Archivi della categoria: Fotovoltaico

Ecoreati, una legge truffa

Fonte: MicroMega, 19/05/2015
Di: Antonia Battaglia

Il Ddl 1345, che introduce norme per i delitti contro l’ambiente nel codice penale, è diventato legge.
Il testo, sbandierato come un grande successo da diversi partiti e da alcuni associazioni ambientaliste, ha subito vari emendamenti e modifiche, e nella sua formulazione risulta talmente ambiguo da rappresentare de facto un condono ai grandi inquinatori attuali e potenziali.
Esso mette a rischio i processi per disastro ambientale, in corso e futuri, escludendo la possibilità per la magistratura di avviare nuove indagini sui delitti ambientali e di rimettere in discussione impianti inquinanti dotati di autorizzazioni ad operare o produrre.

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Estirpati 6mila ulivi per far posto a parchi fotovoltaici nel Brindisino

Fonte: Il Corriere del Mezzogiorno, 11/03/2015
Di: Francesca Cuomo

Scoperta della Forestale nelle campagne tra Brindisi e Cellino San Marco
Sanzionate alcune società del settore per complessivi 400.000 euro

Oltre 6.500 ulivi sono stati estirpati, senza alcuna autorizzazione, nelle campagne tra Brindisi e Cellino San Marco per far spazio a pannelli fotovoltaici. Sui terreni in cui si trovavano alberi secolari, tra il 2010 e il 2011 sono stati realizzati campi fotovoltaici con la semplice richiesta di Dichiarazione di inizio attività (Dia). La Forestale di Brindisi ha multato per 400mila euro gli intestatari dei terreni su cui si trovavano gli alberi poi spariti. Si tratta di circa 30 ettari di uliveti rasi al suolo per realizzare gli impianti suddivisi in piccole particelle e con una produzione di energia inferiore ad un megawatt per evitare di dover chiedere la Valutazione d’impatto ambientale.

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Incontro sul Piano Paesaggistico della Toscana

Giovedì 26 febbraio alle ore 11.30 al Caffè Giubbe Rosse, piazza della Repubblica 13/14r – Firenze, le associazioni di tutela ambientale, alla luce delle ultime vicende, in particolare, il maxi-emendamento proposto dal PD, incontreranno la stampa per fare il punto sul Piano Paesaggistico della Toscana.

Interverrano:

  • Cai: Riccarda Bezzi,Presidente CRTAM Toscana (Commissione Regionale Tutela Ambiente Montano)
  • Italia Nostra: Marco Parini, Presidente nazionale
    Antonio Dalle Mura, Presidente Italia Nostra Toscana
    Nicola Caracciolo, Presidente onorario CR toscano Italia Nostra
  • Legambiente: Fausto Ferruzza, Presidente Legambiente Toscana
  • Lipu: Daniela Burrini, Lipu Toscana
  • Mountain Wilderness
  • Pronatura: Mauro Furlani, Presidente Nazionale
  • Rete dei Comitati per la difesa del territorio: Mauro Chessa, Presidente
  • Slow Food: Stefano Beltramini‎, Segretario Regionale Toscana
  • Wwf: Marcello Demi, WWF Toscana

“Sblocca Italia” – stop art.35

Rete Valdisieve
Italia Nostra Onlus sezione di Firenze

Comunicato stampa, 6/11/2014

Il cosiddetto decreto “Sblocca Italia” è appena stato approvato al Senato con 157 voti favorevoli e 110 contrari (in molti invece sono usciti). Secondo l’attuale art. 35, entro il 13 Dicembre 2014, il Presidente del Consiglio con proprio decreto individuerà gli “impianti di recupero di energia e di smaltimento dei rifiuti urbani e speciali, esistenti o da realizzare, ” definendoli un sistema integrato e “moderno” di gestione dei rifiuti e addirittura “infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell’ambiente” (cioè: aree di possibile militarizzazione).
In realtà le soluzioni delineate nel decreto Sblocca “Italia” sono obsolete e contrarie alla gerarchia stabilita dalla normativa italiana ed europea in materia di rifiuti, per i seguenti motivi:

  • non si prende in considerazione il fatto che oggi, in Italia, disponiamo di tecnologie in grado di trattare ogni tipologia di rifiuti, compresi quelli indifferenziati. Tali impianti – a freddo- consentono di chiudere il ciclo senza discariche e inceneritori, conseguentemente senza la produzione di scorie e ceneri pericolose da dover collocare in discariche speciali (oggi inesistenti).
  • per rispettare la richiamata gerarchia, non si dovrebbero realizzare nuovi inceneritori, bensì l’impiantistica innovativa per la selezione, il recupero e il riciclo delle “materie seconde” contenute nei rifiuti, con la quale si creeranno nuovi posti di lavoro: esperti stimano fino a 190 mila adottando le opportune tecnologie.

Al contrario il decreto “Sblocca Italia” si preoccupa unicamente di soddisfare gli interessi delle lobby inceneritoriste e non prende minimamente in considerazione, per trattare i rifiuti indifferenziati, le tecnologie che sono molto più sostenibili sotto il profilo ambientale e molto più produttive sotto il profilo economico.
Inoltre “tutti gli impianti devono essere autorizzati a saturazione del carico termico”, consentendo di bruciare rifiuti urbani e speciali provenienti da tutta l’Italia, con la conseguenza di disincentivare la raccolta differenziata.
Questo significa che la Valdisieve, che ha raggiunto buoni livelli di raccolta differenziata e che, per la mancanza di rifiuti da bruciare ha visto i Sindaci locali cancellare in linea teorica l’impianto dei Cipressi a Selvapiana –Rufina (in quanto non più sostenibile sul piano economico), potrebbe vedere riemergere il progetto grazie all’importazione dei rifiuti da altre aree toscane e non.
Con queste premesse, riusciranno i nostri sindaci a mantenere la loro posizione contraria all’impianto e ad attivarsi per la realizzazione di impianti di trattamento “a freddo” che permettono di chiudere il ciclo dei rifiuti recuperando materia ed avviare il percorso di Riciclo Totale sul nostro territorio o a livello di ATO, scongiurando così il pericolo dell’ulteriore inquinamento ambientale che si avrebbe dal trasporto dei rifiuti da tutta l’Italia.

Ieri sera il Senato, approvando il decreto, non ha avallato solo l’art. 35, ma anche tutti gli altri che, in sintesi, favoriscono le solite lobby del petrolio, degli inceneritori, delle autostrade ecc…..
E siccome questo non bastava, si diminuiranno i controlli, le misure ambientali e i tempi per le approvazioni di progeti, VIA e VAS.
Più che Sblocca Italia ci sembra uno SFASCIA ITALIA!

Una buona notizia dal vertice di Bruxelles! Niente valanga di pale! O almeno non subito…

Cliccate qui per leggere l’intervento di Italia Nostra alla vigilia del Consiglio Europeo sull’energia.

Rete della Resistenza sui Crinali

Dal Consiglio europeo di Bruxelles emergono per la prima volta seri dubbi sulla efficacia della politica degli obiettivi vincolanti finora seguita per la protezione del clima. I valori-obiettivo europei per il 2030 saranno 40 – 27 – 27 (che sostituiscono il programma 20 – 20 – 20 al 2020), ma solo la riduzione del 40% della emissione dei gas clima-alteranti è vincolante per ciascun Paese. Prevista una clausola di revisione di questi obiettivi se alla conferenza di Parigi del prossimo anno anche i grandi inquinatori mondiali non si adegueranno agli standard europei. Affermata al vertice di Bruxelles la posizione di buon senso auspicata alla vigilia da Italia Nostra col suo comunicato stampa. Intanto il Presidente della Commissione Industria del Senato propone una carbon tax estesa anche ai beni di importazioni.

consiglio europeo

Sostanzialmente confermata la scorsa settimana dal Consiglio europeo di Bruxelles la già fin troppo eroica impostazione teorica sugli obiettivi in…

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Green economy, le proposte di Italia Nostra alla Camera

Fonte: Formiche

Italia Nostra ha presentato alle commissioni riunite VIII e X della Camera, che sono in procinto di chiudere il documento conclusivo dell’indagine sulla green economy, un documento sottoscritto anche dai Presidenti di Altura, Amici della Terra, LIPU, AIW Ass.ne Italiana per la Wilderness, Movimento Azzurro e Mountain Wilderness.
Commenta così l’iniziativa Marco Parini, Presidente di Italia Nostra: “Ci siamo accorti che, stranamente, nel testo finale del documento sulla Green Economy della Camera, che affronta l’argomento nel suo complesso e con alcuni spunti molto apprezzabili, non ci fosse nessun tipo di riferimento ad uno dei problemi più grandi che hanno riguardato il settore negli ultimi anni: i folli incentivi erogati a favore delle Rinnovabili Elettriche, in particolare Eolico e Fotovoltaico industriale, che hanno certamente impedito di investire risorse importanti in settori come agricoltura, ricerca applicata, efficienza energetica e trasporti”.
In Italia, si legge nel documento, nell’attuazione del programma europeo “20-20-20 per il 2020″, tali impianti industriali sono stati costruiti in questi anni in modalità inusitate sia nel numero che nelle dimensioni sfruttando l’incentivazione più alta in Europa ed hanno rappresentato, nel loro complesso:

  • una delle più violente e repentine aggressioni al paesaggio ed all’ambiente italiano;
  • un disastro in termini di costi sostenuti dalla collettività: oltre 12 miliardi all’anno di soli incentivi ed un onere complessivo ormai nell’ordine di grandezza dell’ 1% del PIL;
  • l’assorbimento di un carico di risorse tale da deprimere la ricerca, di base ed applicata, per lo sviluppo di nuove tecnologie e qualsiasi altro investimento in settori ben più performanti per la riduzione di gas serra come le rinnovabili termiche, l’efficienza energetica, le modalità di trasporto sostenibile e il telelavoro;
  • una delle cause principali del costo proibitivo dell’energia in Italia con la conseguente delocalizzazione delle produzioni energivore dall’Italia verso Paesi dove l’energia costa meno.
  • un enorme flusso di denaro in uscita dall’Italia per l’acquisto dell’hardware che ha favorito quasi esclusivamente imprese e filiere industriali estere;
  • un beneficio occupazionale ridotto e limitato alle installazioni;
  • la negazione stessa del principio di “produzione individuale distribuita” teorizzato dagli stessi fautori delle rinnovabili come modello energetico sostenibile del futuro;
  • un nuovo lucroso affare per la criminalità organizzata, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno.

Conclude così Parini: “Ci auguriamo che gli spunti di discussione che offriamo possano contribuire per il futuro ad evitare la grande speculazione e gli enormi sprechi di denaro, a carico delle bollette di Famiglie e Imprese, che i folli incentivi alle Fer Elettriche, soprattutto eolico e fotovoltaico industriali, hanno causato in questi anni al nostro Paese attraverso un’attenta e più stringente valutazione del costo\beneficio delle scelte di politica energetica”.

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