo accordo, come è stato dichiarato da tutte le parti nell’assemblea del 9-luglio u.s. al Villaggio del Giovane, quando saranno chiamati a votare un altro e necessario atto di indirizzo in Consiglio Comunale, tengano presente che la stragrande maggioranza dei cittadini è totalmente contraria a questo tipo di riconversione e le oltre 5500 firme raccolte lo confermano. Inoltre ci auguriamo che il nostro Sindaco non si DIMENTICHI PIÙ di inserire integralmente gli atti di indirizzo negli accordi.
Qualora, come già successo nel 2007, si rifiutasse di nuovo il confronto con la cittadinanza prima di ratificare qualsivoglia accordo, senza tener conto delle legittime obbiezioni dei Castiglionesi, siamo sicuri che gli stessi sapranno giudicare e punire elettoralmente tutti quei soggetti e forze politiche che si renderanno protagonisti di percorsi e comportamenti in palese contrasto con una democrazia partecipata, indispensabile in argomenti delicati e molto sentiti dalla gente come questo.

Assemblea pubblica – Riconversione ex area Sadam di Castiglion Fiorentino

Fonte: Arezzo Notizie

Assemblea pubblica – Riconversione ex area Sadam di Castiglion Fiorentino
Pinacoteca del Comune, giovedì, 14 febbraio 2008, ore 17,00
Sala della Pinacoteca del Comune di Castiglion Fiorentino

Invitati: Cittadini, Comune, Provincia (assessorati Agricoltura, Caccia e Pesca, Ambiente, aree protette), Agriturismi, Coldiretti, Confagricoltura, CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), Comitato per la difesa della Valdichiana, Associazioni turistiche, Legambiente Arezzo, WWF, LIPU, Ambiente e Lavoro Toscana, ATC3, Sindacati.

Le associazioni ambientaliste della Valdichiana invitano tutti i cittadini, gli Enti e le associazioni interessate ad un incontro per informazioni sulla riconversione dell’area ex zuccherificio Sadam.
Siamo convinti che la valutazione se e quanto sia opportuna una riconversione di una presenza agroindustriale storica non possa avvenire senza la partecipazione delle comunità interessate (in primo luogo dei lavoratori, dei sindacati  che li rappresentano, degli agricoltori e delle loro associazioni) per una valutazione complessiva in termini di costi-benefici.
Cogliamo l’invito del Sindaco Brandi a superare le polemiche senza evocare “catastrofismi” assolutamente fuori luogo per capire, invece, quale sarà il progetto finale, individuare le sue criticità e vedere, le possibili soluzioni alternative e se questo sta dentro criteri di valutazione compatibili con la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini e della valutazione dei relativi rischi.  Vogliamo anche discutere quale sarà il percorso previsto per la realizzazione e come si intende coinvolgere le comunità locali. Noi siamo tra coloro che non sottovalutano le problematiche insite in un pur corretto concetto delle energie rinnovabili da biomasse e relativi assetti agrocolturali ( non necessariamente peggiori di quelli che derivano della pregressa PAC) e neppure  sopravvalutano  i rischi di tipo industriale.
Le scriventi associazioni hanno, da sempre, seguito con attenzione critica gli impatti ambientali dello zuccherificio, dagli scarichi idrici, all’inquinamento delle acque e alle emissioni odorigene e alla produzione di rifiuti. Ciò nondimeno siamo molto preoccupati per la deindustrializzazione.
Le associazioni ambientaliste sono particolarmente interessate e preoccupate della sorte dei laghetti che non risulta chiara dalla lettura dei documenti ad oggi disponibili. Rispetto ad un iniziale impegno di mantenimento dei livelli idrici nell’attuale assetto, l’accordo sulla riconversione riduce  l’intera superficie dai 35/40 ha a circa 5 ha!
I laghetti, svolgono la funzione di oasi di protezione sulle rotte degli uccelli migratori inserita nel Piano Faunistico Provinciale, punto di sosta dell’avifauna migrante, unica in 50 Km. tra la riserva naturale di Ponte Buriano e l’oasi del lago di Montepulciano. Riveste un notevole interesse dal punto di vista naturalistico e di mantenimento della biodiversità. Chiediamo che questa funzione sia mantenuta e implementata e che divenga un’area naturalistica gestita.
Quest’area potrà svolgere anche funzioni di bioindicatore di salubrità dei luoghi in accordo con le richieste di effettuare la valutazione di impatto sulla salute (dell’ambiente e dell’uomo).

CNP Toscana, Mariarita Signorini
Italia Nostra Toscana, Nicola Caracciolo
Italia Nostra e Comitato Nazionale Paesaggio – Castiglion Fiorentino, Liliane Buffaut Mungo
L.I.P.U. Claudia Donati,  Giorgio Grazzini
Legambiente Circolo Ernesto Balducci Valdichiana, Alfeo Tralci
Legambiente Circolo Laura Conti Arezzo, Giuseppe Croce
WWF, Claudio Resti, Carlo Scoccianti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: